Niso (figlio di Pandione)

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Niso, re di Megara, figlio di Pandione e fratello di Egeo, re d'Atene[1], Pallante e Lico. L'Oracolo di Apollo gli aveva predetto che avrebbe mantenuto il regno finché avesse conservato in testa il capello d'oro (secondo Ovidio era di color rosso porpora).

Dopo la morte di Pandione i suoi figli marciarono su Atene, scacciarono i figli del precedente re e divisero il territorio in quattro parti, ma Egeo ebbe il potere assoluto. Non molto dopo Minosse, che aveva il dominio sul mare, armò una flotta contro Atene e conquistò Megara dove regnava Niso, il quale morì tradito da sua figlia.

La sua città venne attaccata da Minosse, che riteneva responsabili i cittadini di Atene e Megara della morte del proprio figlio, Androgeo. Perse questa guerra e la vita, a causa del tradimento di sua figlia, Scilla, che gli tagliò il capello d'oro durante la notte, per offrirlo a Minosse di cui si era invaghita e che presa dallo sconforto, si gettò in mare ed annegò (trasformandosi in aquila marina)[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dicono alcuni che Egeo fosse figlio di Sciro e che Pandione lo fece passare per suo.
  2. ^ Secondo altre fonti, Minosse dopo aver conquistato Megara, appese la fanciulla per i piedi alla prora di una nave e la fece morire annegata.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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