I Profeti

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I Profeti
I Profeti 72.JPG
Paese d'origine Italia Italia
Genere Beat
Pop
Periodo di attività 1964-1977
1999?
Etichetta CBS, DV More Record, On Sale Music
Album pubblicati 4
Studio 4
Live 0
Raccolte 0

I Profeti sono stati un noto complesso milanese di musica beat, spostatosi in seguito verso il pop melodico.

Storia del complesso[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nucleo della band si costituisce a Milano nel 1964; dopo le prime esibizioni nella sua città i musicisti entrano in contatto con la CBS, che propone loro un contratto: viene così pubblicato nel 1966 il loro primo 45 giri, Bambina sola, che riscuote un discreto successo (la canzone sul retro, Le ombre della sera, è scritta da Lucio Battisti).

Il secondo 45 giri contiene la canzone Rubacuori, cover di Ruby Tuesday dei Rolling Stones, con testo di Mogol; sul retro Sole nero, cover di Call My Name dei Them; dopo questo disco si ha il primo di una lunga serie di avvicendamenti nella formazione (dovuti alla chiamata per il servizio militare di alcuni dei componenti). Durante la registrazione del primo album infatti avviene l'ingresso di Roberto Margaria e Raffaele Favero.

L'album risulta interessante per gli inediti come Asciuga le tue lacrime (altro brano di Battisti), Per fare un uomo di Francesco Guccini ed una cover di The Bells of Rhymney di Pete Seeger (con l'arrangiamento simile a quello realizzato dai Byrds).

Anche nel look i musicisti della band cercano di trovare una strada originale e sulla copertina dell'album si fanno fotografare vestiti con tuniche orientali e caffettani; inoltre vi è nell'album anche una ricerca sulle sonorità, con l'uso di strumenti esotici come il sitar o la proposta di alcuni brani strumentali come Sunny o Fa fa fa fa.

Dopo la pubblicazione dell'album Favero abbandona il complesso (si trasferirà in Pakistan aprendo la comune transculturale di Tatti Nasrati[1] e poi in Afghanistan, diventando musulmano e prendendo il nome di Raffiullah Khan, per poi finire ucciso in guerra[2]), sostituito da Franco D'Onofrio che lascerà la formazione nell'aprile del 1969 per dedicarsi alla carriera di attore teatrale (lavorerà anche nella compagnia di Eduardo De Filippo); verrà sostituito dal rientrante Osvaldo Bernasconi. Anche Donato Ciletti ritorna e Roberto Margaria si sposta dal basso alla chitarra al posto di Nazareno La Rovere, che abbandona il complesso.

Nel 1968 la band partecipa al Festivalbar con Ho difeso il mio amore, cover di Nights in White Satin dei Moody Blues (incisa anche dai Nomadi, da Dalida e dai Bit-Nik), che riscuote un buon successo, bissato da quello di Gli occhi verdi dell'amore, cover di Angel of the Morning di Merrilee Rush & the Turnabouts nell'autunno dello stesso anno.

Il biennio 1969-1970, dopo la pubblicazione dei singoli La tua voce e La mia vita con te, segna una crisi per il complesso dei Profeti; la casa discografica decide di puntare sul leader, Renato Brioschi, che partecipa da solista a Un disco per l'estate 1970 con Lady Barbara, vincendolo: convinto da questo successo, Renato lascia definitivamente la band. Nel 1969 era entrato Maurizio Bellini all'organo Hammond in sostituzione di Margaria che lascia il complesso per continuare gli studi in medicina, diventando in seguito un cardiologo e dietologo autore di numerosi libri sul colesterolo.

Il complesso torna comunque in hit parade nel 1970 con Non si muore per amore e nel 1971 con Era bella, cover di Nothing Rhymed, canzone di Gilbert O'Sullivan. Nello stesso anno pubblica il singolo Prima notte senza lei, con il quale partecipa al Cantagiro 1972. In quel periodo, per divergenze musicali, se ne va il batterista Osvaldo Bernasconi, a cui subentra Claudio Belloli.

Nel 1973 il gruppo presenta a Un disco per l'estate il brano Io perché, io per chi, che rimane il suo ultimo grande successo.

Nel 1974 torna Bernasconi, inoltre entrano Beppe Tiranzoni (ex-Numi ed ex-Corte dei Miracoli) alle tastiere e all'organo Hammond e Claudio Buzzoni al basso e chitarra.

La band ci riprova ancora a Saint-Vincent nel 1975 con Dimmi papà, mentre l'anno successivo partecipa al 26mo Festival della Canzone Italiana con Cercati un'anima.

Nel 1977, dopo quest'ultimo 45 giri, il complesso de IProfeti si scioglie. Solo Ciletti tenta di continuare la carriera musicale (come del resto Brioschi, seppur dietro le quinte come autore e produttore), mentre gli altri componenti si dedicano ad altre attività: La Rovere diviene chirurgo stomatologo, mentre Osvaldo Bernasconi diventa direttore artistico della Ciao Records.

Nel 1989 il complesso fa una breve apparizione nella trasmissione televisiva Una rotonda sul mare, condotta da Red Ronnie, suonando Ho difeso il mio amore, Gli occhi verdi dell'amore e Lady Barbara.

Nel 1999 i Profeti hanno ripreso l'attività. con l'incisione di un album di cover dei Bee Gees tradotte in italiano, pubblicato dalla DV More Record[3].

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri pubblicati fuori dall'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

    • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Profeti, i, di Nicola Sisto, pagg. 1396-1397
    • Ursus (Salvo D'Urso), Manifesto beat, edizioni Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990; alla voce Profeti, pagg. 107-108
    • Claudio Pescetelli, Una generazione piena di complessi, editrice Zona, Arezzo, 2006; alla voce Profeti, pagg. 114-115
    • Davide Motta Fré, Promesse d'amore, 2006; alla voce I Profeti, pagg. 137-138
    • Enzo Mottola, Bang Bang! Il Beat Italiano a colpi di chitarra, Bastogi Edtitrice Italiana
    • Alessio Marino, BEATi voi! vol.1, Beat boutique 67, 2007
    • Alessio Marino, BEATi voi! vol.9 (Catalogo della mostra sul beat "Viguzzolo Beat Festival / 2ª edizione), Beat boutique 67, 2011

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    Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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