Caporalato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il caporalato, nell'accezione originaria del termine, era un sistema informale di organizzazione del lavoro agricolo temporaneo, svolto da braccianti inseriti in gruppi di lavoro (squadre) di dimensione variabile (da pochi individui a diverse centinaia). Questo si fondava sulla capacità del "caporale" di reperire la manodopera a basso costo, per le prestazioni agricole presso i proprietari terrieri e società agricole. Il caporale agisce come mediatore illegale di manodopera e gestore dei lavori secondo le richieste dell'imprenditore agricolo. Il caporale ingaggia per conto del proprietario i braccianti e stabilisce il loro compenso del quale tiene per sé una parte che gli viene corrisposta sia dal proprietario che dai braccianti reclutati. Dalla seconda metà del '900, con lo sviluppo del diritto del lavoro, la pratica del caporalato è progressivamente emersa come attività della criminalità organizzata volta all'elusione della disciplina sul lavoro, mirante allo sfruttamento illegale e a basso costo di manodopera agricola. I salari elargiti ai lavoratori ('giornate') sono notevolmente inferiori rispetto a quelli del tariffario regolamentare e spesso privi di versamento dei contributi previdenziali.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il caporalato è spesso collegato ad organizzazioni malavitose. Esso generalmente trova grande riscontro nelle fasce più deboli e disagiate della popolazione, ad esempio tra i lavoratori immigrati (come gli extracomunitari). Il fenomeno del caporalato si è ancor più diffuso con i recenti movimenti migratori provenienti dall'Africa, dalla Penisola Balcanica, dall'Europa orientale e dall'Asia: infatti chi emigra clandestinamente nella speranza di migliorare la propria condizione finisce facilmente nelle mani di queste persone, che li riducono in condizioni di schiavitù e dipendenza. Inchieste giornalistiche del 2015 mostrano che il fenomeno continua ad aver diffusione anche nei confronti di donne italiane durante le campagne di raccolta dell'uva e delle fragole.[1][2]. I media hanno riportato, in un caso tragico che ha fatto scalpore che l'azienda pagava regolarmente l'agenzia di lavoro interinale, mentre alla lavoratrice arrivava una retribuzione enormemente inferiore[3]

Italia settentrionale[modifica | modifica wikitesto]

Il fenomeno di intermediazione illegale è diffuso in tutta la penisola, compresa l' Italia settentrionale, ogni anno infatti a Milano con l'avvicinarsi del Salone del Mobile, Rho diventa la maggior piazza del caporalato in città. Lo sfruttamento della manodopera a basso costo in agricoltura è prassi diffusa non solo nelle regioni del Sud,[4][5] ma anche in Toscana, [6]Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia e provincia di Bolzano.[7][8][9]

Puglia[modifica | modifica wikitesto]

Il caporalato è apparso nelle cronache giornalistiche nel maggio del 1980: tre ragazze di Ceglie Messapica in Puglia persero la vita in un autobus dei caporali.[10] Il 17 luglio alcuni caporali tentano di investire dei lavoratori e dei sindacalisti di Villa Castelli durante una manifestazione contro il fenomeno, dopo aver rivolto nei loro confronti ripetute minacce di morte.[11]. Il 21 luglio sempre a Villa Castelli otto caporali armati di pistola aggredirono i sindacalisti della CGIL e assaltarono la sede locale del sindacato.[12] nel 1982 un caporale prima di suicidarsi piazzò 11 ordigni a Villa Castelli nei pressi delle residenze esponenti del movimento anti-caporalato.[13] [14] Il fenomeno non fu sradicato interamente e il 5 giugno 2011 nell'ambito dell'operazione Little Castle dalla Guardia di Finanza sono sequestrati beni per un totale di un milione e mezzo di euro[15]

Calabria[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2010 i lavoratori extracomunitari di Rosarno in Calabria organizzarono una serie di manifestazioni contro i caporali, la tensione sfociò in una escalation di violenza tra braccianti e abitanti del piccolo centro calabrese. Il 26 aprile 2010 furono arrestati a Rosarno 30 caporali, sfruttavano lavoratori extracomunitari che erano costretti a lavorare in condizioni disumane nei campi, raccogliendo agrumi coltivati nel rosarnese, con turni di lavoro pari a 15 ore al giorno, l'inchiesta ha consentì inoltre di fare luce su un sistema di truffe perpetrate ai danni degli enti previdenziali. Sul piano patrimoniale, sono stati sequestrati duecento terreni e venti aziende agricole per un valore complessivo di 10 milioni di euro.[16]

Attività di contrasto del fenomeno[modifica | modifica wikitesto]

L'art. 12 del D.L. 13 agosto 2011, n. 138[17], convertito con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148[18] ha introdotto nel codice penale italiano il nuovo reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le pene previste per i cosiddetti "caporali" sono la reclusione da cinque a otto anni e una multa da 1.000 a 2.000 per ogni lavoratore coinvolto.[19] Il governo ha annunciato il ricorso a strumenti normativi per punire gravemente, fino alla confisca dei beni, le aziende che utilizzano manodopera tramite il caporalato[20], mentre sui media si è sottolineato che il problema risiede principalmente nell'intermediazione, mascherata da forme solo in apparenza con una rispettabilità legale (false cooperative, filiali inquinate di agenzie di lavoro interinale)[21][22][23][24]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Repubblica
  2. ^ Repubbli Agenzi del lavoro e tour operator qui si nascondono i nuovi caporali
  3. ^ La gazzetta del Mezzogiorno
  4. ^ panorama
  5. ^ la Stampa
  6. ^ Toscana
  7. ^ Il fatto quotidiano
  8. ^ Mattino Padova
  9. ^ Repubblica
  10. ^ L'Unità, 25 maggio 1980
  11. ^ Gazzetta del Mezzogiorno 18 luglio 1980; G. Ruotolo, La quarta mafia storie di mafia in Puglia, Napoli 1994; Oggi, settimanale di politica, attualità e cultura, Volume 36, 1980; Gazzetta del Mezzogiorno, 18 luglio 1980
  12. ^ L'Unità, 8 agosto 1980; Avanti!, 8 agosto 1980; Il Giorno, 24 luglio 1980; Il Quotidiano di Brindisi, 3 agosto 1980; La Gazzetta del Mezzogiorno, 9 agosto 1980
  13. ^ P. Alò, per non dimenticare. Iniziative contro il caporalato, Oria 1997.
  14. ^ http://www.fondazionepietroalo.com/intervento%20pietro%20alo%20oria.pdf
  15. ^ .Senzacolonne 6 agosto 2011 Un castello e il suo caporale
  16. ^ Corriere della Sera 27 aprile 2010.
  17. ^ in vigore dal 13 agosto 2011
  18. ^ pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 216 del 16 maggio 2011
  19. ^ CAPORALATO/ L'esperto: ecco la vera "legge" per fermare lo sfruttamento del lavoro, ilsussidiario.net. URL consultato il 10-10-2011.
  20. ^ Repubblica
  21. ^ Nuovo caporalato
  22. ^ Taranto buona sera
  23. ^ Corriere.it
  24. ^ Corriere

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Giuliani, I reati in materia di "caporalato", intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, Padova University Press, Padova, 2015 [1]
  • Yvan Sagnet-Leonardo PalmisanoGhetto Italia : i braccianti stranieri tra caporalato e sfruttamento, Fandango, Roma 2015.
  • Rosario Lupo, Braccianti e caporali, ieri e oggi. Caporalato e lotte bracciantili nella Sicilia sud-orientale nella seconda metà del '900, Tesi di Laurea Scienze Storiche e Politiche, Univesità di Catania 2012 [2]
  • Yvan Sagnet, Ama il tuo sogno, vita e rivolta nella terra dell'oro rosso, Fandango,Roma 2012
  • Pietro Alò, Il caporalato nella tarda modernità,Wip Ed., Bari 2010.
  • Paolo Berizzi, Morte a tre euro, B.C.D. editore, Roma 2008
  • AA.VV., Per non dimenticare, iniziative contro il caporalato, Oria, 1997.
  • AA.VV., L'unita di tutte le forze nella lotta contro il caporalato, Commissione centrale agraria del PCI, Roma 1987.
  • Umberto Gigli, Dossier caporalato, usurpazione di pubblici poteri: lavoro nero, evasione contributiva, evasione fiscale, trasporto abusivo, lavoro minorile, il mercato delle braccia straniere, Archimio, Latina 1987.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L'oro rosso (di Cesare Fragnelli) 2007 (genere: cortometraggio).
  • Pietro Alò: la follia degli onesti (genere: documentario).
  • Andrea Segre: Il sangue verde (genere: documentario).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]