Ingegneria gestionale

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L'ingegneria gestionale è la branca dell'ingegneria che studia con approccio qualitativo e quantitativo l'organizzazione e i processi produttivi delle imprese.

La genesi[modifica | modifica wikitesto]

Il primo corso di laurea in ingegneria gestionale, denominato Ingegneria delle tecnologie industriali ad indirizzo economico-organizzativo, nacque all'Università della Calabria nel 1972 ad opera di Beniamino Andreatta, consigliere economico di Aldo Moro e primo rettore della stessa università, che aveva fatto personali esperienze a Bologna nell'insegnamento dell'economia agli ingegneri. Il primo laureato fu l'ing. Giuseppe Fraia. Il secondo Corso di Laurea venne attivato presso l'Università di Udine nel 1978 e la definitiva affermazione del corso si ebbe nel 1983 col Politecnico di Milano. Allo sviluppo di questo settore contribuirono anche altre sedi universitarie come Padova, Pisa, Palermo e Napoli – Federico II.

Le competenze[modifica | modifica wikitesto]

Dieci anni dopo circa l'esperienza viene ripetuta in altre sedi universitarie, compreso il Politecnico di Milano. A partire dal 1990, con il riordino degli studi di ingegneria, riceve l'attuale denominazione e si diffonde in molte altre città come Genova, Bari, Torino.

Sebbene l'Ingegneria Gestionale in quanto branca relativamente nuova dell'Ingegneria non sia universalmente strutturata in modo univoco, nella maggior parte delle Università essa nasce come un indirizzo economico-organizzativo di Ingegneria Industriale. Ingegneria Gestionale in Italia nasce molto tempo dopo la creazione della facoltà che nel resto del mondo (ed in particolare negli Stati Uniti d'America, dove la facoltà è nata degli anni '30) si chiama "Industrial Engineering".

Prima del 1982, esisteva un indirizzo gestionale per gli ultimi due anni di ingegneria elettronica e meccanica.

Ingegneria gestionale ha esami caratteristici in comune con questi due corsi (ma non solo), e in genere prevede una distinzione delle specializzazioni in un percorso industriale e in uno informatico.

L'ingegnere gestionale, in tutti i casi, riceve una preparazione focalizzata alla specializzazione nel campo della gestione della produzione industriale, in particolare nella pianificazione e programmazione integrata delle risorse dell'impresa (e lo studio dei sistemi ERP). Parallelamente vengono impartiti corsi di gestione dei progetti (Project management), controllo statistico della qualità, logistica e ricerca operativa per la modellazione di problemi tipici delle imprese.

Nella maggior parte degli atenei il corso di Ingegneria Gestionale è afferente alla Classe delle Lauree in Ingegneria Industriale in cui vengono impartiti corsi di impiantistica, energetica, automazione e tecnologie di fabbricazione manifatturiera. Altri atenei (es. Università La Sapienza) hanno deciso di strutturare il corso come una declinazione di Ingegneria Informatica, focalizzando la preparazione nei riguardi dell'ICT. Altri ancora hanno deciso di inserire indirizzi e specializzazioni più legate allo studio dell'economia, della finanza e del marketing (es. alcuni indirizzi del Politecnico di Milano).

Il corso di ingegneria gestionale ad indirizzo industriale prevede piani di studio molto diversi a seconda delle scelte del singolo Ateneo. In tutti i casi l'allievo possiede fondamenti di base dell'ingegneria con una solida formazione matematica data da insegnamenti quali: corsi di analisi matematica, geometria, fisica, chimica, calcolo delle probabilità, statistica, ricerca operativa. A questi si aggiungono esami prettamente tecnici quali macchine, tecnologia meccanica, elettrotecnica, impianti industriali, meccanica applicata, disegno tecnico industriale, teoria dei sistemi, controlli automatici, basi di dati, sistemi informativi aziendali e nozioni di contabilità e gestione dei flussi finanziari delle imprese.

Per quanto attiene ai sistemi produttivi e logistici vengono approfondite le teorie sulla gestione della produzione, ad esempio la teoria giapponese del "Just in Time (JIT)", sulla progettazione e l'esercizio degli impianti industriali, sulla progettazione e l'esercizio dei sistemi logistici, ovvero stoccaggio e trasporti.

Inoltre particolare attenzione è rivolta alla gestione delle informazioni aziendali mediante l'utilizzo dei sistemi informatici e le tecnologie di Business Intelligence.

Infine, nell'ambito della gestione di impresa vengono studiate materie riguardanti la gestione dell'innovazione, delle risorse umane, il ridisegno dei processi aziendali nonché solide basi riguardanti il posizionamento strategico e tattico dell'impresa.

In definitiva, l'ingegnere gestionale è una figura di raccordo tra il tecnico e il manager e, pertanto, riceve una formazione afferente a:

La formazione[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema universitario italiano dedica alle tematiche dell'ingegneria gestionale un corso di laurea di primo livello, della durata di tre anni, conseguito il quale si può accedere a un corso di laurea magistrale di altri due anni.

Sbocchi professionali[modifica | modifica wikitesto]

Gli ambiti professionali tipici dell'ingegnere gestionale sono prevalentemente la progettazione e la gestione dei processi produttivi e dei sistemi logistici integrati; l'approvvigionamento dei materiali e le scelte di outsourcing; l'automazione dei sistemi di produzione; la scelta delle tecnologie e la loro integrazione; l'innovazione di prodotto e di servizio; la progettazione e la gestione dei flussi di informazioni e dei sistemi informativi integrati; la reingegnerizzazione dei processi intra e inter-organizzativi; la pianificazione; il controllo di gestione e l'analisi degli investimenti; la valutazione delle prestazioni individuali e collettive.

Gli sbocchi lavorativi sono prevalentemente rivolta al mondo dell'industria e delle società di servizi, come il mondo della consulenza (strategica, organizzativa, informatica). Principalmente si riferiscono ad aziende private.

L'ingegnere gestionale è una figura apprezzata anche per la sua flessibilità, perché è una professionalità spendibile in molte funzioni che si trovano in qualsiasi realtà industriale: marketing, logistica, produzione, acquisti, servizi informatici, risorse umane (per la mappatura di processi e procedure, la valutazione del personale, la riprogettazione del sistema soprattutto dal lato informatico).

Iscrizione all'albo degli ingegneri[modifica | modifica wikitesto]

In base al DPR 328/2001, la laurea in ingegneria gestionale consente l'iscrizione all'ordine degli ingegneri. I settori in cui possono iscriversi gli ingegneri gestionali sono quello "b" (industriale) e quello "c" (dell'informazione); tuttavia vi sono corsi di laurea triennale[1] che consentono l'iscrizione al settore "a" (civile) della sezione B dell'albo (quella riservata ai laureati triennali). Coloro invece che hanno superato l'esame di stato prima dell'entrata in vigore del DPR possono optare anche per l'iscrizione contemporanea a tutti e tre settori dell'albo.

Ambito industriale[modifica | modifica wikitesto]

La conoscenza di materiali metallici (acciai principalmente ma anche ghise, allumini e varie leghe) permette agli ingegneri gestionali di trovare impiego per tutti quei settori ove previste conoscenze tecnologiche, costruttive (proprie del pezzo finito), meccaniche ed economiche (proprie dei processi di tornitura, fresatura etc.) inerenti alla progettazione e la realizzazione di prodotti metallici.

Non minore importanza rivestono la componente logistica, le conoscenze di software gestionali, la capacità di modellazione dei processi organizzativi e informativi, che unitamente svelano problematiche di quotidiana importanza in ambiti aziendali ad ampio raggio e le competenze in ambito strategico e manageriale che consentono alla figura dell'ingegnere gestionale di essere particolarmente apprezzata nel settore della consulenza manageriale (consulenza direzionale).

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Da alcuni anni Ingegneria Gestionale risulta, in base alle statistiche ISTAT, il corso di laurea che permette l'inserimento in assoluto più rapido nel mondo del lavoro. In base al rapporto ISTAT Università e Lavoro 2006, a tre anni dalla laurea l'88,6% dei laureati in Ingegneria Gestionale lavora in modo continuativo (il dato medio per Ingegneria è 81.6 %, mentre per Economia Aziendale è il 76.7 %).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]