Biocentrismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il biocentrismo (dal greco βιος, bios, "vita"; e κέντρον, kentron, "centro") è una concezione filosofica apparsa negli anni 1970 secondo la quale l'uomo è solo uno degli innumerevoli elementi dell'universo, e quindi è tenuto a rispettare tutte le altre forme di vita e a vivere in armonia con animali e vegetali, il biocentrismo pretende rivendicare il valore primordiale della vita.[1]

Propone che tutti gli esseri viventi abbiano lo stesso diritto a esistere, a svilupparsi e a esprimersi con autonomia . L'attività umana dovrà quindi cercare di causare il minore impatto possibile sopra altre specie e sopra il pianeta in sé. Date le sue caratteristiche, è una filosofia contraria al teocentrismo e all' Antropocentrismo . Il biocentrismo spiega che quello che percepiamo come realtà è un processo che esige la partecipazione della coscienza. Fonda i suoi ideali nei concetti di interazione, la co-evoluzione, la complessità delle relazioni tra le specie, la non discriminazione, il contatto con gli animali, la cultura della vita, l'interazione dei sessi, la democrazia partecipativa, l'agricoltura ecologica e l'uso delle energie rinnovabili.

Vedere anche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ricerca | Garzanti Linguistica, su www.garzantilinguistica.it. URL consultato il 05 marzo 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bill Devall e George Sessions, extraído Per Farid Azael di "Trascender l'Ego", editado per Roger Walsh e Frances Vaughan, revisionato per H. Hieronimi e Marina Ortiz, novembre di 2008.

Collegamenti esteriori[modifica | modifica wikitesto]