Yehuda Alharizi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

Yehuda ben Solomon Alharizi, noto anche come Judah ben Solomon Harizi (יהודה בן שלמה אלחריזי in ebraico), oppure Yahya bin Sulaiman bin Sha'ul abu Zakaria al-Harizi al-Yahudi min ahl Tulaitila (يحيا بن سليمان بن شاؤل أبو زكريا الحريزي اليهودي من أهل طليطلة in arabo) (Toledo, 1165Aleppo, 1225), è stato un poeta spagnolo ebreo, ricordato anche come traduttore, rabbino e viaggiatore.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in Spagna, ma viaggiò lungamente in Oriente e grazie alla sua permanenza nei paesi arabi e medio-orientali introdusse nella terra iberica la maqama, ossia il bozzetto breve e a sfondo realistico trascritto nello stile e nella forma di prosa rimata. Questo trasferimento letterario si concluse con la nascita dell'equivalente mechbareth nell'ambito della lirica ebraica.[1]

Appartenne alla corrente razionalistica ebraica, e si mise in evidenza per le traduzioni delle opere di Maimonide, dal Commentario sul Mishnah alla Guida dei perplessi, così come per quelle delle liriche del poeta arabo al-Hariri, racchiuse nella raccolta intitolata Machberoth Ithi'el. Queste sue traduzioni servirono da "ponte" di collegamento culturale per la diffusione di queste opere nel mondo europeo cristiano.

Tra le sue opere originali, risaltò il brillante Thachkemoni ("Il Sapiente", 1220), formato da una forma alternata in prosa e in poesia e caratterizzato da felici spunti autobiografici e da informazioni esaustive riguardanti il mondo culturale a cavallo del 1200, i dibattiti del suo tempo, le condizioni di vita in Gerusalemme, immersi in una atmosfera umoristica. Gli episodi narrati si contraddistinsero per la presenza contemporanea del protagonista e del narratore, che era lo stesso autore.

Inoltre compose una raccolta di virtuosi versi ruotanti scherzosamente intorno ai vocaboli omofoni, intitolata Anaq ("Il monile"), ispirata dalla tecnica araba chiamata tajnis, ossia allitterazione.

Di una certa importanza risultarono anche i suoi canti religiosi e profani, grazie soprattutto alle soluzioni linguistiche ed alla ricercatezza metrica, tutte tese verso l'obiettivo di raggiungere la perfezione esistenziale attraverso quella verbale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le muse, De Agostini, Novara, 1965, Vol.IIi, pag.235

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Wolfgang Kluxen, Untersuchung und Texte zur Geschichte des lateinischen Maimonides, Diss. Köln 1951.
  • George Vajda, Un abregé chrétien du `Guide des égarés´, JAS 248 (1960) 115-136.
  • Saul Isaak Kaempf, Die ersten Makamen aus dem Tachkemoni des Charisi, Berlino, 1845

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 88896884 LCCN: n/85/002111

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie