Caccia grossa

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Theodore Roosevelt posa accanto al cadavere dell'elefante abbattuto in un safari, ca. 1909-1919.
Cacciatori in posa davanti ai bisonti abbattuti, 1926.
Ernest Hemingway posa accanto al cadavere del leone abbattuto in un safari, 1934.
Rufus Isaacs, I marchese di Reading posa accanto alle tigri abbattute in un battuta di caccia, pre-1935.
Marinai del Terzo Reich in posa con il cadavere dell'orso polare abbattuto durante una spedizione nel nord della Russia, 1943.
Cacciatore con testa di Orso Kodiak sulla schiena, 1957.
Cacciatore in posa accanto al bufalo cafro abbattuto, 2010.
Cadavere di cinghiale caricato su di un'automobile dopo una battuta di caccia grossa, 2011.

Per Caccia grossa s'intende la caccia a prede di grosse dimensioni per il cui abbattimento il cacciatore si trova esposto a rischi maggiori rispetto a quelli comportati dalla "caccia minuta". Le prede solitamente cacciate in simili battute sono: ungulati di grosse dimensioni (cervi, alci, kudu, ecc.), felidi (leoni, tigri e leopardi), bovini (bufali e bisonti), suidi selvatici, orsi ed elefanti.

Il termine, già d'uso in ambito rinascimentale, ebbe grande fortuna nel corso del XIX secolo, quando si diffuse il fenomeno dei safari in Africa (v. Big Five Game) e in India (v. Caccia alla tigre).

Oggigiorno, la caccia grossa prevede il ricorso ad armi da fuoco di "grosso" calibro, come i fucili di tipo "Express".

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Sin dalla Preistoria, l'uomo è stato chiamato a confrontarsi con animali di grandi dimensioni il cui abbattimento andava ben oltre le sue capacità fisiche, mettendo spesso a rischio la sua stessa vita. Fin dal principio, la "caccia grossa" differì quindi notevolmente dalla "caccia minuta" perché là dove la seconda veniva praticata per mere motivazioni nutrizionali, la prima poteva avere anche: (i) motivazioni rituali (da cui il fenomeno della "Caccia ai Trofei"); o (ii) prendere i connotati di una eradicazione sistematica di specie animali ostili/rivali dell'homo sapiens sapiens, come nel caso delle primitive battute di caccia all'orso dettate dal bisogno del clan di cavernicoli di garantirsi una dimora sicura.

In fase protostorica, quando lo sciamanesimo sviluppa o viene sostituito da una forma religiosa più strutturata e si originano le classi sociali, la distinzione tra "caccia minuta" e "caccia grossa" si fa marcatissima, portando alla creazione di due stereotipi: da una parte il "villano" armato di arco che va a caccia di pernici e dall'altra l'"eroe" armato di lancia che uccide e/o cattura il cinghiale, l'orso o il leone.

La mitologia greca è di per sé stessa sufficiente a far comprendere come, alle porte dell'Epoca Storica, la "caccia grossa" sia ormai da intendersi non più come una necessità quanto una missione/vocazione destinata a pochi eletti. Le prede più pericolose del Mondo Ellenico, il cinghiale, il leone ed il cervo, creature legate alle forze oscure e primordiali i cui attributi sono ormai tanto esagerati da farne dei mostri veri e propri, sono destinate all'Eroe, l'unico in grado di domarle ed abbatterle per garantire pace ed ordine al consorzio umano.

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Al principio della Storia propriamente detta, dalla Grecia Classica alla Cina dei Regni Combattenti, la "caccia grossa" è un privilegio riservato alle classi sociali preminenti, non tanto in virtù di una qualche forma di restrizione legale quanto perché gli ottimati sono gli unici a potersi permettere l'equipaggiamento e l'addestramento necessari a questa rischiosa forma di passatempo. Per il popolino, il confronto con animali "pericolosi" è un evento infausto, solitamente dettato da una situazione di emergenza alimentare o di minaccia ai beni ed alle persone.

Tipologie[modifica | modifica sorgente]

Big Five Game[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Big Five Game.

Attrezzatura[modifica | modifica sorgente]

Nel corso dei secoli, l'uomo ha sviluppato specifici equipaggiamenti per la caccia a quegli animali di grandi dimensioni il cui abbattimento, per scopo alimentare e/o rituale, esponeva il cacciatore a seri rischi per la sua incolumità. I parametri di valutazione di queste armi furono: (i) la quantità di danno arrecato alla preda e (ii) la capacità di bloccare l'animale onde impedirgli di caricare/aggredire l'uomo. Molte di queste armi trovarono poi un impiego in ambito bellico.
Armi bianche appositamente sviluppate per la caccia grossa furono: la lancia da cinghiale, la rogatina per la caccia all'orso, le bolas.
Tra le Armi da fuoco si annoverano invece i fucili di tipo "Express" e gli ibridi pistola-fucile come la "Pistola Howdah".

Elenco di grandi cacciatori[modifica | modifica sorgente]

Attivi in Africa[modifica | modifica sorgente]

Attivi in Asia[modifica | modifica sorgente]

  • Kenneth Anderson (UK), cacciatore-scrittore noto per aver abbattuto diversi mangiatori-di-uomini in India Meridionale.
  • Jim Corbett (UK), cacciatore-scrittore noto per aver abbattuto diversi mangiatori-di-uomini.
  • Giorgio V d'Inghilterra cacciò in Nepal nel 1911.

Attivi nelle Americhe[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Oxfordjournals.org. URL consultato il 10 ottobre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Almond, Richard (2003), Medieval Hunting, Sutton, ISBN 0-7509-2162-5.
  • Anderson, Kenneth (1954), Nine maneaters and one rogue, New York, E.P. Dutton & Co. Inc. on line
  • Capstick, Peter H. (1984), Safari, the last adventure, New York, St. Martin's Press, ISBN 978-0-312-69657-3.
  • Foa, Edouard (1899), After Big Game in Central Africa : Records of a sportsman from August 1894 to November 1897, when crossing the Dark Continent from the mouth of the Zambesi to the French Congo, Londra, A&C Black on line.
  • Fossati, S. [e] Allara, R. (2001), Express, l'epoca d'oro, Milano, Ed. Del Conte.
  • Galloni, P. (2000), Storia e cultura della caccia : Dalla preistoria a oggi, Bari-Roma, Laterza, ISBN 88-42-06133-6.
  • Herne, Brian (1999), White Hunters : The Golden Age of African Safari, New York, Henry Holt & Co.
  • Pastoureau, Michel (1999), L'orso : storia di un re decaduto, Torino, Einaudi, ISBN 978-88-061-9172-6.
  • Patterson, John Henry (1907), The Man-eaters of Tsavo, Londra, Macmillan Publishers. Wikisource-logo.svg

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]