Ipotesi Gaia

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La Terra (Gaia) vista dall'Apollo 17, dicembre 1972

L'ipotesi Gaia è una ipotesi formulata per la prima volta dallo scienziato inglese James Lovelock nel 1979 in "Gaia. A New Look at Life on Earth".

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua prima formulazione l'ipotesi Gaia, che altro non è che il nome del pianeta vivente (derivato da quello dell'omonima divinità femminile greca, nota anche col nome di Gea), si basa sull'assunto che gli oceani, i mari, l'atmosfera, la crosta terrestre e tutte le altre componenti geofisiche del pianeta terra si mantengano in condizioni idonee alla presenza della vita proprio grazie al comportamento e all'azione degli organismi viventi, vegetali e animali.[1] Ad esempio la temperatura, lo stato d'ossidazione, l'acidità, la salinità e altri parametri chimico-fisici fondamentali per la presenza della vita sulla terra presentano valori costanti. Questa omeostasi è l'effetto dei processi di feedback attivo svolto in maniera autonoma e inconsapevole dal biota.[2] Inoltre tutte queste variabili non mantengono un equilibrio costante nel tempo ma si evolvono in sincronia con il biota. Quindi i fenomeni evoluzionistici non riguardano solo gli organismi o l'ambiente naturale, ma l'intera Gaia.

Il sistema Gaia, che non è identificabile né con il termine biosfera, né con biota, che sono solo due elementi che la compongono, comprende invece:

  • Organismi viventi che crescono e si riproducono sfruttando ogni possibilità che l'ambiente concede.
  • Organismi soggetti alle leggi della selezione naturale darwiniana.
  • Organismi che modificano costantemente il loro ambiente chimico-fisico, cosa che avviene costantemente come semplice effetto di tutti quei processi fondamentali per la vita, come la respirazione, la fotosintesi ecc.
  • Fattori limitanti che stabiliscano i limiti superiori ed inferiori della vita. L'ambiente può presentare temperature eccessivamente alte o basse per l'affermarsi della vita in un dato ambiente. Stesso discorso per le concentrazioni di sali, minerali, composti chimici ecc.

Un fattore inquinante dell'intera Gaia sono certamente le attività e l'ambiente costruito dall'uomo, che anche se non facente parte del sistema, interagisce fortemente con esso modificando i fattori limitanti (temperatura, composti chimici ecc.).

La biologa Lynn Margulis ha dato la sua adesione all'Ipotesi Gaia ma prendendo le distanze da Lovelock, a suo avviso troppo influenzato dal vitalismo.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Varie storie di fantascienza riprendono questa teoria, tra le quali L'orlo della Fondazione (1982) e Fondazione e Terra (1986) di Isaac Asimov, il romanzo Terra (1991) di David Brin e il manga Nausicaä della Valle del vento di Hayao Miyazaki (1982-1994).

Parte di questa teoria è utilizzata nel film The Day After Tomorrow, nella trilogia del fumetto Born from the Earth e nel film di animazione Final Fantasy: The Spirits Within, oltre che in Final Fantasy VII, capitolo dell'omonima serie videoludica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lovelock, James. The Vanishing Face of Gaia. Basic Books, 2009, p. 255. ISBN 978-0-465-01549-8
  2. ^ Kleidon, Axel. How does the earth system generate and maintain thermodynamic disequilibrium and what does it imply for the future of the planet?. Philosophical Transactions of the Royal Society DOI: 10.1098/rsta.2011.0316 [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • James Lovelock, Le nuove età di gaia (1991, Bollati Boringhieri)
  • James Lovelock, Gaia: manuale di medicina planetaria (1992, Zanichelli)
  • Franco Ricci-Lucchi, "La scienza di Gaia. Ambiente e sistemi naturali visti da un geologo" (1996, Zanichelli)
  • James Lovelock, Omaggio a Gaia (2002, Bollati Boringhieri)
  • James Lovelock, La rivolta di Gaia (2006, Rizzoli)
  • Roberto Bondì, Blu come un'arancia. Gaia tra mito e scienza. Prefazione di Enrico Bellone (2006, Torino, Utet) ISBN 88-02-07259-0
  • Roberto Bondì, Solo l'atomo ci può salvare. L'ambientalismo nuclearista di James Lovelock (2007 Torino, Utet)

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