Antennaria (botanica)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Antennaria
Antennaria dioica.jpg
Sempiterni di montagna
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Inuleae
Genere Antennaria
Gaertner, 1791
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Gnaphalieae
Specie

Vedi: Specie di Antennaria

Antennaria Gaertner, 1791 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae (tribù Gnaphalieae), note come sempiternii, dall'aspetto di piccole piante erbacee, perenni con foglie bianco – argentee, fusto tomentoso e infiorescenza a capolini non molto vistosi.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere (antennaria) deriva da "antenna" a causa dell'aspetto a piumetto setaceo dei peli del pappo, molto simili alle antenne di alcune farfalle. Tale denominazione fu proposta dal botanico Giuseppe Gaertner (nome italianizzato) nel 1791.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Le piante di questo genere sono dioiche, quindi ogni pianta può produrre solo fiori di sesso maschile oppure di sesso femminile; ma si possono trovare anche colonie miste (rare), e si possono riprodurre anche senza fecondazione.
Queste piante presentano anche un certo dimorfismo sessuale: infatti i fiori maschili sono più piccoli e incolori (bianco – grigi), mentre i fiori femminili sono più grandi e colorati.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

La radici consistono in rizomi legnosi con o senza stoloni.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

Il fusto di queste piante non è molto alto: al massimo raggiunge i 50 cm. Ci sono anche esempi di specie nane alte non più di 10 cm. In genere il fusto è tomentoso.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

  • Foglie basali: sono in prevalenza spatolate e bianco - cotonose nella pagina inferiore. Dimensione delle foglie : 2 – 5 cm.
  • Foglie cauline: sono sessili a disposizione alterna e di tipo lanceolato – lineare.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'infiorescenza e formata da capolini poco numerosi i cui fiori sono raccolti alla sommità dello stelo.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

I capolini (come in tutte le Asteraceae) sono composti da diversi fiori, in questo caso sono tutti tubulosi (e non ligulati).
Il colore dei fiori (bianchi o grigio – argentati per i fiori maschili e rosato per quelli femminili) è dato dall' involucro bratteale e non dalla corolla come avviene normalmente.
I capolini hanno la caratteristica di essere persistenti.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Piccolo achenio cilindrico coronato da un piumino e dal pappo formato da peli più o meno lisci.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Le “Antennarie” sono diffuse (oltre che in Europa) nel Nord America e America australe (zone a clima freddo – temperato in regioni prossime al Polo Antartico).
In Italia le troviamo soprattutto nel nord (sulle Alpi) e meno spesso sugli Appennini settentrionali. Vegetano nei luoghi erbosi, pascolivi o rupestri.

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Il genere Antennaria comprende circa una cinquantina di specie perenni in maggioranza extra-tropicali, ma anche spontanee della flora dei diversi paesi europei ed in altre parti simile nel Mondo. Due sono le specie endemiche italiane : Antennaria dioica e Antennaria carpathica.
Alcuni autori raggruppano le “Antennarie” nella tribù delle Inuleae e nella categoria dei "semprevivi" in quanto i capolini sono persistenti (duri e rigidi) anche per parecchio tempo successivo alla fioritura e alla raccolta. In altre classificazioni le “Antennarie” si fanno appartenere alla tribù delle Gnaphalieae. In effetti le nostre piante sono molto simili al genere Gnaphalium (chiamato volgarmente Canapicchia), queste ultime però sono annue e non sono dioiche.
Le “Antennarie” appartengono alla sottofamiglia delle Asteroideae (chiamata anche Tubuliflorae) in quanto nella parte centrale del capolino i fiori sono di tipo tubuloso(più precisamente il nostro genere ha capolini con soli fiori tubulosi).

Essendo quello del giardinaggio l'unico interesse per queste piante può essere utile vedere come i giardinieri organizzano il genere. Questo infatti viene diviso in due gruppi fondamentali:

Tra i giardinieri è nota anche la pianta Antennaria margaritacea, che però appartiene al genere Anaphalis.

Alcune specie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Specie di Antennaria.

Di seguito un elenco di alcune specie con una breve descrizione:

  • Antennaria alpina (L.) Gaertner: è una pianta erbacea perenne che raggiunge al massimo i 15 cm di altezza; i capolini hanno delle brattee acuminate di colore verde – brunastro. È nativa delle regioni subartiche dell'emisfero boreale. Al sud (sempre ad alta quota) si estende fino in Scandinavia e nelle Montagne Rocciose (Montana).
  • Antennaria carpathica (Wahlenb.) Bl. et Fing – Sempiterni del calcare: non ha stoloni; le foglie basali sono lanceolate – lineari; le squame dell'involucro bratteale sono di colore bruno. In Italia si trova solamente al nord ad alta quota (dai 2000 m s.l.m. in su).
  • Antennaria dioica (L.) Gaertner – Sempiterni di montagna: possiede dei stoloni orizzontali epigei; le foglie basali sono spatolate (arrotondate e a volte mucronate all'apice); le squame sono bianche (fiori maschili) o rosee (fiori femminili). Nella farmacopea italiana questa pianta è nota col nome “Antennariae flores” per le sue proprietà colagoghe, espettoranti, diaforetiche e emollienti. Per questo scopo vengono raccolti solamente i capolini tra giugno e luglio.
  • Antennaria plantaginifolia (L.) Richardson – Tabacco di donna: è originaria dell'America del Nord (Canada e Stati Uniti) e si trova nei margini dei boschi e nelle colline brulle. È conosciuta come rimedio domestico, bollita nel latte, per la dissenteria e la diarrea. È reputata inoltre efficace contro i morsi dei rettili velenosi.

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

Molte specie di questo genere vengono usate come cibo di alcuni lepidotteri come Coleophora pappiferella (genere di falene della famiglia delle Coleophoridae ) che si nutre solamente della Antennaria dioica oppure Schinia verna (altro genere di falene appartenenti alla famiglia delle Noctuidae).

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Le “Antennarie” sono usate in erboristeria, mentre nel giardinaggio sono state introdotte nella seconda metà del secolo XVIII soprattutto per bordure e l'arte del mosaicoltura in giardini alpini o comunque rocciosi. Hanno tuttavia uno scarso valore ornamentale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 140.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 35, ISBN 88-506-2449-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Botanica Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica