The Eye (film 2002)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
The Eye
The Eye (2002) by Pang Brothers.png
Una sequenza del film.
Titolo originale Gin gwai
Lingua originale Cinese
Paese di produzione Cina
Anno 2002
Durata 99 min.
Colore colore
Audio sonoro
Genere horror/thriller psicologico
Regia Oxide Pang Chun
Danny Pang
Sceneggiatura Jo Jo Hui Yuet-chun
Produttore James Gay-Rees
Fotografia Decha Srimantra
Montaggio Oxide Pang Chun, Danny Pang
Musiche Orange Music
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

The Eye è un film del 2002 diretto da Oxide Pang Chun e Danny Pang. Il film ha ispirato due sequel The Eye 2 e The Eye Infinity, e due remake: Naina, film indiano del 2005 e The Eye, film statunitense del 2008.

Girato fra Hong Kong e la Thailandia, The Eye è una coproduzione fra Cina, Hong Kong e Singapore. I fratelli Pang hanno dichiarato che l'ispirazione per il film l'hanno trovata nella notizia del suicidio di una sedicenne, che aveva appena ricevuto un trapianto di cornea.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Mun è una ragazza di vent'anni cieca dall'età di due, che riacquista la vista grazie al provvidenziale intervento di un misterioso donatore di cornee. Tuttavia quando Mun ricomincia a vedere si trova di fronte a visioni inquietanti e misteriose che rendono la sua vita un vero e proprio incubo. In seguito capirà che la ragione di tutto questo è che lei è in grado di vedere le anime dei morti che, vista la sua cecità, lei scambiava per persone reali. Mun è in grado di vedere non soltanto persone morte, ma anche creature vestite di nero e dal viso bianchissimo che accompagnano le anime, quando queste muoiono. Creduta pazza dalla maggior parte della gente, Mun trova aiuto e sostegno nella figura del suo giovanissimo medico curante. Insieme a lui, scopre l'identità della donatrice di cornee e si reca nel villaggio dove questa viveva.

Qui scopre con orrore che la donatrice, Ling, era una ragazza dotata del poco invidiabile dono di prevedere la morte e quindi odiata e disprezzata come se fosse una strega. Ora Mun ha i suoi occhi e di conseguenza vede le stesse cose della sfortunata ragazza. Anni prima Ling aveva previsto una terribile catastrofe nel suo villaggio, ma nessuno le aveva creduto. Di lì a poco il villaggio fu distrutto da una terribile esplosione che distrusse tutto. Sopravvissero solo Ling e sua madre perché vivevano distanti dal villaggio. Tuttavia Ling, distrutta dai sensi di colpa si impiccò. Sua madre non riuscì a perdonarle quel gesto e lo spirito di Ling non riuscì a trovare pace, costretta a ripetere ogni giorno il suo suicidio. Quando lo spirito di Ling possiede Mun, questa tenta nuovamente di impiccarsi, ma stavolta la madre riesce a salvarla in tempo, riappacificandosi con lo spirito della figlia e quindi permettendole di riposare in pace.

Tuttavia sulla strada di casa, Mun e il dottore rimangono bloccati in un enorme ingorgo stradale. La causa è una cisterna di gas che si è ribaltata. Durante l'attesa, Mun comincia a vedere decine di figure nere dal volto bianco che si muovono in mezzo alle automobili e capisce che la tragedia è imminente. In un allucinante déjà vu Mun comincia a gridare alle persone bloccate nelle auto di fuggire, ma nessuno le dà ascolto, e quando il camion esplode soltanto lei e il dottore riescono a salvarsi. Lei, tuttavia, torna nuovamente cieca a causa di alcune schegge vaganti.

Alla fine Mun ritorna alla normalità e al buio della sua cecità ma con la consapevolezza di non essere più sola e che nel mondo ci sono tante cose belle e che il dono della vista è in fin dei conti arbitrario.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema