Casa dei Cubicoli Floreali

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Casa dei Cubicoli Floreali
Casa del frutteto, Casa di Euplia
Pompei-frutteto.JPG
Affresco raffigurante un serpente avvolto intorno al tronco di un albero di fico
CiviltàSanniti e romani
UtilizzoCasa
Epocadal II secolo a.C. al 79
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComunePompei
Scavi
Data scoperta1913
Date scavi1913, 1951
Amministrazione
PatrimonioScavi archeologici di Pompei
EnteParco Archeologico di Pompei
Visitabile
Sito webwww.pompeiisites.org
Mappa di localizzazione

Coordinate: 40°45′03.23″N 14°29′26.4″E / 40.750896°N 14.490668°E40.750896; 14.490668

La casa dei Cubicoli Floreali, anche Casa del frutteto, o Casa di Euplia) (I 9, 5-7) è una domus di Pompei.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Particolare della decorazione a giardino del secondo cubicolo

Probabilmente, al momento della distruzione, era una casa già molto vecchia. Nel primo cubiculum sono stati trovati resti di una decorazione del primo stile e l'ingresso è decorato con capitelli cubici. Tutta la casa non è particolarmente grande; consiste di un atrio e di un piccolo peristilio, le stanze si trovano solo su un lato e non sono riunite intorno all'atrio e al peristilio. All'ingresso si è conservata ancora l'impronta delle ante in legno.

Sono straordinarie in questa casa tre stanze, dipinte nel tardo terzo stile. Il secondo cubicolo a sinistra dell'atrio è decorato con immagini di un giardino. Si vedono oleandro, alloro, mirto, limone e ciliegi, che danno l'illusione di stare in una pergola bianca, da cui si guarda a questo giardino. Uccelli volano in giro tra le piante. Nelle singole scene sono inserite piccole immagini che mostrano scene dionisiache o egizie. Tra le piante sono rappresentate statue egizie.

Nel cosiddetto cubicolo nero sono raffigurate, sopra lo zoccolo, immagini del culto di Iside, anche se pure questo spazio è dipinto come un frutteto. In alto appare Dioniso su una pantera al galoppo.


Anche il triclinium è dipinto con un fondo nero; lo spazio è diviso da pilastri dipinti e dispone di tre grandi dipinti e diverse piccole immagini.

Tutte le altre stanze della domus non sono dipinte. Dalle circa 100 anfore che sono nella casa, si è dedotto che qui abitava un commerciante di vini.

La ricca pittura con motivi egizi ha indotto a vedere in quest'edificio un santuario di Dioniso-Osiris, ma è difficile dire se queste pitture si basano su una convinzione religiosa, o se il proprietario aveva semplicemente un gusto per l'esotico.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Eugenio La Rocca, M. de Vos Raaijmakers e A. des Vos, Lübbes archäologischer Führer, Pompeji, Bergisch Gladbach, Gustav Lübbe Verlag, 1979, pp. 244–246, ISBN 3785702280.

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