Casa dei Dioscuri

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Coordinate: 40°45′06.41″N 14°29′01.78″E / 40.751781°N 14.483828°E40.751781; 14.483828

Affresco della casa dei Dioscuri

La casa dei Dioscuri è una casa di epoca romana, sepolta dall'eruzione del Vesuvio del 79 e ritrovata a seguito degli scavi archeologici dell'antica Pompei: si tratta di una delle abitazioni più vaste e meglio decorate della città e deve il suo nome ad una pittura ubicata all'ingresso, raffigurante i Dioscuri Castore e Polluce, oggi conservata al museo archeologico nazionale di Napoli[1].

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La casa dei Dioscuri è un insieme di tre abitazioni, unite tra loro durante l'età augustea[2]; sepolta dall'eruzione del 79 del Vesuvio, fu esplorata tra il 1828 ed il 1829[1].

La casa verte sull'atrio, che funge anche da ingresso, di tipo corinzio, uno dei quattro rinvenuti a Pompei[3], con dodici colonne in tufo che sorreggono il tetto; alla sua destra si apre un peristilio con al centro una vasca per l'acqua[2] e pannelli decorativi, in quarto stile, che raffigurano architetture e nature morte[3]: queste decorazione sono state realizzate dallo stesso artista che ha lavorato anche alla casa dei Vettii[1]. La casa presenta inoltre un tablino con due stanze che si aprono ai suoi lati: in quella a destra sono stati ritrovati gli affreschi raffiguranti la nascita di Adone e Scilla che consegna a Minosse il capello fatato del padre Niso, mentre nella stanza di sinistra si trovano gli affreschi di Apollo e Dafne e Sileno e Ninfa con Bacco infante. Alle spalle del tablino si apre un portico con colonne doriche, sulla cui parete di fondo è posto il larario[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Storia e descrizione della Casa dei Dioscuri, su pompeiisites.org. URL consultato il 04-03-2012.
  2. ^ a b c La Casa di Castore e Polluce, su pompeii.org.uk. URL consultato il 04-03-2012.
  3. ^ a b Brevi cenni, su archeoguida.it. URL consultato il 04-03-2012 (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2010).

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