The Beta Band

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The Beta Band
Paese d'origine Scozia Scozia
Genere Folk
Rock
Trip hop
Periodo di attività 1997-2004
Album pubblicati 8?

The Beta Band è stata una band scozzese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Era il 2 agosto 2004 quando la band annunciava lo scioglimento, un messaggio lasciato sul sito ufficiale dove Steve Mason (voce e chitarra), Richard Greentree (basso), John Maclean (samples) e Robin Jones (batteria) riassumevano in modo freddo e distaccato otto anni vissuti a stretto contatto con una concezione del pop che ha sempre puntato all'innovazione proiettandola verso sonorità attitudinalmente vicine all'indie americano.

Visioni pop mutate dal rock cosmico tedesco, dal dub, da un certo hip-hop e da un amore per il folk psichedelico, un folk a sprazzi lo-fi, malinconico e irriverente, cerebrale e arguto, ma stranamente ed inevitabilmente incompresi dal grande pubblico, dopo tre EP (subito raccolti in una confezione unica, The Three EPs) ed altrettanti lavori su lunga distanza, i Bandidos alzavano le braccia per lo scarso riscontro commerciale e chiamando elegantemente giro si allontanavano dandosi appuntamento per l'ultimo tour autunnale Britannico con quei non pochi fans che avevano chiaramente captato qualcosa nell'aria.

Scozzesi, giovani e desiderosi di dar forma a tutto quello che gli frullava in testa, nel 1997, aiutati da Nick McCabe (The Verve) registrano l'EP Champion Versions, spinto dalla bellezza assoluta di Dry The Rain, una ballata folk cadenzata, sgangherata e scazzata che ricorda i migliori Pink Floyd, mentre il resto non è da meno con progressioni ritmiche ricreate usando qualsiasi oggetto capiti a tiro.

La stampa impazzisce e nel giro di qualche mese con l'uscita del secondo EP, The Patty Patty Sound, i Bandidos diventano onnipotenti, parlare di un nome caldo in attesa del suo esordio su lunga distanza è riduttivo.

In un anno riescono a pubblicare tre EP, l'ultimo, Los Amigos Del Beta Bandidos è la conferma che ormai il loro stile ha fatto scuola e non sono pochi i gruppi che iniziano a considerarli come la cosa più bella apparsa da anni. Si inizia ad usare il termine "alla Beta Band" per descrivere anche cose diversissime tra loro, dall'elettronica all'hip hop, dal pop al rock più contaminato.

L'esordio arriva puntuale nel 1999 con l'omonimo, figlio di polemiche tra il gruppo e la casa discografica, pensato doppio, ma rifiutato e dimezzato, The Beta Band è un disco cupo, disordinato e sconnesso, affascinante in alcuni frangenti, ma che paga anche lo scotto di tutta la pressione ricevuta dalla stampa. È un momento difficile per la band, dichiarando a chiare lettere che il disco "è il peggiore di sempre" e lo rinnegano. Non ci è dato sapere quanto queste affermazioni vennero urlate alla stampa per danneggiare la casa discografica o quanto fossero studiate a tavolino per dimostrare ancora una volta che eravamo davanti a personaggi veramente bizzarri.

Nel 2001 dopo la cupezza e il disordine arriva la malinconia e la lentezza di Hot Shots II, un groove unico, un battito lento e malinconico. Un capolavoro. Decidono di affidare la produzione ad un produttore hip hop, Colin Emmanuel, che ingrassa i bassi ma elimina le chitarre rendendo il tutto straniante e per certi versi incompleto. La bellezza di Hot Shots II sta tutta lì, nel suo essere incompleto, quindi perfetto. La risposta della critica è ottima e quando nel 2004 esce il loro terzo disco, Heroes To Zeros, non sembra assolutamente strano rendersi conto che l'innovazione del gruppo non si è certo arrestata, anzi, si evolve in maniera quasi naturale, modellando la distanza e rendendo possibili dei punti d'incontro tra il modo di pensare la musica e la sua realizzazione.

Chitarre elettriche in primo piano e suoni stratificati, e se prima i brani venivano allungati, adesso vengono compressi nel classico miunutaggio pop, dando un senso di completezza al tutto.

Alla fine del 2005 viene immesso nel mercato l'inevitabile best of che non aggiunge niente alla grandezza della band. È doppio e l'unico punto a suo favore è l'inclusione del singolo, To You Alone, mai apparso su album. Il secondo disco contiene un intero show tratto dall'ultimo tour britannico, del resto la dimensione live è sempre stato un loro punto di forza e in mancanza di documenti ufficiali questa raccolta diventa quasi un must per tutti gli amanti dei bandidos, che con gli anni, statene pur certi, verranno sempre più citati come pietra di paragone per i progetti più folli e deviati.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

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