Vasilij Ulrich

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Vasilij Vasil'evič Ulrich in russo: Василий Васильевич Ульри? (Riga, 13 luglio 1889Mosca, 7 maggio 1951) è stato un giurista sovietico.

Nato in Lettonia, allora parte dell'Impero russo, membro della Ceka dopo la Rivoluzione russa, Vasilij Ulrich fu giudice di tribunali militari. In qualità di presidente del Tribunale del collegio militare della Corte suprema dell'Unione Sovietica diresse i maggiori processi delle grandi purghe staliniane nella seconda metà degli anni trenta.[1] In questi processi furono giudicati e condannati alla pena capitale alcuni tra i massimi esponenti del PCUS: Kamenev, Zinov'ev, Radek, Bukharin, Rykov. Tra le sue vittime anche Jagoda già capo della NKVD, il Commissariato del popolo per gli affari interni.

Fu, probabilmente, presidente del collegio giudicante, composto dai marescialli Bljucher e Budënnyj e altri cinque comandanti di armata e corpo di armata, nel "processo dei generali dell'Armata Rossa"[2] che vide quale imputato principale il vice commissario alla difesa maresciallo Michajl Tuchačevskij.

Allontanato dalla sua carica da Stalin nel 1948, ebbe un incarico nell'Accademia militare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aleksandr Solženicyn nel suo Arcipelago Gulag lo descrive ironicamente "... il bonaccione Ulrich, basso di statura, grassoccio. Non tralascia un'occasione di scherzare non solo con i colleghi, ma anche con i detenuti..." (Opera citata, edizione Oscar Mondadori, volume I, anno 2007, pag. 294).
  2. ^ Fonte: Robert Conquest, Opera citata, pagina 328.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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