The Housemartins

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The Housemartins
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Indie pop
Alternative rock
Periodo di attività 1983-1988
Album pubblicati 3
Studio 2
Raccolte 5

Gli Housemartins sono stati una band indie pop inglese, attiva a metà degli anni ottanta.

Originari di Hull, cittadina inglese dell'East Riding of Yorkshire, e artefici di un sound che coniugava elementi tipicamente soul con arrangiamenti chitarristici e melodie tipiche della tradizione pop rock britannica, gli Housemartins seppero combinare l'impegno politico-sociale dei loro testi con il gusto spiccatamente pop delle loro composizioni musicali raccogliendo, nell'arco della loro breve vita artistica, un notevole seguito di critica e pubblico sia all'interno del Regno Unito che al di fuori dei confini nazionali.

Il gruppo si sciolse poi nel 1988, dopo soli due album e all'apice della popolarità.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo nasce come duo, verso la fine del 1983, grazie al cantante Paul David Heaton (che da quel momento in poi cambiò nome in P.D. Heaton) e al chitarrista Stan Cullimore che, dopo aver registrato un primo demo tape che li porta all'attenzione della loro futura etichetta discografica (la Go! Discs), decidono di ampliare la formazione reclutando l'ex chitarrista dei Gargoyles Ted Key al basso e Justin Patrick alla batteria, subito dopo sostituito da Chris Lang.

Quando poi, nel 1985, Key viene sostituito da Norman Cook (il futuro Fatboy Slim) la band trova il suo assetto definitivo. Il nome, The Housemartins, viene da un'idea di Heaton, ispirato dal suo scrittore preferito, Peter Tinniswood.

Dopo alcuni concerti locali, il gruppo ottiene il suo primo grande successo quando viene invitato ad esibirsi al programma televisivo Grey Whistle Test e quando poi, sempre nel 1986, un loro brano (Flag Day) viene incluso in una compilation intitolata Laughing All The Way To The Bank, suscitano l'interesse del leggendario dj radiofonico John Peel che li invita al suo programma dove suonano e registrano la loro prima Peel Session, il 29 luglio 1985.

Risultato di quella inaspettata esposizione mediatica è l'interessamento dell'etichetta discografica Go! Discs che propone alla band di firmare un contratto per un primo singolo. Esce quindi Flag Day che, pubblicato il 22 ottobre del 1985, debutta al numero 124 della classifichea inglese dei singoli più venduti e fa da preludio al loro primo tour nazionale che la band intraprende nel febbraio del 1986.

Nel marzo di quello stesso anno, la band pubblica un secondo singolo (Sheep) che arriva ad un deludente 54º posto in classifica. Quando però, nel mese di giugno, esce il terzo singolo Happy Hour, gli Housemartins fanno centro e, aiutati anche da un video con memorabili balletti degli stessi componenti del gruppo, ottengono il loro primo grande successo raggiungendo la terza posizione nella UK Singles Chart, la classifica inglese dei singoli più venduti.

Gli album[modifica | modifica sorgente]

L'album di debutto, uscito in quella stessa estate, ottiene ottime recensioni ed il conseguente successo di pubblico che consente al disco di raggiungere la posizione numero 3 nelle classifiche britanniche. London 0 Hull 4, il cui titolo ironizza sui pessimi risultati delle squadre calcistiche londinesi, mortificate sportivamente dalle piccole compagini provinciali (come, ad esempio, Hull, città natale della band) è la somma perfetta di tutte le loro influenze che, dal gospel-soul di Lean On Me, fino al pop orecchiabile di Sheep e Happy Hour, uniscono in maniera impeccabile il loro sound melodico con un singolare mix di politica marxista, sentimentalismo e piccoli spaccati sociali dell'Inghilterra degli anni ottanta nei testi.[1]

Altro tratto distintivo del gruppo è senz'altro anche l'inconfondibile timbro vocale di Heaton: una voce nasale, a tratti malinconica, ma sempre pronta a vertiginosi falsetti che dona un incontrovertibile unicità al sound della band.

L'anno 1986 si chiude con la pubblicazione di Caravan Of Love: cover del brano degli Isley Brothers, riproposta in un'inedita versione a cappella in stile doo-wop e uscito nel mese di dicembre, diventerà il loro singolo di maggior successo e il loro primo numero uno in classifica, anche se solo per una settimana.

All'inizio del 1987, gil Housemartins, sono quindi al loro apice di popolarità e vengono premiati con il Best British Newcomer ai Brit Awards annuali a cui, però, rifiutano di partecipare in polemica con la stampa musicale. L'inaspettato successo ha un profondo effetto sul batterista Hugh Whittaker che, nella primavera di quell'anno, lascia il gruppo sostituito da Dave Hemingway (vecchio compagno di scuola di Hugh), ex batterista dei Velvetones.

Promozionato attraverso i singoli Five Get Over Excited, Me & The Farmer e Build, nel settembre del 1987, esce The People Who Grinned Themselves to Death che, nonostante alcune tensioni interne al gruppo e anche se mancante dell'energia grezza del primo album, è una sorta di trionfo che, grazie ad una serie di brani con melodie orecchiabili ma orientate a scoprire maggiormente il lato soul della band (vedi anche il rhythm and blues della title-track) e ad una serie di tematiche sociali dei testi (come la lotta di classe di Me & The Farmer e di We're Not Going Back), entra rapidamente nella top 10 della classifica. Il titolo dell'album farebbe invece riferimento alla famiglia reale britannica che, secondo il parere della band, avrebbe guadagnato popolarità attraverso inutili polemiche sui giornali tabloid inglesi.

Nella primavera del 1988 uscì quello che sarebbe stato l'ultimo singolo del quartetto inglese, There Is Always Something There To Remind Me.

Lo scioglimento[modifica | modifica sorgente]

Solo dopo due anni dall'uscita del loro primo singolo e, all'apice di una popolarità che, dal circuito indipendente, li aveva da poco catapultati nelle classifiche mainstream, la band decide inaspettatamente di porre fine alla carriera musicale e, nel 1988, si separano con una decisione consensuale annunciata dallo stesso Paul Heaton con una curiosa lettera aperta all'NME in cui spiega come "nell'epoca di Rick Astley e Pet Shop Boys semplicemente gli Housemartins non fossero abbastanza adatti".

Immediatamente dopo la separazione, l'etichetta, con l'assenso della stessa band, decide di pubblicare la raccolta postuma Now that's what I call quite good contenente, oltre a materiale proveniente dalle precedenti produzioni, anche inediti come You've Got a Friend (cover del brano di Carole King, portata già al successo da James Taylor nel 1971) o He Ain't Heavy, He's My Brother, successo degli Hollies del 1969.

Il dopo Housemartins[modifica | modifica sorgente]

Nonostante le insistenze dei fan, gli Housemartins non si sono mai ricostituiti. Nonostante ciò, negli anni a seguire, i vari componenti rimasero tra loro amici e, alcuni di loro, collaborarono reciprocamente a vari progetti.

Il 22 giugno del 2009, il primo album della band London 0 Hull 4, è stato nuovamente ri-pubblicato con l'aggiunta di un bonus disc con brani usciti precedentemente come 12", singoli e tracce demo.[2]

Nell'agosto del 2009, per la prima volta in molti anni, la rivista musicale Mojo ha organizzato una sessione fotografica e un'intervista con i membri originali. Nel corso del colloquio tutti i membri hanno ribadito il fatto che la band non si sarebbe mai più riformata.

P.D. Heaton ha formato i Beautiful South, band con cui ha raggiunto nuovamente il successo negli anni novanta con il loro album Carry On Up The Charts, che divenne uno degli album più venduti di tutti i tempi nel Regno Unito, e con altri sette dischi entrati nella top 10 prima della separazione, avvenuta nel 2007. Heaton ha pubblicato un suo lavoro da solista nel 2001 (Fat Chance) con lo pseudonimo di Biscuit Boy AKA Crackerman a cui sono poi seguiti altri due album.

Norman Cook, che già nel periodo con gli Housemartins aveva iniziato una carriera parallela nell'ambito della musica dance suonando nei vari club inglesi come dj, subito dopo la separazione raggiunge un significativo successo con i Beats International con cui, nel marzo del 1990, scala le posizioni delle classifiche inglesi con una cover della SOS Band's Soul Weekender (Just Be Good To Me). Nel 1993 forma una sua seconda band, i Freakpower, con il cantante e trombettista canadese Ashley Slater con cui, grazie al singolo Turn On Tune In Cop out, arriva di nuovo nella top 10 (al numero 3), nel marzo del 1995. Dopo aver pubblicato un altro paio di singoli da classifica con lo pseudonimo Mighty Dub Katz, Norman Cook arriva al successo mondiale con la sua ultima e definitiva creatura denominata Fatboy Slim: una miscela di acid house, hip hop e campionamenti vari con cui dominerà la scena dance del successivo decennio nel Regno Unito, artefice principale del fenomeno conosciuto come Big Beat.

Stan Cullimore è diventato un apprezzato scrittore di libri per l'infanzia ed è anche autore di musiche per programmi tv per bambini.

Dave Hemingway, assieme a Sean Welch (tecnico del suono degli Housemartins), venne reclutato da Heaton come co-cantante nei Beautiful South.

Hugh Whitaker, dopo la sua decisione di lasciare il gruppo nel 1987, si riunì con la sua band precedente (i Gargoyles) e tornò al college per fare un corso di musica. Nel 1993 è tornato a far parlare di sé per esser stato condannato per aggressione (con un'ascia) nei confronti del suo ex socio in affari James Hewitt che lo aveva portato alla rovina finanziaria. Processato ed imprigionato, è poi stato rilasciato ed ora risiede a Leeds, dove occasionalmente suona la batteria con i Percy, una piccola band locale.

Ted Key ha abbandonato la musica e attualmente lavora come insegnante di matematica nel Berkshire.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Precedenti componenti[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • 1985 - Flag Day / Stand at Ease (UKnumero 124)
  • 1986 - Sheep / Drop Down Dead (UKnumero 56)
  • 1986 - Happy Hour / The Mighty Ship (UKnumero 3)
  • 1986 - Think for a Minute / Who Needs the Limelight (UKnumero 18)
  • 1986 - Caravan of Love / When I First Met Jesus (UKnumero 1)
  • 1987 - Flag Day / The Mighty Ship (edizione USA)
  • 1987 - Five Get Over Excited / Rebel without the Airplay (UKnumero 11)
  • 1987 - Me and the Farmer / I Bit My Lip (UKnumero 15)
  • 1987 - Build / Paris in Flares (UKnumero 15)
  • 1988 - There Is Always Something There to Remind Me / Get Up Off Your Knees (live) (UKnumero 35)

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Questi i video ufficiali pubblicati dal gruppo, escluse le apparizioni live in programmi tv:

  • Sheep (Marzo, 1986)[3]
  • Happy Hour (Maggio, 1986)[4]
  • Think for a Minute (Settembre, 1986)[5]
  • Caravan of Love (Novembre, 1986)[6]
  • Five Get Over Excited (Maggio, 1987)[7]
  • Me and the Farmer (Agosto, 1987)[8]
  • Build (Novembre, 1987)[9]
  • There Is Always Something There to Remind Me (Aprile, 1988)[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The History of Rock Music - Scaruffi
  2. ^ London 0 Hull 4 (Deluxe Edition) Review - BBC Music (22 giugno 2009)
  3. ^ Sheep (Marzo, 1986) - Youtube
  4. ^ Happy Hour (Maggio, 1986) - Youtube
  5. ^ Think for a Minute (Settembre, 1986) - Youtube
  6. ^ Caravan of Love (Novembre, 1986) - Youtube
  7. ^ Five Get Over Excited (Maggio, 1987) - Youtube
  8. ^ Me and the Farmer (Agosto, 1987) - Youtube
  9. ^ Build (Novembre, 1987) - Youtube
  10. ^ There Is Always Something There to Remind Me (Aprile, 1988) - Youtube

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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