Francesco Zabarella

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Francesco Zabarella
pseudocardinale
Flickr - Yale Law Library - Francesco Zabarella (1360-1417).jpg
Effigie di Francesco Zabarella - Yale Law Library
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Incarichi ricoperti Vescovo di Firenze
Pseudocardinale diacono dei Santi Cosma e Damiano
Nato Piove di Sacco, 10 agosto 1360
Creato pseudocardinale 17 giugno 1411 dall'antipapa Giovanni XXIII
Deceduto Costanza, 26 settembre 1417

Francesco Zabarella (Piove di Sacco, 10 agosto 1360Costanza, 26 settembre 1417) è stato un giurista, cardinale e vescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di Padova, tomba del cardinale Zabarella
Particolare della tomba del cardinale.

Studiò grammatica, filosofia, teologia, diritto all'Università di Padova, dove ebbe come maestro A. Naseri, all'Università di Bologna, dove fu allievo di Lorenzo del Pino e Giovanni da Legnano e a Firenze dove si laureò nel 1385.

Fu canonico metropolitano di Santa Maria del Fiore ai tempi del vescovo Angelo Acciaiuoli junior e insegnò diritto canonico per 5 anni in città.

Dopo la morte del vescovo fu indicato come uno dei successori più probabili e graditi alla popolazione (1385 circa), ma non ottenne subito la carica e nel frattempo divenne vicario generale.

Nel 1390, fece ritorno all'Università di Padova dove fu professore dal 1390 al 1410.

A Padova divenne anche arciprete della Cattedrale e svolse numerose ambascerie per il governo cittadino, tra cui una missione presso il re Carlo VI di Francia per chieder sostegno contro le mire espansionistiche della Repubblica di Venezia.

Quando Padova fu annessa a Venezia (1406) divenne legato della città lagunare, rappresentandola al Concilio di Pisa del 1409.

Venne poi nominato vescovo di Firenze il 18 giugno 1410, ultimo vescovo prima dell'elevazione ad arcidiocesi.

Non lasciò traccia del suo episcopato anche per la brevità (solo un anno); appoggiò soltanto un'ambasceria di Palla Strozzi all'antipapa Giovanni XXIII. Il sussidio richiesto ai fiorentini a causa della sua nomina fu causa di dissapori.

Divenne cardinale diacono il 17 giugno 1411, per cui rinunciò alla sede fiorentina, che passò a Amerigo Corsini.

Titolare della chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Roma, fu uno dei più attivi e influenti pseudocardinali dell'antipapa Giovanni XXIII.

Quando si vide che concilio di Pisa non aveva risolto lo scisma d'Occidente, ma lo aveva anzi aggravato, fu inviato con il cardinale De Challant a Como dal re Sigismondo, con pieni poteri circa la decisione del tempo e del luogo per un nuovo concilio, che si tenne a Costanza, dal 1º novembre 1414.

Grazie alla sua influenza l'antipapa Giovanni XXIII si dimise incondizionatamente dalla carica (1415) e, dopo che il concilio ebbe terminato la procedura ufficiale di deposizione, si passò all'analogo processo per l'antipapa avignonese di Benedetto XIII (1416), poi si dichiarò eretica la setta degli hussiti, infine si procedette ad eleggere il nuovo pontefice, ma lo Zabarella morì prima che venisse scelto papa Martino V.

Fu sepolto nella Cattedrale di Padova.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • De schismate, trattato di politica ecclesiastica con indicazione per la fine dello scisma, pubblicato postumo a Strasburgo nel 1515.
  • Lectura super Clementinis, testo di diritto canonico (Napoli, 1471)
  • Commentarius in libros Decretalium
  • Consilia juris
  • De felicitate libri III
  • De arte metrica
  • De natura rerum diversarum
  • De corpore Christi
  • Commentaria in quinque libros decretalium
  • Commentarium in Clementinas
  • Repetitiones

Molte sue lettere sono conservate all'Österreichische Nationalbibliothek di Vienna.

Suo nipote Bartolomeo Zabarella fu pure un importante religioso.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa fiorentina, Curia arcivescovile, Firenze 1970.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) ZABARELLA, Francesco, su The Cardinals of the Holy Roman Church. URL consultato il 31 gennaio 2017.
Controllo di autoritàVIAF (EN88880190 · ISNI (EN0000 0001 1845 1617 · LCCN (ENn91046134 · GND (DE118808222 · BNF (FRcb125120120 (data) · CERL cnp00944860