Cane corso italiano

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Cane corso italiano
Cane corso 849.jpg
Classificazione FCI - n. 343
Gruppo 2 Cani di tipo Pinscher e Schnauzer, molossoidi e cani bovari svizzeri
Sezione 2 Molossoidi
Standard n. 343 del 24 giugno 1987
Nome originale Cane corso italiano
Tipo Molossidi
Origine Italia Italia
Altezza al garrese Maschio 64-68 cm
Femmina 60-64 cm
Peso ideale Maschio 45-50 kg
Femmina 40-45 kg
Lista di razze canine
Cane corso
Vecchia foto che ritrae il "Cane Corz" (Cane Corso) a sinistra ed il "Cane e' presa" (Mastino Napoletano) a destra
Cane Corso di otto anni
cane corso italiano

Il cane corso italiano[1] è una razza canina molossoide di origine italiana riconosciuta dalla FCI (Standard N. 343, Gruppo 2, Sezione 2).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome "Cane corso" potrebbe trarre in inganno in quanto la parla "corso" è spesso erroneamente intesa come "della Corsica" o "proveniente dalla Corsica", in realtà questa razza non ha nulla a che vedere con l'isola francese, e il termine "corso" deriva invece dal sostantivo femminile latino cŏhors (cŏhors, cohortis), che significa corte, cortile, aia ma ha assunto anche una connotazione militare quindi viene tradotto anche come milizia o guardiano.[2] Entrambe le traduzioni combaciano perfettamente con questa razza che discende direttamente dal canis pugnax o antico molosso romano, del quale rappresenta un versione leggera impiegata per la caccia alla selvaggina di grossa taglia, ma anche come guerriero ausiliario nelle battaglie, e guardiano delle proprietà, dei bovini e della famiglia.[3]

La variante biotipica a pelo raso fu volere del re di Napoli Ferdinando II d'Aragona (Napoli, 26 agosto 1469 – Somma Vesuviana, 7 settembre 1496) che incrociò i nostri molossi rustici col cane da presa di Maiorca (molossoide a pelo raso e senza sotto pelo) all'epoca molto simile al molosso autoctono italico, per restituire un animale a pelo raso (il pelo visonato a foca fa parte della selezione moderna) che si scostasse dal cane del contado ed avesse caratteristiche dunque nobiliari (il pelo raso appunto) ed il monarchico volere di usarlo come cane da fighting (pratica oggi illegale in Italia ed in Spagna), non per niente ancora oggi in spagna il mastino napoletano viene denominato "cane da arena" (Ovviamente non viene più utilizzato per i combattimenti, questa pratica disumana è giustamente perseguita a norma di legge tanto in Italia quanto in Spagna). Al fin della fiera Cane Corso e Mastino napoletano non sono lo stesso animale, il mastino è la variante più imponente ed a pelo raso e quindi senza sottopelo del Cane Corso. La selezione che decretò lo standard del'46 fu un lavoro che rese chiaro come Cane Corso e Mastino napoletano fossero due tipologie canine ben distinte, sebbene imparentate tra loro. Differenti infatti erano gli utilizzi delle due varianti canine e differenti erano i compiti richiesti a questi animali. Al Cane Corso, cane versatile per eccellenza dai nobili venivano richiesti compiti di difesa del padrone e della borsa con il denaro (che spesso veniva appesa al collare del cane), dai contadini questo cane veniva utilizzato per la caccia al cinghiale e per la conduzione delle madrie bovine e suine. I cani corso dal mantello nero erano utilizzati per difendere i neri cavalli della murgia dai furti, i cani infatti si mimentizzavano nel buio della notte assumendo sembianze di puledri morelli, ingannando così il potenziale malintenzionato. A tutti i cani corso invariabilmente veniva richiesto di essere cani socievoli con la famiglia ed i visitatori ben accetti e guardiani integerrimi contro i malintenzionati, ragione per cui questi cani, se ben allevati sono equilibrati e vengono considerati eccellenti guardiani pur senza essere eccessivamente aggressivi. Per questa ragione il cane corso, sin dalla sua origine è un cane prognato, il suo morso deve essere forte ma non troppo. Il Corso è un cane mai eccessivo in nessuno dei suoi aspetti, la versatilità è il punto di forza che lo rende unico al mondo tra le altre razze canine.

Fino agli anni '60, il cane corso era molto diffuso in tutto il Sud Italia e in particolare in Puglia dove sono stati raccolti la maggior parte degli esemplari che hanno permesso il recupero della razza. Morfologicamente appartiene al gruppo molossoide e dal punto di vista funzionale ai cani da presa; per tipologia è molto probabilmente collegato filogeneticamente a quei cani grandi e combattivi di cui vi è testimonianza sin dall'antichità (v. bassorilievi assiri 669-633 a.C.)..

Nella storia recente, il cane è stato utilizzato per la difesa personale e per il controllo del bestiame grosso. Una mole forte, notevole coraggio ed agilità felina consentono al Cane Corso di ammansire bestiame bovino e suino in quelle particolari circostanze che l'uomo da solo non è in grado di affrontare, come nel caso di un animale imbizzarito o una madre che difende la propria prole.

A partir degli anni 1960, con il progressivo abbandono delle campagne, la riforma agraria e il conseguente venir meno degli stili di vita tradizionali, anche l'allevamento di questi cani subì un forte declino. Negli anni '70 cominciò un'opera di recupero di questo cane e ben presto suscitò l'interesse di parecchi cinofili, attratti dal fascino della razza nel suo aspetto fisico e nella sua indole. In passato questi cani venivano distinti in "da corpo" per la caccia al cinghiale, ovvero per l'uso in campagna, e "da camera" per la difesa personale, ovvero il cane che il padrone teneva sempre presso la sua persona, persino di notte ai piedi del letto.

Le regioni italiane nelle quali la razza è maggiormente diffusa e, come una vasta iconografia e storiografia testimoniano, nelle quali hanno trovato un'ottima isola di conservazione sono la Puglia e le regioni limitrofe[4]

Carattere[modifica | modifica wikitesto]

Il Cane Corso si attacca molto al proprio padrone ed è molto sensibile al suo umore; è di indole dolce e pacata, leale e protettiva. Ama il contatto con il proprio padrone e ne ha molto bisogno. Può essere estremamente discreto e intelligente, riuscendo a cogliere tutto quello che succede intorno a sé. È un cane molto plasmabile ed assume il comportamento che il padrone gli richiede. Trattato come cane da compagnia resta affabile con tutti. Addestrato per compiti particolari (difesa personale, caccia al cinghiale, etc.) rivela estremo ardimento e potenza. Può essere ostile verso altri cani, specialmente se grandi e dello stesso sesso.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Testa[modifica | modifica wikitesto]

  • Brachicefala: La sua lunghezza totale raggiunge i 3,6/10 dell'altezza al garrese. La larghezza bizigomatica, pari alla lunghezza del cranio, è superiore alla metà della lunghezza totale della testa, raggiungendo i 6,6/10 di tale lunghezza. Gli assi longitudinali del cranio e del muso sono tra loro leggermente convergenti. Il perimetro della testa, misurato agli zigomi, è anche nelle femmine più del doppio della lunghezza totale della testa. La testa è moderatamente scolpita con arcate zigomatiche protese all'esterno. Pelle consistente ma piuttosto aderente ai tessuti sottostanti, liscia ed abbastanza tesa.
  • Denti: Bianchi, grandi, completi per sviluppo e numero. La chiusura deve essere prognata come da standard ufficiale dell'ENCI, riconosciuto a livello internazionale dalla FCI.[5] Canna nasale rettilinea, senza rughe, tartufo non retratto rispetto alla faccia anteriore del muso, conseguente angolo di 90° tra l'asse del naso e quello della faccia anteriore del muso stessa, lieve curvatura della mandibola, quadratura del muso mediante parallelismo delle facce laterali dello stesso, lieve convergenza degli assi cranio muso ed occhi in posizione sub frontale e ben larghi nel cranio. Va da se, una dentatura completa, con denti bianchi grandi ed incisivi inferiori e superiori impiantati in linea retta oltre ad una larghezza tra gli apici degli incisivi della mandibola non inferiore ai 4,5 cm.
  • Occhi: Di media grandezza rispetto alla mole del cane, in posizione sub-frontale, ben distanziati tra loro. Rima palpebrale ovaleggiante, bulbi oculari leggermente affioranti palpebre aderenti con margini pigmentati di nero. Gli occhi non devono lasciare scorgere la sclera. Nittitante fortemente pigmentata. Iride quanto più possibile scura in relazione al colore del mantello. Sguardo intelligente e vigile.
  • Orecchie: Di media grandezza in rapporto al volume della testa e alla mole del cane, ricoperte di pelo raso, di forma triangolare, con apice piuttosto appuntito e cartilagine spessa, inseriti alti, cioè molto al di sopra dell'arcata zigomatica, larghi alla base, pendenti, aderenti alle guance senza raggiungere la gola. Sporgenti alquanto all'esterno e lievemente rilevati nel loro punto di attacco, vengono portati semieretti quando il cane è attento.
  • Collo: Profilo superiore - Leggermente convessilineo. Lunghezza - Circa 3,6/10 dell'altezza al garrese e cioè pari alla lunghezza totale della testa; forma: Di sezione ovale, forte, molto muscoloso, con distacco della nuca marcato. Il perimetro a metà lunghezza del collo è circa 8/10 dell'altezza al garrese. Armoniosamente fuso con garrese, spalle e petto il collo ha la sua direzione ideale a 45° rispetto al suolo e ad angolo pressoché retto con la spalla.
  • Tronco: Compatto, robusto e muscolosissimo. La sua lunghezza supera l'altezza al garrese dell'11%, con una tolleranza di ± 1. Linea superiore - Regione dorsale rettilinea con lieve convessità lombare.
  • Coda: Inserita piuttosto alta, grossa alla radice e relativamente affusolata alla punta. Solitamente viene amputata all'altezza della quarta vertebra. La pratica della mutilazione non è più legale e largamente discriminata. Alle gare cinofile si preferiscono sempre animali intatti
  • Mantello: Corto ma non raso, a tessitura vitrea, brillante, aderente, presente sottopelo mai affiorante che si intensifica nella stagione invernale; al tatto risulta essere duro sul dorso, quasi ispido (detto anche pelo di vacca).
  • Colori: Nero, grigio piombo, ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro, fulvo cervo, formentino (o frumentino o fromentino), fulvo scuro e tigrato (tigrature su fondo fulvo o grigio di varie gradazioni). Nei soggetti fulvi e tigrati è presente una maschera nera o grigia la cui estensione è limitata al muso e non deve superare la linea degli occhi. Ammessa una piccola chiazza bianca al petto, alla punta dei piedi e alla canna nasale.
  • Tartufo: Sulla stessa linea della canna nasale. Visto di profilo non deve sporgere sul margine verticale anteriore delle labbra ma trovarsi, con la sua faccia anteriore, sul medesimo piano verticale della faccia anteriore del muso, né avere la faccia anteriore inclinata all'indietro o essere rialzato rispetto al profilo della canna nasale (frequente negli ipertipi). Deve essere voluminoso, piuttosto piatto superiormente, con narici ampie, aperte e mobili. La pigmentazione è nera.
  • Muso: Molto largo e profondo. La larghezza del muso deve pressoché eguagliare la sua lunghezza che raggiunge i 3,4/10 della lunghezza totale della testa. La sua profondità supera del 50% la lunghezza del muso. Il parallelismo delle facce laterali del muso e la ripienezza e larghezza del corpo della mandibola fanno sì che la faccia anteriore del muso sia quadrata e piatta. La canna nasale è rettilinea e piuttosto piatta. Il profilo inferiore-laterale del muso è dato dalle labbra superiori. La regione sottorbitale mostra un lievissimo cesello.
  • Labbra: Piuttosto consistenti. Le labbra superiori, viste di fronte, determinano alla loro disgiunzione una "U" rovesciata e, viste di lato, si presentano moderatamente pendenti. Commessura moderatamente evidente e che rappresenta sempre il punto più basso del profilo laterale inferiore del muso. Il pigmento è nero.
  • Guance: Regione masseterina piena ed evidente ma non ipertrofica.

Difetti eliminatori[modifica | modifica wikitesto]

  • Testa: Parallelismo evidente degli assi cranio-facciali, convergenza molto marcata, facce laterali del muso convergenti,prognatismo accentuato e deturpante.
  • Tartufo: Depigmentazione parziale.
  • Coda: Portata a candela o a anello.
  • Statura: Al di sopra o al di sotto dei limiti indicati.
  • Andatura: Ambio continuato.
  • Testa: Divergenza degli assi cranio-facciali, enognatismo, canna nasale decisamente concava o montonina.
  • Tartufo: Depigmentazione totale,la faccia anteriore inclinata all'indietro o essere rialzato rispetto al profilo della canna nasale (frequente negli ipertipi).
  • Occhi: Depigmentazione moderata e bilaterale delle palpebre, gazzuoli, strabismo bilaterale.
  • Organi sessuali: Criptorchidismo, monorchidismo, evidente deficienza di sviluppo di uno o di tutti e due i testicoli. I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.
  • Coda: Anurismo, brachiurismo, sia congeniti che artificiali.
  • Pelo: Semi-lungo, raso, frangiato.
  • Colori: Colori non previsti dallo standard, macchie bianche troppo estese.

Adatto per[modifica | modifica wikitesto]

  • Guardia
  • difesa
  • Compagnia
  • pet therapy

Non adatto per[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://enci.it/documenti/standard/343.pdf
  2. ^ Scheda del Cane corso.
  3. ^ ENCI Standard del Cane corso.
  4. ^ E.N.C.I. - sito ufficiale. URL consultato il 12 giugno 2011.
  5. ^ agraria.it. URL consultato il 12 giugno 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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