Società Napoletana di Storia Patria

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Sala delle Assemblee della SNSP

La Società Napoletana di Storia Patria (SNSP) è una società storica privata che promuove gli studi di storia e storiografia del Mezzogiorno, cura edizioni di fonti e di studi specializzati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Società nasce nel 1875[1]. Il primo consiglio si tenne, il 5 gennaio del 1876, nel gabinetto del sindaco Antonio Winspeare per eleggere il Consiglio direttivo, che fu costituito da Scipione Volpicella (presidente), Bartolommeo Capasso (vicepresidente), Vincenzo Volpicelli (tesoriere), Giuseppe De Blasiis (segretario), Roberto Barracco, Giustino Fortunato, Giuseppe Carignani, Giulio Minervini, Camillo Minieri Riccio, Luigi Riccio.

Vecchia sede a Piazza Dante della SNSP

Finalità[modifica | modifica wikitesto]

Scopo della Società è la pubblicazione di documenti inediti di storia napoletana e di studi storici dell'Italia meridionale. L'istituzione si proponeva in origine di pubblicare i Monumenti di storia patria delle provincie napoletane e l'Archivio storico per le provincie napoletane.

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Il suo patrimonio è composto in prevalenza da materiale di interesse meridionalistico: circa 350.000 tra volumi a stampa, periodici e opuscoli, manoscritti, pergamene, stampe e disegni. La biblioteca conserva uno dei primi libri a stampa italiana, un esemplare dell'"editio princeps" italiana del De civitate Dei di Sant'Agostino realizzato nel 1467 a Subiaco da due chierici tedeschi: Sweynheym e Arnold Pannartz.[2], Nel Fondo Percopo della biblioteca, viene conservato il terzo manoscritto dell'Epistolario di Ceccarella Minutolo.

Dal 1997 al 2014 ha avuto in custodia il materiale dell'Archivio storico di Eduardo De Filippo, che documenta l'attività di Eduardo presso il Teatro San Ferdinando, ora depositato presso la Biblioteca nazionale di Napoli.

Sede[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio della Sala Cataloghi della SNSP

La Biblioteca, dopo essere stata per molto tempo ubicata a piazza Dante, è ora collocata nel Castelnuovo (Maschio Angioino), nel centro storico di Napoli. La sala di lettura è al II piano, gli uffici e la sala delle assemblee sono al III piano. La struttura è aperta la pubblico, ma, essendo una biblioteca privata, l'accesso è regolato da norme fissate dallo Statuto e prescritte nel regolamento.

Direzione[modifica | modifica wikitesto]

La Società diretta da un Consiglio formato da un presidente, un vicepresidente, un tesoriere, sette consiglieri, due sindaci, eletti ogni tre anni dall'assemblea dei soci. Il Sindaco di Napoli è presidente di diritto delle assemblee dei soci.

Dal 1980 la Società è stata presieduta da Giuseppe Galasso. Dal 4 maggio 2010 ne è presidente Renata De Lorenzo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Questa data è indicata nello Statuto, approvato il 5 gennaio 1876.
  2. ^ Natascia Festa, Il primo libro stampato in Italia? È a Napoli e presto nessuno potrà vederlo, in Corriere del Mezzogiorno, 4 aprile 2011. URL consultato il 24 luglio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Palmieri, Degli archivi napolitani. Storia e tradizione, Bologna, Il Mulino, 2002, ISBN 88-15-09001-0.
  • Giuseppe Acocella, Giuseppe Cacciatore, Fulvio Tessitore, Istituzioni ed élites culturali, in P. Macry, P. Villani, Storia d'Italia, pp. 854-855.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]