Società Napoletana di Storia Patria
| Società Napoletana Storia Patria | |
|---|---|
| Abbreviazione | SNSP |
| Tipo | Ente morale |
| Fondazione | 1875 |
| Fondatore | Bartolommeo Capasso e Giuseppe Volpicella |
| Scopo | Promuovere gli studi di storia e storiografia del Mezzogiorno |
| Sede centrale | |
| Indirizzo | Via Vittorio Emanuele III, Castel Nuovo (Maschio Angioino) |
| Presidente | |
| Vice Presidente | Francesco Senatore |
| Membri | 502 (2025) |
| Bilancio | 30 443 (2024) |
| Patrimonio | 9 526 169 (2024) |
| Sito web | |
La Società Napoletana di Storia Patria (SNSP) è una società storica privata che promuove gli studi di storia e storiografia del Mezzogiorno, cura edizioni di fonti e di studi specializzati.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La Società nasce nel 1875[1].La Società Napoletana di Storia Patria, con sede in Castelnuovo, è, tra le società storiche nazionali, una delle più importanti sia per l’antichità delle sue origini, sia per la ricchezza del patrimonio librario che custodisce, sia per la vitalità delle sue iniziative scientifico – editoriali.
L’istituzione, sorta nel dicembre 1875, riconosciuta Ente Morale con R.D. 29 Giugno 1882, fu fondata da alcuni illustri studiosi, fra cui Bartolomeo Capasso, Francesco Correale, Vincenzo Cuomo, Bernardo Gaetani d'Aragona, Giuseppe, Giorgio, Luigi e Scipione Volpicella, ma la prima Società Storica Napoletana fu ideata da Carlo Troya nel 1843 e si inserisce in quel complesso di iniziative che portarono alla nascita di una rete di Deputazioni (organismi a nomina statale) e di Società (organismi costituiti per iniziativa locale), con l’ideale intento di contribuire, con lo studio del passato, a cementare l’unità morale degli italiani.[2]
Il primo consiglio si tenne, il 5 gennaio del 1876, nel gabinetto del sindaco Antonio Winspeare per eleggere il Consiglio direttivo, che fu costituito da Scipione Volpicella (presidente), Bartolommeo Capasso (vicepresidente), Vincenzo Volpicelli (tesoriere), Giuseppe de Blasiis (segretario), Roberto Barracco, Giustino Fortunato, Giuseppe Carignani, Giulio Minervini, Camillo Minieri Riccio, Luigi Riccio.

Finalità
[modifica | modifica wikitesto]Scopo della Società è la pubblicazione di documenti inediti di storia napoletana e di studi storici dell'Italia meridionale. L'istituzione si proponeva in origine di pubblicare i Monumenti di storia patria delle provincie napoletane e l'Archivio storico per le provincie napoletane.
Biblioteca
[modifica | modifica wikitesto]Il suo patrimonio è composto in prevalenza da materiale di interesse meridionalistico: circa 350.000 tra volumi a stampa, periodici e opuscoli, manoscritti, pergamene, stampe e disegni. La biblioteca conserva uno dei primi libri a stampa italiana, un esemplare dell'"editio princeps" italiana del De civitate Dei di Sant'Agostino realizzato nel 1467 a Subiaco da due chierici tedeschi: Sweynheym e Arnold Pannartz.[3], Nel Fondo Percopo della biblioteca, viene conservato il terzo manoscritto dell'Epistolario di Ceccarella Minutolo.
Dal 1997 al 2014 ha avuto in custodia il materiale dell'Archivio storico di Eduardo De Filippo, che documenta l'attività di Eduardo presso il Teatro San Ferdinando, ora depositato presso la Biblioteca nazionale di Napoli.
Sede
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La Biblioteca, dopo essere stata per molto tempo ubicata a piazza Dante, è ora collocata nel Castelnuovo (Maschio Angioino), nel centro storico di Napoli. La sala di lettura è al II piano, gli uffici e la sala delle assemblee sono al III piano. La struttura è aperta la pubblico, ma, essendo una biblioteca privata, l'accesso è regolato da norme fissate dallo Statuto e prescritte nel regolamento.
Direzione
[modifica | modifica wikitesto]La Società diretta da un Consiglio formato da un presidente, un vicepresidente, un tesoriere, sette consiglieri, due sindaci, eletti ogni tre anni dall'assemblea dei soci. Il Sindaco di Napoli è presidente di diritto delle assemblee dei soci.
Dal 1980 la Società è stata presieduta da Giuseppe Galasso. Dal 4 maggio 2010 ne è presidente Renata De Lorenzo.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Questa data è indicata nello Statuto, approvato il 5 gennaio 1876.
- ↑ Home, su Società Napoletana Storia Patria E.t.s. URL consultato il 24 agosto 2025.
- ↑ Natascia Festa, Il primo libro stampato in Italia? È a Napoli e presto nessuno potrà vederlo, in Corriere del Mezzogiorno, 4 aprile 2011. URL consultato il 24 luglio 2016.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Stefano Palmieri, Degli archivi napolitani. Storia e tradizione, Bologna, Il Mulino, 2002, ISBN 88-15-09001-0.
- Giuseppe Acocella, Giuseppe Cacciatore, Fulvio Tessitore, Istituzioni ed élites culturali, in P. Macry, P. Villani, Storia d'Italia, pp. 854-855.
- Antonella Venezia, La Società Napoletana di Storia Patria e la costruzione della nazione (PDF), Napoli, FedOAPress, 2017, DOI:10.6093/978-88-68870-24-9, ISBN 978-88-68870-24-9. URL consultato il 28 marzo 2022.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su storiapatrianapoli.it.
- Società Napoletana di Storia Patria, su Anagrafe delle biblioteche italiane, Istituto centrale per il catalogo unico.
- Bilancio al 31/12/2024 (PDF), su storiapatrianapoli.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 124947682 · ISNI (EN) 0000 0001 2215 3815 · LCCN (EN) n87915942 · J9U (EN, HE) 987007580941605171 |
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