Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Falun Gong

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Falun Gong
Falun Gong Logo.svg
Il simbolo della Falun Dafa.
Esso contiene cinque svastiche (millenario simbolo buddista, presente in molte culture antiche[1]) e quattro simboli del Taiji (yin-yang).
Cinese tradizionale 法輪功
Cinese semplificato 法轮功
Pinyin Fǎlún gōng
Traduzione Pratica della Ruota della Legge
Falun Dafa
Cinese tradizionale 法輪大法
Cinese semplificato 法轮大法
Pinyin Fǎlún dàfǎ
Traduzione Grande Via della Ruota della Legge

Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, è una disciplina spirituale cinese che prevede la meditazione, semplici esercizi di qigong e un insegnamento basato sui principi di Verità, Compassione e Tolleranza (真 善 忍). La pratica enfatizza la moralità e la coltivazione della virtù e si presenta come una pratica di coltivazione della scuola buddista. Attraverso la pratica degli esercizi e cercando di conformarsi ai principi della Falun Dafa nella loro vita quotidiana, i praticanti aspirano ad essere persone migliori, a mantenersi in buona salute e in ultimo all'illuminazione spirituale.

Il Falun Gong è stato insegnato pubblicamente per la prima volta nel Nordest della Cina nel 1992 da Li Hongzhi. Nel corso degli anni '90 si è diffuso ampiamente in Cina con il passaparola, per via degli ottimi risultati ottenuti nel migliorare la salute fisica e per la risonanza spirituale del suo insegnamento[2]. Inizialmente ha goduto di un considerevole sostegno da parte delle autorità cinesi, in quanto pratica di qigong benefica per la salute e per la moralità dei cittadini[3].

Tuttavia a partire dal 1996 il Partito Comunista e le agenzie di sicurezza hanno progressivamente visto il Falun Gong come una potenziale minaccia per la sua popolarità, la sua indipendenza dallo stato e per i suoi insegnamenti spirituali, mostrando una crescente ostilità. Ciononostante nel 1998, il Ministero dello Sport cinese stimava che circa 70 milioni di cinesi praticassero[4].

Il 20 luglio 1999, Jiang Zemin, allora leader del Partito Comunista Cinese, ha lanciato una repressione a livello nazionale e un'estesa campagna di propaganda con l'obiettivo di screditare e sradicare la pratica. Associazioni dei diritti umani riferiscono che, nel corso di questa persecuzione ancora oggi in corso, i praticanti del Falun Gong in Cina sono stati soggetti a un'ampia gamma di abusi per mano delle autorità cinesi, che includono arresti e detenzioni illegali[5], lavori forzati, abusi psichiatrici, torture e ad altri metodi coercitivi di riforma del pensiero[6]. Dal 2006 indagini indipendenti hanno rivelato che i praticanti del Falun Gong, insieme ad altri detenuti di coscienza, sono utilizzati come 'banca vivente' di donatori per i trapianti d'organo, gestiti e diretti dallo Stato[7].

Insegnato al di fuori dalla Cina fin dagli anni '90, il Falun Gong ha avuto una considerevole diffusione in tutto il mondo ed è oggi praticato in più di 70 paesi[8][9]. In Cina alcune fonti stimano che decine di milioni continuino a praticare nonostante la persecuzione[10][11][12].

Nel Falun Gong non esistono iscrizioni, gerarghie o rituali. Gli esercizi possono essere praticati da soli o in gruppo e spesso vengono praticati e insegnati nei parchi, in maniera libera e gratuita[13][14]. Gli insegnamenti sono disponibili su internet nel sito della Falun Dafa[15].

Origine e categorizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Praticanti del Falun Gong in meditazione, Manhattan

Il 13 maggio 1992, Li Hongzhi, un maestro di qigong del nord-est della Cina, ha tenuto il primo corso pubblico di Falun Gong a Changchun, provincia di Jilin. Ha presentato il Falun Gong come parte della «millenaria tradizione della coltivazione»[16], facendo di fatto conoscere al grande pubblico l’aspetto spirituale della pratica del qigong che era stato accantonato durante la Rivoluzione culturale per adattarsi all'ideologia comunista[17].

Nel contesto culturale cinese, il Falun Gong viene generalmente classificato come un sistema di qigong, nome moderno dato all'antico termine «xiulian»(修炼S, xiū liànP, letteralmente "pratica di coltivazione"), che descrive il percorso nel quale un individuo può raggiungere la perfezione spirituale, spesso attraverso la pratica congiunta di mente e corpo[18]. Le tradizioni orientali non considerano il corpo e la mente come indipendenti e insegnano ad armonizzarli lavorando su entrambi. Le «pratiche di coltivazione» sono state una costante nella lunga storia cinese; sono parte delle tradizioni buddiste, taoiste e confuciane e includono le arti marziali interne[19][20]. Richard Madsen, professore all'Università di San Diego in California, sottolinea che la cultura tradizionale cinese ha una «comprensione profonda della materia e della mente, del corpo e della mente»[21]. Secondo Zhao Yuezhi, professore presso l'Università Simon Fraser, in Canada, «il Falun Gong, come altre forme di qigong, sottolinea l'interconnessione tra la guarigione fisica e spirituale, contrariamente alla distinzione fatta in occidente tra medicina e spiritualità. Per ottenere un miglioramento della salute, gli esercizi fisici devono essere accompagnati da una coltivazione morale e gli esercizi spirituali aiutano a concentrare la mente. Nel caso del Falun Gong, i valori da coltivare sono “verità”(T, zhēnP), compassione (T, shànP) tolleranza (T, rěnP)[22]. Benjamin Penny, professore di storia cinese all'Australian National University, sottolinea l'importanza di questi valori nel Falun Gong[23] e ha scritto: «Il modo migliore per descrivere il Falun Gong è chiamarlo un sistema di coltivazione. I sistemi di coltivazione sono una caratteristica della vita cinese da più o meno 2500 anni e probabilmente anche da molto prima»[24].

In Occidente, non esistendo il concetto di pratica di coltivazione, il Falun Gong viene generalmente descritto come una pratica o un movimento spirituale. La Risoluzione 605 votata il 16 marzo 2010 presso la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, che chiede di porre immediatamente fine alla persecuzione del Falun Gong in Cina, lo definisce «movimento spirituale» e «pratica spirituale appartenente alla cultura tradizionale cinese»[25]. Nella risoluzione del Parlamento europeo del 12 dicembre 2013 di condanna del prelievo forzato di organi in Cina, il Falun Gong è categorizzato come una «disciplina spirituale»[26]. Edwary McMillan-Scott, vice presidente del Parlamento europeo parla di «esercizi spirituali»[27] e di «movimento spirituale»[28]. Amnesty International descrive il Falun Gong come un «movimento che pratica una tecnica di meditazione e degli esercizi di respirazione»[29] o un «movimento spirituale»[30]. Human Rights Watch definisce il Falun Gong «una forma di qigong, un antico sistema cinese di esercizi combinati con la meditazione»[31].

Pratica e insegnamento[modifica | modifica wikitesto]

Il Falun Gong aspira a mettere in grado il praticante di ascendere spiritualmente attraverso la rettitudine morale, la pratica di una serie di esercizi e la meditazione. I tre principi che sono al centro dell'insegnamento sono Verità (T, ZhēnP), Compassione (T, ShànP) e Tolleranza (T, RěnP)[32][33]. Insieme, questi principi sono considerati la natura fondamentale del cosmo, il criterio per distinguere ciò che è bene da ciò che è male e la più alta manifestazione del Tao, o della Fa (Legge)[34][35][36]. L'assimilazione e coltivazione di questi principi è una parte fondamentale della pratica della Falun Dafa[37].

La pratica del Falun Gong si compone di due elementi complementari: la pratica degli esercizi e la coltivazione della mente e del cuore, chiamata anche elevazione della «xinxing» (心性S, xīn xìngP, letteralmente "natura del cuore o della mente").

Esercizi[modifica | modifica wikitesto]

I cinque esercizi del Falun Gong

Il Falun Gong comprende quattro semplici esercizi in posizione eretta e una meditazione in posizione seduta. La pratica degli esercizi è considerata come secondaria rispetto all'elevazione spirituale, ma è comunque una componente essenziale del Falun Gong[38].

  • Il primo esercizio, chiamato «Budda estende mille mani», ha lo scopo di agevolare la libera circolazione dell'energia e aprire i meridiani del corpo.
  • Il secondo esercizio, chiamato «Esercizio del Falun in posizione statica in piedi», consiste in quattro posizioni statiche da mantenere per un periodo di tempo prolungato. L'obiettivo di questo esercizio è aumentare il livello dell'energia.
  • Il terzo esercizio, «Scorrimento fra i due poli», prevede due serie di movimenti che permettono di espellere l'energia non buona del corpo e di rimpiazzarla con l'energia dell'universo, purificando così il corpo.
  • Il quarto esercizio, «Circolazione Celeste del Falun», ha lo scopo di far circolare liberamente l'energia attraverso il corpo.
  • Contrariamente ai primi quattro, il quinto esercizio si pratica stando seduti nella posizione del loto o del mezzo loto. Si chiama «Rafforzamento dei poteri soprannaturali», richiede di rimanere seduti in meditazione più a lungo possibile (ed è considerato come l'esercizio più avanzato)[39].

Gli esercizi del Falun Gong possono essere praticati individualmente o in gruppo, e più o meno a lungo a seconda delle necessità e della capacità di ciascun praticante[40]. Sono insegnati gratuitamente da volontari[14] o possono essere appresi da autodidatti attraverso i materiali disponibili sul sito della pratica[41]. Gli esercizi del Falun Gong sono spesso praticati in gruppo nei parchi, nei campus universitari o in altri luoghi pubblici in più di 70 paesi nel mondo[42]. I praticanti del Falun Gong sono invitati a leggere i libri del Falun Gong e a praticare gli esercizi regolarmente, preferibilmente ogni giorno[14].

Principi base[modifica | modifica wikitesto]

L'elevazione della xinxing si ottiene da una parte armonizzandosi nella vita quotidiana ai tre principi che costituiscono la natura fondamentale dell'universo: verità, compassione e tolleranza (Zhen-Shan-Ren)[35][36] e dall'altra abbandonando i pensieri e i comportamenti negativi[43]. Come Li Hongzhi precisa nel suo primo libro degli insegnamenti del Falun Gong, si tratta di abbandonare «tutti i desideri, i pensieri e i comportamenti negativi, come l'avidità, il profitto, la lussuria, il desiderio, l'uccidere, il lottare, il furto, la rapina, l'inganno, la gelosia, ecc»[38].

Nella pratica del Falun Gong il perfezionamento di sé attraverso questi tre principi è considerato essenziale[37]. Nello Zhuan Falun (轉法輪T, 转法轮S, zhuàn fǎ lúnP), il testo fondamentale della pratica pubblicato nel 1995, Li Hongzhi scrive: «“Ma non importa quanto cambi il criterio morale umano, la natura dell'universo non cambia, ed è l'unico criterio per distinguere le persone buone da quelle cattive. In quanto praticanti, dovete prendere la natura dell'universo come vostra guida per migliorare voi stessi»[44].

Il Falun Gong sottolinea altri due concetti fondamentali: l'esistenza della virtù (T, déP) e del karma (T, yèP) nel senso di karma negativo[2]. La prima si ottiene compiendo buone azioni e sopportando le difficoltà e le sofferenze, il secondo si accumula commettendo cattive azioni. La virtù di una persona determina la sua buona fortuna e la sua capacità di elevarsi spiritualmente. Al contrario, l'accumulazione del karma ha come conseguenza la sofferenza, la malattia e la separazione dalla natura dell'universo[2]. L'elevazione spirituale si realizza attraverso la trasformazione del karma e l'accumulazione della virtù[45].

Gli insegnamenti del Falun Gong presuppongono che gli esseri umani siano originariamente e innatamente buoni, ma che siano discesi in questo regno di illusioni e sofferenza dopo essere diventati egoisti e aver accumulato karma[46][47]. Per ritornare alla propria "vera natura originaria", devono assimilarsi alla natura dell'universo (verità, compassione e tolleranza), abbandonare i pensieri e i comportamenti cattivi e ripagare il karma[48][49].

Per eliminare il karma, i praticanti nella loro vita quotidiana devono essere onesti, compiere buone azioni e affrontare le difficoltà con pazienza e benevolenza. Ad esempio, Li afferma che un coltivatore «non deve rispondere quando viene colpito o insultato»[50]. Prima di essere superato, lo stress vissuto dai praticanti nella vita quotidiana può anch'esso contribuire alla riduzione del karma[51]. L'elevazione spirituale si ottiene anche con l'abbandono degli attaccamenti. Non è un problema possedere le cose materiali, ma lo è essere attaccati ad esse[52]. Viene raccomandato anche di abbandonare le dipendenze come il tabagismo e il consumo di alcool, poiché anch'esse sono degli attaccamenti[53][54]. Anche un interesse eccessivo per la politica potrebbe divenire un attaccamento al potere o all'influenza nel mondo. Secondo Hu Ping, intellettuale e redattore capo del più vecchio giornale dissidente cinese, «il Falun Gong si occupa solo della purificazione dell'individuo attraverso l'esercizio, e non affronta le questioni sociali o nazionali. Non ci sono suggerimenti, e neanche impliciti accenni, ad un modello di cambiamento sociale»[55].

Secondo David Ownby, i principi che guidano verso una elevazione spirituale non costituiscono nel Falun Gong un insieme di regole o precetti, ma piuttosto una base di conoscenza che ciascuno comprende in base al proprio vissuto e alle proprie situazioni[56]. Il lavoro su di sé non è egoista e mira invece a trattare gli altri con compassione e benevolenza[57]. Gli insegnamenti mettono l'accento sulla ricerca dentro se stessi di fronte ai problemi. Li Hongzhi sottolinea l'importanza di avere considerazione per gli altri in ogni circostanza[58]. Stephen Chan, professore dell'Università di Londra, propone un parallelismo tra il Falun Gong e il buddismo affermando che condividono la stessa dottrina principale della benevolenza incondizionata e della compassione verso gli altri[59].

Il Falun Gong fa eco alle tradizioni cinesi secondo le quali gli esseri umani sono connessi con l'universo attraverso lo spirito e il corpo. Li Hongzhi sollecita a mettere in discussione «le mentalità convenzionali» relative alla natura e alla genesi dell'universo, allo spazio tempo e al corpo umano[60]. Il Falun Gong si rifà alle tradizioni dell'Asia orientale e alla scienza tradizionale cinese come sistema ontologico totalmente differente e altrettanto valido[22]. Tuttavia, nel presentare alcuni dei suoi insegnamenti prende in prestito moderne idee scientifiche - ad esempio facendo riferimento alla struttura atomico-molecolare della materia. Secondo David Ownby, "Li Hongzhi ha presentato la sua visione da una parte come un ritorno ad una tradizione spirituale persa o trascurata, e dall'altra come un importante contributo alla scienza moderna", mentre molti intellettuali cinesi che hanno iniziato a praticare il Falun Gong, sostengono che nello spiegare la relazione tra scienza e le "grandi strutture cosmiche e le domande esistenziali", Li Hongzhi ha reso la scienza più grande che mai[61]. Questo punto di vista è condiviso da Richard Madsen[62].

Testi[modifica | modifica wikitesto]

Il primo libro del Falun Gong è stato pubblicato nell'aprile 1993. Intitolato China Falun Gong, o semplicemente Falun Gong, è un testo introduttivo che discute il qigong, i principi della pratica di coltivazione e il miglioramento del carattere morale (xinxing). Il libro fornisce anche illustrazioni e spiegazioni dei cinque esercizi[38]. La raccolta principale degli insegnamenti è articolata nel libro Zhuan Falun, pubblicato in cinese nel gennaio 1995[34]. Il libro è diviso in nove “lezioni”, ed è basato sulle trascrizioni riviste delle conferenze tenute da Li Hongzhi nei tre anni precedenti in diverse parti della Cina[63]. Da allora i libri del Falun Gong sono stati tradotti in oltre 40 lingue[64].

Simbolo[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo della pratica è il Falun (法輪T, 法轮S, FǎlúnP, letteralmente "Ruota della Legge" o in sanscrito Dharmacakra). Mentre nel Buddismo il Dharmacakra rappresenta la completezza della dottrina, nonostante l'evocazione della terminologia e dei simboli buddisti, la ruota della legge come compresa nel Falun Gong ha connotazioni distinte. Il Falun è la rappresentazione della miniatura dell'universo[65]. Il titolo del testo principale degli insegnamenti del Falun Gong, lo Zhuan Falun, significa letteralmente «Girare la ruota della legge»[66]. Questa «Ruota della Legge» contiene una grande svastica al centro e quattro più piccole ai lati[67], che sono i segni particolari dei Budda, e quattro piccoli Taiji (simboli di yin-yang) che rappresentano il Tao[34][65].

Organizzazione, struttura e demografia[modifica | modifica wikitesto]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Guangzhou, grandi gruppi di pratica degli esercizi del Falun Gong erano una scena quotidiana in Cina prima della persecuzione lanciata nel 1999.

Gli insegnamenti del Falun Gong includono un punto fondamentale: il Falun Gong è destinato ad essere «senza forma» e a non avere praticamente alcuna organizzazione materiale o formale[68][69][70]. Non esistono liste o registri dei praticanti; questi ultimi sono liberi di partecipare alla pratica e di seguire gli insegnamenti al proprio ritmo. I praticanti non devono imporre agli altri in cosa credere o come comportarsi[14][55][71]. Il fondatore del Falun Gong, Li Hongzhi, non interviene nella vita personale dei praticanti, i quali non hanno pressoché nessun contatto con lui, se non attraverso lo studio dei suoi insegnamenti[14][72].

Secondo Craig Burgdoff, professore di teologia, non esistono gerarchie nel Falun Gong, e non è una disciplina dogmatica, la sola cosa che viene enfatizzata è la necessità di un comportamento morale elevato[72]. L'organizzazione è decentralizzata con delle Associazioni della Falun Dafa regionali, dei club universitari e delle reti di «assistenti» o «contatti locali» presenti in oltre settanta paesi al di fuori della Cina continentale[73]. Questi «contatti locali» sono dei volontari che non beneficiano di alcun privilegio, autorità o titolo, indipendentemente da quando abbiano iniziato a praticare[72][74].

Nella maggior parte delle medie e grandi città, i praticanti organizzano appuntamenti regolari per praticare insieme gli esercizi e la meditazione o per dedicarsi allo “studio della Fa” durante il quale a volte praticano anche gli esercizi. Gli appuntamenti per fare gli esercizi e la meditazione sono descritti come gruppi informali di praticanti che di solito si incontrano nei parchi per una o due ore[14][69][75]. Le sessioni di studio di gruppo si tengono generalmente di sera in abitazioni private, nelle aule universitarie o nelle scuole. Durante queste sessioni i praticanti leggono, discutono il contenuto delle lezioni e scambiano le proprie esperienze[76]. Coloro che sono troppo occupati, isolati o che semplicemente preferiscono la solitudine possono scegliere di praticare da soli[77]. La partecipazione a tutte le attività del Falun Gong è gratuita. Quando ci sono delle spese significative da coprire - ad esempio per il noleggio di attrezzature o per l'affitto di un auditorium per conferenze di grandi dimensioni - i costi vengono coperti di propria iniziativa da praticanti relativamente benestanti[75][77].

Il grado di organizzazione realizzato nel Falun Gong è raggiunto attraverso una comunità online globale e l'utilizzo di Internet, tramite il quale i praticanti si tengono in contatto tra di loro. Soprattutto in seguito all'inizio della persecuzione in Cina, i mezzi di comunicazioni elettronici e i vari siti web sono diventati il mezzo principale di coordinamento e di diffusione degli insegnamenti di Li Hongzhi[78][79].

In Cina Continentale

Nel 1993 la Società di Ricerca della Falun Dafa con sede a Pechino è stata accettata come parte della Società di Ricerca sulla Scienza del Qigong in Cina (SRQC), l'ente statale che sovrintendeva all'amministrazione delle varie scuole di qigong del paese, e ne sponsorizzava attività e seminari. In base ai requisiti imposti dalla SRQC, il Falun Gong era inizialmente organizzato in una rete nazionale di centri di assistenza, “stazioni principali”, “diramazioni”, “stazioni guida” e luoghi di pratica locali, riflettendo la struttura della SRQC o persino quella del Partito Comunista stesso[80][81]. Gli assistenti del Falun Gong erano volontari che insegnavano gli esercizi, organizzavano eventi e diffondevano gli insegnamenti di Li Hongzhi. La Società di Ricerca della Falun Dafa dava agli studenti consigli sulle tecniche di meditazione, forniva servizi di traduzione e coordinamento per la pratica a livello nazionale[80].

I successivi tentativi da parte delle autorità cinesi di rafforzare il controllo sul Falun Gong hanno causato l'effetto contrario. Dopo aver lasciato la SRQC nel 1996, il Falun Gong si è trovato al di fuori dei regolamenti governativi[82]. Trovandosi sotto stretta sorveglianza da parte delle autorità, ha reagito adottando una struttura organizzativa più decentrata e flessibile[14]. Nel 1997, la Società di Ricerca della Falun Dafa è stata ufficialmente sciolta, così come «i principali centri di assistenza» regionali[83][84]. Tuttavia, i praticanti hanno continuato ad organizzarsi a livello locale, rimanendo in contatto attraverso i mezzi di comunicazione elettronica, le relazioni interpersonali e i luoghi di pratica degli esercizi[14]. Fonti del Falun Gong e del governo cinese affermano che nel 1999 c'erano nel paese circa 1900 centri di assistenza e 28.263 siti locali di pratica degli esercizi del Falun Gong[85].

A partire dal luglio 1999, con l'inizio della repressione, il Falun Gong in Cina è stato costretto alla clandestinità. La struttura organizzativa è diventata ancora più informale e internet è diventato un mezzo importante per la comunicazione tra i praticanti[86]. Le autorità cinesi hanno cercato di ritrarre il Falun Gong come una organizzazione con una struttura gerarchica e ben finanziata, ma James Tong, professore presso l'Università del Michigan, ha scritto che era nell'interesse del governo ritrarla così al fine di giustificare la sua repressione: «Più facevano apparire il Falun Gong come organizzato, più potevano giustificare la repressione del regime in nome dell'ordine sociale»[87]. Ha poi concluso che le affermazioni del Partito mancano di «prove sostanziali sia interne sia esterne» e che, nonostante gli arresti e la sorveglianza, le autorità non hanno mai «risposto in maniera credibile alle confutazioni del Falun Gong»[88].

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

È impossibile valutare con esatezza il numero dei praticanti del Falun Gong, perché non esiste nessuna iscrizione, e quindi non ci sono «registri» dei nomi dei praticanti[14]. Al di fuori della Cina, il Falun Gong è praticato da centinaia di migliaia, forse milioni di persone in tutto il mondo[9]. Le comunità più grandi si trovano a Taiwan e nelle città del Nord America. Indagini demografiche condotte da Palmer e Ownby hanno mostrato che l'età media dei praticanti è di circa 40 anni[89]. Tra le persone che hanno partecipato al sondaggio, il 56% erano donne e il 44% uomini. L'80% erano sposati. Le indagini hanno rivelato che gli intervistati possedevano un alto livello d'istruzione: il 9% aveva conseguito un dottorato di ricerca, il 34% una laurea quinquennale e il 24% una laurea triennale[89].

In Cina continentale
Secondo fonti occidentali prima del luglio 1999 il governo cinese stimava il numero dei praticanti del Falun Gong intorno a 60 o 70 milioni, una cifra che rivaleggiava con il numero dei membri del Partito Comunista[90][91][92][93][94]. Al momento della repressione nel luglio 1999, la maggior parte delle fonti governative ponevano il numero dei praticanti tra i 2 e i 3 milioni di persone[84][95], sebbene alcune pubblicazioni mantenessero il numero intorno ai 40 millioni[80][96]. La maggior parte delle stime per lo stesso periodo provenienti dal Falun Gong parlavano di un numero totale dei praticanti in Cina tra i 70 e gli 80 millioni[80][97][98]. Altre fonti hanno stimato che il numero di praticanti del Falun Gong in Cina oscillasse tra i 10 ei 60 milioni[99].

Inchieste demografiche condotte in Cina nel 1998 stabilivano che i praticanti erano per lo più donne e in buona parte persone anziane[100]. Il Falun Gong superava le barriere etniche e sociali e attirava diversi tipi di persone, dai giovani studenti, ai burocrati, agli intellettuali fino ai funzionari del partito communista[101]. Indagini condotte in Cina negli anni '90 rivelavano che tra il 23% e il 40% dei praticanti erano in possesso di un titolo universitario o di un diploma di studi di alto livello. Queste percentuali sono molto superiori rispetto a quelle della popolazione generale[14].

Dopo il luglio 1999 e l'inizio della persecuzione del Falun Gong da parte delle autorità, è ancora più difficile da valutare il numero dei praticanti in Cina. Alcune fonti stimano tuttavia che milioni di persone continuino a praticare in clandestinità[102].

Ragioni per praticare il Falun Gong[modifica | modifica wikitesto]

Le inchieste condotte tra i praticanti del Falun Gong in Nord America rivelano che le motivazioni più comuni che li hanno indotti ad iniziare a praticare sono: gli insegnamenti, i benefici per la salute e gli effetti rilassanti ed energetici degli esercizi. Secondo una ricerca condotta da David Ownby, l'interesse per il Falun Gong è suscitato innanzitutto dal suo contenuto intellettuale, dall'opportunità di una crescita spirituale, dai benefici per la salute e dagli esercizi[103]. L'inchiesta condotta da Scott Lowe ha constatato che gli insegnamenti spirituali del Falun Gong e la possibilità di acquisire una buona salute sono state le motivazioni più comuni per iniziare a praticare il Falun Gong. Diversi intervistati hanno affermato che altre forme di qigong «mancano di profondità, sono esoteriche e superficiali», mentre hanno definito il Falun Gong come «la coltivazione spirituale più completa, efficace e universale»[97].

Storia in Cina[modifica | modifica wikitesto]

Diffusione e sviluppo del Falun Gong[modifica | modifica wikitesto]

Il Falun Gong è stato insegnato pubblicamente per la prima volta da Li Hongzhi nel 1992, in una scuola media della città di Changchun. Poco dopo, il 30 luglio 1992 Li Hongzhi ha ricevuto il titolo di "maestro di qigong", è stato autorizzato ad insegnare in tutto il paese[104] e ha fondato la Società di ricerca della "Falun Xiulian Dafa", che nel settembre 1992 è stata ammessa all'interno della SRQC[105]. All'epoca, la Società di Ricerca Scientifica sul Qigong in Cina (SRQC) era l'organizzazione governativa preposta a sovraintendere alla pratica, alla ricerca e allo sviluppo delle scuole di qigong[106].

Riconoscimenti ricevuti alla Fiera Orientale della Salute di Pechino nel 1992 e 1993

Il Falun Gong ha partecipato alla Fiera Orientale della Salute di Pechino del 1992 e del 1993, nelle quali ha ottenuto uno straordinario successo[61]. Nel 1992 è stato premiato come "qigong stella", mentre nel 1993 Li Hongzhi è stato proclamato "il Maestro di Qigong più acclamato" e il Falun Gong ha ricevuto il "Premio d'oro speciale" e un premio per l'"Avanzamento delle frontiere della scienza." I giornali e le riviste specializzate di qigong hanno pubblicato articoli che esaltavano la genuinità della pratica e i suoi straordinari effetti terapeutici[48], il che ha contribuito ad accrescerne la popolarità.

Tra il 13 maggio 1992 e dicembre del 1994, Li Hongzhi ha tenuto 54 corsi di 7-10 giorni. Viaggiando attraverso la Cina ha raggiunto un uditorio complessivo di oltre 60.000 persone[107].

Le autorità governative hanno in più occasioni ringraziato ufficialmente Li Hongzhi. Una pubblicazione del Ministero della Pubblica Sicurezza datata agosto 1993 lo ha lodato per «promuovere le tradizioni non-violente del popolo cinese, preservare l'ordine sociale e la sicurezza pubblica, e promuovere la moralità nella società»[108].

Il 4 Gennaio 1995, si è svolta presso l'auditorium del Ministero di Pubblica Sicurezza la cerimonia di pubblicazione del libro Zhuan Falun[2]. Con la pubblicazione di questo libro, Li ha reso il suo insegnamento accessibile su ampia scala e lo Zhuan Falun è diventato un best-seller in Cina[109].

Secondo David Ownby, professore di storia e direttore del Centro di Studi dell'Asia Orientale dell'Università di Montreal in Canada, Li è diventato «immediatamente una star nel mondo del qigong[110]» e la pratica si è diffusa rapidamente con il passaparola. Secondo le testimonianze dei praticanti un grande numero di persone ha riguadagnato la salute fisica e migliorato il proprio carattere subito dopo aver iniziato a praticare la Falun Dafa e ciò ha ampiamente contribuito alla sua diffusione.[111]

Nella provincia di Guangdong circa 2300 persone avevano assistito ai seminari (terminati nel 1994), tuttavia le statistiche pubblicate dalla Commissione dello Sport nel 1998 hanno mostrato che circa 200.000 persone andavano regolarmente nei siti degli esercizi a praticare la Falun Dafa[112]. Nel 1998 c'erano siti di pratica degli esercizi in tutte le città della Cina, alcuni dei quali frequentati da migliaia di persone.

Prime tensioni con il governo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 le autorità cinesi hanno iniziato a volgere la loro attenzione verso il Falun Gong per intervenire sulla sua organizzazione. Il Ministero della Sanità, la Commissione Nazionale dello Sport e la SRQC hanno chiesto a Li Hongzhi di costituire insieme una associazione del Falun Gong. Offerta che Li ha rifiutato[14]. Inoltre nel 1996 la SRQC ha emesso una direttiva, che imponeva a tutte le pratiche di qigong di istituire delle sezioni del partito comunista all'interno della loro organizzazione[76][113] e anche questa richiesta è stata respinta. Inoltre nel 1996, la Società di Ricerca sul Qigong ha anche richiesto a Li di aumentare il costo del suo insegnamento, ma Li ha risposto enfatizzando la necessita che il suo insegnamento fosse gratuito[60].

Nel marzo 1996, in risposta ai crescenti disaccordi, il Falun Gong si è ritirato dalla SRQC, sostenendo che essa «non cercava affatto di comprendere il qigong, ma voleva solo trarne un guadagno economico»[109][113] e da qual momento ha operato senza l'autorizzazione ufficiale dello stato. I rappresentanti del Falun Gong hanno provato a registrarsi presso altri enti governativi, ma senza riuscirci[114]. Li e il Falun Gong si sono quindi venuti a trovare al di fuori del circuito di relazioni personali o economiche attraverso le quali i maestri e le loro associazioni di qigong potevano trovare un posto all'interno del sistema statale, con la protezione che ne derivava[115].

L'uscita del Falun Gong dalla SRQC è avvenuta in un momento più ampio cambiamento dell'attitudine del governo verso le pratiche di qigong. Nel governo era infatti cresciuta l'influenza dei detrattori del qigong, e le autorità hanno iniziato a tentare di mettere un freno alla crescita di questi gruppi, alcuni dei quali contavano decine di milioni di seguaci[61]. A tale scopo i media di stato hanno iniziato a pubblicare articoli critici nei confronti del qigong[116]. Il Falun Gong in un primo momento era rimasto al di fuori dell'ondata di criticismo, ma in seguito al distacco dalla SRQC è stato immediatamente coinvolto[117].

Il 17 giugno 1996 , il Guangming Daily, un influente giornale governativo, ha pubblicato un articolo polemico nei confronti del Falun Gong, il cui libro centrale, Zhuan Falun veniva descritto come un esempio di “superstizione feudale”[61][118], un'accusa che il Falun Gong era fino ad allora riuscito ad evitare, ritagliandosi uno spazio tra la scienza e la tradizione[119]. Tuttavia alla pubblicazione di questo articolo ne sono seguiti oltre venti nei giornali dell’intera nazione. Poco dopo, il 24 luglio, il Dipartimento Centrale della Propaganda ha vietato la pubblicazione di tutti i libri del Falun Gong (divieto che tuttavia non è stato applicato in maniera categorica)[118][120].

Migliaia di praticanti del Falun Gong hanno reagito scrivendo al Guangming Daily in merito all'articolo diffamatorio e facendo appello al Dipartimento Centrale della Propaganda e alla SRQC per contestare i provvedimenti presi e «per far sapere alle autorità che il Falun Gong è in realtà un'ottima pratica che beneficia le persone e la società»[121]. Ciononostante i media hanno continuato a pubblicare articoli e servizi contro il Falun Gong; perciò in molte occasioni, tra il 1996 e il 1999, i praticanti del Falun Gong hanno tenuto dimostrazioni pacifiche davanti alle sedi dei media chiedendo che ritirassero quelli che percepivano essere servizi fasulli e disinformativi[122]. Queste proteste non sono state né condannate né proibite e buona parte dei media hanno effettivamente disconosciuto questi servizi e sono ritornati sulle loro posizioni[61].

Manifestazioni a Tianjin e Zhonganhai[modifica | modifica wikitesto]

Praticanti del Falun Gong in appello fuori dal complesso governativo di Zhongnanhai nell'aprile 1999 per chiedere il riconoscimento governativo.

Nel maggio del 1998, durante un talk show trasmesso dalla Beijing Television, He Zuoxiu, membro dell'Accademia cinese delle scienze e fiero sostenitore del Marxismo, ha denigrato i gruppi di qigong facendo particolare riferimento al Falun Gong. In risposta i praticanti del Falun Gong si sono riuniti davanti alla stazione televisiva e hanno manifestato in silenzio chiedendo una ritrattazione. Il giornalista responsabile del programma è stato licenziato, e alcuni giorni dopo è stato mandato in onda un programma positivo sul Falun Gong[123][124].

Nel frattempo, sebbene in alcuni ambienti le critiche nei confronti del qigong e del Falun Gong si siano intensificate, la pratica ha continuato ad avere un certo numero di sostenitori di alto livello all'interno del governo. Nel 1998, Qiao Shi, che da poco si era ritirato dal ruolo di Presidente del Comitato Centrale del Congresso Nazionale del Popolo, aveva avviato una propria indagine sul Falun Gong. Dopo mesi di ricerche, il suo gruppo ha concluso che «Il Falun Gong aveva portato centinaia di benefici alla popolazione cinese e non aveva avuto un solo effetto negativo»[125]. A maggio dello stesso anno, la Commissione Nazionale dello Sport in Cina ha iniziato a raccogliere informazioni sul Falun Gong. Basandosi su oltre 12.000 interviste rilasciate dai praticanti della provincia di Guangdong, nelle quali il 97,2% ha detto che il Falun Gong aveva migliorato la loro salute[116], il responsabile dell'inchiesta ha dichiarato: «Siamo convinti che gli esercizi e gli effetti del Falun Gong siano eccellenti. Inoltre la pratica ha ampiamente contribuito ad elevare la stabilità e la moralità della società. Ciò dovrebbe essere ampiamente riconosciuto»[108].

Una anno dopo, l'11 aprile 1999, He Zuoxiu ha pubblicato sulla rivista dell'università di Tianjin un articolo che definiva il Falun Gong una superstizione potenzialmente pericolosa per i giovani[76]. Un grande numero di praticanti si sono riuniti allora presso l'università di Tianjin, davanti alla sede della rivista, chiedendo che essa pubblicasse un disconoscimento dell'articolo. Questo episodio, diversamente dai precedenti, si è concluso però con l'arrivo della polizia antisommossa, alcuni praticanti sono stati feriti e quarantacinque arrestati[126][127]. Agli altri praticanti è stato detto che se volevano appellarsi ulteriormente, dovevano sollevare la questione con il Ministro della Pubblica Sicurezza e andare a fare appello a Pechino[128][129][130]

Così, il 25 aprile 1999 diecimila praticanti si sono radunati davanti all'ufficio centrale degli appelli vicino al quartiere governativo di Zhongnanhai a Pechino. L'appello durò 13 ore, senza slogan o striscioni, i manifestanti richiedevano la scarcerazione degli arrestati e il riconoscimento del loro diritto di praticare liberamente[131]. Una delegazione è stata ricevuta dal primo ministro Zhu Rongji che ha assicurato ai praticanti che i prigionieri sarebbero stati rilasciati e che nessuno sarebbe stato molestato in futuro[132]. David Ownby vede in questa manifestazione un punto di svolta nella politica del partito comunista cinese nei confronti del Falun Gong[133][134].

Il segretario generale del partito, Jiang Zemin, informato della manifestazione da Luo Gan (un membro del Politburo)[95], si è arrabbiato molto per l'audacia della manifestazione - la più grande dalla protesta di Piazza Tiananmen del 1989. Jiang ha richiesto un'azione risoluta per sopprimere il gruppo[84], e ha criticato il Premier Zhu per essere stato "troppo soft" nel gestire la situazione[60]. Quella sera, Jiang ha scritto una lettera in cui ha palesato il suo desiderio di vedere il Falun Gong "distrutto"; ha espresso la sua preoccupazione riguardo alla diffusione e alla popolarità del Falun Gong, e in particolare riguardo al grande numero di membri del Partito Comunista che stavano praticando questa disciplina tradizionale[135]. Ha dichiarato anche che la filosofia morale del Falun Gong si trova all'opposto dei valori atei Marxisti-Leninisti, e che quindi costituiva una forma di competizione ideologica estremamente pericolosa[136].

La persecuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 luglio 1999, Jiang Zemin, allora Segretario Generale del Partito Comunista Cinese, ha lanciato una campagna di repressione a livello nazionale, affermando che il Falun Gong minacciava la stabilità sociale e politica della Cina[137]. Le forze di sicurezza hanno portato via dalle loro case migliaia di praticanti del Falun Gong che erano stati identificati come “praticanti chiave”[84]. Due giorni dopo, il 22 luglio, il Ministero degli Affari Civili ha bandito la Società di Ricerca della Falun Dafa[138][139] e il Ministero della Pubblica Sicurezza ha emanato una circolare che proibiva ai cittadini di praticare la Falun Dafa in gruppo, di possedere i libri della Falun Dafa, di esporre striscioni a favore della Falun Dafa, o di contestare i divieti stessi[124].

La campagna mirava a sradicare il gruppo attraverso una combinazione di propaganda, detenzione e riforma coercitiva del pensiero, che in molteplici casi documentati è sfociata nella morte. Ad ottobre del 1999, quattro mesi dopo la messa al bando, fu creata una legge contro le "religioni eterodosse" per condannare i praticanti del Falun Gong a pene detentive.[29][140] Nell'agosto 2000, Jiang Zemin ha ordinato una intensificazione della persecuzione, con l'intento di eliminare la pratica in tre mesi. Le tre linee guida dell'operazione erano: «Rovinare la loro reputazione [dei praticanti del Falun Gong], distruggerli finanziariamente e distruggerli fisicamente»[141].

Struttura e organizzazione dell'ufficio 610

Centinaia di migliaia di praticanti sono stati arrestati presso le loro abitazioni e inviati nei centri di detenzione, nei campi di lavoro o nei centri di «rieducazione» per il lavaggio del cervello[142]. In questi luoghi le autorità carcerarie hanno il compito di «riformare» i praticanti utilizzando qualsiasi mezzo[84]; i resoconti parlano di «torture sistematiche», lavori forzati, detenzioni illegali, trattamenti psichiatrici e prelievo forzati di organi[29][143]. Jiang Zemin, mandante della persecuzione, ha dichiarato: «nessun mezzo è troppo estremo»[144].

A detta del giornalista Ian Johnson, poi vincitore di un Premio Pulitzer per i suoi articoli sulla repressione del Falun Gong[145], tutti i settori della società sono stati mobilitati contro il Falun Gong, compreso l’apparato mediatico, le forze di polizia, l’esercito, il sistema scolastico, le aziende e le famiglie[144]. Fin dall'inizio sono state incoraggiate e ricompensate denunce all'interno delle famiglie, dei quartieri, delle aziende, ecc. In una settimana, secondo l'agenzia di stampa Xinhua, due milioni di libri del Falun Gong sono stati confiscati e distrutti con rulli compressori o bruciati pubblicamente[146].

Già nel giugno 1999 era stato creato un organo extra-giudiziale, detto Ufficio 610[6][140][147][148], per dirigere la repressione. Il suo compito era quello di coordinare la propaganda anti-Falun Gong, di raccogliere informazioni, di punire e di «rieducare» i praticanti. L'Ufficio 610 è strettamente associato all'"onnipotente" Comitato degli affari politici e amministrativi, diretto prima da Luo Gan e poi da Zhou Yongkang, entrambi fedelissimi di Jiang Zemin. Dipartimenti locali dell'Ufficio 610 sono stati istituiti a tutti i livelli (province, distretti, municipi e quartieri). Questo ufficio, con il suo status al di sopra della legge, non può non ricordare il «Gruppo per la Rivoluzione Culturale». Dal momento che nelle sue funzioni bypassa le leggi e la costituzione cinese, le autorità hanno per lungo tempo negato la sua esistenza[149].

Campagna mediatica e propaganda[modifica | modifica wikitesto]

La repressione è stata accompagnata fin dall'inizio da una campagna di propaganda a livello nazionale al fine di mettere l'opinione pubblica contro la pratica[150], che da allora viene definita xiejiao, un termine cinese che significa “insegnamento perverso”, spesso tradotto in inglese come «culto malvagio»[151]. Questo antico termine storicamente designava le religioni non confunciane. Nel contesto della Cina comunista, è usato dalla propaganda ufficiale per definire tutte le pratiche spirituali che non si sottomettono all'autorità del Partito Comunista[152][153]. Secondo gli specialisti della Cina Daniel Wright e Joseph Fewsmith, quella del governo è «un'operazione premeditata di demonizzazione totale»[154]. Nel 2001 il Beijing Daily ha scritto: «Il Falun Gong può essere paragonato ad un topo che attraversa la strada. Nel vederlo, tutti urlano e vorrebbero vederlo schiacciato»[155].

Questa campagna è stata sostenuta in modo massiccio dalla televisione, dalla stampa, dalla radio e tramite internet[80][140]. Durante il primo mese della repressione, da 300 a 400 articoli che criticavano il Falun Gong sono apparsi in tutti i principali quotidiani gestiti dallo Stato[156]. Secondo Elizabeth J. Perry, professoressa alla Harvard University e direttrice dell'Istituto Harvard-Yenching, i reportage anti-Falun Gong inondavano letteralmente i telegiornali della sera: «Per settimane, ogni sera venivano trasmesse immagini di libri del Falun Gong che erano stati consegnati volontariamente o confiscati dalla polizia nelle librerie e nelle case editrici (è interessante notare che alcuni erano stati pubblicati dalla casa editrice dell'Esercito di Liberazione del Popolo). Alcuni venivano accatastati e bruciati, altri riciclati». I reportage dei media si focalizzavano sulle dichiarazioni dei parenti delle “vittime” del Falun Gong che parlavano della «terribile tragedia» che si era abbattuta sui loro cari, ex praticanti che avevano confessato «di essere stati truffati da Li Hongzhi e dicevano che ora si pentivano di essere stati così ingenui», e con «immagini felici di coloro che avevano abbandonato il Falun Gong» e trovato delle «alternative sane» come il badminton, la danza, il bowling, etc[157].

Elizabeth Perry sottolinea che la forma di questa campagna mediatica di Stato è molto simile che il paese aveva conosciuto durante le campagne di reppressione dei decenni precedenti. Come le «campagna anti-destra degli 50' o la campagna contro l'inquinamento spirituale degli anni '80»[157]. Come fosse un ritorno alla “Rivoluzione Culturale”, il Partito ha organizzato manifestazioni per le strade, e il lavoro nelle aziende e nelle strutture scolastiche di tutto il paese veniva interrotto per far spazio a comizi che denunciavano la pratica. Sono state organizzate petizioni di massa contro il Falun Gong[142], la propaganda anti-Falun Gong è stata integrata nei libri di liceo, delle medie e delle elementari ecc.[158]

L'agenzia di stampa Xinhua ha pubblicato un editoriale in cui affermava che gli ufficiali dell'Esercito popolare di liberazione e della polizia che dichiaravano il loro sostegno al Falun Gong erano il frutto degli «sforzi delle forze occidentali ostili che vogliono distruggere la Cina», mentre in tutte le unità gli ufficiali giuravano di fare del loro meglio per difendere il governo centrale e «garantire la sicurezza nazionale e mantenere la stabilità sociale»[159].

Motivi della persecuzione[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono diverse opinioni circa i motivi che hanno spinto le autorità a rivoltarsi contro il Falun Gong. Alcuni osservatori fanno riferimento all'ossessione personale di Jiang Zemin; i praticanti del Falun Gong lo ritengono personalmente responsabile della persecuzione[160][161]. Dean Peerman sospetta che l'ex segretario generale fosse guidato da motivi strettamente personali, come ad esempio la gelosia per la popolarità di Li Hongzhi, e parla anche del suo temperamento irascibile e bellicoso.[160].

Il Washington Post ha scritto che gli altri membri del Comitato centrale del Partito non condividevano le opinioni di Jiang circa la necessità di sradicare il Falun Gong. Altri analisti hanno ipotizzato che Jiang «abbia utilizzato quello che credeva essere un bersaglio facile» per ristabilire e consolidare l'autorità della sua leadership, soprattutto dopo aver appreso che alcune persone nel suo entourage praticavano il Falun Gong[162][163]. Secondo James Tong, non c'è stata tuttavia alcuna forte resistenza da parte del Politburo[164].

Un altro motivo citato è la scarsa popolarità di cui godeva l'ex Segretario generale. Secondo Tony Saich, professore di Harvard, la campagna di repressione su scala nazionale è stata una prova di fedeltà nei confronti dell'autorità di Jiang Zemin[161]. Un'ipotesi confermata da un veterano del partito, che ha dichiarato che «innescando un movimento in stile maoista [contro il Falun Gong], Jiang ha costretto le più alte cariche a giurare fedeltà alla sua linea»[165].

La persecuzione del Falun Gong può anche essere collegata direttamente a motivi ideologici[135] e all'intolleranza generale del regime comunista nei confronti di tutto ciò che non è conforme alla linea del partito[166]. David Palmer ricorda come il Partito comunista abbia cercato di creare delle sezioni del partito in tutte le pratiche di qigong[76], il che non è stato accettato dal Falun Gong che si affermava come una scuola di qigong autonoma e indipendente. Il quotidiano canadese The Globe and Mail ha riferito che la reazione «isterica» del regime di fronte a un inoffensivo gruppo spirituale mostra due aspetti spiacevoli del regime. In primo luogo «è ancora un regime totalitario incapace di tollerare qualsiasi 'competizione', esigendo fedeltà esclusiva da parte del popolo... ogni gruppo deve sottomettersi al controllo del partito comunista e qualsiasi gruppo non lo faccia viene percepito come una minaccia». In secondo luogo il Partito soffre di insicurezza, in particolare dopo gli avvenimenti di piazza Tiananmen nel 1989 «i leader vivono con il terrore del popolo cinese. Solo un regime intriso di paura può avere una tale reazione di panico nei confronti di un gruppo di persone di mezza età che si riuniscono nei parchi per praticare la meditazione»[167].

Vivienne Shue sostiene che i leader cinesi hanno storicamente leggitamato il proprio potere sostenendo di possedere la «verità»[168]. Nella Cina imperiale, questa verità si basava sugli insegnamenti confuciani e taoisti. Nella Cina attuale si basa interamente sulla linea ufficiale stabilità dal Parito Comunista, che poi viene reiterata dai media. L'agenzia di stampa Xinhua, portavoce del partito comunista, ha detto che «la verità, la compassione e la tolleranza, i principi sostenuti da Li Hongzhi, non hanno nulla in comune con il progresso etico e culturale socialista che noi ci stiamo sforzando di portare avanti» e ha sostenuto che era necessario schiacciare il Falun Gong, al fine di preservare «la purezza» e «il ruolo di avanguardia» del Partito Comunista[169]. Questa posizione è stata ripresa da numerosi giornali.

Altri osservatori condividono l'opinione di Vivienne Shue[170][171]. Secondo Stephen Chan, affermando che la vita umana è in qualche modo connessa con l'universo, il Falun Gong, in un certo senso si oppone all'ideologia comunista e materialista dello stato cinese. Pensa che questa opposizione ideologica sia una delle cause della persecuzione e sottolinea che il Falun Gong non costituisce una minaccia politica per il regime cinese, e non vi è alcun programma politico nei suoi insegnamenti. Tuttavia Stephen Chan ha concluso che il Falun Gong è stato bandito non a causa dei suoi insegnamenti, ma semplicemente perché non era una parte del “dispositivo” comunista[59].

Resistenza alla persecuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 novembre 2001, oltre 30 praticanti occidentali provenienti da 12 paesi si sono riuniti in piazza Tiananmen a Pechino, per fare un appello pacifico in favore del Falun Gong. Sono stati tutti arrestati pochi istanti dopo aver dispiegato uno striscione con sopra scritti i tre principi del Falun Gong.

La risposta del Falun Gong alla persecuzione in Cina è iniziata nel luglio 1999 con ricorsi negli uffici degli appelli locali e provinciali e a Pechino[172]. Presto ci sono state dimostrazioni più ampie, con centinaia di praticanti del Falun Gong che andavano quotidianamente in Piazza Tiananmen per praticare gli esercizi del Falun Gong o mostrare striscioni in difesa della pratica. Queste dimostrazioni erano inevitabilmente interrotte dalle forze di sicurezza, e i praticanti coinvolti venivano arrestati - a volte in modo violento - e detenuti.[31]. Fino al 25 aprile 2000 più di 30.000 praticanti sono stati arrestati nella piazza[173]; settecento praticanti del Falun Gong sono stati arrestati durante una dimostrazione in piazza Tiananmen il 1º gennaio 2001[174]. Le proteste pubbliche sono continuate per tutto il 2001. Scrivendo per il Wall Street Journal, Ian Johnson ha scritto che «i fedeli del Falun Gong hanno messo insieme quella che è probabilmente la più duratura sfida alle autorità nei 50 anni del dominio comunista»[175].

A partire dal tardo 2001 le dimostrazioni in Piazza Tiananmen sono divenute meno frequenti, e la pratica è stata condotta in una clandestinità più profonda. Con il diminuire delle proteste pubbliche, i praticanti hanno costituito dei “luoghi di produzione dei materiali”, dove produrre materiali informativi e DVD per confutare il ritratto del Falun Gong offerto dai media ufficiali e denunciare i dettagli e i responsabili dei casi di torture o maltrattamenti. I praticanti hanno distribuito questi materiali, spesso porta a porta[176]. Fonti del Falun Gong stimano che nel 2009 esistessero in più di 200.000 di questi siti in ogni parte della Cina[177]. La produzione, il possesso o la distribuzione di questi materiali è spesso una ragione per la quale le forze di sicurezza incarcerano o condannano i praticanti del Falun Gong[178].

Nel 2002, praticanti del Falun Gong hanno interrotto le trasmissioni televisive della TV pubblica, sostituendo la regolare programmazione di stampo statale con i loro propri contenuti. Uno dei casi più rilevanti è accaduto nel marzo 2002, quando praticanti del Falun Gong di Changchun hanno interrotto la programmazione di otto stazioni tv via cavo nella provincia di Jilin, e per quasi un’ora hanno mandato in onda un programma intitolato «Auto-Immolazione o Montatura?». Tutti i sei praticanti del Falun Gong coinvolti sono stati catturati nei mesi seguenti. Due sono stati uccisi subito, mentre gli altri quattro erano tutti morti prima del 2010 a seguito dei maltrattamenti subiti durante la detenzione[179][180][181][182].

Parata a Londra per ricordare i praticanti uccisi dalla persecuzione.

I praticanti del Falun Gong fuori dalla Cina hanno adottato una varietà di approcci per resistere alla persecuzione in Cina o mitigarne la violenza. Le iniziative variano dalla sensibilizzazione di media, governi e ONG, alle dimostrazioni pubbliche, ai tentativi di utilizzare la giustizia internazionale per portare i responsabili di fronte alla giustizia. Con il proseguire e l'intensificarsi della persecuzione, i praticanti del Falun Gong all'estero hanno sempre più legato le loro denunce della persecuzione e l'azione di sensibilizzazione della comunità internazionale all'aspetto delle violazioni dei diritti umani e della libertà di coscienza.

Dopo il lancio della persecuzione nel 1999, i praticanti fuori dalla Cina hanno iniziato a organizzare manifestazioni pubbliche, raccolte firme, appelli. In occasione di anniversari importanti, come il 25 aprile e il 20 luglio vengono organizzate in ogni parte del mondo attività di informazione, parate, dimostrazione degli esercizi in grandi gruppi. I praticanti organizzano anche sit-in e dimostrazioni fuori dalle ambasciate e ai consolati cinesi in ogni parte del mondo. Ad esempio a Vancouver in Canada o a Londra sono in corso da anni manifestazioni di denuncia della persecuzione continue giorno e notte[183]. Anche le visite dei funzionari cinesi sono spesso accolte da dimostrazioni dei praticanti del Falun Gong[184].

I praticanti hanno anche fondato organizzazioni mediatiche internazionali per dare maggior visibilità alla loro causa e sfidare la versione fornita dai media di Stato cinesi. Questi includono il giornale The Epoch Times, New Tang Dynasty Television e la radio Sound of Hope[61]. Nel 2004 The Epoch Times ha pubblicato una serie di nove editoriali intitolati Nove Commentari sul Partito Comunista che presentano una storia critica del dominio del Partito Comunista[55][185]. Questo ha catalizzato il Movimento Tuidang, che incoraggia i cittadini cinesi a rinunciare alle loro affiliazioni con il Partito Comunista, comprese quelle alla Lega della Gioventù Comunista e ai Giovani Pionieri. The Epoch Times sostiene che decine di milioni di persone hanno espresso le loro dimissioni dal Partito Comunista come parte di questo movimento, anche se questi numeri non sono stati verificati in modo indipendente[186].

Sviluppatori informatici del Falun Gong negli Stati Uniti hanno creato diversi strumenti per superare la censura usati dagli utenti di internet in Cina[187].

I praticanti del Falun Gong fuori dalla Cina hanno iniziato decine di cause legati contro Jiang Zemin, Luo Gan, Bo Xilai, e altri ufficiali cinesi accusati di genocidio e crimini contro l’umanità[188]. Secondo International Advocates for Justice, il Falun Gong ha intentato il più grande numero di cause per i diritti umani nel XXI secolo e le accuse includono i crimini più gravi previsti dal codice penale internazionale[189]. Fino al 2006 sono state presentate 54 cause civili e penali in 33 paesi[61]. In molti casi, i tribunali si sono rifiutati di giudicare i casi per ragioni di immunità. Alla fine del 2009 tuttavia due diversi tribunali, in Spagna e in Argentina, hanno incriminato Jiang Zemin e Luo Gan per “crimini contro l’umanità” e genocidio, e hanno chiesto il loro arresto - sentenza riconosciuta come fondamentalmente simbolica e di improbabile applicazione[190][191][192][193]. Il tribunale spagnolo ha incriminato anche Bo Xilai, Jia Qinglin e Wu Guanzheng[190][191].

Forme di persecuzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo rapporto per le Nazioni Unite del 2006, il Relatore speciale per la tortura Manfred Nowak affermava che i praticanti del Falun Gong erano le vittime del 66% dei casi di tortura documentati in Cina[194]. Secondo il rapporto del 2007 sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato Americano, essi rappresentavano almeno la metà dei detenuti sottoposti alla rieducazione attraverso il lavoro[195]. Secondo Amnesty International, mediamente, un terzo della popolazione dei Laogai sono praticanti del Falun Gong e in alcuni campi si arriva al 100%[196]

I praticanti arrestati subiscono spesso torture e sono sottoposti a un «programma di trasformazione» definito dall'autorità carceraria[197]. I praticanti sono anche usati come mano d'opera nei centri di detenzione per la produzione di prodotti destinati all'esportazione, e in passato, prima della loro chiusura, nei Laogai (campi di rieducazione attraverso il lavoro o di lavoro forzato); inoltre numerose indagini indicano che il regime sta utilizzando i praticanti come una «riserva viventi di organi» destinati ai trapianti[26][198].

Detenzioni, programma di trasformazione, torture[modifica | modifica wikitesto]

Il praticante del Falun Gong Tang Yongjie è stato torturato dalle guardie della prigione, che gli hanno applicato delle sbarre incandescenti sulle gambe nel tentativo di forzarlo a rinunciare al suo credo.

Secondo James Tong, l'obiettivo del regime cinese era dissolvere forzatamente il Falun Gong e «trasformare» i praticanti[199]. Nel 2000 il Partito ha intensificato la campagna condannando i praticanti a lunghe pene detentive e alla “rieducazione attraverso il lavoro”, nel tentativo di forzarli ad abbandonare il loro credo e “riformare” il loro pensiero[124]. Anche i capi di accusa sono aumentati e alcuni praticanti sono stati condannati per «disturbo dell'ordine sociale», «attentato alla sicurezza nazionale» o «sovversione del sistema socialista»[200]. Secondo Robert Bejesky, professore dell'università del Michigan, la stragrande maggioranza dei praticanti del Falun Gong condannati a lunghe pene, sono stati detenuti all'interno dei campi di rieducazione attraverso il lavoro invece che nelle strutture carcerarie ordinarie. Al termine del periodo di “rieducazione attraverso il lavoro”, i praticanti che si rifiutavano di “abiurare” vedevano la propria pena prolungarsi illegalmente, oppure venivano trasferiti nei centri per il lavaggio del cervello, spesso chiamati «centri di educazione alla legalità», specializzati nella «trasformazione della mente»[200][201]. Dopo la chiusura ufficiale dei campi di rieducazione attraverso il lavoro nel dicembre del 2013, i detenuti sono stati semplicemente dirottati verso un'altra forma di detenzione illegale -centri per il lavaggio del cervello, istituti psichiatrici e altri[202] [203][204]. Secondo il rapporto di Amnesty International «Cambiare la zuppa ma non la medicina?», la pratica di «sottoporre le persone a rieducazione tramite il lavoro come punizione per aver pacificamente esercitato i propri diritti fondamentali non è fondamentalmente cambiata: al contrario... I praticanti del Falun Gong continuano ad essere condannati e inviati nei centri per il lavaggio del cervello o in altri centri di detenzione illegali»[205].

Gao Rongrong, una praticante cinese del Falun Gong, è stata torturata a morte durante la detenzione nel 2005[206].

Gran parte del programma di “trasformazione” deriva da tecniche utilizzate ai tempi di Mao, si basa sull'indottrinamento e la «riforma del pensiero». I praticanti del Falun Gong vengono costretti a guardare filmati anti-Falun Gong e a partecipare a sessioni di studio di marxismo «tradizionale» e di materialismo[207]. Inoltre i resoconti dei praticanti del Falun Gong descrivono metodi coercitivi «inquietanti e sinistri»[208]. Secondo fonti del Falun Gong, fino a giugno del 2007, attivisti per i diritti umani hanno documentato 63.000 casi di torture di vario genere nei confronti dei praticanti[209]. Le testimonianze raccontano di gravi percosse, torture psicologiche, torture fisiche e lavori pesanti e intensi. Sono stati segnalati anche casi di isolamento in condizioni disumane; di «trattamenti termici», dalla combustione al congelamento, e di scosse elettriche dirette ai punti sensibili del corpo. Inoltre i detenuti vengono spesso costretti a mantenere per lungo tempo posizioni dolorose[208]. Le testimonianze includono numerosi episodi di alimentazione forzata attraverso un tubo (con soluzioni saline); di bastoncini di bambù piantati sotto le unghie; di privazione del cibo, del sonno e della possibilità di usare il bagno; di stupro, stupro di gruppo e molto altro ancora[208].

I casi riportati nei resoconti sembrano essere verificabili, poiché in gran parte includono informazioni dettagliate, come (1) il nome del praticante, con età, professione, residenza; (2) l'ora e il luogo della presunta aggressione, e spesso il nome specifico dell'istituto penitenziario e (3) i nomi e i gradi degli autori delle presunte aggressioni. Molti di questi rapporti comprendono elenchi di testimoni e la descrizione della lesioni , come sottolineato da James Tong[208]. Fonti del Falun Gong descrivono inoltre una serie di altri abusi subiti al di fuori dalle strutture carcerarie, come minacce, l'estromissione dal lavoro, l'espulsione da scuola, la confisca arbitraria di denaro o oggetti di valore, l'implicazione dei familiari, l'impossibilità di avvalersi di una tutela legale, ecc[210].

Decessi[modifica | modifica wikitesto]

A causa delle difficoltà nell'accertare i casi denunciati di decessi causati dalle torture in Cina, le stime sul numero dei praticanti del Falun Gong che sono morti durante la persecuzione variano notevolmente. Nel 2009, il NewYork Times ha riferito che, secondo i gruppi per la tutela dei diritti umani, la repressione aveva ucciso «almeno 2000 persone»[211]. Amnesty International ha denunciato 100 casi di praticanti del Falun Gong morti durante la detenzione o poco dopo il loro rilascio nel corso del solo 2008[212]. Fonti del Falun Gong hanno riferito che a metà del 2007 erano stati documentati oltre 3000 casi di decesso in seguito alle torture e ai maltrattamenti della polizia; il che suggeriva che il numero effettivo dei morti fosse nell'ordine delle decine di migliaia[209]. Il giornalista Ethan Gutmann della “Fondazione per la Difesa della Democrazia” ha stimato il numero effettivo delle vittime intorno alle 65.000 persone, basandosi anche sulle testimonianze dei rifugiati[213][214][215][216], David Kilgour e David Matas hanno dichiarato che i praticanti del Falun Gong sono stati la principale fonte di organi di 41.500 trapianti “inspiegabili” eseguiti tra il 2000 e il 2005 in Cina[217]. Le autorità cinesi non hanno reso pubblico alcun dato circa i praticanti del Falun Gong morti a causa della repressione. Tuttavia, in alcuni casi, hanno negato che i decessi avvenuti in carcere siano stati causati da maltrattamenti[218].

Prelievo forzato di organi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Prelievo forzato di organi da praticanti del Falun Gong in Cina.

Le indagini sul prelievo forzato di organi da praticanti del Falun Gong in Cina sono iniziate nel 2006, dopo che tre testimoni hanno parlato del prelievo forzato di organi in corso nell'Ospedale di Sujiatun nella città di Shenyang. Uno dei testimoni, la moglie di un chirurgo dell'ospedale, ha raccontato che suo marito aveva eseguito numerosi interventi per rimuovere le cornee da praticanti del Falun Gong[219].

David Matas, avvocato canadese per i diritti umani e David Kilgour, ex parlamentare canadese, su invito della Coalizione per indagare sulla persecuzione del Falun Gong hanno svolto un'indagine indipendente su queste accuse e nel luglio 2006 hanno pubblicato i risultati preliminari della loro indagine. Basandosi sui dati ufficiali pubblicati dal ministero della Sanità cinese, hanno concluso che tra il 2000 e il 2005, la fonte di 41.500 trapianti di organi risulta inspiegabile, e che la fonte più plausibile per questi organi sono i prigionieri di coscienza, che sono in gran parte praticanti del Falun Gong, ma anche Tibetani, Uiguri e Cristiani indipendenti[217].

Il rapporto include 33 distinti elementi di prova a sostegno delle accuse secondo le quali i praticanti del Falun Gong sono stati uccisi per i loro organi in Cina, tra i quali: il grande aumento dei trapianti di organi a livello nazionale a partire dal 1999; i brevissimi tempi d’attesa in Cina; la discrepanza tra il numero dei trapianti e le fonti di organi note; la vulnerabilità dei praticanti del Falun Gong; le insolite analisi mediche durante la detenzione dei praticanti del Falun Gong; le ammissioni di medici di ospedali cinesi durante conversazioni telefoniche registrate; i profitti derivanti dalla vendita degli organi e il funzionamento del sistema ospedaliero cinese; ecc.[7] Il rapporto è poi stato aggiornato e pubblicato nel 2009 con il titolo di Bloody Harvest.

A maggio del 2008 due relatori speciali delle Nazioni Unite hanno richiesto ancora una volta alle autorità cinesi di rispondere alle accuse, e dichiarare la provenienza degli organi in modo da spiegare l'improvviso aumento dei trapianti a partire dal 2000[220]. I funzionari cinesi non hanno risposto alle accuse nello specifico. Si sono limitate a negarle e hanno dichiarando che la Cina ha sempre rispettato le regole stabilite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che proibiscono la vendita di organi umani senza una dichiarazione scritta da parte del donatore.

Nell'agosto del 2009, Manfred Nowak, relatore speciale delle Nazioni Unite sulle torture, ha detto «Il governo cinese deve ancora diventare pulito e trasparente... deve spiegarci come è possibile che l'industria dei trapianti sia cresciuta massicciamente a partire dal 1999 senza un corrispettivo aumento dei donatori»[221].

Nel 2014 anche il giornalista investigativo Ethan Gutmann ha pubblicato il risultato della sua indagine[222]. Gutmann ha raccolto un grande numero di testimonianze, intervistando ex-detenuti dei campi di lavoro e delle prigioni, così come ex funzionari della pubblica sicurezza e medici che hanno avuto a che fare con il sistema dei trapianti in Cina[223][224]. In base alle sue ricostruzioni il prelievo di organi dai prigionieri politici è probabilmente iniziato nella provincia dello Xinjiang negli anni '90 e in seguito si è diffuso nell'intera nazione. Molti degli ex-detenuti del Falun Gong intervistati hanno raccontato un'esperienza comune, e cioè che durante la detenzione, mentre erano maltrattati e torturati, sono stati sottoposti ad analisi del sangue e ad esami medici che secondo Gutmann avevano il solo scopo di verificare lo stato dei loro organi interni.

Matas, Kilgour e Gutmann, hanno portato avanti un alacre lavoro di ricerca e di sensibilizzazione a livello internazionale, e il 22 giugno 2016 hanno pubblicato insieme il risultato aggiornato delle loro indagini. Il rapporto, di 792 pagine, si basa su una quantità di dati e informazioni riguardanti gli ospedali cinesi attivi nei trapianti. Matas ha detto in una conferenza: «Il Partito Comunista dice che il numero totale dei trapianti legali è di circa 10.000 all'anno. Ma in realtà andiamo facilmente oltre questa cifra prendendo in considerazione unicamente i tre ospedali più grandi della Cina»[225].

In questo rapporto gli inquirenti si astengono dal dare cifre definitive, ma sono certi che il numero delle vittime sia in realtà molto più grande di quanto avevano stimato le precedenti indagini. «In questo momento, diciamo che il range è compreso tra 60.000 e 100.000 all'anno, con una tendenza verso i numeri più alti. Ma quale numero si avvicini di più alla verità è lasciato al lettore; incoraggiamo il lettore a fare i propri calcoli e non pretendiamo che queste siano le ultime parole sull'argomento». Inoltre il rapporto conclude che il prelievo forzato di organi non è affatto diminuito negli ultimi anni[226].

I mass media hanno estrapolato da questo studio un bilancio di 1.500.000 vittime[227][228].

Il Falun Gong fuori dalla Cina[modifica | modifica wikitesto]

Dimostrazione degli esercizi del Falun Gong a Szczecin in Polonia

Li Hongzhi ha iniziato ad insegnare il Falun Gong a livello internazionale nel marzo 1995. La sua prima tappa è stata Parigi dove, su invito dell’ambasciatore cinese, ha tenuto una lezione all’ambasciata della RPC. Questa è stata seguita da una serie di lezioni in Svezia nel maggio 1995. Tra il 1995 e il 1999, Li ha tenuto conferenze negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Nuova Zelanda, in Germania, in Svizzera e a Singapore[61].

La crescita del Falun Gong fuori dalla Cina è coincisa in gran parte con la migrazione di studenti dalla Cina Continentale in occidente all’inizio e verso la metà degli anni ‘90. Associazioni e club del Falun Gong sono apparsi in Europa, Nord America e Australia, e le loro attività si concentravano soprattutto nei campus universitari[229]. Volontari del Falun Gong e Associazioni della Falun Dafa si trovano oggi in più di 70 paesi fuori dalla Cina[73].

Traduzioni degli insegnamenti del Falun Gong sono iniziate ad apparire alla fine degli anni ‘90. Mentre la pratica cominciava a proliferare fuori dalla Cina, Li Hongzhi ha iniziato a ricevere riconoscimenti negli Stati Uniti e in altri paesi del mondo occidentale. Nel maggio 1999 è stato accolto a Toronto dai saluti del sindaco e del governatore generale provinciale, e nei due mesi seguenti ha ricevuto anche riconoscimenti dalle città di Chicago e San Jose[96].

Anche se la pratica negli anni ‘90 stava cominciando ad attrarre l’interesse di persone all’estero, il Falun Gong è rimasta relativamente sconosciuto fuori dalla Cina fino alla primavera del 1999, quando le tensioni tra il Falun Gong e le autorità del Partito Comunista sono diventate un soggetto discusso dai media internazionali. Col crescere dell’attenzione, la pratica ha guadagnato un maggiore seguito fuori dalla Cina. Dopo il lancio della persecuzione contro il Falun Gong da parte del Partito Comunista, la presenza all’estero è divenuta vitale per la resistenza della pratica in Cina e la sua sopravvivenza[61].

Reazioni internazionali alla persecuzione[modifica | modifica wikitesto]

A partire dall'inizio della persecuzione nel 1999, le massicce violazioni dei diritti umani nella repressione del Falun Gong sono state denunciate dal Parlamento europeo[230], dai Relatori Speciali delle Nazioni Unite, da organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International[29][231], Human Rights Watch[142], Reporter senza frontiere[232], il MRAP[233], la Laogai Research Foundation e altre ONG, oltre che da governi e personalità in ogni parte del mondo.

Stati Uniti e Canada[modifica | modifica wikitesto]

Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato diverse risoluzioni che chiedono la fine immediata della campagna di persecuzione contro i praticanti del Falun Gong in Cina e all'estero. La prima risoluzione è stata approvata nel novembre 1999[234]. Nel luglio del 2002, all'interno della «House Concurrent Resolution 188», la Camera dei rappresentanti ha denunciato il «tristemente noto» Ufficio 610, che dirige la persecuzione ricorrendo sistematicamente al «lavaggio del cervello, alla tortura e all'omicidio» e ha dichiarato che la propaganda dei media controllati dallo Stato «ha inondato il pubblico nel tentativo di incitare odio e discriminazione». La risoluzione, approvata con 420 voti a favore e 0 contrari, chiedeva alla Cina di «fermare la persecuzione del Falun Gong e i maltrattamenti nei confronti dei praticanti del Falun Gong negli Stati Uniti; di rilasciare tutti i praticanti del Falun Gong e di porre fine alla tortura e agli altri trattamenti crudeli e disumani adoperati contro di loro, rispettando così il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo»[235].

Il 16 marzo 2010, la Camera dei Rappresentanti ha votato la risoluzione 605 che chiede «la fine immediata della campagna di persecuzione, intimidazione, detenzione e di tortura dei praticanti del Falun Gong», condanna gli sforzi fatti dalle autorità cinesi per diffondere in tutto il mondo una «falsa propaganda» sulla pratica e esprime sostegno ai praticanti del Falun Gong perseguitati e alle loro famiglie[25].

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha affermato, nella sua relazione sui diritti umani del 2011: «i media nazionali e stranieri e i gruppi per i diritti umani hanno continuato a denunciare casi di prelievo forzato di organi soprattutto da praticanti del Falun Gong e Uiguri»[236].

Nel maggio 2013, i sindaci di San Carlo, San Pietro, O'Fallon e Wentzville hanno proclamato il 13 maggio 2013 come «Giornata della Falun Dafa»[237].

Il 13 giugno 2016 la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha adottato all'unanimità la risoluzione 343 che chiede al regime comunista cinese di fermare immediatamente il prelievo forzato di organi dai praticanti del Falun Gong e da altri prigionieri di coscienza. La risoluzione chiede anche la fine immediata della persecuzione del Falun Gong, che è continuata per diciassette anni. Chiede inoltre il rilascio di tutti i praticanti del Falun Gong e degli altri prigionieri di coscienza e l'apertura di un'indagine credibile, trasparente e indipendente sul sistema dei trapianti di organi in Cina[238].

Nel 2009, ad Ottawa in Canada, un gruppo di senatori di diversi partiti e di membri del Parlamento preoccupati per la situazione del Falun Gong in Cin hanno creato l'associazione «Parlamentari amici del Falun Gong»[239].

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione a Parigi, il 6 ottobre 2013 che denuncia la repressione e il traffico di organi dei praticanti del Falun Gong in Cina.

Il 7 settembre 2006 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione nell'ambito delle relazioni UE-Cina, che «condanna energicamente la detenzione e la tortura in carcere dei praticanti del movimento Falun Gong, i campi di "rieducazione attraverso il lavoro", gli ospedali psichiatrici e gli "istituti di istruzione legali"» e esprime preoccupazione per le informazioni secondo le quali gli organi dei praticanti del Falun Gong «sarebbero stati chirurgicamente asportati e venduti a ospedali»[198].

Il 19 maggio 2010 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione in seguito alla comunicazione della Commissione europea dal titolo «Piano d'azione per la donazione e il trapianto di organi (2009-2015)», in cui si menzionava la repressione del Falun Gong: «Il Parlamento Europeo [...] prende atto della relazione di David Matas e David Kilgour sull'uccisione dei praticanti del Falung Gong per i loro organi, e chiede alla Commissione di presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sulle accuse, corredata da altri casi simili»[240].

Il 16 dicembre 2010 il Parlamento europeo ha reso noto il suo rapporto annuale del 2009 sui diritti umani nel mondo e sulla politica dell'UE in materia. Nella sezione «libertà di religione o di credo» condanna le autorità cinesi per la «persecuzione» del Falun Gong[241].

Il 12 dicembre 2013 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che condanna il prelievo forzato di organi, sistematico e tollerato dallo Stato cinese; una pratica che colpisce soprattutto i prigionieri del Falun Gong. La risoluzione chiede anche l'immediato rilascio di tutti i prigionieri di coscienza in Cina inclusi i praticanti del Falun Gong[26].

Nazioni Unite[modifica | modifica wikitesto]

Veglia commemorativa a Ginevra

I relatori speciali delle Nazioni Unite sulla tortura, sulle esecuzioni extragiudiziali, sulla violenza contro le donne e sulla libertà di religione e di credo hanno pubblicato diversi rapporti che condannano la persecuzione del Falun Gong in Cina e hanno trasmesso alle autorità cinesi la documentazione di centinaia di questi casi preoccupanti. Per esempio, nel 2003, il Relatore speciale sulle esecuzioni extragiudiziali ha scritto che i resoconti provenienti dalla Cina «descrivono scene strazianti in cui i detenuti, molti dei quali sono seguaci del movimento Falun Gong, sono morti a causa di abusi, negligenze o assenza di cure mediche. La crudeltà e la brutalità dei casi di tortura segnalati sono difficilmente descrivibili[242]. Il 20 marzo 2007, in occasione della quarta sessione del Consiglio dei diritti umani, Manfred Nowak, relatore speciale delle Nazioni Unite per la tortura, ha presentato una relazione sui casi precedenti al 2006 di «persecuzione, abusi e torture» ai danni dei cittadini cinesi, in gran parte praticanti del Falun Gong[194]

Nel novembre 2008, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha sottolineato nella sua relazione sulla Cina di essere «profondamente preoccupato per i resoconti di torture mirate, di maltrattamenti e per le sparizioni tra minorità nazionali, etniche, religiose e altri gruppi vulnerabili, come i Tibetani, gli Uiguri e i praticanti del Falun Gong»[243].

Nel 2010, il relatore speciale sulla libertà di religione e di credo ha condannato la diffamazione contro i gruppi religiosi minoritari, dedicando particolare attenzione ai governi di Iran e Cina per il loro atteggiamento verso la Baha'i e il Falun Gong[244]

Durante l'Assembea generale delle Nazioni Unite del 19 maggio 2011, Gabriela Knaul, relatore speciale sull'indipendenza dei giudici e degli avvocati, ha scritto un rapporto mettendo in discussione l'indipendenza di queste categorie in Cina. Secondo il suo rapporto, i signori Tang Jitian e Lui Wei, che avevano cercato di difendere un praticante del Falun Gong, hanno subito pressioni e molestie e sono stati minacciati della revolca della licenza per esercitare la professione legale[245].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Jennifer Rosenberg, The History of the Swastika) About.com.
  2. ^ a b c d David Ownby, 27 maggio 2010
  3. ^ Adam Frank, 30 giugno 2004 pag.235
  4. ^ Seth Faison, In Beijing : A Roar of Silent Protesters, in New York Times, 27 aprile 1999.: «La stima del governo di 70 milioni di praticanti lo rende un gruppo importante in una nazione di 1,2 miliardi di abitanti»
  5. ^ (EN) The Politburo's Predicament: Confronting the Limitations of Communist Party Repression (PDF), Freedom House, gennaio 2015. URL consultato il 22 agosto 2016.
  6. ^ a b (EN) Congressional-Executive commission on China, Congresso degli Stati Uniti, Congressional-Executive Commission on China. URL consultato il 22 agosto 2016.
  7. ^ a b (EN) Matas & Kilgour Report - DAFOH, dafoh.org. URL consultato il 10 agosto 2016.
  8. ^ Falundafa.org, Trovate il vostro contatto locale Accesso: 24 agosto 2016
  9. ^ a b David Ownby, 27 mattio 2010 pag.126
  10. ^ (EN) 2009 International Religious Freedom Report: China (includes Tibet, Hong Kong,Macau, Dipartimento di Stato USA, ottobre 2009. URL consultato il 24 agosto 2016.
  11. ^ Malcolm Moore, Falun Gong 'growing' in China despite 10-year ban, Telegraph.co.uk. URL consultato il 24 agosto 2016.
  12. ^ Noakes and Ford, "Managing Political Opposition Groups in China: Explaining the Continuing Anti-Falun Gong Campaign", China Quarterly (2015) pp 672-673
  13. ^ Falun Dafa - contatti, su it.falundafa.org. URL consultato il 10 agosto 2016.
  14. ^ a b c d e f g h i j k Noah Porter, 18 luglio 2003
  15. ^ Falun Dafa | Libri & articoli recenti, su it.falundafa.org. URL consultato il 10 agosto 2016.
  16. ^ (EN) David Ownby, A History for Falun Gong: Popular Religion and the Chinese State Since the Ming Dynasty, in Nova Religio, vol. 6, nº 2, aprile 2003, pp. 223-243, DOI:10.1525/nr.2003.6.2.223. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  17. ^ David Palmer (2007), Palmer2007: «[Li] ridefinì il suo metodo come avente obiettivi completamente differenti dal qigong: il proposito della pratica non è né quello della salute fisica né quello di sviluppare poteri straordinari, ma di purificare il proprio cuore e ottenere la salvezza spirituale.»
  18. ^ (FR) Henri Maspero, Taoisme, Essai, Éditions Gallimard. URL consultato il 17 febbraio 2006.: « Bisogna condurre una vita pura e esercitare le virtù morali. Le due pratiche si completano tra loro e sono di uguale importanza. Il più grande alchimista del IV secolo, Ge Hong, disse firmalmente: 'Coloro che non compiono atti virtuosi e si accontentano di dedicarsi alle pratiche magiche non otterranno mai la Vita Eterna'».
  19. ^ (FR) Henri Maspero, Taoisme, Essai. URL consultato il 17 febbraio 2006.: «Gli antichi Taoisti, secondo i quali l'immortalità era conseguibile solo mantenendo il corpo fisico, si impegnavano per trasformare il pesante corpo mortale in un corpo immortale, leggero, in cui le ossa e la carne sono fatte d'oro e di giada.» Éditions Gallimard, 1971
  20. ^ (EN) Paula Peterson, The Way of Self Cultivation, in The Spirit of Ma'at, vol. 3, nº 7. «In quello che è chiamato il "Grande Studio" il Confucianesimo tratta del processo attraverso il quale si ottiene lo sviluppo personale e di come questo percorso comprenda mettersi al servizio del genere umano , lo studio dei fenomeni , l'apprendimento, la sincerità, la purezza d'intento, l'auto-sviluppo, la virtù familiare, l'armonia personale e universale».
  21. ^ Richard Madsen, settembre 2000
  22. ^ a b Zhao Yuezhi, 9 settembre 2003
  23. ^ Benjamin Penny, 27 avril 2012 : «Secondo Li Hongzhi, come ripete spesso nello Zhuan Falun, le caratteristiche della natura dell'universo sono Zhen (verità), Shan(benevolenza) e Ren (tolleranza). E non ha un senso metaforico; per lui Zhen, Shan Ren sono i principi strutturali di tutte le cose.»
  24. ^ (EN) Benjamin Penny, The Past, Present, and Future of Falun Gong, Lecture given at the National Library of Australia, 2001.
  25. ^ a b (EN) House Resolution 605, Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, 17 marzo 2010. URL consultato il 16 agosto 2016.
  26. ^ a b c Risoluzione del Parlamento europeo del 12 dicembre 2013 sul prelievo coatto di organi in Cina, Parlamento Europeo, 12 dicembre 2013. URL consultato il 6 agosto 2016.
  27. ^ (EN) Edward McMillan-Scott, The reality behind China's Olympic image of modernity, in The Guardian, 8 agosto 2008. URL consultato il 16 agosto 2016.
  28. ^ (EN) Edward McMillan-Scott, We need new powers to rein in China, in The Independant, 3 gennaio 2010.
  29. ^ a b c d (EN) Cina - La repressione del Falun Gong e di altre “organizzazioni eretiche”, Amnesty International, 23 marzo 2000.
  30. ^ (EN) China: Local residents petition for Falun Gong releases, Amnesty International, 14 novembre 2011. URL consultato l'8 agosto 2016.
  31. ^ a b Mickey Spiegel, gennaio 2002
  32. ^ Li Hongzhi, Zhuan Falun, p 7. Citazione: "La natura fondamentale di questo universo, Zhen-Shan-Ren, è la più alta espressione della Fa di Budda ed è l'essenza della Fa di Budda"
  33. ^ David Ownby, 9 settembre 2003 pag.93, 102
  34. ^ a b c Li Hongzhi, Zhuan Falun: Girare la ruota della legge (PDF), Yih Chyun Book Corp.,Ltd, febbraio 2005 (traduzione italiana). URL consultato l'8 agosto 2016.
  35. ^ a b Noah Porter, 18 luglio 2003 pag.29 «Secondo il sistema di credo del Falun Gong, ci sono tre virtù che sono anche i principi dell'universo: Zhen, Shan, and Ren (真, 善, 忍). Zhen è l'essere veritieri e sinceri. Shan è compassione, benevolenza e gentilezza. Ren è sopportazione e tolleranza. Queste tre virtù sono il solo criterio per distinguere veramente le persone buone dalle persone cattive. La società umana ha deviato da questi standard morali. Tutta la materia nell'universo contiene Zhen-Shan-Ren. Tutte e tre sono ugualmente importanti.»
  36. ^ a b David Ownby, 9 settembre 2003 pag.93: «La vera struttura dell'universo, secondo Li Hongzhi, è composta di qualità morali che ai coltivatori è richiesto di praticare nelle loro vite: verità, compassione e tolleranza.»
  37. ^ a b Benjamin Penny, 27 avril 2012 pag.124 Citazione: «Inoltre, nel Falun Gong l'aderenza durante la coltivazione al codice di verità, compassione e tolleranza non è considerato soltanto un modo di agire giusto e responsabile; è una parte essenziale del processo di coltivazione. Distrarsi da esso renderà vano ogni altro sforzo nella coltivazione.»
  38. ^ a b c Li Hongzhi, Falun Gong (PDF), falundafa.it. URL consultato il 16 agosto 2016.
  39. ^ Benjamin Penny, 27 aprile 2012 pag.163-168
  40. ^ David Ownby, dicembre 2003 pag.313
  41. ^ falundafa.org, Video, Istruzioni con illustrazioni nel libro Falun Gong
  42. ^ falundafa.org, 'Trova il contatto della tua zona'.
  43. ^ Benjamin Penny, 27 aprile 2012 pag.170
  44. ^ Zhuan Falun,  Li Hongzhi pag.14 (la numerazione delle pagine si riferisce alla versione stampata)
  45. ^ David Ownby, 27 maggio 2010 pag.93: «L'obiettivo della coltivazione, e dunque della vita stessa, è l'elevazione spirituale, realizzata attraverso l'eliminazione del karma negativo proveniente dalla vite passate o da quella presente, e l'accumulazione della virtù».
  46. ^ Zhuan Falun, Li Hongzhi pag.4 (la numerazione si riferiesce al testo stampato)
  47. ^ Benjamin Penny, 27 aprile 2012 pag.135
  48. ^ a b Benjamin Penny, 27 aprile 2012
  49. ^ Zhuan Falun, Li Hongzhi
  50. ^ Zhuan Falun, pag.358 (la numerazione si riferisce alla versione stampata).
  51. ^ David Ownby, 27 maggio 2010 p.114
  52. ^ Zhuan Falun,  Li Hongzhi pag.137
  53. ^ Zhuan Falun,  Li Hongzhi pag.262-264
  54. ^ David Ownby, 27 mai 2010 pag.112-114
  55. ^ a b c (EN) Hu Ping, The Falun Gong Phenomenon, in Sharon Hom and Stacy Mosher (dir.) (a cura di), Challenging China: Struggle and Hope in an Era of Change, New York, The New Press, 2007.
  56. ^ David Ownby, 27 maggio 2010 pag.93: «Non si trovano molte istruzioni riguardo a ciò che si deve o non si deve fare negli scritti di Li Hongzhi, né si trovano discussioni etiche complesse. Egli consiglia invece ai praticanti di sbarazzarsi dei loro propri «attaccamenti» inutili, di fare ciò che pensano giusto, tornando così allorigine', al loro essere originale»
  57. ^ David Ownby, 27 maggio 2010 pag.93: «Proprio al contrario. Si richiede ai praticanti di trattare gli altri con compassione e benevolenza al fine di coltivare la virtù e eliminare il karma».
  58. ^ Zhuan Falun,  Li Hongzhi pag.67 «Se sarete sempre compassionevoli e benevolenti con le persone, se vi preoccuperete sempre degli altri quando farete qualco sa, e ogni volta che avrete una questione con un'altra persona vi chiederete innanzitutto se potrà sopportarla o se invece ne soffrirà, allora non avrete problemi. Per questa ragione, in quanto praticanti, dovrete seguire uno standard elevato e persino più elevato ancora.»
  59. ^ a b (EN) Stephen Chan, A New Triptych for International Relations in the 21st Century : Beyond Waltz and Beyond Lacan's Antigone, with a Note on the Falun Gong of China, in Global Society, vol. 17, nº 2, 2003, DOI:10.1080/1360082032000069082.
  60. ^ a b c Danny Schechter, 2001
  61. ^ a b c d e f g h i David Ownby, 27 maggio 2010, p.15 « Falun Gong practitioners consistently demanded either a retraction or equal time when they felt that local media had been unfair to them, engaging in some 300 such protests between 1966 and 1999. [...] the fact that such protests were not immediately condemned or suppressed and that most newspapers and television stations seemed to buckle under to Falun Gong pressure may have convinced practitioners of the soundness of their practice. »
  62. ^ Richard Madsen, septembre 2000 pag.182-191:«Tra i praticanti del Falun Gong che ho incontrato, c'erano cinesi che hanno conseguito il dottorato di ricerca di prestigiose università americane che avvermavano che la fisica e la biologia moderne servono come base scientifica per il loro credo. Dal loro punto di vista, la Falun Dafa è una conoscenza piuttosto che una religione, una nuova forma di scienza, piuttosto che una credenza».
  63. ^ Benjamin Penny, 27 avril 2012 pag.97
  64. ^ falundafa.org
  65. ^ a b (EN) George Bruseker, Falun Gong: A Modern Chinese Folk Buddhist Movement in Crisis, 26 aprile 2000.
  66. ^ (EN) Benjamin Penny, Falun Gong, Buddhism, and Buddhist qigong, Asian Studies Review, 29 marzo 2009.
  67. ^ Clearharmony.net, La svastica un simbolo antico e universale, pubblicato il 18 settembre 2009
  68. ^ David Palmer, 2 gennaio 2005 pag.241-24
  69. ^ a b (EN) Susan Palmer and David Ownby, Field Notes: Falun Dafa Practitioners : A Preliminary Research Report, in Nova Religio, vol. 4, nº 1, ottobre 2000, pp. 133-137, DOI:10.1525/nr.2000.4.1.133. URL consultato il 10 febbraio 2014.
  70. ^ (EN) Barend ter Haar, Falun Gong: Part Two, The issue of continuities, University of Oxford, luglio 2002. URL consultato il 29 marzo 2014. «Una differenza tra il Falun Gong e i gruppi tradizionali è l'assenza di culti o riti quotidiani»
  71. ^ (EN) David Ownby, Falungong and Canada's China Policy, in International Journal, vol. 56, nº 2, Sage publications, Ltd, primavera 2001, p. 193. URL consultato il 25 maggio 2014. : «Queste persone hanno scoperto ciò che per loro è la verità dell'universo. Sono arrivati a tale scoperta liberamente e, se cambiano idea sono liberi di passare a qualcos'altro. La comunità del Falun Gong sembra essere di supporto, ma non costrittiv - a parte la pressione dai propri compagni che esiste nelle situazioni di gruppo; non c'è alcuna struttura di potere visibile che castighi un praticante che si comporti male, né i praticanti dicono agli altri ciò che devono fare o ciò in cui devono credere»
  72. ^ a b c (EN) Craig A. Burgdoff, How Falun Gong Practice Undermines Li Hongzhi's Totalistic Rhetoric, in Nova Religio, vol. 6, nº 2, 2 aprile 2003, pp. 332-347, DOI:10.1525/nr.2003.6.2.332. URL consultato l'11 febbraio 2014.
  73. ^ a b Contatti locali, Falun Dafa.org. URL consultato l'8 agosto 2016.
  74. ^ (EN) Kai-Ti Chou, Contemporary Religious Movements in Taiwan : Rhetorics of Persuasion, Lewiston, New York, Edwin Mellen Press, 30 aprile 2008, ISBN 978-0-7734-5241-1.
  75. ^ a b (EN) Craig A. Burgdoff, How Falun Gong Practice Undermines Li Hongzhi's Totalistic Rhetoric, in Nova Religio, vol. 6, nº 2, 2 aprile 2003, p. 336, DOI:10.1525/nr.2003.6.2.332. URL consultato l'11 febbraio 2014.
  76. ^ a b c d David Palmer, 2 gennaio 2005
  77. ^ a b David Ownby, dicembre 2003 pag.313-314: «Incontri settimanali: si tengono spesso il venerdì sera o di sabato, in qualunque posto i praticanti possano trovare, che si tratti di un appartamento privato o l'aula di una scuola o di una università. Le attività principali di tali incontri sono la pratica degli esercizi e la lettura in gruppo degli scritti di Li Hongzhi. Negli incontri a cui ho partecipato, mi è parso che la lettura di gruppo pare avesse un'importanza maggiore della pratica degli esercizi. Occasionalmente possono anche esserci discussioni, ma le discussioni su questioni spirituali tendono a non essere molto vivaci; è più probabile che i membri si rifacciano agli scritti o conservino la propria opinione, piuttosto che dibattere su comprensioni differenti degli insegnamenti o della pratica»
  78. ^ (EN) Kevin MacDonald, Global movements: action and culture, Wiley-Blackwell, 3 marzo 2006, p. 164, ISBN 978-1-4051-1613-8. URL consultato il 26 maggio 2014.: «Tuttavia, dopo la messa al bando del Falun Gong, internet si è rivelato fondamentale per il suo sviluppo. Internet permette ai potenziali praticanti di scaricare gli scritti di Li Hongzhi gratuitamente».
  79. ^ (EN) Mark R. Bell et Taylor C. Boas, Falun Gong and the Internet : Evangelism, Community, and Struggle for Survival (PDF), in Nova Religio, vol. 6, nº 2, University of California Press, 2 aprile 2003. URL consultato il 18 febbraio 2014.: «Riassumendo possiamo dire che il Falun Gong ha tratto vantaggio dalla capacità di Internet di disseminare le informazioni a basso costo.
  80. ^ a b c d e (EN) James Tong, An Organizational Analysis of the Falun Gong : Structure, Communications, Financing, in The China Quarterly, vol. 171, Cambridge University Press, settembre 2002, pp. 636-660, DOI:10.1017/S0009443902000402.
  81. ^ (EN) Kevin MacDonald, Global movements: action and culture, Wiley-Blackwell, 3 marzo 2006, pp. 142-164, ISBN 978-1-4051-1613-8. URL consultato il 26 maggio 2014.
  82. ^ NEWS DISSECTOR | Burning Questions, web.archive.org, 2 dicembre 2002, p. 42. URL consultato il 12 luglio 2016.
  83. ^ James Tong, An Organizational Analysis of the Falun Gong: Structure, Communications, Financing, in The China Quarterly, vol. 171, 1º settembre 2002, p. 641, DOI:10.1017/S0009443902000402. URL consultato il 12 luglio 2016.
  84. ^ a b c d e (EN) James W. Tong, Revenge of the Forbidden City: The Suppression of the Falungong in China, 1999-2005, Oxford University Press, 14 ottobre 2009, ISBN 978-0-19-970368-5. URL consultato il 18 luglio 2016.
  85. ^ James Tong, An Organizational Analysis of the Falun Gong: Structure, Communications, Financing, p. 642, in The China Quarterly, vol. 171, 1º settembre 2002, pp. 636–660, DOI:10.1017/S0009443902000402. URL consultato il 12 luglio 2016.
  86. ^ (EN) Patricia M. Thornton, Manufacturing Dissent in Transnational China, in Kevin J. O’Brien (a cura di), Popular Protest in China, Havard University Press, 21 dicembre 2008, pp. 179-204, ISBN 978-0-674-03061-9. URL consultato il 28 maggio 2014.
  87. ^ James Tong, septembre 2002 pag. 638
  88. ^ James Tong, settembre 2002 pag.657
  89. ^ a b David Ownby, 27 mai 2010 pag.136
  90. ^ (EN) Bay Fang, An opiate of the masses?, in U.S. News and World Report, vol. 126, nº 7, 22 febbraio 1999, p. 45.
  91. ^ (EN) Seth Faison, In Beijing : A Roar of Silent Protesters, in New York Times, 27 aprile 1999. URL consultato il 30 dicembre 2013.: «La stima del governo di 70 milioni di praticanti lo pone come un gruppo importante in una nazione di 1,2 miliardi di abitanti.»
  92. ^ (EN) Renee Schoof, Growing group poses a dilemma for China, in The Philadelphia Inquirer, 23 aprile 1999.: « [Il Falun Gong] insegna la moralità e l'accettazione, che corrisponde a ciò il governo di Pechino vuole vedere. Tuttavia, con più membri di quelli del partito comunista - 70 milioni, secondo il Ministero dello Sport – il Falun Gong costituisce anche un'"organizzazione" formidabile».
  93. ^ (EN) 4 From Chinese Spiritual Group Are Sentenced, in New York Times, 13 novembre 1999, p. A.5. URL consultato il 20 giugno 2014.: «Prima della persecuzione, il governo stimava la comunità in 70 milioni di persone - più del Partito Comunista cinese, che contava 61 milioni di associati».
  94. ^ (EN) Joseph Kahn, Notoriety Now for Movement’s Leader, in New York Times, 27 aprile 1999. URL consultato il 2 gennaio 2014.: «Pechino stima che in totale questo movimento spirituale sia di 70 milioni di persone. I suoi praticanti non contestano questa cifra. Ma precisano che non c'è alcun modo per essere sicuri, perché non esiste un registro centralizzato dei nomi dei membri».
  95. ^ a b (ZH) Zong Hairen, Zhu Rongji nel 1999, Ming Jing, ottobre 2001, ISBN 978-962-8744-51-0.
  96. ^ a b (EN) Cheris Shun-ching Chan, The Falun Gong in China : A Sociological Perspective, in The China Quarterly, vol. 179, settembre 2004, pp. 665-683.
  97. ^ a b (EN) Scott Lowe, Chinese and International Contexts for the Rise of Falun Gong, in Nova Religio, vol. 6, nº 2, 2 aprile 2003, DOI:10.1525/nr.2003.6.2.263. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  98. ^ David Palmer, 2 gennaio 2005: «Nel 1997 Li Hongzhi afferma di avere più di 100 milioni di praticanti, 20 milioni dei quali regolari».
  99. ^ David Palmer, 2 gennaio 2005: «Possiamo, in maniera approssimativa e provvisoria, stimare che il numero totale dei praticanti fosse compreso tra i 3 e i 20 milioni. [...] Una stima di 10 milioni mi sembra ragionevole»
  100. ^ Noah Porter, 18 luglio 2003 pag.117
  101. ^ David Ownby, 27 maggio 2010 pag.127
  102. ^ (EN) 2009 International Religious Freedom Report, U.S. Department of State, 26 ottobre 2009. URL consultato il 19 gennaio 2014.
  103. ^ David Ownby, 27 maggio 2010 pag.141
  104. ^ (EN) Falun Gong: An Ancient Tradition for Mind, Body, and Spirit, Falun Dafa Information Center, 2 giugno 2012. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  105. ^ James Tong, settembre 2002 pag.670
  106. ^ (FR) Faire face ouvertement et dignement à un environnement sinistre, ClearHarmony.net, 29 aprile 2009. URL consultato il 16 agosto 2014.
  107. ^ David Ownby, 27 maggio 2010 pag.87 «Ha tenuto circa 54 seminari durante questi 30 mesi, raggiungendo un uditorio di oltre 60.000 persone che sono venute ad ascoltare i suoi insegnamenti»
  108. ^ a b (EN) Falun Gong: Timeline, Falun Dafa Information Center, 17 maggio 2008. URL consultato il 16 agosto 2014.
  109. ^ a b Danny Schechter, 2001 pag.66
  110. ^ (EN) David Ownby, The Falun Gong in the New World (PDF), in European Journal of East Asian Studies, vol. 2, Leiden, Brill, dicembre 2003, p. 306. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  111. ^ Early Days in China | Falun Dafa - Minghui.org, su en.minghui.org. URL consultato il 22 settembre 2016.
  112. ^ Historical Data: The Spread of Falun Dafa in Guangdong Province (Part 2), en.minghui.org. URL consultato il 22 settembre 2016.
  113. ^ a b Noah Porter, 18 luglio 2003 pag.70
  114. ^ (EN) David Palmer, Qigong Fever : Body, Science, and Utopia in China, Columbia University Press, 27 marzo 2007, p. 248, ISBN 978-0-231-14066-9.
  115. ^ (EN) David Palmer, Qigong Fever : Body, Science, and Utopia in China, Columbia University Press, 27 marzo 2007, p. 295, ISBN 978-0-231-14066-9.
  116. ^ a b (EN) David Palmer, Qigong Fever : Body, Science, and Utopia in China, Columbia University Press, 27 marzo 2007, p. 265, ISBN 978-0-231-14066-9.
  117. ^ Danny Schechter, 2001 pag.67
  118. ^ a b David Palmer, 2 gennaio2005 pag.249
  119. ^ (EN) Lionel M. Jensen, Falun Gong, in Edward L. Davis (a cura di), Encyclopedia of contemporary Chinese culture, Routledge – Collezione: Encyclopedias of Contemporary Culture, 13 febbraio 2005, pp. 251-263, ISBN 978-0-415-77716-2.
  120. ^ (EN) Maria Hsia Chang, Falun Gong : The End of Days, Yale University Press, 2004, p. 6, ISBN 978-0-300-19603-0.: «On July 24 [1996], [...] the government's Press and Publications Administration banned the sale of China Falun Gong [...] That October [1996], Beijing hardened its policy toward all qigong groups. Those registered with the state would be more intensely monitored and supervised, whereas unsanctioned groups would be hunted down and suppressed. Any large scale practising of qigong in public places must have the authorities' prior permission.»
  121. ^ Sumner B. Twiss, "Religious Intolerance in Contemporary China, Including the Curious Case of Falun Gong," The World's Religions After 11 September, by Arvind Sharma (ed.) (Greenwood Publishing, 2009), pp. 227–240
  122. ^ David Ownby, 27 maggio 2010 pag.168
  123. ^ (EN) Clemens S. Østergaard, Governance and the Political Challenge of the Falun Gong, in Jude Howell (a cura di), Governance in China, Canham, Rowman and littlefield Publishers Inc, 19 novembre 2003, pp. 207-225, ISBN 978-0-7425-1988-6. URL consultato il 22 agosto 2014.
  124. ^ a b c Mickey Spiegel, gennaio 2002«22 luglio: Il Ministro degli Affari civili e il Ministro della pubblica sicurezza hanno agito in modo congiunto per dissolvere il Falun Gong e la sua organizzazione affiliata, la Società di Ricerca della Falun Dafa; per impedire la propagazione del Falun Gong in qualunque forma, inclusa la pratica pubblica; e per proibire a tutti di disturbare l'ordine sociale o di opporsi al governo.»
  125. ^ Benjamin Penny, 27 aprile 2012 pag.56
  126. ^ (EN) Ethan Gutmann, An Occurrence on Fuyou Street, in National Review, 20 luglio 2009. URL consultato il 30 dicembre 2013.
  127. ^ (FR) Antoine Paoli, Politique Internationale, politiqueinternationale.com, inverno 2002. URL consultato il 28 febbraio 2014.
  128. ^ Ethan Gutmann (20 July 2009) "An Occurrence on Fuyou Street", National Review david-kilgour.com
  129. ^ David Ownby, 27 maggio 2010
  130. ^ Danny Schechter, "Falun Gong's Challenge to China," p 69.
  131. ^ (EN) Jay Nordlinger, Crackdown Time : Why Beijing fears the Falun Gong, in National Review, vol. 51, nº 18, 27 settembre 1999, p. 26.
  132. ^ (FR) Gérard-Marie Henry, Quand la Chine s'essoufflera : Atterrissage en douceur ou crash ?, Jeunes Editions – Collezione Perspectives, 12 giugno 2006, p. 199, ISBN 978-2-84472-837-1. URL consultato l'8 marzo 2014.
  133. ^ David Ownby, 2006 pag.106
  134. ^ (EN) Xinhua, Fight against pseudoscience important, Facts.org.cn, 26 luglio 2007. URL consultato il 22 agosto 2014.
  135. ^ a b (EN) Julia Ching, The Falun Gong : Religious and Political Implications, in American Asian Review, vol. 19, nº 4, inverno 2001, p. 12.: «Jiang ha visto la minaccia del Falun Gong come ideologica: le credenze spirituali contro l'ateismo militante e il materialismo storico, e [ha voluto] purgare il governo e l'esercito da tali credenze».
  136. ^ (ZH) Jiang Zemin, Letter to Party cadres on the evening of 25 April 1999, in Beijing Zhichun, nº 97, giugno 2001.
  137. ^ James Tong, 14 ottobre 2009 pag.44
  138. ^ Xinhua, China Bans Falun Gong, People's Daily, 22 July 1999
  139. ^ Mickey Spiegel, gennaio 2002 Appendice II: Laws and Regulations used to crack down on Falun Gong
  140. ^ a b c (EN) Beatrice Leung, China and Falun Gong : Party and society relations in the modern era, in Journal of Contemporary China, vol. 11, nº 33, Routledge, Novembre 2002, pp. 761-784, DOI:10.1080/1067056022000008904.
  141. ^ (EN) Jiang Zemin’s Personal Crusade, Appendix C: FDI – Crisis News Bulletin, Aug. 30, 2000, Chinese Gov’t Plan to "Eradicate Falun Gong in 3 Months" (PDF), Falun Dafa Information Center, 2008. URL consultato il 23 agosto 2014.
  142. ^ a b c Mickey Spiegel, gennaio 2002
  143. ^ (FR) Lucy Zhou, Témoignages au cours de la 3° session de la 37° législature des travaux parlementaires du Canada, parl.gc.ca, 12 maggio 2004. URL consultato il 23 agosto 2014.
  144. ^ a b Ian Johnson, 8 marzo 2005
  145. ^ (EN) Ian Johnson of The Wall Street Journal: For his revealing stories from China about victims of the government's often brutal suppression of the Falun Gong movement and the implications of that campaign for the future., The Pulitzer Prices, 2001. URL consultato il 25 agosto 2016.
  146. ^ (EN) China bans Falun Gong, in People's Daily, 30 luglio 1999.
  147. ^ (EN) I.C. Smith et Nigel West, Historical Dictionary of Chinese Intelligence, Scarecrow Press – Collezione: Historical Dictionaries of Intelligence and CounterIntelligence, 4 maggio 2012, p. 34, ISBN 978-2-88124-840-5.:«Il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese nel luglio 1999 ha creato un ufficio speciale per gestire la questione Falun Gong, che in seguito è divenuto il Dipartimento per gli Affari della Sicurezza Interna e poi l'Ufficio 610 Centrale.
  148. ^ (EN) Morais, Richard C., China's Fight With Falun Gong, Forbes, 9 febbraio 2006. URL consultato il 25 agosto 2016.
  149. ^ Indagine sul capo dell’Ufficio 610 attira l'attenzione sul ruolo sinistro dell'organizzazione, ClearHarmony.net, 15 gennaio 2014. URL consultato il 10 agosto 2016.
  150. ^ David Ownby, 27 maggio 2010 pag.176
  151. ^ (EN) Catherine Wessinger, New Religious Movements and Violence, in Eugene V. Gallagher, W. Michael Ashcraft (dir.) (a cura di), Introduction to New and Alternative Religions in America, Greenwood Publishing Group, 2006, pp. 173-176..
  152. ^ (EN) Maria Hsia Chang, Falun Gong : The End of Days, Yale University Press, 2004, ISBN 978-0-300-19603-0.
  153. ^ (EN) Report Analyzing Seven Secret Chinese Government Documents (PDF), Freedom House, 11 febbraio 2002. URL consultato il 25 agosto 2014.
  154. ^ (EN) Joseph Fewsmith e Daniel B. Wright, The promise of the Revolution: stories of fulfilment and struggle in China, Rowman and Littlefield, 2003, p. 156.
  155. ^ (EN) 'Enemies of people' warned, in Associated Press, 23 gennaio 2001. URL consultato il 25 agosto 2014.
  156. ^ (EN) Leeshai Lemish, Media and New Religious Movements: The Case of Falun Gong, a paper presented at The 2009 CESNUR Conference, cesnur.org, 11-13 giugno 2009. URL consultato il 2 gennaio 2014.
  157. ^ a b (EN) Elizabeth J. Perry, Challenging The Mandate Of Heaven: Popular Protest in Modern China (PDF), in Critical Asian Studies, vol. 33, nº 2, Juin 2001, p. 173, DOI:10.1080/14672710122544.
  158. ^ (EN) Chinese Ministry of Education Participating in the Persecution of Falun Gong: Investigative Report, World Organization to Investigate the Persecution of Falun Gong, 2004. URL consultato il 25 agosto 2014.
  159. ^ (EN) Hugo Restall, What if Falun Dafa Is a ‘Cult’ ?, in Asian Wall Street Journal, 14 febbraio 2001.
  160. ^ a b (EN) Dean Peerman, China syndrome: the persecution of Falun Gong, Christian Century, 10 août 2004
  161. ^ a b (EN) Tony Saich, Governance and Politics in China, Palgrave Macmillan, 2ª edizione, 27 febbraio 2004
  162. ^ (EN) Reid Graham, Nothing left to lose, in The Listener, 29 aprile 2006. URL consultato il 20 luglio 2014.
  163. ^ (EN) John Pomfret, Cracks in China's Crackdown, Washington Post, 12 novembre 1999. URL consultato il 2 novembre 2012.
  164. ^ James Tong, 14 ottobre 2009 pag.33-34
  165. ^ (EN) China's sect suppression carries a high price, CNN, 9 febbraio 2001. URL consultato il 20 luglio 2014.
  166. ^ (EN) Craig S. Smith, Rooting Out Falun Gong ; China Makes War on Mysticism, in New York Times, 30 aprile 2000. URL consultato il 20 luglio 2014.
  167. ^ The Globe and Mail, Beijing v. falun gong, Metro A14, 01/26/2001
  168. ^ (EN) Vivienne Shue, Legitimacy Crisis in China ? (PDF), in Peter Hays Gries e Stanley Rosen (dir.) (a cura di), State and Society in 21st Century China: Crisis, Contention and Legitimation, New York, Routledge, 15 febbraio 2010 (2ª edizione), ISBN 978-0-415-56075-7. URL consultato il 20 luglio 2014.
  169. ^ (EN) Gayle M.B. Hanson, China Shaken by Mass Meditation, in Insight on the News, 23 agosto 1999. URL consultato il 20 luglio 2014.
  170. ^ (EN) David Ownby, China's War Against Itself, in New York Times, 15 febbraio 2001. URL consultato il 20 luglio 2014.: «L'evocazione [proveniente dal Falun Gong] di un'altra visione della tradizione cinese, e del valore che essa può avere nella società contemporanea è oggi una minaccia per lo Stato e il Partito, perché sottrae loro il diritto esclusivo di definire il senso del nazionalismo cinese».
  171. ^ (EN) 2010 Annual Report, Congressional Executive Commission on China, 10 ottobre 2010, p. 19. URL consultato il 20 luglio 2014.
  172. ^ Elisabeth Rosenthal and Erik Eckholm, "Vast Numbers of Sect Members Keep Pressure on Beijing" New York Times, 28 October 1999
  173. ^ Ian Johnson, Defiant Falun Dafa Members Converge on Tiananmen, su The Wall Street Journal, Pulitzer.org, 25 aprile 2000, p. A21.
  174. ^ Elizabeth J. Selden e Perry, Mark, Chinese Society: Change, Conflict and Resistance, Routledge, 2003, ISBN 0-415-30170-X.
  175. ^ Ian Johnson, "A Deadly Exercise: Practicing Falun Gong was a right, Ms. Chen said, to her last day", Wall Street Journal, 20 April 2000
  176. ^ Liao Yiwu. "The Corpse Walker: Real Life Stories: China from the Bottom Up." p 230.
  177. ^ "2010 Annual Report: Falun Gong Beliefs and Demography of Practitioners" Falun Dafa Information Center, 26 April 2010
  178. ^ Congressional Executive Commission on China 2009 Annual Report
  179. ^ He Qinglian, The Fog of Censorship: Media Control in China (PDF), Human Rights in China, 2008, p. xii, ISBN 978-0-9717356-2-0.
  180. ^ Ethan Gutmann, Into Thin Airwaves, The Weekly Standard, 6 dicembre 2010.
  181. ^ (EN) The Persecution of Liu Chengjun, Minghui.org, 5 agosto 2009. URL consultato il 12 settembre 2016.
  182. ^ (EN) Falun Gong Practitioner in China Pays Ultimate Price for Tapping Into TV Network, The Epoch Times, 27 maggio 2014. URL consultato il 12 settembre 2016.
  183. ^ (EN) London, UK: Eight Years of Peaceful Protest in front of the Chinese Embassy, Minghui.org, 23 giugno 2010. URL consultato il 12 settembre 2016.
  184. ^ LIFE, ‘Falun Gong Protest Jiang Zemin’s Visit to Germany’, 12 April 2002.
  185. ^ Steel, Kevin. 'Revolution number nine', The Western Standard, 11 July 2005.
  186. ^ Gutmann, Ethan. The Chinese Internet: A dream deferred?. Testimony given at the National Endowment for Democracy panel discussion "Tiananmen 20 years on", 2 June 2009.
  187. ^ Beiser, Vince. "Digital Weapons Help Dissidents Punch Holes in China's Great Firewall," Wired, 1 November 2010.
  188. ^ Human Rights Law Foundation, Direct Litigation. Accesso 19 marzo 2011
  189. ^ David Ownby, Falun Gong and the Future of China, 2008
  190. ^ a b La Audiencia pide interrogar al ex presidente chino Jiang por genocidio, 14 November 2009, El Mundo
  191. ^ a b Charlotte Cuthbertson, (15 Nov 2009) "Spanish Judge Calls Top Chinese Officials to Account for Genocide", The Epoch Times
  192. ^ Luis Andres Henao, Argentine judge asks China arrests over Falun Gong, 22 December 2009
  193. ^ Argentine Judge Orders Arrest of Top Chinese Communist Party Officials for Crimes Against Humanity 20 December 2009
  194. ^ a b (FR) Manfred Nowak, Rapport du Rapporteur spécial sur la torture et autres peines ou traitements cruels, inhumains ou dégradants : mission en Chine, document ONU E/CN.4/2006/6/Add.6 (PDF), Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, 10 marzo 2006. URL consultato il 12 luglio 2014.
  195. ^ (EN) 2007 International Religious Freedom Report, U.S. Department of State, 14 settembre 2007. URL consultato il 17 maggio 2014.: «Alcuni osservatori stranieri stimano che almeno metà dei 250.000 detenuti ufficialmente registrati nei campi di rieducazione-attraverso-il-lavoro siano aderenti del Falun Gong».
  196. ^ (EN) Changing the soup but not the medicine ? (PDF), Amnesty International, 2013, p. 14. URL consultato il 26 agosto 2014.
  197. ^ (EN) Robin Munro, Dangerous Minds: Political Psychiatry in China Today and its Origins in the Mao Era, Human Rights Watch, 13 agosto 2002. URL consultato il 18 maggio 2014.
  198. ^ a b Risoluzione del Parlamento europeo sulle relazioni UE-Cina, Parlamento Europeo, 7 settembre 2006. URL consultato il 31 maggio 2014.
  199. ^ James Tong, 14 ottobre 2009 pag.105
  200. ^ a b (EN) Robert Bejesky, Falun Gong & reeducation through labour, in Columbia Journal of Asian Law, vol. 17, nº 2, primavera 2004, pp. 147-189.
  201. ^ (EN) 2006 Annual Report (PDF), Congressional Executive Commission on China, 20 settembre 2006, pp. 51-201, note 224. URL consultato il 26 agosto 2014.
  202. ^ (FR) La Chine abolit les camps de rééducation par le travail, in Le Monde, 28 dicembre 2013. URL consultato il 26 agosto 2014.
  203. ^ Stephen Gregory, Amnesty: la chiusura dei campi di lavoro in Cina è solo fumo negli occhi, in Epoch Times, 23 dicembre 2013. URL consultato il 18 agosto 2016.
  204. ^ (FR) Un nouveau type d’installations remplace les camps de travail en Chine, in Epoch Times, 19 febbraio 2014. URL consultato il 26 agosto 2014.
  205. ^ (EN) Changing the soup but not the medicine ?, Amnesty International, 2013. URL consultato il 18 agosto 2016.
  206. ^ http://www.amnesty.de/umleitung/2006/deu03/031?lang=de%26mimetype%3dtext%2fhtml
  207. ^ James Tong, 14 ottobre 2009 pag.109, 128
  208. ^ a b c d James Tong, 14 ottobre 2009 pag.122-128
  209. ^ a b (EN) Persecution: FAQ, Falun Dafa Information Center, 17 maggio 2008. URL consultato il 26 agosto 2014.
  210. ^ (EN) Persecution: Overview, Falun Dafa Information Center, 9 aprile 2015. URL consultato il 18 agosto 2016.
  211. ^ (EN) Andrew Jacobs, China Still Presses Crusade Against Falun Gong, in New York Times, 27 aprile 2009. URL consultato il 30 dicembre 2013.
  212. ^ (EN) China - Amnesty International Report 2008, Amnesty International, 2008. URL consultato il 14 luglio 2014.
  213. ^ (EN) Ethan Gutmann, “How many harvested ?” revisited, eastofethan.com, 10 marzo 2011. URL consultato l'11 luglio 2014.
  214. ^ (EN) Ethan Gutmann, The China Conundrum, in inFocus, IV, nº 4, inverno 2010. URL consultato il 26 agosto 2014.
  215. ^ (EN) Ethan Gutmann, The Xinjiang Procedure, in Weekly Standard, 5 dicembre 2011. URL consultato il 26 agosto 2014.
  216. ^ (EN) Ethan Gutmann, Reluctant Dragon, in National Review, novembre 2011. URL consultato il 26 agosto 2014.
  217. ^ a b David Kilgour e David Matas, Bloody Harvest (PDF), 31 gennaio 2007.
  218. ^ (EN) Ian Johnson, Paper Chase, in The Wall Street Journal, 2 ottobre 2000. URL consultato il 26 agosto 2014.
  219. ^ Ji Da, New Witness Confirms Existence of Chinese Concentration Camp, Says Organs Removed from Live Victims, Epoch Times, 17 marzo 2006
  220. ^ Rapporto del Relatore Speciale per la libertà di religione e di credo, Asma Jahangi. Addendum 28 febbraio 2008. A/HRC/7/10/Add.1
  221. ^ Charlotte Cuthbertson, "Unsolved: Organ Harvesting in China Interview with Manfred Nowak", Epoch Times, 5 agosto 2009.
  222. ^ Larry Getlen, China’s long history of harvesting organs from living political foes, su New York Post, 9 agosto 2014. URL consultato il 27 agosto 2016.
  223. ^ Jay Nordlinger on Ethan Gutmann, su www.nationalreview.com. URL consultato il 27 agosto 2016.
  224. ^ Q&A: Author and analyst Ethan Gutmann discusses China’s illegal organ trade | Toronto Star, su thestar.com. URL consultato il 27 agosto 2016.
  225. ^ James Griffiths CNN, Report: China is still harvesting organs from prisoners, su CNN. URL consultato il 1º settembre 2016.
  226. ^ International Coalition to End Organ Pillaging in China, Bloody Harvest / The Slaughter — An Update, 24 giugno 2016. URL consultato il 24 agosto 2016.
  227. ^ (EN) China 'carrying out over 60,000 illegal organ transplants annually', independent.co.uk, 28 giugno 2016. URL consultato il 24 agosto 2016.
  228. ^ Epoch Times, 1,5 Milioni di innocenti uccisi dal regime cinese per i loro organi, epochtimes.it. URL consultato il 24 agosto 2016.
  229. ^ Noah Porter, 18 luglio 2003 pag.38-39
  230. ^ (FR) Bulletin de l'Union européenne mentionnant les violations des droits humains en Chine, Commission Européenne, gennaio-febbraio 2004. URL consultato il 31 maggio 2014.
  231. ^ (FR) République populaire de Chine: Abolir la 'rééducation par le travail' (PDF), Amnesty International, 28 giugno 2005. URL consultato il 30 dicembre 2013.
  232. ^ (FR) RSF dénonce les atteintes à la liberté d'expression en Chine, Reporters Sans Frontières. URL consultato il 31 maggio 2014.
  233. ^ (FR) La répression du Falun Gong, une seconde «révolution culturelle» en Chine, MRAP, 7 aprile 2005. URL consultato il 16 marzo 2014.: «In Cina questa repressione presenta dei paralleli evidenti con la Rivoluzione Culturale. La politica repressiva implica la partecipazione attiva di ciascuna città e di ciascuno cittadino, che vengono ricompensati se denunciano un praticante del Falun Gong. Una propaganda televisiva regulare chiede al popolo cinese di combattere e distruggere «il nemico interno» accusandolo di tutti i crimini immaginabilil, e incita il popolo cinese all'odio».
  234. ^ (EN) House Concurrent Resolution 218, Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, 18 novembre 1999. URL consultato il 31 maggio 2014.
  235. ^ (EN) House Concurrent Resolution 188, Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, 25 luglio 2002. URL consultato il 31 maggio 2014.
  236. ^ (EN) 2011 Country Report on Human Rights : China (includes Hong Kong and Macao), Dipartimemento di Stato USA, 11 maggio 2010. URL consultato il 31 maggio 2014.
  237. ^ (EN) Samanthula Vasudha, Falun Dafa Day celebrated, stltoday.com, 16 maggio 2013. URL consultato il 3 gennaio 2013.
  238. ^ (EN) H.Res.343 - Expressing concern regarding persistent and credible reports of systematic, state-sanctioned organ harvesting from non-consenting prisoners of conscience in the People's Republic of China, including from large numbers of Falun Gong practitioners and members of other religious and ethnic minority groups., U.S. Congress gov., 13 giugno 2016. URL consultato il 20 giugno 2016.
  239. ^ (FR) Des amis formels au Parlement pour un groupe persécuté en Chine, in Epoch Times, 4 novembre 2011. URL consultato il 31 maggio 2014.
  240. ^ Risoluzione del Parlamento europeo del 19 maggio 2010 sulla comunicazione della Commissione intitolata «Piano di azione per la donazione e il trapianto di organi (2009–2015): rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri», Parlamento Europeo, 19 maggio 2010. URL consultato il 19 agosto 2016.
  241. ^ Risoluzione del Parlamento europeo del 16 dicembre 2010 sulla relazione annuale sui diritti umani nel mondo e sulla politica dell'Unione europea in materia, Parlamento europeo, 16 dicembre 2016. URL consultato il 19 agosto 2016.: «[...] condanna le autorità cinesi per le persecuzioni a danno di coloro che praticano la propria religione al di fuori dei canali ufficiali previsti a tale scopo, ivi inclusi i cristiani, i musulmani, i buddisti o i seguaci del movimento Falun Gong».
  242. ^ (EN) Asma Jahangir, Report of the Special Rapporteur, on extrajudicial, summary or arbitrary executions - Summary of cases transmitted to Governments and replies received, Commissione sui Diritti umani delle Nazioni unite, 24 marzo 2004, pp. 18-25. URL consultato il 19 agosto 2016.
  243. ^ (FR) Concluding observations of the Committee against Torture China (PDF), Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, 21 novembre 2008, p. 9. URL consultato il 19 agosto 2016.
  244. ^ (EN) U.N. envoy defends Falun Gong, « evil cult » for China, Reuters, 22 ottobre 2010. URL consultato il 26 gennaio 2014.
  245. ^ (EN) Gabriela Knaul, Report of the Special Rapporteur on independence of judges and lawyers (PDF), Commission des droits de l'homme des Nations Unies, 19 maggio 2011, p. 48. URL consultato il 31 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Siti ufficiali:

Altri link:

Controllo di autorità GND: (DE4452520-5
Cina Portale Cina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cina