Francesco Maidalchini

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Francesco Maidalchini
cardinale di Santa Romana Chiesa
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Nato 21 aprile 1631
Ordinato presbitero 1689
Creato cardinale 1647 da papa Innocenzo X
Deceduto 13 giugno 1700

Francesco Maidalchini (Viterbo, 21 aprile 1631Nettuno, 13 giugno 1700) è stato un cardinale italiano.

Figlio di Andrea Maidalchini e Pacifica Feliziani, nonché nipote di Olimpia Maidalchini, grazie all'influenza di quest'ultima riuscì a vantare una notevole carriera ecclesiastica che in breve tempo lo condusse al cardinalato. Fu zio del cardinale Fulvio Astalli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il nepotismo fosse stato abolito ufficialmente dopo le riforme del primo Cinquecento di papa Giulio II, la figura del pontefice all'epoca aveva ancora una certa tendenza a favorire personalità specifiche della curia pontificia, e di questo influsso godette proprio il Maidalchini che era nipote della cognata di papa Innocenzo X e che poté accedere alla carica di cardinal nipote dopo la rinuncia di Camillo Francesco Maria Pamphili che rigettò la porpora per sposare Olimpia Aldobrandini.

Prima ancora di ricevere la dignità cardinalizia, era stato nominato Abate commendatario di San Martino e San Gaudenzio di Rimini e di San Pancrazio fuori le mura di Roma. Ricevette il titolo di Canonico della Basilica di San Pietro a Roma.

La sua presenza nella corte pontificia, non fu comunque gradita ai più e lo scrittore Gregorio Leti così lo descriveva:[1]

« ... un'espressione stupida, con nemmeno l'apparenza di un uomo, con nessuna esperienza nelle cose del mondo, ignorante nelle lettere e incapace di apprendere, brutale nelle parole e nei fatti, malfatto nel corpo e nella mente, ricettacolo delle peggiori qualità popolari... »

Nonostante questa sua reputazione ed il fatto che il pontefice non lo ritenesse un elemento valido, egli era comunque un membro della famiglia papale all'interno del collegio cardinalizio e, dal canto suo, la sua posizione gli garantì una serie di onorificenze consistenti, venendo proclamato cardinale nel concistoro del 7 ottobre 1647, ricevendo in un primo momento la diaconia di Sant'Adriano al Foro (16 dicembre 1647) ed optando in seguito per il titolo di San Pancrazio, che gli venne concesso pro illa vice in diaconia il 5 maggio 1653. Successivamente passò alla diaconia di Santa Maria in Portico Campitelli dal 23 marzo 1654, partecipando con questo titolo al conclave del 1655 che elesse pontefice Alessandro VII.

Privo di conoscenze politiche adeguate al suo ruolo, il Maidalchini venne formato dai cardinali Giovanni Giacomo Panciroli e Domenico Cecchini, ma continuò a conservare una posizione politica sostanzialmente debole: da un lato infatti sua zia lo manteneva sotto la propria stretta tutela per evitare che questi prendesse troppo potere od influenza rispetto a lei, imponendogli addirittura di risiedere con lei a Palazzo Pamphili a Piazza Navona piuttosto che nei palazzi pontifici. D'altro canto i nipoti diretti del papa avevano nei confronti di Francesco una netta opposizione ritenendolo un cardinal nipote "adottivo" e non vollero avere rapporti con lui.

L'11 ottobre 1666 ottenne la diaconia di Santa Maria in Via Lata divenendo successivamente cardinale protodiacono, avendo il privilegio di incoronare personalmente i successivi tre papi saliti al soglio pontificio. Partecipò al conclave del 1667 che elesse papa Clemente IX, tornando nuovamente in Cappella Sistina per il conclave del 1669-1670, che elesse papa Clemente X. Partecipò infine al conclave del 1676 che elesse papa Innocenzo XI ed a quello del 1689 che elesse papa Alessandro VIII.

Venne ordinato sacerdote solo nel 1689, quando prese i voti, optando per il titolo di Santa Maria in Via dal 19 ottobre 1689. Partecipò con questo titolo al conclave del 1691 che elesse papa Innocenzo XII, scegliendo infine il titolo di Santa Prassede (23 luglio 1691).

Fu lui che, nella celebrazione della notte di Natale del 1649, aprì ufficialmente la Porta santa della basilica romana di Santa Maria Maggiore, inaugurando il Giubileo del 1650. Non ebbe mai la consacrazione a vescovo.

Morì a Nettuno il 13 giugno 1700, verso mezzogiorno, venendo trasferito a Roma il giorno successivo. Qui ebbe luogo il funerale il 15 giugno di quello stesso anno e la sua salma venne sepolta nella Basilica di Sant'Eustachio di Roma.

Attitudini politiche[modifica | modifica wikitesto]

Nella rivalità politica tra Francia e Spagna, il Maidalchini inizialmente si allineò a favore della Spagna. Ad ogni modo, i capi della fazione spagnola a Roma gli tributarono sempre poca considerazione e rispetto e pertanto egli cambiò schieramento.[2] Nel conclave del 1655 egli continuò a sostenere i membri del partito spagnolo,[3] ma successivamente fu uno dei più strenui sostenitori del Regno di Francia nel Collegio dei Cardinali.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vita di Donna Olimpia Maildachini
  2. ^ Eleanor Herman: Mistress of the Vatican: The True Story of Olimpia Maidalchini: The Secret Female Pope, William Morrow, 2008 ISBN 0-06-124555-0; Ludwig von Pastor: History of the Popes. Vol. 31. Londra: 1940, p. 2.
  3. ^ Ludwig von Pastor: History of the Popes. Vol. 31. Londra: 1940, p. 2.
  4. ^ Ludwig von Pastor: History of the Popes. Vol. 31. Londra : 1940, p. 317-318 e 432; ibid, vol. 32, p. 2 e 527.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Hierarchia Catholica Medii et Recentioris Aevi, Dictionnaire des cardinaux, V, 50. , col. 1180
  • Dictionnaire des cardinaux, col. 1180.
  • Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, VII, 80
  • (DE) El Zedler, Grosses vollständiges Universal-Lexicon aller Wissenschafften und Künste
  • (EN) Eleanor Herman, Mistress of the Vatican: The True Story of Olimpia Maidalchini: The Secret Female Pope, William Morrow, 2008 ISBN 0-06-124555-0
  • (EN) Ludwig von Pastor, History of the Popes, Vol. 31. Londra, 1940

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Cardinale diacono di Sant'Adriano al Foro Successore CardinalCoA PioM.svg
Achille d'Estampes de Valençay 1647-1653 Decio Azzolino juniore
Predecessore Cardinale diacono di San Pancrazio fuori le mura
pro illa vice
Successore CardinalCoA PioM.svg
Gaspare Mattei 1653-1654 Carlo Gualterio
Predecessore Cardinale diacono di Santa Maria in Portico Octaviae Successore CardinalCoA PioM.svg
Lorenzo Raggi
1652 - 1653
1654-1662 -
Predecessore Cardinale diacono di Santa Maria in Portico Campitelli Successore CardinalCoA PioM.svg
- 1662-1666 Louis de Vendôme
Predecessore Cardinale diacono di Santa Maria in Via Lata Successore CardinalCoA PioM.svg
Virginio Orsini 1666-1689 Niccolò Acciaiuoli
Predecessore Cardinale protodiacono Successore CardinalCoA PioM.svg
Rinaldo d'Este 1668-1689 Giovanni Stefano Donghi
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Maria in Via Successore CardinalCoA PioM.svg
Carlo Carafa 1689-1691 Giacomo Boncompagni
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Prassede Successore CardinalCoA PioM.svg
Giulio Spinola 1691-1700 Galeazzo Marescotti