Damaged (Black Flag)

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Damaged
ArtistaBlack Flag
Tipo albumStudio
Pubblicazione16 novembre 1981
pubblicato negli Stati Uniti
Durata34:32
Dischi1
Tracce15
GenereHardcore punk
EtichettaSST Records (9502)
ProduttoreSpot e Black Flag
RegistrazioneHollywood al Unicorn Studios
FormatiLP
Certificazioni
Dischi d'oro0
Dischi di platino0
Black Flag - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1984)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic 5/5 stelle[1]
Robert Christgau A-[2]
The New Rolling Stone Album Guide 4.5/5 stelle[3]
Sputnikmusic 4.0 (Excellent)[4]
Piero Scaruffi 8/10 stelle[5]
Ondarock Pietra miliare[6]
Dizionario del Pop-Rock 5/5 stelle[7]
24.000 dischi 5/5 stelle[8]

Damaged è LP di debutto della band hardcore di Los Angeles Black Flag. Il disco esce nel novembre del 1981[9] e viene considerato da molti critici come un album fondamentale del punk[10].

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente il disco viene pubblicato per la Unicorn Records, ma viene sottoposto a censura e incontra grandi difficoltà di distribuzione.

Allora il chitarrista della band Greg Ginn decide di pubblicare l'album per la propria etichetta, la SST Records, la quale pubblicherà anche tutti gli altri album dei Black Flag[10].

In questo disco i Black Flag suonano canzoni velocissime, raramente superiori ai tre minuti e molto energiche. Le liriche invece sono ermetiche, ma capaci di esprimere in pochi versi l'alienazione di una metropoli come Los Angeles e la rabbia della sottocultura punk della città degli angeli[10].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La rivista Rolling Stone l'ha inserito al 340º posto della sua lista dei 500 migliori album[11] .

La prima traccia dell'album, Rise Above è stata utilizzata anche dai produttori hip hop come campionamento per le loro canzoni. Tra le più celebri ricordiamo Buck Whylin' di Terminator X, And What You Give is What You Get dei Beastie Boys, Real Niggaz Don't Die degli NWA e Holy Rum Swig dell'X-Clan.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

LP[modifica | modifica wikitesto]

Lato A
  1. Rise Above – 2:17 (Greg Ginn)
  2. Spray Paint the Walls – 0:32 (Chuck Dukowski, Greg Ginn)
  3. Six Pack – 2:18 (Greg Ginn)
  4. What I See – 1:47 (Chuck Dukowski)
  5. T.V. Party – 3:11 (Greg Ginn)
  6. Thirsty & Miserable – 2:05 (Medea (Medea Jones), Dez Cadena (Dennis Paul Cadena), Robo (Roberto Valverde))
  7. Police Story – 1:30 (Greg Ginn)
  8. Gimmie Gimmie Gimmie – 1:50 (Greg Ginn)
Lato B
  1. Depression – 2:45 (Greg Ginn)
  2. Room 13 – 2:03 (Medea, Greg Ginn)
  3. Damaged II – 3:23 (Greg Ginn)
  4. No More – 2:23 (Chuck Dukowski)
  5. Padded Cell – 1:50 (Chuck Dukowski, Greg Ginn)
  6. Life of Pain – 2:48 (Greg Ginn)
  7. Damaged I – 3:50 (Henry Rollins, Greg Ginn)

[12]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note aggiuntive
  • Spot e Black Flag - produttori
  • Registrazioni effettuate al Unicorn Studios di Hollywood, California (Stati Uniti)
  • Spot e Francis Buckley - ingegneri delle registrazioni
  • Chuck Vogt - assistente ingegneri delle registrazioni
  • Ed Colver - fotografie copertina album[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Damaged, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 3 aprile 2018. Modifica su Wikidata
  2. ^ (EN) Robert Christgau: CG: Black Flag, su robertchristgau.com.
  3. ^ Nathan Brackett e David Hoard, The New Rolling Stone Album Guide, Fireside, 2004, p. 77.
  4. ^ (EN) Black Flag - Damaged, su sputnikmusic.com.
  5. ^ (EN) The History of Rock Music. Black Flag, su scaruffi.com.
  6. ^ Black Flag - Damaged: Le Pietre Miliari di OndaRock, su ondarock.it.
  7. ^ Enzo Gentile e Alberto Tonti, Dizionario del Pop-Rock, Baldini & Castoldi, 1999, p. 89.
  8. ^ Riccardo Bertoncelli e Chris Thellung, 24.000 dischi, Zelig, 2005, p. 90.
  9. ^ Damaged by Black Flag, su rateyourmusic.com. URL consultato il 3 aprile 2018.
  10. ^ a b c Federico Guglielmi, Noise is for Heroes. Punk & Hardcore (1976 - 1984): 100 album fondamentali, in Mucchio Extra, Stemax Coop, #17 Primavera 2005.
  11. ^ Black Flag 'Damaged' - 500 Greatest Albums of All Time, su rollingstone.com. URL consultato il 3 aprile 2018.
  12. ^ Note di copertina di Damaged, Black Flag, SST Records 9502, 1981.
  13. ^ Note di copertina di Damaged, Black Flag, SST Records 9502, 1981.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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