Echinops (botanica)

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Echinops
Kugeldistel 20050705 554.jpg
Echinops sphaerocephalus
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Echinopsinae
Genere Echinops
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Echinopsinae
Nomenclatura binomiale
Echinops
L., 1753
Nomi comuni

Echinopo

Specie

Echinops L. 1753 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, dall'aspetto di erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza a “palla”.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere (Echinops) deriva dall'accostamento di due parole greche: riccio e visione (op = omma, occhio); questo vuol dire che la pianta a vederla sembra un riccio. È Linneo che nel 1737 denominò così questo genere.

In inglese questa pianta si chiama Globe thistle mentre in francese riceve il nome generico di Boullettes.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione delle parti della pianta (Echinops sphaerocephalus)

Sono piante erbacee più o meno bianco – tomentose, dall'aspetto spinoso con un portamento in generale disordinato. La forma biologica prevalente della specie è emicriptofita scaposa (H scap), ossia sono piante perennanti tramite gemme situate sul terreno e con asse fiorale allungato e con poche foglie.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

Il fusto si sviluppa in modo ascendente, è mediamente ramificato e nella parte terminale porta normalmente una sola infiorescenza. Esiste anche una parte sotterranea del fusto che consiste in un legnoso rizoma.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Foglie (Echinops ritro)

Le foglie lungo il fusto si dispongono in modo alterno. La lamina può essere intera ma più facilmente è del tipo pennatosetta (una, due o anche tre volte). Il margine fogliare è dentato – spinoso. La pagina superiore può essere glabra, mentre quella inferiore in genere è tomentosa.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Infiorescenza (Echinops sphaerocephalus)

L'infiorescenza è la parte più curiosa e tipica di questo genere: consiste in un insieme di molti numerosi capolini (a un solo fiore) con un proprio involucro (con 16 – 20 squame) riuniti in una struttura globosa a forma di palla. Tale struttura morfologica è propria di questo tipo di fiori e viene chiamata da alcuni botanici florula (capolino sarebbe in questo caso una denominazione impropria). Ogni singolo fiore dell'infiorescenza (il capolino) è fertile e completo in tutte le sue parti.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono tutti del tipo tubuloso (il tipo ligulato, i fiori del raggio, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono inoltre ermafroditi, tetraciclici (calicecorollaandroceogineceo) e pentameri. Inoltre ogni fiore (chiamato in questo caso capolino) dell'infiorescenza ha un suo proprio involucro.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è un achenio con pappo. Il pappo è formato da diverse brevi squamette lineari e membranose; le squamette sono variamente saldate al corpo principale del frutto.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Gli Echinops sono piante il cui habitat sono i luoghi rocciosi e selvatici, aridi e sassosi posizionati a quote medie (al piano sono meno frequenti). Mentre l'area di diffusione è compresa tra il Mediterraneo (specialmente quello orientale), l'Asia Minore, l'India, e verso il nord fino ai Monti Altai e alla Siberia, mentre al sud si spingono fino all'Abissinia (una specie è propria della flora della Guinea).

Delle 4 specie spontanee della flora italiana 3 vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle specie alpine[1].

Specie Comunità
vegetali
Piani
vegetazionali
Substrato pH Livello trofico H2O Ambiente Zona alpina
Echinops exaltatus 5 collinare Ca – Ca/Si basico alto umido B1 B3 B5 VI
Echinops ritro 9 montano
collinare
Ca – Ca/Si basico basso arido B1 B3 B5 IM SV CN TO
Echinops sphaerocephalus 5 montano
collinare
Ca – Ca/Si basico alto secco B1 B2 F2 quasi tutto l'arco alpino
Legenda e note alla tabella.

Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).
Comunità vegetali: 5 = comunità perenni nitrofile; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche
Ambienti: B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B5 = rive, vicinanze corsi d'acqua; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Specie di Echinops.

Le famiglia delle Asteraceae (o Compositae) è la famiglia vegetale più numerosa, organizzata in oltre 1000 generi per un totale di circa 20.000 specie.

Il genere Echinops nella classificazione tradizionale (Sistema Cronquist) fa parte della sottofamiglia Cichorioideae (tribù Cardueae, sottotribù Echinopsinae). La classificazione APG lo colloca invece nella sottofamiglia Carduoideae (tribù Cardueae, sottotribù Echinopsinae). Comprende oltre 100 specie originarie soprattutto della fascia che va dall'Asia Minore fino ai monti Altai. Sei sono le specie spontanee della nostra flora.

Il genere storicamente viene diviso (in riferimento alla flora spontanea italiana) in due sezioni (secondo Adriano Fiori (1865-1950), botanico italiano e Stephan Ladislaus Endlicher (1804-1849), botanico austriaco) :

Un'altra sezione, sempre definita dal botanico Bunge, è Oligolepis.

Tra i giardinieri invece vale l'abitudine pratica di suddividere gli Echinops secondo le caratteristiche delle foglie: un primo gruppo con foglie non pubescenti ma glabre di sopra (Echinops ritro, Echinosp tournefortii); un secondo gruppo con foglie pubescenti o setolose di sopra. Questo secondo gruppo poi può essere ulteriormente suddiviso tra specie biennali (Echinops exaltatus) e perenni (Echinops sphaerocephalus).

Altre volte si ricorre alla colorazione dell'infiorescenza: blu (Echinops ritro); bluastra chiara (Echinops sphaerocephalus, Echinops exaltatus, Echinops banaticus, Echinops humilis); bianca (Echinops spinosissimus, Echinops tournefortii, Echinops nivenus).
Attualmente (vedi paragrafo “Filogenesi”) il genere è suddiviso in 11 sezioni.

Filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

Cladogramma del genere

Recenti studi[2] di tipo filogenetico (analisi delle sequenze di DNA) sulla quasi totalità delle specie di questo genere hanno dimostrato la monofilia del genere e confermata la sua divisione in 11 sezioni. Una prima grande divisione si ha tra due sezioni quasi esclusivamente annuali e biennali (ChamaechinopsAcantholepis) e le restanti 9 sezioni, quasi esclusivamente perenni. Grande importanza tassonomica ha il numero, la forma e altre caratteristiche delle brattee involucrali. Le sezioni interessate alla flora spontanea italiana sono tre:

  • Sect. Ritropsis Greuter & Rech. f. (specie E. spinosissimus): le specie di questa sezione sono distribuite nel Mediterraneo e nel Nord Africa; le brattee involucrali sono 16-25 internamente unite in un tubo cilindrico membranoso; in questa sezione sono presenti circa 25 specie perenni;
  • Sect. Echinops (specie E. sphaerocephalus e E. ritro): le brattee involucrali sono 16-25, sono libere o leggermente connate alla base; in questa sezione sono presenti circa 50 specie perenni;
  • Sect. Terma Endl. (specie E. Exaltatus): le brattee sono libere; il pappo ha una forma simile ad una coppa; le specie di questa sezione sono perenni e poche.


Il cladogramma, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra a grandi linee la struttura filogenetica del genere. Sono evidenziate le due stirpi principali: (A) specie annuali e bienni e (B) specie perenni. Inoltre sono indicate le quattro specie spontanee della flora italiana con le relative sezioni. Dal cladogramma risultano evidenti le sezioni monofiletiche da quelle parafiletiche (o polifiletiche) come Oligolepis, Ritropsis e Echinopsis.

Specie spontanee della flora italiana[modifica | modifica wikitesto]

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della nostra flora) l'elenco che segue utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche aggiornato in base alle ultime checklist della flora spontanea italiana.[3][4]

Echinops spinosissimus Turra - Cardo-pallottola vischioso : nella parte alta del fusto sono presenti dei peli ghiandolari di colore scuro e lunghi fino a 2 mm; i capolini sono lunghi 20 – 25 mm; la pianta arriva fino a 60 cm di altezza; le foglie sono pennatosette di circa 30 cm di estensione ed hanno la lamina superiore pubescente – ghiandolosa di colore verde, quella inferiore invece è bianco – tomentosa; le spine dell'infiorescenza sono lunghe fino a 3 cm, mentre la “palla” ha un diametro di 3 – 5 cm. In Italia si trova solo in Sicilia.
Echinops spinosissimus subsp. spinosus Greuter - Cardo-pallottola spinoso : nella parte alta del fusto la pubescenza è appressata e priva di ghiandole; i capolini (i fiori) sono lunghi 11 – 13 mm; la lamina delle foglie è coriacea e glabra nella pagina superiore; le spine dell'infiorescenza sono lunghe 2 – 4 cm. È stata rilevata solo nell'isola di Lampedusa.
  • Gruppo 2A : le foglie più grandi hanno la parte centrale indivisa larga 3 - 8 mm; i capolini sono lunghi da 10 a 18 mm;
Echinops ritro L. - Cardo-pallottola coccodrillo : la pianta può arrivare fino a 80 cm di altezza; nella parte alta del fusto è presente una densa peluria appressata; le foglie sono verdi e glabre nella parte superiore, e bianco – tomentoso nella parte inferiore; l'infiorescenza ha un diametro di 2 – 4 cm ed è di colore blu metallico; l'involucro del capolino è formato da circa 20 brattee squamose. È presente in tutta l'Italia fino a 1500 m s.l.m..
  • Gruppo 2B : le foglie più grandi hanno la parte centrale indivisa larga 10 - 30 mm; i capolini sono lunghi da 18 a 23 mm;
  • Gruppo 3A : la pagina inferiore delle foglie è bianco – tomentoso mentre quella superiore è priva di spinule; sul bordo fogliare sono presenti delle spine rigide lunghe 2 – 4 mm;
Echinops ritro subsp. siculus (Strobl) Greuter - Cardo-pallottola meridionale : raggiunge l'altezza di 1 metro; le foglie sono profondamente divise (pennatosette) e ragnatelose; l'infiorescenza ha un diametro di 3 – 4 cm e i capolini sono lunghi fino a 2 cm. È presenta al centro e al sud della nostra penisola.
  • Gruppo 3B : la pagina inferiore delle foglie è grigio – tomentoso mentre quella superiore è provvista di spinule pungenti; sul bordo fogliare sono presenti delle spine morbide lunghe 1 mm;
Echinops sphaerocephalus L. - Cardo-pallottola maggiore : nella parte alta del fusto sono presenti dei densi peli ghiandolari quasi vischiosi; le squame inferiori del capolino sono lunghe 13 mm e la massima larghezza viene raggiunta a metà squama (forma rombica); le infiorescenze per ogni pianta sono molto numerose; raggiunge anche i 2 metri di altezza e i fiori sono di colore biancastro – azzurrognolo; la “palla” raggiunge un diametro di 5 cm. È una pianta comune, ma non è presente nelle isole.
Echinops exaltatus Schrader - Cardo-pallottola semplice : sul fusto non sono presenti i peli ghiandolari; le squame inferiori sono lunghe 8 – 9 mm e si allargano all'apice; ogni pianta generalmente produce una sola infiorescenza. Si trova al nord-est dell'Italia fino a 800 m s.l.m..

Generi simili[modifica | modifica wikitesto]

Un genere che spesso viene confuso con l'Echinops è quello degli Eryngium; le piante di quest'ultimo genere appartengono però alla famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae) con caratteristiche molto diverse anche se a volte morfologicamente vicine al genere Echinops.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Due sono le specie utili al genere umano : Echinops dahuricus è usata in Cina (nelle province del “Fukien” e “Shanthung”) per le sue proprietà medicinali; Echinops spinosissimus è la materia prima per una gomma da masticare (chiamata “Mastice Anagado”) prodotta in Grecia.

Giardinaggio[modifica | modifica wikitesto]

L'effetto decorativo di queste piante è abbastanza buono sia per la caratteristica forma dell'infiorescenza che per il fogliame elegante e di piacevole effetto, per cui vengono impiegate facilmente nel giardinaggio di bordura o giardini rocciosi, anche se l'aspetto in generale è un po' disordinato. Hanno bisogno di luoghi soleggiati (ma anche in mezz'ombra va bene). Sono specie che si adattano a diversi tipi di terreni (anche se preferiscono quello a base calcarea) e facilmente possono tornare allo stato spontaneo. Alcune specie di questo genere sono considerate piante rustiche e di facile coltura. Sono inoltre coltivate su vasta scala per l'industria del fiore reciso. Le specie considerate sicuramente ornamentali sono : Echinops ritro, Echinops sphaerocephalus, Echinops exaltatus, Echinops spinosissimus.
Le prime documentazioni relative alla coltivazione nei giardini europei di queste specie risalgono al 1570 (Echinops ritro) e al 1596 (Echinops sphaerocephalus).

Mentre è intorno al 1810 – 1825 che si è avuta una ulteriore immissione di una decina di specie esotiche (quindi d'importazione), sempre a scopo ornamentale.

Gli Echinops si moltiplicano per seme (preparato in semenzaio a maggio e messo a dimora in settembre), oppure per divisione di piede fatto in Primavera, oppure ancora con talee radicali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 562
  2. ^ Ismael Sánchez-Jiménez, Georgy A. Lazkov, Oriane Hidalgo & Teresa Garnatje, Molecular systematics of Echinops L. (Asteraceae, Cynareae): A phylogeny based on ITS and trnL-trnF sequences with emphasis on sectional delimitation (PDF), in TAXON 59 (3) • June 2010: 698–708.
  3. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 219
  4. ^ Conti et al. 2005, pag. 88

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 74.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 219, ISBN 88-506-2449-2.
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 88, ISBN 88-7621-458-5.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 562.

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