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Afriqiyah Airways

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Afriqiyah Airways
Afriqiyah Airways Logo.gif
Compagnia aerea maggiore
Codice IATA8U
Codice ICAOAAW
Identificativo di chiamataAFRIQIYAH
Descrizione
HubTripoli
Programma frequent flyerRahal
Flotta9 (+13 ordini)
Destinazioni9
Azienda
Fondazione2001 a Tripoli
StatoLibia Libia
SedeTripoli
Sito web
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Un Airbus A320-200 di Afriqiyah Airways con la vecchia livrea

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Un Airbus A320-200 di Afriqiyah Airways con la livrea adottata nel 2012

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Afriqiyah Airways (in lingua araba: الخطوط الجوية الأفريقية) è una compagnia aerea libica di proprietà dello stato che ha base operativa all'Aeroporto di Tripoli. Il vecchio simbolo della compagnia (9.9.99) evocava la data della firma della Dichiarazione di Sirte che ha sostanzialmente dato vita all'Unione Africana.[1] Afriqiyah Airways è membro della Arab Air Carriers Organization (Organizzazione Araba dei Trasporti Aerei).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Afriqiyah Airways è stata fondata nell'aprile 2001 da una joint venture tra il Governo libico e Blue Panorama.[2] I primi voli sono stati effettuati il 1º dicembre dello stesso anno utilizzando Boeing 737-400 ceduti in leasing dal vettore italiano.[3]

Nel luglio 2006 Afriqiyah Airways ha firmato un memorandum d'intesa con Airbus per l'acquisto di sei A320, tre A319 (con opzione su altri cinque) e tre A330-200 (con un'opzione su altri tre).[4] Il primo A319 è stato consegnato l'8 settembre 2008.

I nuovi A319 e A320 sono entrati in servizio sulla rete internazionale di Afriqiyah, che dalla base di Tripoli raggiungeva diciassette destinazioni in Nord Africa, Medio Oriente ed in Europa (Parigi, Bruxelles, Londra, Roma e Amsterdam); i più grandi A330 sono stati invece utilizzati per raggiungere il Sud Africa e l'Asia.[5]

Nell'ottobre 2010 Afriqiyah Airways e Libyan Airlines (l'altra compagnia di bandiera della Libia) hanno iniziato una trattativa per fondersi in un'unica compagnia aerea;[6] sospese durante la guerra civile, le trattative sono riprese nel 2012.[7] Proprio a causa della guerra, ed in seguito alla Risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la compagnia ha dovuto sospendere tutti i voli a partire dal 17 marzo 2011.[8]

Nel novembre 2012 la compagnia ha annunciato di aver effettuato un ordine per 10 Airbus A350-900; le prime consegne sono previste per il 2020.[9] Il 19 dicembre 2012 la compagnia ha svelato una nuova livrea che presenta una fusoliera bianca e tre strisce orizzontali blu su fondo nero sulla deriva di coda.[10]

Destinazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ad aprile 2017 la rete di Afriqiyah Airways comprendeva solamente una piccola parte delle destinazioni operate prima della guerra civile.[11]

Libia Libia

Ghana Ghana

Mali Mali

Niger Niger

Sudan Sudan

Tunisia Tunisia

Arabia Saudita Arabia Saudita

Giordania Giordania

Turchia Turchia

Flotta[modifica | modifica wikitesto]

Ad aprile 2017 la flotta di Afriqiyah Airways è così composta:[12]

Flotta Afriqiyah Airways
Aerei In servizio In ordine Passeggeri
(Business/Economy)
Note
Airbus A319-111
3
-
112 (16/96)
Airbus A320-214
6
-
142 (16/126)
Airbus A300B4-620
1
-
-
Cargo
Airbus A330-203
3
-
230 (30/200)
Airbus A340-213
1
-
-
Governativo
Airbus A350-900 XWB
-
10

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

5A-ONG, il velivolo coinvolto nell'incidente del Volo 771.
  • Il 12 maggio 2010 l'Airbus A330 codice di registrazione 5A-ONG ed operante il volo Afriqiyah Airways 771 è precipitato durante la fase di atterraggio all'aeroporto di Tripoli, causando la morte di 104 delle 105 persone a bordo. Le indagini svolte dall’Ente nazionale per l'aviazione civile della Libia hanno stabilito che l'incidente era stato causato dalla mancanza di coordinazione tra i piloti nell'eseguire la riattaccata in seguito al mancato avvicinamento dovuto alla scarsa visibilità.[13]
  • Il 25 agosto 2011 l'Airbus A300-600 5A-IAY è stato distrutto durante la Battaglia di Tripoli (Prima guerra civile).[14] Un altro velivolo, l'A320 5A-ONK, è stato invece colpito ad un'ala da una granata ma non è mai stato riparato ed è stato parcheggiato in un settore remoto dell'aeroporto di Tripoli.[15]
  • Il 20 luglio 2014, mentre era parcheggiato all'aeroporto di Tripoli, l'Airbus A330 5A-ONF è stato colpito e distrutto da un missile durante la Seconda guerra civile.[16]
  • Il 23 dicembre 2016 l'Airbus A320 5A-ONB è stato dirottato durante un volo da Sebha a Tripoli. Due uomini, sostenendo di essere in possesso di una granata, hanno ordinato ai piloti di dirigersi verso Malta; atterrati all'aeroporto Internazionale di Luca alle 11:32 locali, alle 13:50 hanno cominciato a rilasciare i passeggeri ed alla fine del pomeriggio si sono arresi.[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Afriqiyah Airways, su rzjets.net. URL consultato il 19 aprile 2017.
  2. ^ (EN) Libya enters Africa airline dogfight, su news.bbc.co.uk, 2 maggio 2002. URL consultato il 3 aprile 2017.
  3. ^ (EN) Afriqiyah Airways fleet, su rzjets.net. URL consultato il 19 aprile 2017.
  4. ^ (EN) Afriqiyah Airways orders up to six A330s and 14 Airbus A320 Family aircraft, su airbus.com, 18 luglio 2006. URL consultato il 19 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2007).
  5. ^ (EN) Gunter Endres, Libya to restructure air transport sector, su flightglobal.com, 20 maggio 2008. URL consultato il 19 aprile 2017.
  6. ^ (EN) Ali Shuaib, Libya's airlines expect to merge soon, su af.reuters.com, 19 settembre 2010. URL consultato il 19 aprile 2017.
  7. ^ (EN) Mahmoud Habboush, Libya wants to merge national airlines: minister, su reuters.com, 5 gennaio 2012. URL consultato il 19 aprile 2017.
  8. ^ (EN) Security Council Approves ‘No-Fly Zone’ over Libya, su un.org, 17 marzo 2011. URL consultato il 21 aprile 2017.
  9. ^ (EN) Libya’s economy recovers as airlines restore networks post-revolution, su centreforaviation.com, 10 dicembre 2012. URL consultato il 21 aprile 2017.
  10. ^ (EN) Tom Little, Afriqiyah launches new logo, su Lybia Herald, 20 dicembre 2012. URL consultato il 21 aprile 2017.
  11. ^ (EN) Afriqiyah Airways destinations, su 8u.fltmaps.com. URL consultato il 21 aprile 2017.
  12. ^ (EN) Afriqiyah Airways Fleet Details and History, su planespotters.net. URL consultato il 21 aprile 2017.
  13. ^ (EN) Accident description, su aviation-safety.net, 12 maggio 2010. URL consultato il 21 aprile 2017.
  14. ^ (EN) Accident description, su aviation-safety.net. URL consultato il 21 aprile 2017.
  15. ^ (EN) Accident description, su aviation-safety.net. URL consultato il 21 aprile 2017.
  16. ^ (EN) Accident description, su aviation-safety.net. URL consultato il 21 aprile 2017.
  17. ^ (EN) Accident description, su aviation-safety.net. URL consultato il 21 aprile 2017.

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