Vettor Pisani (sommergibile)

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Vettor Pisani
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Tipo sommergibile
Classe Pisani
Proprietario/a Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
Cantiere Cantiere Navale Triestino-Monfalcone
Impostata 16 novembre 1925
Varata 24 novembre 1927
Entrata in servizio 16 giugno 1929
Radiata 1º febbraio 1948
Destino finale demolito
Caratteristiche generali
Dislocamento in superficie 880 t
in immersione 1058 t[1]
Lunghezza 68,2 m
Larghezza 6,09 m
Pescaggio 4,3 m
Profondità operativa 100 m
Propulsione 2 motori termici diesel da 3000 hp complessivi
2 motori elettrici da 1100 hp totali
Velocità in superficie 17,3 nodi
in immersione 9,2 nodi
Autonomia 4230 miglia a 9,3 nodi in superficie
70 miglia a 4 nodi in immersione
Equipaggio 49
Armamento
Armamento artiglieria:

siluri:

dati presi da Uomini sul fondo di Giorgio Giorgerini, [2] [3] e [4]

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Il Vettor Pisani è stato un sommergibile della Regia Marina.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel giugno 1929, appena entrato in servizio, costituì la V Squadriglia Sommergibili di Media Crociera di Napoli assieme ai tre gemelli[4].

L'anno seguente svolse un viaggio in Mediterraneo orientale, svolgendo attività di addestramento[4].

Cambiò poi base con La Spezia (1935) e Lero (1936), venendo assegnato alla II Squadriglia del VI Grupsom[4].

Prese clandestinamente parte alla guerra di Spagna con lo svolgimento di una singola missione, durante la quale lanciò infruttuosamente due siluri contro una nave[4].

Nel 1938 fu assegnato – insieme ai gemelli – alla XXXI Squadriglia del III Grupsom di Messina[4].

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, al comando di Junio Valerio Borghese, svolse due sole missioni offensive, la prima negli ultimi dieci giorni di giugno 1940 e la seconda nella decade centrale di luglio, entrambe a ovest di Malta; non avvistò comunque navi avversarie[4].

Compì anche alcuni agguati difensivi lungo le coste italiane fino alla fine del 1940, quando fu destinato alla Scuola Sommergibili di Pola, per la quale svolse 286 missioni addestrative, oltre ad alcuni pattugliamenti antisommergibile[4].

In tutto, dall'inizio della guerra all'armistizio, compì 12 missioni offensivo-esplorative, 286 addestrative e 9 di trasferimento, navigando in tutto per 4759 miglia in superficie e 286 in immersione[4].

In seguito all'armistizio (al momento ne era comandante il capitano di corvetta Mario Resio) si trasferì a Taranto e da lì, nell'ottobre 1943, a Napoli[4].

Nel gennaio 1944 si spostò poi ad Augusta e due mesi dopo di nuovo a Taranto; svolse ancora attività addestrativa sino al termine del conflitto, quando fu posto in disarmo[4].

Radiato il 1º febbraio 1948, fu avviato alla demolizione[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Trentoincina
  2. ^ Da Navypedia.
  3. ^ :: Museo della Cantieristica ::
  4. ^ a b c d e f g h i j k l :: Museo della Cantieristica ::
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