Bravi (I promessi sposi)

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I bravi aspettano don Abbondio

« A prima vista si davano a conoscere per individui della specie de' bravi. »

(I promessi sposi, Capitolo I)

I bravi presenti come personaggi nel romanzo I promessi sposi di Alessandro Manzoni sono tutti uomini al soldo di Don Rodrigo ad eccezione del Nibbio, uno dei vari al servizio dell'Innominato.

Elenco[modifica | modifica wikitesto]

Biondino
È uno dei bravi di Don Rodrigo e compare solo nel capitolo XXXIII.

« "Ah traditore infame!... Via, canaglia! Biondino! Carlotto! aiuto! son assassinato!" grida don Rodrigo »

(Cap. XXXIII)
Carlotto
È uno dei bravi di Don Rodrigo e viene citato nel capitolo XXXIII senza avere una descrizione fisica. In questo capitolo Manzoni fa 'entrare in scena' Carlotto.

« "Ah traditore infame!... Via, canaglia! Biondino! Carlotto! aiuto! son assassinato!" grida don Rodrigo »

(Cap. XXXIII)
Grignapoco
Al servizio di Don Rodrigo, proviene dal contado di Bergamo, dove nel locale dialetto il verbo ridere si dice grignà, quindi il bravo è uno che ride poco. Per ingannare Agnese e sviare le indagini, era stato ordinato al Grignapoco di parlare in dialetto durante il rapimento di Lucia Mondella affinché le ricerche si svolgessero a Bergamo.
Griso
È il capo dei bravi al servizio di Don Rodrigo, dal quale ha piena fiducia, complice di molti crimini e malefatte. Pur godendo della stima del padrone, non esita a tradirlo quando quest'ultimo contrae la peste; chiama i monatti perché lo portino al lazzaretto, poi lo deruba e fugge, ma avendo commesso l'imprudenza di toccare i vestiti del padrone si ammala anch'egli di peste, e muore prima di lui.
Montanarolo
È uno dei bravi di Don Rodrigo e viene citato da Manzoni in una riga del Capitolo XX senza aver una descrizione fisica.

« Si levò lo schioppo, e lo consegnò al Montanarolo, come per isgravarsi d’un peso inutile, e salir più lesto »

(Capitolo XX)
Nibbio
È alle dipendenze dell'Innominato e sembra esserne, tra i servitori, il più fidato, l'unico che venga nominato e che ha una parte attiva nella storia.
Nel romanzo appare poche volte, ma la più significativa è nell'occasione del rapimento di Lucia, dove davanti al suo padrone appare turbato dall'umanità della protagonista femminile dell'opera. Questo episodio sembra il prologo della successiva conversione dell'Innominato.
Sfregiato
È uno dei migliori bravi al servizio di Don Rodrigo e viene citato da Manzoni nell'XI capitolo senza una descrizione fisica.

« Piglia con te un paio de’ meglio... lo Sfregiato, e il Tira-dritto; e va di buon animo, e sii il Griso. »

(Capitolo XI)
Squinternotto
È uno dei bravi al servizio di Don Rodrigo. Manzoni non lo descrive fisicamente, ma lo identifica semplicemente come "quarto dei bravi".

« Intanto i tre bravi sopraddetti, e lo Squinternotto ch'era il quarto (oh! vedete che bei nomi, da serbarceli con tanta cura), rimasero coi tre dell’innominato »

(Capitolo XX)
Tanabuso
È uno dei bravi di Don Rodrigo che lo accompagnano al castello dell'Innominato nel capitolo XX.

« Si cavò poi di tasca alcune berlinghe, e le diede al Tanabuso, dicendogli: «voi altri state ad aspettarmi; e intanto starete un po’ allegri con questa brava gente.» »

(Capitolo XX)
Tiradritto
È uno dei migliori bravi al servizio di Don Rodrigo. Viene citato nei capitoli XI e XX, senza essere descritto fisicamente.

« Piglia con te un paio de’ meglio... lo Sfregiato, e il Tira-dritto; e va di buon animo, e sii il Griso. »

(Capitolo XI)

« Don Rodrigo [...] smontò da cavallo, e buttò la briglia al Tiradritto, uno del suo seguito. »

(Capitolo XX)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Manzoni, I promessi sposi, 1840.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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