Redona

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Redona
Bergamo chiesa Redona.jpg
La chiesa parrocchiale
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Bergamo Bergamo
Città Bergamo
Circoscrizione 3
Codice postale 24124
Superficie 3,65 km²
Abitanti 6 937 ab.redonesi (1-1-2009[1])
Densità 1 900,55 ab./km²
Patrono san Lorenzo martire
Giorno festivo 10 agosto
Mappa di localizzazione: Bergamo
Redona
Redona
Redona (Bergamo)

Coordinate: 45°42′39″N 9°41′50″E / 45.710833°N 9.697222°E45.710833; 9.697222

Redona (Redùna in dialetto bergamasco) è un quartiere di Bergamo, adiacente a quello di Monterosso e al comune di Torre Boldone. Fino al 2009 faceva parte della circoscrizione cinque, poi accorpata nella circoscrizione tre.

Essa fu comune autonomo fino al 1927, quando con regio decreto del 10 febbraio fu unita al territorio comunale di Bergamo insieme a Colognola, Grumello del Piano e Valtesse[2].

Dal punto di vista territoriale, oltre alla presenza della roggia Serio Grande, spicca il colle Maresana, con altitudine intorno ai 450 metri, che contorna i comuni di Torre Boldone e Ponteranica, attraversando per l'appunto la frazione bergamasca. Si distingue per la fiorente attività sportiva e commerciale.

Molto accentuato è inoltre il campanilismo nei confronti dei vicini quartieri, in particolar modo con quello del quartiere di Monterosso e di Borgo Santa Caterina.

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

La roggia Serio Grande

Per comprendere il significato del toponimo Redona vanno considerati due aspetti storici del territorio sul quale sorge il quartiere: gli antichi insediamenti di tutta la bergamasca erano formati dalla popolazione dei Celti, fino al 49 a.C. quando Bergamo diviene città romana, con privilegio del municipium; fino ai primi decenni del novecento Redona è essenzialmente un villaggio agricolo, con una zona collinare ed una zona pianeggiante (ancora oggi denominata I Piane). I nomi di molte località della zona sono quindi segnati dalla cultura e dalla presenza in passato di celti e romani. In linguaggio celtico i termini reidh, reodh, riudh significano “campo”, mentre rode significa “campo dissodato”, cioè un terreno agricolo dove sorgeva della boscaglia (anche in tedesco rode ha tale significato). Sempre in celtico –on, -ion significano “luogo”. Nel Medio Evo il villaggio Redona veniva denominato Raodona, Raudona e Redonam. Per questi dati il significato del termina “Redona” è “luogo del campo dissodato”.[3][4]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Lorenzo Martire[modifica | modifica wikitesto]

Interno della Chiesa San Lorenzo Martire di Redona dopo il restauro

L'opera più importante e imponente del quartiere. Edificio in stile neogotico. Particolarmente rilevante la presenza al suo interno di numerose opere artistiche realizzate da pittori e artigiani redonesi. La costruzione della chiesa è iniziata nel 1873 su progetto dell'architetto Giovanni Cuminetti, al quale subentra nel 1897 l'architetto Elia Fornoni fino all'ultimazione dell'opera. I lavori durano più di trent'anni e vedono la partecipazione tenace e generosa anche di molti parrocchiani.[5] La benedizione dell'edificio è del 1907, mentre la consacrazione avviene il 30 ottobre 1909 da parte del vescovo Giacomo Maria Radini Tedeschi, personalità a cui tra l'altro è dedicata una via dello stesso quartiere.

Non tutte le opere previste dal progetto furono eseguite, in particolare il portico esterno e le decorazioni interne. L'inizio della prima guerra mondiale causò la completa sospensione dei lavori: solo nel 1931 compare all'interno il pulpito ligneo, e nel 1945 i dipinti della Via Crucis di Umberto Marigliani. Gli anni seguenti la fine della seconda guerra mondiale portano il completamento delle decorazioni interne: le vetrate di Claudio Nani, i dipinti e gli affreschi di Pasquale Arzuffi, Luigi Arzuffi e Angelo Bonfanti, le opere della famiglia Taragni.

Il terzo importante periodo nella storia della chiesa di Redona è a cavallo fra gli anni settanta e ottanta, nel quale ancora diversi artisti redonesi (spesso parenti degli autori delle prime decorazioni) portano nuovi elementi dentro e fuori l'edificio, consentendo anche l'adeguamento alle riforme previste dal Concilio Vaticano II. Nel 1977 è eseguito il portale in legno dallo scultore Franco Daverio. Nel 1986 l'arch. Bruno Cassinelli disegna il nuovo altare e ambone in legno, posti su una pedana lignea come prolungamento dell'originale presbiterio. La chiesa è impreziosita anche con opere d'arte moderna: quadri del pittore Maurizio Bonfanti che riportano su grandi tele immagini della condizione umana, dei problemi sociali e della genesi dell'uomo; sculture degli artisti Franco Daverio e Gregorio Cividini raffiguranti elementi simbolici e posizionate sulle facciate esterne; una serie di icone astratte di Cosetta Arzuffi poste sulla balaustra alle spalle del nuovo altare in legno.[5].

Nel 2009 la chiesa è stata sottoposta a un importante intervento di restauro per la sistemazione del tetto e il rifacimento di tutti gli impianti interni. Anche gli affreschi e i dipinti sono stati sottoposti a un'accurata pulitura che ha riportato alla luce i colori originari. Sono state riaperte le bifore (vetrate dei transetti) che hanno portato una nuova luminosità all'interno della chiesa. I lavori sono terminati nel mese di ottobre 2009, giusto in tempo per i festeggiamenti del centenario dalla consacrazione.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Bergamo, Redona e Martinella

La stazione di Redona, attiva fra il 1884 e il 1967, era posta lungo la ferrovia della Valle Seriana e nel 2009 fu riattivata quale fermata "Bergamo Redona" della tranvia Bergamo-Albino.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Redona è un quartiere molto attivo dal punto di vista sportivo. Spicca chiaramente il calcio, con la squadra locale, Ares Redona Sezione Calcio, militante nel campionato di seconda categoria bergamasco, con un settore giovanile ampio e comprensivo delle sezioni giovanissimi, allievi e juniores. In seconda battuta viene la pallavolo, rappresentata degnamente dalla rappresentativa Ares Redona Sezione Pallavolo. Dal 2005 sono presenti sul territorio anche l'Associazione Sportiva Redonese, che vanta una squadra nel campionato provinciale CSI di calcio a 5, e l'F.C. Redona, con una squadra iscritta al campionato provinciale CSI di calcio a 7 giocatori.

Confini della parrocchia[modifica | modifica wikitesto]

Confine comunale di Bergamo; Via Bersaglieri per metà; Via Bianzana per metà fino alla tranvia Bergamo-Albino, che si segue verso Bergamo; sedime dell'ex Ferrovia Valle Brembana fino al cavalcaferrovia di Viale Giulio Cesare; Viale Giulio Cesare per metà; Via Angelo Goisis per metà fino a Villa Modesta (quest'ultima tutta esclusa).[6]

Persone legate a Redona[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annuario demografico 2009, Comune di Bergamo Direzione Risorse Agenzia Sistemi informativi
  2. ^ R.D. 10 febbraio 1927, n. 198 - Aggregazione dei comuni di Colognola del Piano, Grumello del Piano, Redona e Valtesse al comune di Bergamo
  3. ^ Rielaborato da Una storia per immagini. Redona 1887-1980, Edizioni Sestante, 2005
  4. ^ Rielaborato da I cristiani di Redona, Carmelo Epis, Supplemento di “Comunità Redona”, marzo 1997
  5. ^ a b Chiesa oggi, numero 44, 27-11-2000, Di Baio editore. URL consultato il 2 novembre 2009.
  6. ^ Rielaborato da La diocesi di Bergamo: guida ufficiale per l'anno 1998, Bergamo 1997

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