Hans-Ulrich Rudel

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Hans-Ulrich Rudel
Special Film Project 186 - Hans-Ulrich Rudel.jpg
Hans-Ulrich Rudel alle sue spalle si riconosce Adolf Galland
2 luglio 1916 – 18 dicembre 1986
Nato aWinden
Morto aWinden
Cause della mortescomparso
Luogo di sepolturaDornhausen
Dati militari
Paese servitoGermania Germania
Forza armataBalkenkreuz.svg Luftwaffe (Wehrmacht)
Specialitàbombardamento in picchiata
RepartoI Staffel/StukaGeschwader 2 Immelmann
III Staffel/StukaGeschwader 2
GradoOberst
(colonnello)
GuerreGuerra civile spagnola
Seconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Polonia
Campagna di Francia
BattaglieBattaglia di Creta
Operazione Barbarossa
Comandante diIII Staffel/StukaGeschwader 2
DecorazioniCroce di Ferro con Fronde di Quercia in Oro, Spade e Diamanti
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Hans-Ulrich Rudel (Konradswaldau, 2 luglio 1916Rosenheim, 18 dicembre 1982) è stato un aviatore tedesco, asso dell'aviazione da bombardamento in picchiata della Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale. Fu il militare tedesco più decorato della seconda guerra mondiale. Nel corso della sua carriera Rudel fu abbattuto 30 volte ma riuscì a distruggere circa 1300 veicoli corazzati e blindati, oltre a diverse navi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rudel nacque a Konradswaldau, in Alta Slesia. Il padre era un pastore protestante. Fin da molto giovane si iscrisse alle organizzazioni giovanili del partito nazista, rimanendo per sempre un convinto sostenitore della Germania di Hitler. Dopo avere abbandonato gli studi entrò, il 4 dicembre 1936, a far parte della Luftwaffe e fu addestrato nel ruolo di pilota osservatore, principalmente a causa del suo limitato curriculum scolastico.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, promosso Leutnant (tenente), partecipò alla campagna di Polonia nel ruolo di pilota ricognitore per missioni a lungo raggio meritando, per i risultati ottenuti, la Croce di Ferro di seconda classe l'11 ottobre 1939. Il 2 marzo 1940 Rudel fece domanda per essere ammesso al corso di addestramento per la specialità del bombardamento in picchiata e terminatolo con successo fu trasferito a un reparto operativo nei pressi di Stoccarda ove continuò a impratichirsi nel pilotaggioe utilizzo dello Junkers Ju 87 "Stuka"; non partecipò, pertanto, alla campagna di Francia. Fu inviato in prima linea solo l'anno successivo inquadrato nel I Staffel dello StukaGeschwader 2 "Immelmann" – ovverosia il 1º Squadrone del 2º Gruppo da bombardamento in picchiata – e prese parte all'invasione di Creta, pur rimanendo lontano dalla battaglia.

Fu allo scoppio delle ostilità contro l'Unione Sovietica che Rudel iniziò, il 23 giugno 1941, la sua vera esperienza bellica che lo portò ad ottenere già il 18 luglio 1941 la Croce di Ferro di prima classe a seguito delle sue eccezionali capacità nel bombardamento in picchiata. Il 23 settembre 1941, nell'attacco al porto di Kronštadt, durante le operazioni nei pressi di Leningrado, riuscì a colpire ed affondare (con una speciale bomba da 1000 kg) la nave da battaglia Marat, annientata dallo scoppio del suo principale deposito di munizioni. In una successiva missione sugli stessi obbiettivi riuscì a distruggere un incrociatore e un cacciatorpediniere. Il 15 agosto 1942 fu nominato comandante di squadriglia (Staffelkapitän) del III Staffel/StukaGeschwader 2, reparto con il quale operò fino al termine del conflitto.[1]

Il 10 febbraio 1943 raggiunse la millesima missione di volo. Grazie a questi successi divenne presto un eroe in patria ed il soldato più decorato della Germania ottenendo: la Croce Tedesca in Oro, l'emblema da Pilota e quello da Osservatore in diamanti, la spilla per il raggiungimento delle 2 000 missioni in diamanti e fu, inoltre, l'unico soldato tedesco della guerra a essere decorato con la croce di Cavaliere della Croce di Ferro con Fronde di Quercia in Oro, Spade e Diamanti. Tale decorazione gli fu conferita il 1º gennaio 1945 direttamente dalle mani di Adolf Hitler. In quell'occasione fu promosso anche Oberst (colonnello).[1]

Un Ju 87G-2 Kanonenvogel

La maggior parte della carriera di Rudel si svolse sul bombardiere in picchiata Junkers Ju 87 Stuka, inizialmente con le normali versioni per il bombardamento in picchiata, per poi passare, appena disponibile, allo speciale Ju 87G-2 Kanonenvogel (uccello con cannoni) armato con due cannoni BK 37 da 37 mm controcarro, alloggiati in due gondole alla base delle ali. Tale modello risultò letale sia contro le formazioni corazzate che contro i corazzatissimi aerei da attacco al suolo Ilyushin Il-2 sovietici, altrimenti considerati difficilmente attaccabili dall'aviazione germanica. Rudel ebbe anche occasione di provare il cacciabombardiere Focke-Wulf Fw 190 nel corso del 1944 ma con esso non si trovò mai pienamente a suo agio e preferì continuare a volare con il vecchio Ju 87.

L'8 febbraio 1945 Rudel, durante una missione, venne colpito da un colpo di contraerea alla gamba destra che dovette essere successivamente amputata. Nonostante questa menomazione Rudel tornò a volare con un arto artificiale già all'inizio di aprile dello stesso anno e combatté fino alla resa della Germania. Si arrese alle forze statunitensi l'8 maggio 1945, e, dopo un breve periodo passato in prigionia, si trasferì nel 1948 in Argentina, dove conobbe e divenne amico del presidente Juan Perón. In totale Rudel effettuò durante la guerra più di 2 530 missioni di volo (circa 400 delle quali, però, a bordo di un caccia Focke-Wulf Fw 190) operando esclusivamente sul fronte orientale, dove gli fu accreditata la distruzione di 519 carri armati, 150 pezzi d'artiglieria contraerei e/o controcarro, circa 800 mezzi di trasporto e blindati, 70 chiatte da sbarco, due incrociatori, un cacciatorpediniere e della nave da battaglia Marat; fu anche autore di almeno undici abbattimenti accertati, tra i quali figurano un aereo da attacco al suolo Ilyushin Il-2 Šturmovik e due caccia Lavochkin Gorbunov Gudkov LaGG-3. Nel complesso percorse in volo 600 000 chilometri, consumò circa 5 000 000 di litri di carburante, sganciò circa 1 000 000 di chili di ordigni e sparò circa 1 000 000 proiettili di mitragliatrice, circa 150 000 granate da 20 mm e 5 000 da 37 mm. La sua fama fu tale che lo stesso Iosif Stalin pose sulla sua testa una taglia di 100 000 rubli.[1]

Nonostante la sua menomazione rimase un appassionato sportivo giocando a tennis e sciando, oltre che compiendo spedizioni sulle più alte montagne del continente americano: l'Aconcagua (6 959 m) e il Llullay-Yacu. Ulrich rientrò in Germania Ovest per cause ignote nel 1953 dove si iscrisse al Deutsche Reichspartei, partito ultraconservatore di estrema destra. Morì all'età di 66 anni a Winden, il 18 dicembre 1982.

Informazioni aggiuntive[modifica | modifica wikitesto]

  • Riuscì, dopo l'amputazione della gamba, a distruggere oltre 30 carri armati nemici
  • Venne abbattuto in 32 occasioni, diverse volte dietro le linee nemiche.
  • In alcune occasioni atterrò dietro le linee dell'avversario per recuperare piloti tedeschi abbattuti.
  • Nel manga Mudazumo Naki Kaikaku di Hideki Owada compare Rudel che con Otto Skorzeny si confronta contro la coppia padre-figlio dei Bush a Mahjong in una ipotetica sfida tra il Quarto Reich e i leader mondiali.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Tedesche[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere della Croce di Ferro con Fronde di Quercia in Oro, Spade e Diamanti - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Croce di Ferro con Fronde di Quercia in Oro, Spade e Diamanti
Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
Medaglia d'oro dell'Ordine militare della Croce Tedesca - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro dell'Ordine militare della Croce Tedesca
Distintivo d'oro per feriti - nastrino per uniforme ordinaria Distintivo d'oro per feriti
Insegna d'oro del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (Goldene Parteiabzeichen der N.S.-D.A.P.) - nastrino per uniforme ordinaria Insegna d'oro del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (Goldene Parteiabzeichen der N.S.-D.A.P.)
Coppa d'onore della Luftwaffe - nastrino per uniforme ordinaria Coppa d'onore della Luftwaffe
Distintivo da pilota in oro e diamanti - nastrino per uniforme ordinaria Distintivo da pilota in oro e diamanti

Straniere[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare (Regno d'Italia)
Medaglia d'oro al coraggio (Ungheria) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al coraggio (Ungheria)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Achtung Panzer ! - Hans-Ulrich Rudel, su achtungpanzer.com. URL consultato il 12 maggio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hans-Ulrich Rudel, Il pilota di ferro, traduzione di Corrado Ricci, Longanesi & C. Milano 1956.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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