50000 Quaoar

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Quaoar
(50000 Quaoar)
Quaoar PRC2002-17e.jpg
Scoperta 4 giugno 2002
Scopritori Chad Trujillo
Michael Brown
Classificazione Oggetto transnettuniano
Famiglia Cubewano
Classe spettrale B-V: 0,94
V-R: 0,64
Parametri orbitali
(all'epoca JD 2453300,5)
Semiasse maggiore 6 493 296 000 km
43,405 UA
Perielio 6 270 316 000 km
41.914 UA
Afelio 6 716 275 000 km
44,896 UA
Periodo orbitale 285,97 anni
Velocità orbitale

4,52 km/s (media)

Inclinazione
sull'eclittica
7,983°
Eccentricità 0,034
Longitudine del
nodo ascendente
188,791°
Argom. del perielio 154,850°
Anomalia media 273,737°
Par. Tisserand (TJ) 5,836 (calcolato)
Satelliti 50000 I Weywot
Dati fisici
Dimensioni 1260 ± 190 km
Massa
1,0-2,6 × 1021 kg
Densità media 2,0 × 103 kg/m³?
Acceleraz. di gravità in superficie 0,276-0,376 m/s²
Velocità di fuga 523-712 m/s
Periodo di rotazione 17,6788 h
Temperatura
superficiale
~43 K (media)
Albedo >0,10
Dati osservativi
Magnitudine ass. 2,6

50000 Quaoar è un oggetto transnettuniano di grandi dimensioni che orbita attorno al Sole su di un'orbita quasi circolare, con un semiasse maggiore pari a circa 6 miliardi e mezzo di chilometri. Si tratta di un planetoide relativamente freddo, di dimensioni approssimativamente pari ai due terzi di quelle di Plutone.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Quaoar fu scoperto il 4 giugno 2002 dagli astronomi Chad Trujillo e Michael Brown del California Institute of Technology di Pasadena (California) tramite immagini acquisite dal Telescopio Samuel Oschin dell'Osservatorio Palomar. La scoperta venne annunciata il 7 ottobre 2002, ad un incontro dell'American Astronomical Society. La prima immagine di Quaoar in assoluto è tuttavia risultata essere una fotografia ripresa il 25 maggio 1954 dall'Osservatorio Palomar.

Il nome del planetoide segue le regole stabilite dall'Unione Astronomica Internazionale, che prescrive nomi di divinità della creazione per tutti gli oggetti del sistema solare esterno. Esso deve il suo nome a Quaoar, una divinità della creazione del popolo americano Tongva, nativo dell'area di Los Angeles, dove la scoperta è stata effettuata. In precedenza, Quaoar era identificato attraverso la designazione provvisoria 2002 LM60.

Parametri orbitali[modifica | modifica sorgente]

Quaoar possiede un'orbita quasi circolare, con un raggio di circa 40 UA, a differenza di quella molto eccentrica di Plutone. Similmente a Nettuno, Quaoar orbita costantemente fra il perielio e l'afelio dell'orbita di Plutone, di modo che periodicamente uno dei due oggetti viene a trovarsi più lontano dal Sole rispetto all'altro.

Con un diametro stimato di circa 1200 chilometri, pari a circa un decimo di quello della Terra o un terzo di quello lunare, al momento della scoperta Quaoar era il più grande oggetto scoperto nel sistema solare dal 1930 (anno della scoperta di Plutone), ed anche il più grande oggetto della fascia di Edgeworth-Kuiper conosciuto (soppiantato più tardi da Sedna, Eris ed altri). Il volume di Quaoar è superiore a quello di tutti gli asteroidi della fascia principale messi insieme.

Superficie[modifica | modifica sorgente]

Si suppone che Quaoar sia formato da un miscuglio di roccia e ghiaccio, così come gli altri oggetti della fascia di Kuiper. Esso è tuttavia caratterizzato da un'albedo insolitamente bassa (circa 0,1), che denuncia la probabile assenza di ghiaccio sulla sua superficie.

Nel 2004, gli scienziati furono sorpresi nel trovare tracce di ghiaccio cristallino su Quaoar, il che indicherebbe che la sua temperatura superficiale alcune volte durante gli ultimi dieci milioni di anni sarebbe salita fino ad almeno 110 K; allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile determinare quale causa possa aver portato ad un simile aumento della temperatura dal suo valore naturale di 55 K. Le teorie più comuni ipotizzano una pioggia di micro-meteore o fenomeni di natura criovulcanica, forse alimentati dal decadimento di elementi radioattivi all'interno del nucleo del planetoide. (Jewitt & Luu, 2004)

Satellite[modifica | modifica sorgente]

Raffigurazione artistica di Quaoar e del suo satellite Weywot.

Quaoar ha un satellite conosciuto, Weywot, detto (50000) Quaoar I Weywot. La sua scoperta venne documentata in IAUC 8812 del 22 febbraio 2007.[1][2]

L'orbita del satellite non è ancora stata determinata. Il satellite ha una differenza di magnitudine assoluta di 5,6.[3]
Ha un'albedo simile a Quaoar e un diametro di 95 ± 24 km.
Il suo colore marrone è dato forse da collisioni con frammenti di Quaoar, che nel processo hanno formato il mantello di ghiaccio.

Prende il nome da una divinità Tongva: Weywot, figlio di Quaoar.[4] Il nome fu reso ufficiale nell'MPC #67220 pubblicato il 4 ottobre 2009.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Daniel W. E. Green, IAUC 8812: Sats OF 2003 AZ_84, (50000), (55637), (90482), International Astronomical Union Circular, 22 febbraio 2007. URL consultato il 26 marzo 2009.
  2. ^ Wm. Robert Johnston, (50000) Quaoar, Johnston's Archive, 25 novembre 2008. URL consultato il 26 maggio 2009.
  3. ^ Distant EKO The Kuiper Belt Electronic newsletter, March 2007
  4. ^ "Heavenly Bodies and the People of the Earth", Nick Street, Search Magazine, July/August 2008
  5. ^ MPC 67220

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jewitt DC, Luu J (2004), Crystalline water ice on the Kuiper belt object (50000) Quaoar, Nature, 432(7018): 731-3. PMID 15592406

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Asteroidi del sistema solare L'asteroide 951 Gaspra


Satelliti: 50000 I Weywot


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