Corrado Tedeschi (editore)

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Corrado Tedeschi (1899Firenze, 25 aprile 1972) è stato un editore italiano, fondatore della casa editrice che porta il suo nome.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Corrado Tedeschi, professore e giornalista, fondò a Firenze nel 1945 la Casa Editrice che porta il suo nome[1]. La prima rivista edita fu la Nuova Enigmistica Tascabile (N.E.T.) il cui primo numero risale al 18 agosto 1945: in realtà già prima della Seconda guerra mondiale erano già usciti alcuni numeri di questa rivista, ma nel clima ideologico dell'epoca l'attività editoriale fu impedita a Corrado Tedeschi per motivi razziali.

All'inizio degli anni cinquanta venne pubblicata la Nuova Enciclopedia Scientifica Tedeschi, venduta dapprima in fascicoli e poi in edizione rilegata. Nel periodo in cui era in voga Il Musichiere, iniziò anche per la Corrado Tedeschi l'avventura della produzione di dischi. Il primo uscito con la N.E.T. nel 1959 fu Passion Flower, canzone assai popolare, interpretata appositamente da Baby Gate, pseudonimo della cantante Mina all'inizio della carriera. Poi la produzione aumentò e vennero introdotti i ballabili e la musica da camera. In seguito venne prodotto un nuovo settimanale, Le Opere, che offriva, in dischi successivi (a puntate) le intere opere liriche: La Traviata, Aida e Rigoletto.

Nel 1971 Corrado Tedeschi ebbe la sua ultima idea di successo: la creazione di un nuovo periodico, pioniere di questo genere, Il Giornale dei Misteri; si tratta di una rivista mensile dedicata a discipline scientificamente consolidate, come l'archeologia, l'astronomia, la paleontologia, la psicanalisi, la simbologia, ma soprattutto a discipline controverse, e in molti casi a vere e proprie pseudoscienze, come la cosiddetta archeologia spaziale, la clipeologia, i fenomeni fortiani, la criptozoologia, la parapsicologia, l'ufologia, la miracolistica, l'occultismo; in seguito la rivista venne ceduta ad altri editori.

Oggi la Corrado Tedeschi costituisce una delle aziende leader nel settore dell'enigmistica, essendosi rinnovata sia dal punto di vista della gamma dei prodotti presentati che da quello puramente tecnico-industriale.

Il "Partito della Bistecca"[modifica | modifica wikitesto]

Corrado Tedeschi indica il programma del Partito Nettista Italiano
Corrado Tedeschi con una bistecca
Comizio a Roma

Corrado Tedeschi, insieme ad Ugo Cavallini, si fece promotore a Firenze di un partito politico, che partecipò regolarmente alle elezioni politiche italiane del 1953, riscuotendo persino un buon numero di voti; si trattava del Partito Nettista Italiano (conosciuto anche come Partito della Bistecca), dal programma goliardico e surreale. Il partito infatti aveva un più che evidente intento canzonatorio, goliardico, surrealista, e con altrettanta evidenza faceva l'occhiolino al famoso e precedente partito dell'Uomo Qualunque. Si potrebbe anche considerare un esempio antesignano dell'antipolitica o il primo partito satirico italiano.

La qualifica Nettista del partito proviene dal nome della popolare pubblicazione che fece la prima fortuna dell'editore Corrado Tedeschi, ovvero la N.E.T., Nuova Enigmistica Tascabile; ma il partito era anche detto Il partito della bistecca[2], e il suo simbolo era una vitella, perché il programma politico, tra le altre cose, prevedeva l'erogazione a ogni cittadino di una bistecca al giorno. Il partito aveva anche un inno ufficiale costituito da muggiti di mucche.

Per quanto appaia incredibile e paradossale, il Partito Nettista Italiano si presentò veramente (nelle sole circoscrizioni di Roma-Viterbo-Latina-Frosinone, Firenze-Pistoia e Milano-Pavia) alle elezioni politiche del 7 giugno 1953 alla Camera dei Deputati con un sorprendente programma suddiviso in 12 punti e il motto "W la pacchia!"[3], riscuotendo 4.305 voti validi, equivalenti allo 0,02% a livello nazionale (0,14% a Firenze).[4]

Eccone il "programma politico":
1. Svaghi, poco lavoro e molto guadagno per tutti. Le macchine devono sostituire l'uomo nella sofferenza del lavoro. La caratteristica della specie umana è l'intelligenza ed è sfruttando questa che deve campare.
2. Assistenza medica e medicine (comprese le specialità) gratuite per tutti.
3. Tre mesi di villeggiatura assicurati ad ogni cittadino.
4. Grammi 450 di bistecca a testa assicurati giornalmente al popolo, frutta dolce e caffè. (È l'ora di finirla con le limitazioni!).
5. Massimo incremento a tutti i giochi: arti, letteratura, musica e ballo. La vita è così corta e ne sappiamo così poco della sua consistenza e del suo scopo, che la cosa più seria della vita è il giuoco.
6. Continue tombole e lotterie rallegreranno i cittadini dello Stato universale.
7. Compagnie di varietà e pagliacci di stato saranno sommamente onorati e ricompensati nella Repubblica Universale. È l'ora di finirla coi sacrifici e le missioni da compiere! Cerchiamo di ridere e di stare in buona salute.
8. Abolizione di tutte le tasse.
9. Referendum estesi a tutti i cittadini decideranno volta per volta delle più importanti questioni locali ed universali al posto degli antiquati e sorpassati Parlamenti. Macchine statistiche, cervelli elettronici, faranno funzionare gli ingranaggi della scientifica repubblica universale. Gli attuali impiegati dello Stato verranno inviati tutti in pensione ed in villeggiatura con stipendio doppio.
10. Gli orari scolastici saranno ridotti a 30 ore l'anno. Enigmistica N.E.T., radio, televisione, cinema e spettacoli vari istruiranno il popolo sovrano e Nettista.
11. Saranno tenute nel massimo onore le religioni esistenti e verranno erette nuove chiese con intendimenti artistici e mistici. Sacerdoti di ogni religione riceveranno equi stipendi che li toglieranno dalla indigenza.
12. Abolizione delle prigioni. Quando tutti avranno 450 g di carne assicurata non avranno bisogno di rubare ed ammazzare. Se vi sarà qualche eccezione lo cureremo negli ospedali. Dobbiamo sollevare l'umanità dalla paura della guerra e della reclusione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chi siamo Archiviato il 25 novembre 2014 in Internet Archive.
  2. ^ Filmato audio Il Partito della Bistecca (Cinegiornale).
  3. ^ Cesare Maffi, C'era il partito della bistecca, in ItaliaOggi, n. 10, 12 gennaio 2018, p. 7.
  4. ^ Stefano Mentana, Il Partito della bistecca, il primo partito satirico italiano, su The Post Internazionale, Roma, 10 ottobre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Volantino elettorale per le elezioni politiche 1953.
  • La settimana Incom 00932 del 17/04/1953.
  • Ministero dell'Interno. Archivio storico delle elezioni.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]