Distanziamento sociale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
La prevenzione del picco di infezioni, anche nota come appiattimento della curva epidemiologica, aiuta ad evitare che un sistema sanitario venga sopraffatto e fornisce più tempo per lo sviluppo di un vaccino o un trattamento medico efficace. Dilazionare le infezioni in un arco di tempo più lungo consente di gestire meglio il numero di pazienti.[1] [2]
Grafico mostrante l'importanza della tempestività del distanziamento sociale

Con distanziamento sociale, anche chiamato distanziamento fisico[3], si intende un insieme di azioni di natura non farmacologica per il controllo delle infezioni volte a rallentare o fermare la diffusione di una malattia contagiosa. L'obiettivo del distanziamento sociale è di diminuire la probabilità di contatto di persone portatrici di un'infezione con individui non infetti, così da ridurre al minimo la trasmissione della malattia, la morbilità e, conseguentemente, la mortalità.[4][5]

Il distanziamento sociale è maggiormente efficace quando l'infezione può essere trasmessa tramite aerosol (goccioline disperse nell'aria tramite colpi di tosse o starnuti), contatti fisici diretti (compresi i rapporti sessuali), contatti fisici indiretti (ad esempio il contatto con una superficie contaminata) o per vie aeree (se il microrganismo può sopravvivere nell'aria per lunghi periodi).[6]

L'efficacia del distanziamento sociale diminuisce invece nei casi in cui l'infezione venga trasmessa principalmente attraverso acqua o cibo contaminati o da vettori, come zanzare o altri insetti.[7]

Gli svantaggi del distanziamento sociale possono includere la solitudine, la riduzione della produttività e la perdita di altri benefici a livello psicologico associati all'interazione umana.

Uno dei primi riferimenti alla pratica del distanziamento sociale risale al VII secolo a.C. nel libro del Levitico, 13:46: "E il lebbroso in cui è la peste... abiterà da solo; [fuori] il campo deve essere la sua abitazione".[8]

Storicamente sono state istituite comunità di lebbrosi e lazzaretti come mezzo per prevenire la diffusione della lebbra e di altre malattie contagiose attraverso il distanziamento sociale,[9] fino a quando non sono state comprese le modalità di trasmissione.

Basi teoriche[modifica | modifica wikitesto]

Da un punto di vista epidemiologico, lo scopo principale delle strategie di distanziamento sociale è quello di diminuire il tasso netto di riproduzione , rappresentante il numero medio di individui secondi infettati da un individuo infetto primario all'interno di una popolazione i cui individui sono tutti equamente sensibili a una malattia. Nel modello generale di distanziamento sociale[10], nel quale una proporzione della popolazione adotta misure di distanziamento sociale diminuendo i propri contatti interpersonali a una frazione di quelli normali, il nuovo tasso netto di riproduzione è dato da[10]

A titolo di esempio, qualora il 25% di una popolazione dovesse ridurre i propri contatti sociali al 50% dei propri livelli abituali, ciò comporterebbe un tasso di riproduzione effettivo pari all'80% di quello netto. Una riduzione anche all'apparenza minima dei contatti sociali può in realtà comportare un ritardo importante nella crescita e diffusione esponenziale di una malattia.

Misure impiegate[modifica | modifica wikitesto]

Il lazzaretto di Ancona è un edificio del XVIII secolo costruito su un'isola artificiale come lazzaretto per la città portuale di Ancona
A due lebbrosi viene negato l'ingresso in città, incisione su legno di Vincenzo di Beauvais, XIV secolo
Cartello in un ascensore per il mantenimento del distanziamento sociale durante la pandemia di COVID-19 del 2019-2020 a New York City.

Alcune misure da considerare come esempi di distanziamento sociale per controllare la diffusione di malattie contagiose sono[11][12]:

  • chiusura delle scuole[13]
  • chiusura di luoghi di lavoro,[14] soprattutto per imprese e servizi "non essenziali"[15]
  • introduzione di strumenti di telelavoro e lavoro agile
  • isolamento
  • quarantena
  • istituzione di cordoni sanitari
  • sequestro protettivo
  • cancellazione dei raduni di massa quali eventi sportivi, proiezioni cinematografiche e spettacoli musicali[16]
  • diminuzione nella frequenza o sospensione totale del trasporto pubblico
  • chiusura di strutture ricreative (ad esempio piscine, palestre e cinema)[17]
  • adozione di misure di "auto-protezione", come la limitazione dei contatti di persona a favore di attività telefoniche o online
  • riduzione dei viaggi non necessari[18][19]
  • sostituzione della stretta di mano come saluto, con l'utilizzo alternativo del gomito o dei piedi
  • starnutire all'interno del gomito, tramite il cosiddetto "starnuto di Dracula" (così chiamato perché ricorda la posizione adottata dal celebre vampiro per proteggere col gomito il volto dalla luce)[20]

Efficacia[modifica | modifica wikitesto]

Le ricerche indicano che le misure devono essere applicate rigorosamente e il prima possibile per essere efficaci.[21]

Durante la pandemia dell'influenza spagnola del 1918, le autorità statunitensi chiusero le scuole e introdussero misure quali divieti di riunione e altri interventi di distanziamento sociale a Filadelfia e a Saint Louis ma, mentre in quest'ultima città la tempestività della risposta riuscì a bloccare sul nascere la diffusione del virus, a Filadelfia il ritardo di cinque giorni nell'implementazione delle misure aumentò la velocità di trasmissione del virus di tre/cinque volte.[22] Analizzando gli interventi di distanziamento sociale in 16 città degli Stati Uniti d'America durante l'epidemia, è emerso come gli interventi in un limitato periodo di tempo abbiano ridotto la mortalità totale solo moderatamente (10-30%), in quanto introdotti troppo tardi o rimossi troppo presto: è stato osservato, infatti, che diverse città ebbero un secondo picco epidemico dopo la revoca dei controlli sul distanziamento sociale, in quanto ciò permise l'esposizione al virus di individui sensibili che erano stati precedentemente protetti.[23]

Chiusura delle scuole e dei posti di lavoro[modifica | modifica wikitesto]

È stato dimostrato come le chiusure scolastiche ridussero del 90% la morbilità dell'influenza asiatica durante l'epidemia del 1957-58.[24] Allo stesso modo, la chiusura delle scuole dell'obbligo e altre misure di distanziamento sociale sono state associate a una riduzione del 29-37% dei tassi di trasmissione dell'influenza in Messico durante la pandemia influenzale del 2009.[25]

Alcuni modelli di simulazione, basati su dati statunitensi, suggeriscono che se il 10% dei posti di lavoro venissero chiusi, la velocità di trasmissione complessiva dell'infezione si ridurrebbe all'11,9% e il picco dell'epidemia verrebbe leggermente ritardato; invece, se il 33% dei luoghi di lavoro interessati venisse chiuso, il tasso di trasmissione si ridurrebbe al 4,9% e il picco infettivo verrebbe ritardato di una settimana.[26]

Cordoni sanitari, quarantena e casi sospetti[modifica | modifica wikitesto]

L'auto-isolamento volontario potrebbe aver contribuito a ridurre anche la trasmissione dell'influenza suina in Texas nel 2009.[27]

Nel 1995 è stato utilizzato un cordone sanitario per controllare un focolaio della malattia da virus Ebola a Kikwit, nello Zaire[28] [29] [30]. Il presidente Mobutu Sese Seko circondò la città di truppe e sospese tutti i voli. All'interno di Kikwit, le squadre di medici dell'Organizzazione mondiale della sanità e dello Zaire eressero ulteriori cordoni sanitari, isolando dalla popolazione le zone di sepoltura e di trattamento e riuscendo in questo modo a contenere con successo l'infezione.[31]

Durante l'epidemia di SARS del 2003 a Singapore, circa 8.000 persone sono state sottoposte a quarantena domestica obbligatoria e per altre 4.300 sono stati richiesti l'autocontrollo dei sintomi e un contatto telefonico giornaliero con le autorità sanitarie come mezzo per controllare l'epidemia. Sebbene solo a 58 di questi individui sia stata in seguito diagnosticata la SARS, i funzionari della sanità pubblica si ritennero soddisfatti di come queste misure avessero contribuito a prevenire un'ulteriore diffusione dell'infezione.[32] Anche in Canada, con moderato successo, si ricorse alla quarantena per ridurre la trasmissione della malattia.[33]

Durante l'epidemia di influenza del 1918, la città di Gunnison, in Colorado, venne isolata per due mesi per prevenire l'introduzione dell'infezione: tutte le autostrade furono bloccate in prossimità dei confini della contea e i capitreno avvisavano tutti i passeggeri che, se fossero scesi dal treno a Gunnison, sarebbero stati arrestati e messi in quarantena per cinque giorni. A causa dell'isolamento, nessuno morì d'influenza a Gunnison durante l'epidemia.[34] Diverse altre comunità hanno adottato misure simili.[35]

Annullamento di raduni di massa[modifica | modifica wikitesto]

Limitare le riunioni di massa, in combinazione con altri interventi di distanziamento sociale, può aiutare a ridurre il contagio.[36] Tuttavia, gli studi su come le riunioni di massa aumentino il potenziale di trasmissione di malattie infettive non sono conclusivi[37]: prove aneddotiche suggeriscono però che alcuni tipi di raduni di massa possono essere associati ad un aumento del rischio di contagio, oltre ad "introdurre" nuovi ceppi: durante la pandemia influenzale del 1918, le sfilate militari a Filadelfia[38] e Boston[39] potrebbero essere state responsabili della diffusione della malattia, mescolando marinai infetti con folle di civili.

Restrizione dei viaggi[modifica | modifica wikitesto]

È improbabile che le restrizioni alle frontiere e/o le limitazioni interne ai viaggi ritardino un'epidemia per oltre 2-3 settimane se non attuate con una copertura superiore al 99%[40]: i controlli aeroportuali sono risultati inefficaci nel prevenire la trasmissione virale durante l'epidemia di SARS del 2003 in Canada[41] e negli Stati Uniti.[42] Alcune ricerche storiche, invece, sostengono che i severi controlli imposti fra il 1770 e il 1871 alle frontiere tra Austria e Impero ottomano per impedire alle persone infette da peste bubbonica di entrare in Austria furono efficaci, difatti non vi furono importanti focolai di peste nel territorio austriaco dopo la loro introduzione, mentre nell'Impero ottomano continuarono a verificarsi frequenti epidemie di peste fino alla metà del XIX secolo.[43]

Uno studio della Northeastern University, pubblicato nel marzo 2020, ha scoperto che "le restrizioni ai viaggi da e verso la Cina possono rallentare la diffusione internazionale della COVID-19 [solo quando] combinate con ulteriori sforzi per ridurre la trasmissione a livello comunitario e individuale [...]. Le restrizioni ai viaggi non sono sufficienti, a meno che non vengano abbinate a sistemi di distanziamento sociale".[44] Lo studio ha rilevato che il divieto di viaggiare a Wuhan ha ritardato la diffusione della malattia ad altre parti della Cina continentale solo di tre o cinque giorni, sebbene abbia ridotto la diffusione di casi internazionali fino all'80%. Un motivo principale per cui le restrizioni di viaggio risultarono poco efficaci è che molte persone affette da COVID-19 non presentano alcun sintomo durante le prime fasi dell'infezione.[45]

Svantaggi[modifica | modifica wikitesto]

Gli svantaggi del distanziamento sociale possono includere solitudine, riduzione della produttività e la perdita di altri benefici associati all'interazione umana.[46] Nei paesi in via di sviluppo in cui la tecnologia da remoto e i dispositivi di protezione individuale non sono ampiamente utilizzati, è spesso più difficile per una comunità monitorare la salute dei propri membri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Siouxsie Wiles, The three phases of Covid-19 – and how we can make it manageable, su The Spinoff, 9 marzo 2020. URL consultato il 9 marzo 2020.
  2. ^ Roy M Anderson, Hans Heesterbeek e Don Klinkenberg, How will country-based mitigation measures influence the course of the COVID-19 epidemic?, in The Lancet, March 2020, DOI:10.1016/S0140-6736(20)30567-5.
    «A key issue for epidemiologists is helping policy makers decide the main objectives of mitigation—e.g., minimising morbidity and associated mortality, avoiding an epidemic peak that overwhelms health-care services, keeping the effects on the economy within manageable levels, and flattening the epidemic curve to wait for vaccine development and manufacture on scale and antiviral drug therapies.».
  3. ^ Patrizia Meringolo, Distanziamento fisico e solidarietà sociale. URL consultato il 19 maggio 2020.
  4. ^ Carolyn Y. Johnson, Social distancing could buy U.S. valuable time against coronavirus, su Washington Post, 10 marzo 2020. URL consultato l'11 marzo 2020.
  5. ^ Pandemic Planning - Social Distancing Fact Sheet
  6. ^ "Information about Social Distancing," Santa Clara Public Health Department.
  7. ^ "Interim Pre-Pandemic Planning Guidance: Community Strategy for Pandemic Influenza Mitigation in the United States—Early, Targeted, Layered Use of Nonpharmaceutical Interventions," CDC, Feb 2007
  8. ^ Bible Gateway, Authorized King James Version, Leviticus 13:46
  9. ^ Charles Léon Souvay, "Leprosy," Catholic Encyclopedia (1913), Volume 9.
  10. ^ a b Niels Becker, Modeling to Inform Infectious Disease Control, CRC Press, 2015, p. 104, ISBN 978-1-4987-3107-2.
  11. ^ Kathy Kinlaw, Robert Levine, "Ethical Guidelines on Pandemic Influenza," CDC, December 2006
  12. ^ (EN) Tomas Pueyo, Coronavirus: Why You Must Act Now, su Medium, 12 marzo 2020. URL consultato il 12 marzo 2020.
  13. ^ Closure of schools during an influenza pandemic, in The Lancet Infectious Diseases, vol. 9, n. 8, 2009, pp. 473–481, DOI:10.1016/s1473-3099(09)70176-8, PMID 19628172.
  14. ^ The Impact of Workplace Policies and Other Social Factors on Self-Reported Influenza-Like Illness Incidence During the 2009 H1N1 Pandemic, in American Journal of Public Health, vol. 102, n. 1, 2012, pp. 134–140, DOI:10.2105/AJPH.2011.300307, PMID 22095353.
  15. ^ "Social Distancing Support Guidelines," Colorado Dept. of Public Health and Environment, March 2008. (PDF), su colorado.gov. URL consultato il 15 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2017).
  16. ^ R. Booy and J. Ward, "Evidence compendium and advice on social distancing and other related measures for response to an influenza pandemic," National Centre for Immunisation Research and Surveillance. Archiviato il 18 maggio 2018 in Internet Archive.
  17. ^ "Flu Pandemic Mitigation - Social Distancing"
  18. ^ Glass RJ, Glass LM, Beyeler WE, Min HJ. "Targeted Social Distancing Designs for Pandemic Influenza." Emerg Infect Dis. 2006;12(11):1671-1681. https://dx.doi.org/10.3201/eid1211.060255
  19. ^ "Social Distancing Guidelines (for workplace communicable disease outbreaks)", su shrm.org. URL consultato il 15 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2017).
  20. ^ "Guidance on Preparing Workplaces for an Influenza Pandemic," OSHA 3327-02N 2007
  21. ^ Controlling epidemic spread by social distancing: Do it well or not at all, in BMC Public Health, vol. 12, n. 1, 2012, p. 679, DOI:10.1186/1471-2458-12-679, PMID 22905965.
  22. ^ Public health interventions and epidemic intensity during the 1918 influenza pandemic, in Proc Natl Acad Sci U S A, vol. 104, n. 18, 2007, pp. 7582–7587, DOI:10.1073/pnas.0610941104, PMID 17416679.
  23. ^ The effect of public health measures on the 1918 influenza pandemic in U.S. cities, in Proc Natl Acad Sci U S A, vol. 104, n. 18, 2007, pp. 7588–7593, DOI:10.1073/pnas.0611071104, PMID 17416677.
  24. ^ Morbidity and mortality characteristics of Asian strain influenza, in Public Health Rep., vol. 75, n. 2, 1960, pp. 148–58, DOI:10.2307/4590751, PMID 19316351.
  25. ^ Flu Pandemic Study Supports Social Distancing," NIH Research Matters, June 6, 2011.
  26. ^ Attending work while sick: implication of flexible sick leave policies, in Journal of Occupational and Environmental Medicine, vol. 52, n. 10, 2010, pp. 1009–1013, DOI:10.1097/jom.0b013e3181f43844, PMID 20881626.
  27. ^ Impact of swine influenza and quarantine measures on patients and households during the H1N1/09 pandemic, in Scandinavian Journal of Infectious Diseases, vol. 44, n. 4, 2012, pp. 289–296, DOI:10.3109/00365548.2011.631572, PMID 22106922.
  28. ^ Laurie Garrett, "Heartless but Effective: I've Seen 'Cordon Sanitaire' Work Against Ebola," The New Republic, August 14, 2014
  29. ^ "Outbreak of Ebola Viral Hemorrhagic Fever -- Zaire, 1995" Morbidity and Mortality Weekly Report, May 19, 1995 / 44(19);381-382
  30. ^ Rachel Kaplan Hoffmann and Keith Hoffmann, "Ethical Considerations in the Use of Cordons Sanitaires," Clinical Correlations, February 19, 2015.
  31. ^ Laurie Garrett, Betrayal of Trust: The Collapse of Global Public Health, Hachette Books, 2011 ISBN 1401303862
  32. ^ Chorh-Chuan Tan, "SARS in Singapore – Key Lessons from an Epidemic," Annals Academy of Medicine, May 2006, Vol. 35 No.5. (PDF), su srmuniv.ac.in. URL consultato il 15 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2017).
  33. ^ Quantifying the impact of community quarantine on SARS transmission in Ontario: estimation of secondary case count difference and number needed to quarantine, in BMC Public Health, vol. 9, n. 1, 2009, p. 488, DOI:10.1186/1471-2458-9-488, PMID 20034405.
  34. ^ Gunnison: Case Study, University of Michigan Medical School, Center for the History of Medicine
  35. ^ H. Markel, A.M. Stern, J. A. Navarro, J. R. Michalsen, A. S. Monto, and C. DiGiovanni, "Nonpharmaceutical Influenza Mitigation Strategies, US Communities, 1918–1920 Pandemic," Emerging Infectious Diseases, Vol. 12, No. 12, December 2006.
  36. ^ Could influenza transmission be reduced by restricting mass gatherings? Towards an evidence-based policy framework, in Journal of Epidemiology and Global Health, vol. 1, n. 1, 2011, pp. 33–60, DOI:10.1016/j.jegh.2011.06.004, PMID 23856374.
  37. ^ Thomas V. Inglersby et al, "Disease Mitigation Measures in the Control of Pandemic Influenza," Biosecurity and Bioterrorism Biodefense Strategy & Science, Volume 4, Number 4,2006
  38. ^ Kenneth C. Davis, "Philadelphia Threw a WWI Parade That Gave Thousands of Onlookers the Flu," Smithsonian.com, September 21, 2018
  39. ^ "The Flu in Boston," American Experience, WGBH
  40. ^ Strategies for mitigating an influenza pandemic, in Nature, vol. 442, n. 7101, 2006, pp. 448–52, Bibcode:2006Natur.442..448F, DOI:10.1038/nature04795, PMID 16642006.
  41. ^ Public health interventions and SARS spread, 2003, in Emerg Infect Dis, vol. 10, n. 11, 2004, pp. 1900–1906, DOI:10.3201/eid1011.040729, PMID 15550198. URL consultato il 15 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2009).
  42. ^ Martin Cetron, et al. "Isolation and Quarantine: Containment Strategies for SARS, 2003." From Learning from SARS: Preparing for the Next Disease Outbreak, National Academy of Sciences, 2004. ISBN 0309594332
  43. ^ George C. Kohn, Encyclopedia of Plague and Pestilence: From Ancient Times to the Present, Infobase Publishing, 2007; p. 30. ISBN 1438129238
  44. ^ Emily Arntsen, "Closing borders can delay, but can’t stop the spread of COVID-19, new report says," News@Northeastern, March 6, 2020.
  45. ^ Matteo Chinazzi1, Jessica T. Davis1, Marco Ajelli, Corrado Gioannini, Maria Litvinova, Stefano Merler, Ana Pastore y Piontti1, Kunpeng Mu1, Luca Rossi, Kaiyuan Sun, Cécile Viboud, Xinyue Xiong, Hongjie Yu, M. Elizabeth Halloran, Ira M. Longini Jr. Alessandro Vespignani1, "The effect of travel restrictions on the spread of the 2019 novel coronavirus (COVID-19) outbreak." Science 06 Mar 2020
  46. ^ (EN) Samantha K. Brooks, Rebecca K. Webster e Louise E. Smith, The psychological impact of quarantine and how to reduce it: rapid review of the evidence, in The Lancet, vol. 0, n. 0, 26 febbraio 2020, DOI:10.1016/S0140-6736(20)30460-8, ISSN 0140-6736 (WC · ACNP). URL consultato il 12 marzo 2020.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]