Christiane Rochefort

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Christiane Rochefort

Christiane Rochefort, nota anche con lo pseudonimo di Dominique Féjos (Parigi, 17 luglio 191724 aprile 1998), è stata una scrittrice francese femminista interessata alla situazione delle donne e dei bambini, che nelle sue opere ha trattato il tema della sessualità femminile e la lotta per la libertà personale[1].

Scrittura[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo del debutto, uscito nel 1958 e intitolato Il riposo del guerriero (titolo originale Le repos du guerrier), riscosse un notevole successo ma al tempo stesso fece scandalo per il modo in cui trattava il tema della sessualità, indagando un rapporto di coppia non convenzionale.
Da questo romanzo fu tratto il film omonimo del 1962 con Brigitte Bardot, che per altro si rivela poco fedele all'originale, eliminando gli aspetti più estremi e i toni più disperati allo scopo di venire incontro al gusto del pubblico cinematografico[2].

Nonostante un primo indirizzamento della giuria verso quest'opera, in seguito alle reazioni alla storia tra l'alcolizzato e la ragazza borghese, giudicata degenerata, nel 1958 non le fu assegnato il premio Fémina, ricevendo invece il Prix de la Nouvelle Vague quell'anno[3]. La sua vocazione anticonformista non si tradì nemmeno nel suo secondo romanzo, Les petits enfants du siècle del 1961, racconto di una vita difficile, in bilico tra la solitudine sentita con rabbia e la scoperta di sé, tradotto nuovamente in italiano da Edizioni Barbès con il titolo I bambini del secolo.

Attivismo sociale[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 agosto 1970 partecipò alla marcia femminista all'Arco di Trionfo di Parigi; un gruppo di dieci donne, non solo francesi (tra le quali Christine Delphy, Namascar Shaktini, Monique Wittig, Anne Zélensky) apparse sugli Champs-Élysées con striscioni sui quali c'era scritto "un uomo su due è una donna" ed una corona di fiori per la tomba del milite ignoto contenente la scritta: “A quella più ignota del più ignoto soldato: sua moglie”. Otto di loro furono arrestate e liberate solo quando in seguito si scoprì che tra loro c'era anche Christiane Rochefort[4].

Il 18 giugno del 1976, insieme ad altri intellettuali come Bernard Kouchner, Gilles Deleuze, Bernadette Lafont, Edgar Morin firma l’Appel du 18 joint, manifesto per la depenalizzazione della cannabis[5].

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

Traduzioni e adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia parziale e teatro[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Christiane Rochefort, su Good Reads. URL consultato il 25 agosto 2017.
  2. ^ Christiane Rochefort, I bambini del secolo, Barbes Eizioni 2008, su lafrusta.net. URL consultato il 25 agosto 2017.
  3. ^ (FR) « C’est bizarre l’écriture » – Soirée Christiane Rochefort, su maisondelapoesieparis.com. URL consultato il 25 agosto 2017.
  4. ^ Nadia Agustoni, Le funi, su nazioneindiana.com, 26 agosto 2008. URL consultato il 25 agosto 2017.
  5. ^ (FR) Géné, ses années «Libé», su liberation.fr. URL consultato il 25 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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