Chiesa di Sant'Angelo in Grotta

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Chiesa di Sant'Angelo in Grotta
Santangeloingrotta.jpg
La struttura oggi
Stato Italia Italia
Regione Campania
Località Nocera Inferiore
Religione cattolica
Diocesi Nocera Inferiore-Sarno
Stile architettonico Rinascimentale
Inizio costruzione 1079

Coordinate: 40°44′28.97″N 14°38′04.95″E / 40.741381°N 14.634708°E40.741381; 14.634708

La chiesa di Sant'Angelo in Grotta, di proprietà privata, è un piccolo esempio di insediamento rupestre dell'anno 1080 di Nocera Inferiore.

Collocazione[modifica | modifica wikitesto]

Si trova alla fine di via Ovidio Forino nella zona chiamata in dialetto Ngopp Sant'Angelo (una diramazione del Casale del Pozzo), all'ingresso di un'ampia grotta che si apre all'interno del Monte Albino, che risulta di proprietà della famiglia Maranca.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Angelo in Grotta (Sant'Angelo ad Cryptam) viene realizzato col titolo di Prioria tra il 1080 e il 1086 da san Pietro Pappacarbone (1038 - 1122), terzo abate della Badia (dal 12 luglio 1079, alla data della sua morte il 4 marzo 1122), come si evince da un documento dell'archivio.

Inizialmente fu ospizio del monastero della Trinità di Cava.

Il principe Giordano di Capua e sua moglie Gaitelgrima donarono al monastero della Trinità i vassalli del villaggio vicino, sui quali il Priore di Sant'Angelo in Grotta eserciterà, per alcuni secoli, anche la giurisdizione civile.

Nel 1507 la grotta e il monastero servirono da rifugio ai monaci della badia quando un tumulto popolare mise a repentaglio la sopravvivenza dell'Abbazia cavense.

Il complesso restò sotto la giurisdizione dell'Abbazia cavense fino al 1592, quando fu ceduto al vescovo di Nocera.

La struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio che ospita la chiesa è a tre navate. Presenta una struttura quadrata con quattro colonne che reggono le arcate a tutto sesto. All'interno del tamburo centrale è visibile un affresco raffigurante la Colomba dello Spirito Santo. Anticamente l'ingresso era consentito attraverso un portale opposto alla parte absidale.

L'attuale portale d'ingresso alla chiesa, in tufo grigio nocerino, è ricavato da un arco ogivale. Reca lo stemma della famiglia Carafa.

Lo sviluppo planimetrico della chiesetta segue una pianta quasi quadrata, con due piccole navate laterali voltate ed una cupola centrale antistante l'altare a parete.

Addossata alla parete destra era presente, una lastra tombale raffigurante Giovanni de Haya, ciambellano del re Roberto d'Angiò e fratello di Filippo de Haya, abate di Cava dal 1316 al 1331.

Nello spazio adiacente al complesso monastico, adibito a giardino, è presente schermata dalla vegetazione, la grotta che dà il nome alla struttura.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2010 furono aperti dei lavori per costruire un ristorante nell'edificio. Questi lavori furono sospesi per la presenza di opere d'arte nella struttura. Oggi la chiesa ospita un ristorante.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guillaume, Essai Historique sur l'Abbaye de Cava, Ivi 1887, p 190
  • Guariglia, Sant'Angelo in Grotta, in “Rassegna Storica salernitana”, a VI (1945), n. 34