Le Bassaridi

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Le Bassaridi (in inglese, The Bassarids; in tedesco, Die Bassariden) è un'opera in un atto di Hans Werner Henze, su libretto di W. H. Auden e Chester Kallman tratto da Le Baccanti di Euripide.

L'opera mostra il conflitto tra l'agire razionale e controllato dell'uomo con norme, principi e leggi, rappresentato dal re di Tebe, Penteo, e la libertà di esprimere la passione umana senza vincoli, rappresentata dal dio Dioniso.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'azione si svolge nella città di Tebe.

Primo movimento
Cadmo, re di Tebe, ha abdicato il suo trono in favore di suo nipote Penteo. Il nuovo re come primo atto proibisce il culto di Dioniso ma a corte non tutti condividono il decreto e vanno sul monte Citerone per il rito sacro.
Secondo movimento
Il re Penteo ordina di arrestare tutti i seguaci del dio Dioniso che si trovano sul monte Citerone. Tra i prigionieri del Citerone compaiono Agave, Autonoe, Tiresia ed uno Straniero, il quale non è altro che il dio Dioniso travestito da comune mortale.
Terzo movimento
Penteo vuole condannare a morte lo Straniero. Dioniso decide di provocare un terremoto in segno della sua potenza.
I prigionieri evadono misteriosamente e fuggono verso il monte Citerone.
Lo Straniero-Dioniso convince Penteo ad andare sul monte Citerone travestito da donna per spiare le Bassaridi che cantano la gloria di Dioniso. Ma una voce avvisa che un uomo è nascosto fra loro e le Menadi lo inseguono e lo uccidono.
Quarto movimento
Agave che era fra le Menadi dice di aver ucciso un leoncino. Ma Cadmo le chiede di guardare meglio di chi è la testa. Lei si rende conto di aver ucciso suo figlio durante il rito dionisiaco.
A questo punto Dioniso ordina ai tebani di adorarlo incondizionatamente.

Storia delle rappresentazioni[modifica | modifica wikitesto]

La prima assoluta dell'opera fu nel Großes Festspielhaus di Salisburgo il 6 agosto 1966 diretta da Christoph von Dohnányi[1], su libretto nella traduzione in tedesco di Maire Basse-Sporleder (Die Bassariden). La prima rappresentazione con il testo originale in inglese (The Bassarids) fu all'Opera di Santa Fe il 7 agosto 1968, con la supervisione artistica del direttore Bodo Igesz.[2] L'opera è stata anche rappresentata a Londra il 22 settembre 1968 e successivamente all'English National Opera nell'ottobre 1974 con il compositore Henze alla direzione.[3]

Nel marzo 1968 The Bassarids è stata rappresentata al Teatro la Scala di Milano, diretta fa Nino Sanzogno in una traduzione italiana del libretto di Fedele D'Amico.

Un allestimento firmato da Mario Martone ha inaugurato la stagione 2015-2016 del teatro dell’Opera di Roma con la direzione di Stefan Soltesz, e ha conseguito il premio Abbiati della critica musicale italiana come miglior spettacolo della stagione 2015[4].

Struttura musicale[modifica | modifica wikitesto]

Una caratteristica degna di nota dell'opera è la costruzione sinfonica classica di un atto unico composto in quattro "movimenti":

Ruoli[modifica | modifica wikitesto]

Ruolo Tipo di voce Cast della prima,[5] 6 August 1966
(Direttore: Christoph von Dohnányi[6])
Dioniso, voce e sconosciuto Tenore Loren Driscoll
Tiresia, un vecchio profeta cieco Tenore Helmuth Melchert
Cadmo, fondatore ed ex-re di Tebe Basso Peter Lagger
Agave, madre di Penteo Mezzosoprano Kerstin Meyer
Beroe, una vecchia schiava, nutrice di Semele e di Penteo Contralto Vera Little
Il capitano della Guardia Reale Baritono William Dooley
Penteo, re di Tebe Baritono Kostas Paskalis
Autonoe, figlia di Cadmo Soprano Ingeborg Hallstein
Una schiava in casa di Agave Silenzioso
La figlia Silenzioso
Coro delle Baccanti, cittadini di Tebe, guardie, servi

Strumentazione[modifica | modifica wikitesto]

Registrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Lottare contro il caos: la felicità della perfezione». In: Hans Werner Henze, Canti di viaggio: una vita; edizione italiana a cura di Lidia Bramani; trad. di Lidia Bramani, Claudia Marinelli, Giuseppe Cospito, Milano: Il saggiatore, 2005, ISBN 88-428-0934-9 (pdf)
  2. ^ Out of the Ashes (Time), 23 agosto 1968. URL consultato il 7 settembre 2007.
  3. ^ Dean, Winton, "Music in London: Opera – The Bassarids" (December 1974). The Musical Times, 115 (1582): pp. 1057–1064.
  4. ^ Premio Abbiati a “The Bassarids”
  5. ^ Porter, Andrew, "Reports: Salzburg – Henze's Bassarids" (October 1966). The Musical Times, 107 (1484): pp. 882–887.
  6. ^ Everett Helm, Current Chronicle, in The Musical Quarterly, LIII, nº 3, 1967, pp. 408–415, DOI:10.1093/mq/LIII.3.408. URL consultato il 26 ottobre 2007.
  7. ^ David E. Anderson, " Die Bassariden. Hans Werner Henze "(rassegna di registrazione). The Opera Quarterly '9 (3)' , 186-188 (1993).


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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