Styxosaurus

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Styxosaurus
Stato di conservazione: Fossile
Styxosaurus BW.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Reptilia
Superordine Sauropterygia
Ordine Plesiosauria
Famiglia Elasmosauridae
Genere Styxosaurus

Lo styxosauro (gen. Styxosaurus) è un rettile marino estinto, appartenente ai plesiosauri. Visse nel Cretaceo superiore (SantonianoCampaniano, 80-75 milioni di anni fa). I suoi resti sono stati ritrovati in Nordamerica.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questo animale era un grande rappresentante dei plesiosauri, rettili marini dal collo lungo. Lo styxosauro, in particolare, era fornito di un collo di dimensioni eccezionali: composto da oltre sessanta vertebre cervicali, esso era lungo almeno la metà dell'intero corpo dell'animale, che misurava in totale circa 12 metri di lunghezza. Il cranio era piccolo e piatto, dotato di numerosi denti lunghi e aguzzi, strutturati in modo tale da essere più utili nel trattenere prede piuttosto che lacerarle.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo styxosauro è un tipico rappresentante degli elasmosauridi, una famiglia di plesiosauri dal collo particolarmente lungo. Sono note due specie piuttosto simili fra loro, Styxosaurus browni e S. snowii. A quest'ultima sono ascritte anche alcune forme del genere desueto Alzadasaurus. Alcuni studiosi ritengono che al genere Styxosaurus possa appartenere anche Woolungasaurus glendowerensis, un elasmosauro primitivo del Cretaceo inferiore dell'Australia. Secondo uno studio, la specie S. browni sarebbe riferibile al genere Hydralmosaurus.

Stile di vita[modifica | modifica wikitesto]

Questo animale doveva essere un lento predatore degli oceani, che utilizzava il lungo collo per arpionare i pesci di cui si cibava. Dato il tipo di dentatura, sembra che le prede venissero inghiottite intere.

Nella cavità gastrica di un esemplare di styxosauro, originariamente descritto come Alzadasaurus pembertoni, sono stati ritrovati circa 250 gastroliti, o “pietre del ventre”. Di solito queste pietre vengono inghiottite dagli animali marini e utilizzati come zavorra, ad esempio nei coccodrilli. Tuttavia, i gastroliti ritrovati nell'esemplare di Styxosaurus (e in altri elasmosauri) erano molto piccoli, e virtualmente inutili (si stima che pesassero meno dell' 1% dell'animale in vita). È possibile, quindi, che gli elasmosauri utilizzassero i gastroliti per triturare il cibo inghiottito in precedenza, come facevano i dinosauri sauropodi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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