Tristano & Isotta (film 2006)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Tristano e Isotta (film 2006))
Tristano & Isotta
Tristano e Isotta.png
Tristano (James Franco) e Isotta (Sophia Myles)
Titolo originale Tristan & Isolde
Paese di produzione Germania, Gran Bretagna, USA
Anno 2006
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere epico, romantico, drammatico
Regia Kevin Reynolds
Sceneggiatura Dean Georgaris
Fotografia Artur Reinhart
Montaggio Peter Boyle
Musiche Anne Dudley
Scenografia Mark Geraghty
Costumi Maurizio Millenotti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Tristano & Isotta (Tristan & Isolde) è un film del 2006 diretto da Kevin Reynolds, con James Franco e Sophia Myles. Il film è uscito nelle sale cinematografiche il 7 aprile 2006.

La storia si ispira al celebre mito di Tristano ed Isotta.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film è ambientato nell'Alto medioevo, successivamente alla caduta dell'Impero romano d'Occidente: un'alleanza di tribù britanniche guidata da Lord Mark tenta di opporsi agli attacchi dell'Irlanda. Durante un assalto a sorpresa, gli irlandesi compiono un massacro: in battaglia Lord Mark salva il giovane orfano Tristano (al prezzo di una grave mutilazione alla mano), che poi alleverà come un figlio.

Contemporaneamente, in Irlanda, Isotta è una giovane bambina poco amata dal padre, il re Donnchadh. La madre della piccola è appena morta per malattia. A consolare la piccola resta solo la balia Brogne.

Molti anni dopo, Tristano, che nel frattempo è diventato un giovane e fiero cavaliere, partecipa ad una spedizione militare da lui stesso pianificata: in uno scontro, uccide un guerriero nemico, ma viene gravemente ferito dall'arma avvelenata dell'irlandese. Credendolo morto, i suoi cari lo lasciano alla deriva su una barca, che lo conduce sulle coste dell’Irlanda, dove la bella e triste Isotta, promessa in sposa ad un rude combattente dell'esercito del padre, Morholt, lo trova in fin di vita e lo cura di nascosto. Quando il ragazzo riprende i sensi, la principessa si presenta sotto falso nome, nascondendo la sua vera identità. Tra i due nasce un amore potentissimo ma clandestino, che strazierà i due giovani quando Tristano sarà costretto a fuggire dall'Irlanda, essendo lui l'assassino del brutale promesso di Isotta. Tornato in Cornovaglia, è onorato come eroe, ma la sua mente continua a pensare all'amata.

Complottando per dividere e conquistare la Gran Bretagna, il re irlandese organizza un torneo aperto anche agli inglesi, offrendo come dono la mano della figlia in vista di una futura alleanza. Tristano, non sapendo la vera identità dell'amata, si propone al posto di Mark nel torneo indetto dal re nemico, con la promessa di vincere in premio una sposa e una regina che al suo fianco garantirà l'unione di tutte le tribù inglesi. Dopo aver vinto il torneo, scopre che la promessa sposa è proprio Isotta, ma mantiene la parola permettendo il matrimonio tra il suo re e la donna amata.

L'amore tra i due giovani non riesce a spegnersi di fronte ai sensi di colpa verso Mark, sposo buono e tradito, e verso loro stessi e la passione che li lega. Dopo alcuni incontri segreti, Tristano vuole porre fine alla loro relazione, ma i due vengono scoperti a causa di alcuni rivali di Mark. Questi, urtati dal tradimento insito tra i suoi stessi cari, lo abbandonano promettendogli guerra. Il re, deluso e avvilito, dapprima imprigiona Tristano e Isotta, ma poi offre ad entrambi la possibilità di andarsene, dopo essere stato messo a conoscenza dalla ragazza del più lontano incontro con Tristano sulle coste irlandesi: "Il mio cuore è stato suo, sin dal primo momento".

La guerra è alle porte del castello di Lord Mark. Tristano, nonostante la possibilità di fuga, resta accanto al suo re sino alla fine. Entrando da una porta nascosta sul retro della fortezza, difendende il suo re e i compagni con estremo coraggio. Viene però colpito e muore, per il regno e l'onore, tra le braccia dell'amata, che poco dopo scompare e nessuno la rivedrà mai più.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]