Piero Scanziani

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Piero Scanziani (Chiasso, 17 agosto 1908Mendrisio, 27 febbraio 2003) è stato uno scrittore svizzero[1].

Autore di molti libri tradotti in più lingue, ha ottenuto numerosi premi letterari, tra cui nel 1997 il Premio Schiller per l'insieme delle sue opere. È stato per due volte candidato al Premio Nobel per la letteratura negli anni 1986 e 1987. [2][3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del giornalista Antonio Scanziani[4] e di Linda Tenchio, trascorse infanzia e adolescenza tra Losanna, Como e Milano. Iscritto al liceo Parini di Milano, lasciò gli studi classici per esordire nel 1928 come giornalista a Lugano nella Gazzetta Ticinese. Dal 1929 al 1933 è a Roma presso l'Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente (ISMEO). Conobbe in quel periodo il filosofo Massimo Scaligero, di cui divenne amico fraterno.

Nel 1934, nuovamente a Lugano, divenne redattore del settimanale fascista ticinese[5][6]. L'esperienza di redattore del settimanale del poco più che ventenne Scanziani durò un anno: alla fine del 1935 abbandonò la politica e si trasferì nuovamente in Italia, per occuparsi a Milano del settimanale sportivo "Il pugilatore". Nel 1938, alla proclamazione delle leggi razziali, non desiderando che i figli fossero educati in un simile regime, tornò in Svizzera.

Trasferitosi a Berna, durante la seconda guerra mondiale fu responsabile dei servizi italiani della ATS e dei radiogiornali, che furono posti tra i notiziari radiofonici il cui ascolto era proibito dal regime fascista, alla stregua di Radio Londra. Dal 1944 in poi la casa di Scanziani a Berna, in Gutenbergstrasse 45, divenne un luogo abituale d'incontro dei fuorusciti e dei rifugiati antifascisti; tra questi, il commediografo Sem Benelli, l'editore Alberto Mondadori, il giornalista e scrittore Indro Montanelli[6], il senatore Aldo Rossini, il giornalista Nicola Vaccaro (fondatore nel 1947 del quotidiano milanese "Il Corriere Lombardo").

Nel 1945 si trasferì a Roma, quale inviato di numerosi quotidiani svizzeri.

Dal 1958 si diede ai viaggi in Europa, America e Asia (fino all'India e all'Estremo Oriente). Il suo libro sull'evoluzione dell'uomo nelle varie fasi della vita "Avventura dell'uomo", pubblicato dal settimanale "Tempo", con le fotografie di Costantino Della Casa, ebbe un successo tale che gli fece abbandonare il giornalismo per dedicarsi alla letteratura e - brevemente - al cinema. Tra il 1941 e il 1980 pubblicò una ventina di volumi di narrativa e saggistica, fra cui alcuni trattati di cinologia. A lui si deve nel secondo dopoguerra la ricostruzione dell'antico molosso italiano, cioè il mastino napoletano.

Nel 1971 lasciò Roma e andò a vivere a Sagno, un piccolo villaggio del canton Ticino. Il suo dramma "Alessandro" venne trasmesso dalla Televisione svizzera di lingua italiana, e un suo adattamento dalla Radio della Svizzera italiana.

Nel 1978 l'Università dell'Aquila gli conferì la Laurea honoris causa in Lettere. Fra il 1979 e 1980 compì il suo terzo viaggio in India, soffermandosi a Pondicherry nell'Ashram di Shri Aurobindo. Nel 1982 uscì il primo volume della trilogia "L'arte della vita", dal titolo "L'arte della longevità". Nel 1986 e 1987 una commissione internazionale, già presieduta a suo tempo dallo storico delle religioni rumeno Mircea Eliade, presentò la sua candidatura al Premio Nobel per la letteratura[3][2].

Molte le opere critiche su Scanziani, tra le quali va citata "Piero Scanziani - Testimone d'Europa"[7], apparsa in Italia nel 1990 e tradotta e stampata in Inghilterra. Si tratta di una raccolta di testi di venti autori, tra cui Romano Battaglia, Geno Pampaloni, Massimo Scaligero, Arturo Tofanelli e Vittorio Vettori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piero Scanziani, in Dizionario storico della Svizzera.
  2. ^ a b Piero Scanziani, LaRegioneTicino
  3. ^ a b Addio allo scrittore Piero Scanziani candidato svizzero al Nobel
  4. ^ Antonio Scanziani (Balerna 1885 - Roma 1954), giornalista, corrispondente da Roma dell'Agenzia telegrafica svizzera (ATS), presidente della stampa estera a Roma dal 1940 al 1954
  5. ^ Il cattolicesimo ticinese e i fascismi: la Chiesa e il partito conservatore ticinese nel periodo tra le due guerre mondiali, Davide Dosi, Saint-Paul, 1999, ISBN 2827108569, pag. 164
  6. ^ a b L'anno nascosto di Indro Montanelli
  7. ^ Piero Scanziani - A man for Europe - Londra 1991

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1941 - La chiave del mondo
  • 1942 - I cinque continenti
  • 1952 - Felix
  • 1952 - Il cane utile
  • 1952 - Il nuovo cane utile
  • 1952 - 300 razze di cani
  • 1957 - Avventura dell'uomo
  • 1959 - Millenni
  • 1962 - Bestiario
  • 1964 - Il nostro giorno
  • 1965 - L'altra faccia di Adamo
  • 1965 - Alessandro (Teatro)
  • 1968 - Libro bianco
  • 1969 - Entronauti
  • 1972 - Cristo. Testimonianze dei primi cristiani
  • 1972 - Amuleti Talismani Gamahez
  • 1973 - Aurobindo
  • 1981 - L'arte della longevità
  • 1982 - L'arte della giovinezza
  • 1983 - L'arte della guarigione
  • 1990 - Verso l'oriente
  • 1998 - Il fiume

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