Grumello del Piano

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Grumello del Piano
GrumelloDP centro storico.JPG
Centro storico di Grumello del Piano
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
ProvinciaBergamo Bergamo
CittàBergamo
Circoscrizione2
Codice postale24127
Superficie1,42 km²
Altitudine215 m s.l.m.
Abitanti1,642 ab. (2007)
Densità1,16 ab./km²
Nome abitantigrumellesi
PatronoSan Vittore
Giorno festivo8 maggio
Mappa di localizzazione: Bergamo
Grumello del Piano
Grumello del Piano
Grumello del Piano (Bergamo)

Coordinate: 45°40′00″N 9°38′23″E / 45.666667°N 9.639722°E45.666667; 9.639722

Grumello del Piano (Grömèl del Pià in dialetto bergamasco) è un quartiere della città di Bergamo, fino al 1927 comune autonomo.

Il quartiere è posto all'estremità territoriale sud-ovest del comune di Bergamo. Confina con il comune di Lallio a sud-ovest, con quello di Stezzano a sud-est, con il quartiere di Colognola ad est, con Curnasco (frazione di Treviolo) ad ovest, e con il quartiere Villaggio degli Sposi a nord. Fino al 2009 faceva parte della circoscrizione 7, poi accorpata nella circoscrizione 2, infine abolita nel 2014.

Il territorio nella seconda parte del XX secolo è stato sottoposto ad un'intensa urbanizzazione, soprattutto per quanto riguarda l'edilizia popolare: al riguardo ben il 51% della popolazione risulta risiedere in tali unità abitative. Nonostante ciò, il quartiere conserva ancora ampi segni riconducibili alla propria vocazione rurale: nel centro storico, che si sviluppa attorno alla chiesa di San Vittore, numerose sono abitazioni in ciottoli a lisca di pesce e corti con loggiati, così come ai margini orientali dell'abitato si trovano ancora estesi campi adibiti a scopi agricoli, costellati da piccole fattorie e cascinali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La torre, un tempo utilizzata a scopi difensivi

I primi insediamenti umani nella zona risalgono all'epoca romana quando la città di Bergamo e le pianure circostanti furono sottoposte a centuriazione. Le prime abitazioni sorsero infatti lungo l'antica strada che collegava Bergamo con Milano, come una sorta di avamposto meridionale della città orobica.

Di origine latina è anche il toponimo, che deriverebbe da grimulus planitiei, parola indicante "piccolo borgo con case e merli",elemento molto diffuso nei secoli passati[1].

Nel corso dell'XI secolo vi fu un notevole sviluppo delle aree destinate all'agricoltura, la cui proprietà era in mano generalmente ai conventi, con un incremento di colture di cereali e vite che si alternavano a boschi di castagni e querce.

Nel XIV secolo, per recuperare i terreni acquitrinosi, prese piede la coltivazione del guado, da cui si estraeva un colorante indaco utilizzato nella tintura della lana. Il secolo successivo vide importanti opere di canalizzazione e bonifica dei terreni nonché l'introduzione della tecnica della rotazione. Questi permisero l'irrigazione di una maggiore estensione di terreno e incrementarono la resa delle coltivazioni. I filari di vite sparirono dai campi, i vigneti diventarono coltivazioni a sé stanti e la possibilità di produrre del foraggio permise l'allevamento su scala più ampia.

In epoca tardo-medievale il territorio fu interessato, al pari di gran parte della provincia di Bergamo, da lotte fratricide tra guelfi e ghibellini. A tal riguardo sorsero fortificazioni difensive, delle quali ancor oggi vi è traccia nell'antico castello, posto nei pressi della chiesa di San Vittore, al cui interno si trova una torre, oggi utilizzati come abitazioni.

Nel frattempo Grumello del Piano, come riportato negli statuti cittadini risalenti al XIV e XV secolo, era già un comune autonomo, appartenente alla Facta di Porta Santo Stefano, anche se circoscritto soltanto alla porzione meridionale dell'attuale territorio.

Con l'avvento della Repubblica di Venezia vi fu un'importante opera di accorpamento delle piccole entità territoriali, tanto che il borgo venne aggregato alla città di Bergamo, nella contrada dei Corpi Santi, che raggruppava tutti i borghi posti all'esterno della cinta daziaria delle muraine.

Nel 1575 Grumello del Piano fu oggetto di visita pastorale di San Carlo Borromeo, mentre nel 1610 si eresse a parrocchia, svincolandosi dall'influenza della parrocchia di Lallio, alla quale era soggetta.

Nel 1798, con l'avvento della napoleonica Repubblica Cisalpina, il borgo venne aggregato, insieme a Sabbio, a Lallio. Sette anni più tardi, conseguentemente alla scissione di Sabbio, il comune venne rinominato Lallio con Grumello del Piano, con le due entità territoriali equiparate amministrativamente. La successiva riorganizzazione territoriale, avvenuta nel 1809, vide Bergamo espandere i propri confini inglobando nuovamente Grumello. Nel 1816, in seguito al passaggio del Lombardo-Veneto agli austriaci, il territorio bergamasco subì l'ennesima modifica, contesto nel quale venne ricreata l'entità territoriale di Lallio con Grumello del Piano. Entità che ebbe vita breve, considerando che già nel 1818 i due borghi si scissero in due comuni autonomi differenti.

Il parco pubblico commemorativo del campo di concentramento tra Grumello e Lallio

La propria autonomia amministrativa cessò definitivamente nel 1927, quando con regio decreto del 10 febbraio venne aggregato alla città di Bergamo unitamente ai comuni di Colognola, Redona e Valtesse[2].

In tempi più recenti, il nome di Grumello del Piano balzò al centro delle cronache quando, nel corso della Seconda guerra mondiale, vi venne installato un campo di concentramento per prigionieri di guerra. Posto nella zona di confine con il comune di Lallio ed identificato come campo numero 62 , rinchiudeva mediamente 3.000-3.500 uomini. Inizialmente i prigionieri erano quasi soltanto jugoslavi e, venendo considerati internati militari, non venivano sottoposti alla Convenzione di Ginevra[3]. A questi si aggiunsero prima greci e ciprioti e poi, in seguito all'apertura del fronte africano nell'ambito del conflitto mondiale, anche soldati inglesi, francesi ed africani appartenenti alla schiera degli alleati. Dopo l'8 settembre 1943 cominciarono ad affluire anche italiani, sia militari che non si arresero ai tedeschi, sia civili avversi al regime e renitenti alla leva[4].

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Vittore

Grumello del Piano, pur essendo incluso nei confini comunali di Bergamo, è storicamente una realtà separata dalla città, sia per la sua distanza da essa che per la sua vocazione agricola, con la popolazione che da sempre è contraddistinta da un forte senso di appartenenza.

Il saldo demografico negli ultimi anni ha registrato un trend negativo, con dati in controtendenza rispetto agli altri quartieri periferici. Nel 2007 i residenti erano 1.642[5], numeri che classificano Grumello del Piano come il quartiere meno popoloso di Bergamo. Il tutto considerando anche l'apporto fornito dall'immigrazione, fenomeno in costante crescita. A tal riguardo gli extracomunitari sono presenti con una percentuale prossima al 15%, con le etnie marocchina (30,24%) e rumena (12.5%) tra le più rappresentate numericamente. A ciò si aggiunge anche un progressivo invecchiamento della popolazione, che supera di gran lunga la media cittadina[6].

Nel passato l'evoluzione demografica di Grumello del Piano è sempre stata caratterizzata dal costante aumento dei residenti: nel 1776 i residenti erano 200, mentre nel 1861, anno in cui venne effettuato il primo censimento dell'Italia unita, il numero era salito a 245. Il decennio successivo portò un incremento di quasi il 30% (315 abitanti nel 1871) e, dopo trent'anni di aumenti contenuti, anche nel paese si verificò il boom delle nascite che contraddistinse l'Italia all'inizio del XX secolo: nei primi due decenni il paese raddoppiò abbondantemente la popolazione, passando dai 356 del censimento del 1901 ai 766 abitanti segnalati nel 1921. Dopo aver perso la propria autonomia amministrativa, la popolazione di Grumello del Piano non fu più rilevata dai censimenti.

Dati demoscopici rilevati nel 2007[6] rivelano che il 44% delle abitazioni presenti sul territorio sono di recente costruzione, edificate in seguito all'espansione degli anni settanta ed ottanta, e che più della metà dei residenti (circa il 51%) risiede in abitazioni costruite con edilizia pubblica agevolata (case A.L.E.R. e E.R.P.). Inoltre ben 1 famiglia su 3 è composta da un solo elemento.

Il quartiere presenta inoltre grosse lacune per ciò che concerne i servizi: mancano difatti farmacia, medico di base, ufficio postale e banche. A ciò si aggiunge anche un'offerta commerciale fortemente limitata, con l'assenza della media e grande distribuzione alimentare. In ambito sociale è da segnalare la presenza di una scuola materna ed una elementare, di un centro socio-culturale con biblioteca, di un centro di aggregazione giovanile, e del centro sociale autogestito 'Pacì Paciana'.

Ambiente naturale[modifica | modifica wikitesto]

Bergamo, Grumello del Piano

L'intero territorio è inoltre attraversato da un reticolo di rogge artificiali di medievale realizzazione che nei secoli ha caratterizzato notevolmente l'ambiente urbano: su tutte la roggia Colleonesca, che si interseca con il torrente Morletta, le rogge Oriolo, Ponte Perduto e Piuggia e le derivazioni della roggia Serio Grande, che se un tempo erano componente fondamentale della vita contadina in quanto fornivano acqua ai campi agricoli ed azionavano magli e mulini, versano ora in stato di profondo degrado ambientale.

Per tutelare parte di questa rete irrigua ed il suo fragile ecosistema nonché gli ambienti rurali circostanti, nelle campagne che dividono il quartiere da Colognola e Stezzano, è stato recentemente istituito un Parco locale di interesse sovracomunale denominato Parco Agricolo Ecologico Intercomunale.

Questo si sviluppa su un terreno di alta pianura sedimentaria coltivabile con orli di terrazzi fluviali, tra i quali il paleo alveo del torrente Morla.

Viabilità[modifica | modifica wikitesto]

Grumello del Piano si sviluppa su un territorio completamente pianeggiante lungo la direttrice della vecchia strada che collega il capoluogo orobico con Milano, ad oggi classificata con il nome di Ex Strada Statale 525 Bergamo-Vaprio d'Adda che attraversa il quartiere e lo collega al capoluogo Bergamo a Nord ed al comune di Lallio a sud.. Questa rappresenta un elemento di elevata divisione territoriale, in quanto percorre longitudinalmente l'abitato: ad est della stessa si trovano il centro storico e la maggior parte degli edifici residenziali, nonché estesi appezzamenti agricoli, ad Ovest si concentrano invece strutture ad uso artigianale ed industriale. Questa strada presenta per il quartiere numerosi punti di criticità: su tutti la pericolosità dell'attraversamento dell'abitato e di relazione urbana tra gli abitati di Grumello e Lallio. A tal riguardo è in previsione una bretella di variante al quartiere, che permetterebbe di sgravarlo dall'elevata mole di traffico che quotidianamente lo assedia[7].

Inoltre il quartiere è lambito, senza che ne venga interessato l'abitato, a Nord dall'asse interurbano, classificato come SS 671, e ad est dalla ferrovia Milano-Bergamo.

Progetti di riqualificazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 il quartiere è stato al centro di un progetto denominato Contratto di quartiere, che ne prevedeva la riqualificazione. Sostenuto da una partnership tra il comune ed enti privati, nonché da un ingente finanziamento da parte della regione Lombardia, per un totale di 16 milioni di euro, vedrà il termine nel settembre del 2013. I punti principali prevedevano un rilancio dell'edilizia residenziale pubblica (portata avanti da ALER e MIA), uno sviluppo dei servizi, interventi volti a garantire la sicurezza, la creazione di un mercato di quartiere e la realizzazione di un parco agricolo[8].

Inoltre è stata discussa la possibilità della creazione, nell'area rurale ad est del quartiere, di una cittadella dello sport, comprendente stadio, palazzetto dello sport, aree verdi e piccoli spazi commerciali. Il progetto, presentato nel 2011 da Antonio Percassi, presidente dell'Atalanta, prevedeva una spesa di 250 milioni di euro interamente a carico di privati[9][10][11]. Dopo lunghe trattative, previsioni e disguidi, il progetto viene eliminato nel 2013.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Oscar e Oreste Belotti, Atlante storico del territorio bergamasco - Bergamo, Monumenta Bergomensia LXX, 2003.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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