È stato il figlio

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È stato il figlio
E' stato il figlio.jpg
La famiglia Ciraulo riceve i 220 milioni
Titolo originaleÈ stato il figlio
Lingua originaleitaliano, siciliano
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno2012
Durata90 min.
Generecommedia, drammatico, grottesco
RegiaDaniele Ciprì
SoggettoRoberto Alajmo (omonimo romanzo)
SceneggiaturaDaniele Ciprì, Massimo Gaudioso
ProduttoreAlessandra Acciai, Giorgio Magliulo, Francesco Tatò
FotografiaDaniele Ciprì
MontaggioFrancesca Calvelli
Effetti specialiTiberio Angeloni, Franco Galiano Paolo Galiano
ScenografiaMarco Dentici
CostumiGrazia Colombini
Interpreti e personaggi

È stato il figlio è il primo film realizzato dal solo Daniele Ciprì (in genere in coppia con Franco Maresco), nel 2012, tratto dal romanzo omonimo di Roberto Alajmo.

Alla 69ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il film, proiettato in versione originale (italiano e siciliano) con sottotitoli in inglese il 1º settembre 2012, ha ottenuto dalla giuria il premio "per il miglior contributo tecnico", consegnato in data 8 settembre a Daniele Ciprì per la fotografia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un uomo, seduto in un ufficio postale, racconta alle persone in attesa le vicende di una famiglia disagiata, composta da Nicola Ciraulo, con la moglie Loredana ed i figli Tancredi e Serenella, che vivono insieme ai nonni, Fonzio e Rosa, in una continua precarietà. La vita della famiglia viene sconvolta dalla morte di Serenella, colpita da un proiettile vagante. L'uccisione della piccola apre uno spiraglio inatteso: il risarcimento economico che lo Stato riserva alle vittime di mafia. Il denaro, però, tarda ad essere erogato e la famiglia è costretta a rivolgersi ai prestiti di un usuraio. Infine arriva la grossa somma che, decurtata dall'importo da restituire all'usuraio, basta ai Ciraulo per procedere al grande investimento che dovrebbe riscattare la vita misera della famiglia: l'acquisto di una lussuosa automobile. L'arrivo della Mercedes segna la rovina della famiglia. Nicola infatti sviluppa fin da subito un'ossessione per l'auto nuova, prima pulendole la carrozzeria più volte al giorno fino ad arrivare a svegliarsi nel cuore della notte ad ogni minimo rumore per timore che qualcuno possa rubargli l'auto. Arriva anche al punto di trascurare il lavoro pur di non separarsi dall'auto.

Ma la tragedia è dietro l'angolo; sotto esortazione del cugino Masino, Tancredi ruba la macchina del padre per andare al cinema insieme a questi, ma tornando a casa graffia accidentalmente la carrozzeria della Mercedes. Il mattino seguente Nicola scopre il danno, e colto da una rabbia cieca inizia a picchiare selvaggiamente il figlio; Masino accorre in aiuto del cugino, e dopo esser stato colpito dall'incollerito zio, lo uccide a colpi di pistola. La famiglia di Tancredi decide, però, di addossare la colpa dell'omicidio del capofamiglia a Tancredi, ben consapevoli che, morto Nicola, l'unico in grado di mantenerli è proprio Masino che per questa ragione non può andare in carcere per l'omicidio dello zio. Tancredi dopo molte proteste accetta infine, e passivamente, il ruolo di capro espiatorio e aspetta l'arrivo dei carabinieri per farsi arrestare.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la storia sia ambientata a Palermo (allo ZEN e alla Kalsa), il film è stato girato nella città di Brindisi, per via del finanziamento ottenuto dalla Apulia Film Commission[1]. Le riprese si sono tenute nei quartieri popolari Paradiso (piazza Antonio de Ferraris)[2], Commenda (Posta) e Bozzano, a Mesagne, San Pancrazio Salentino, e in altri Comuni della provincia brindisina.

Il film è una coproduzione italo-francese della Passione e Babe Films, in collaborazione con Rai Cinema e Palomar, a sua volta in associazione con Aleteia Communication Faro Film.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il costo del film è stimato in 2.100.000 euro. La pellicola, disponibile nelle sale dal 14 settembre 2012, è distribuita da Fandango. In Italia ha incassato 875.084 euro.[3]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonella De Luca, Senzacolonne, 26 luglio 2012.
  2. ^ Piazza Antonio de Ferraris, su Google Maps. URL consultato il 30 dicembre 2017.
  3. ^ It Was the Son (2012) - Box office / business

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]