Stelio Frati

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Stelio Frati (Milano, 1919[1]Milano, 14 maggio 2010[2]) è stato un ingegnere aeronautico e progettista italiano.

Fin da giovane Frati si appassionò all'aviazione. Aeromodellista di talento, nel 1940 divenne campione italiano nel volo libero propulso. Uno dei suoi modelli rimase in volo per due ore e mezzo senza radiocomando. Nel 1938, si iscrisse al Politecnico di Milano, che ancora non aveva un Dipartimento di Aeronautica, ma ospitava il Centro Studi Ed Esperienze per il Volo a Vela (CVV).

Dall'aeromodellismo alla costruzione di aeromobili[modifica | modifica wikitesto]

Stelio Frati quindi partecipò allo sviluppo di diversi alianti progettati dal CVV. Lavorò anche alla bomba volante Assalto Radioguidato, grande monoplano propulso da un motore radiale che doveva essere fatto decollare da un pilota. In quota il pilota avrebbe dovuto espellere il tettuccio, uscire ed lanciarsi con il paracadute, e la bomba sarebbe poi stata radiocontrollata verso l'obiettivo da un aereo guida. Destinata ad attaccare i convogli navali alleati nel Mar Mediterraneo, questa macchina fu costruita in 5 esemplari di cui 2 testati in volo, ma non fu mai utilizzata in operazioni belliche.

Stelio Frati si laureò in Ingegneria Meccanica nel 1943 e lasciò il Politecnico di Milano per tornarvi nel 1944 come assistente al Dipartimento di Aeronautica, da poco istituito. Per 10 anni egli avrebbe insegnato, pur continuando il suo percorso professionale. Gradualmente Frati divenne un progettista indipendente, disegnando aerei di cui avrebbe venduto i diritti di produzione a vari produttori italiani. Il suo primo velivolo fu il Ditta Movo FM1 Passero, un moto aliante in grado di volare a 150 km/h con un motore di 20 CV.

Nel 1946 pubblicò il libro "L'aliante", edito da Hoepli, che rimase per anni un punto di riferimento per tutti coloro che volevano cimentarsi nella costruzione di un aliante.

Modelli di produzione esterna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1951 Frati progettò un elegante monoplano biposto in legno per addestramento e sport, l'F.4 Rondone. Il prototipo fu costruito dalla CVV mentre le unità di produzione furono realizzate dalla Aeronaut, nella versione con motore Continental C90 da 85 CV, e da Lombarda e Ambrosini con motore Walter Mikron 65 CV. Il Rondone accrebbe la reputazione Stelio Frati attraverso una serie di record internazionali, tra cui una velocità record sui 100 km alla media di 257 km/h stabilita dal pilota Inginio Guagnellini. L'F.5 era un aereo a reazione originale con configurazione in tandem a due posti. Alimentato da un motore Turboméca Palas 150 kgf, realizzato interamente in legno, era costruito secondo le tecniche del volo a vela. Fu realizzato un solo prototipo, costruito dalla Caproni nel 1952.

L'Airone F.6 era un bimotore quadriposto proposto con motori Walter Minor da 105 CV o Lycoming O-290D da 135 CV, ma l'unico prototipo, costruito da Pasotti, fu motorizzato con un Continental C90. Pasotti dovrebbe anche costruire 10 F.7, adattamento triposto dell'F.4, sempre con motore C.90, il cui prototipo fece il volo inaugurale il 10 febbraio 1954. L'F.9 Sparviero è la versione monomotore dell'Airone. Un esemplare fu costruito nel 1956 da Pasotti con un motore 8 cilindri a V Hirth da 240 CV, poi sostituito da un motore più moderno, un Lycoming GO-435-C2 da 250 CV.

L'F.8L Falco e i suoi derivati[modifica | modifica wikitesto]

L'F.8 Falco è stato il capostipite di una linea di velivoli biposto particolarmente sportivi. Spinto da un Continental C.90, il prototipo fece il suo primo volo 15 giugno 1955. L'F.8L è il modello di serie dotato di un'ala più grande e di un motore Lycoming con potenza variabile tra 135-160 CV a secondo del produttore. Nel 1979 questo progetto riemerse negli Stati Uniti sotto forma di un kit commercializzato per costruttori amatoriali da Sequoia Aircraft di Richmond in Virginia. Questo kit incorpora molte modifiche essendo stato ridisegnato dall'ingegnere David B.Thurston. L'F.14 Nibbio che volò il 16 gennaio 1958, era una riprogettazione a quatto posti dell'F.8L con un motore Lycoming da 180 CV, di cui furono costruiti 10 esemplari, con consegne a partire dal 1959. Il primo aereo di Stelio Frati ad utilizzare un apporto, ancorché modesto, di costruzione metallica, fu l'F.15 Picchio, il cui prototipo volò per la prima volta il 7 maggio 1959: il rivestimento in compensato era ricoperto da un sottile foglio di alluminio. Procaer avrebbe dovuto produrre 15 velivoli F-15 a tre posti con motore Lycoming da 160 CV, 54 F.15A quadriposto con Lycoming da 180 CV e 35 F.15B. Fu il primo aereo progettato da Stelio Frati ad ottenere la certificazione FAA. Costruito nel 1960, l'F.400 Cobra era un biposto a reazione derivato dal Picchio, con la stessa struttura in legno con rivestimento metallico, ma un carrello triciclo e un turboreattore Turboméca Marboré 400 kgf. Il mercato per questo tipo di dispositivo era inesistente. Il primo prototipo andò distrutto in un incidente ed il secondo prototipo, un quadriposto con motore da 480 kgf, non fu mai completato.

Transizione da costruzione in metallo[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni 1960 divenne difficile vendere aerei in legno e Stelio Frati passò alla costruzione in metallo con notevole successo. Egli progettò l'F.250, che ricevette il suo nome perché fu equipaggiato con un motore Lycoming da 250 CV, che volò per la prima volta il 15 luglio 1964. Questo velivolo fu prodotto in serie dalla SIAI-Marchetti come SF-260.

Stelio Frati fondò nel 1970 General Avia, acquistò un laboratorio ben attrezzato, e con l'aiuto di una dozzina di dipendenti, cominciò a produrre i suoi prototipi. Il primo fu l'F.20 Pegaso, bimotore per 5 o 6 passeggeri con 2 grossi motori Continental da 300 CV. Durante lo sviluppo di un velivolo utility bimotore ad ala alta, l'SF600 Canguro, Frati riprese lo sviluppo anche dell'F.15 Picchio. Uno degli ultimi velivoli disegnato da Stelio Frati fu l'F.22, ancora commercializzato da General Avia. L'ultima creazione di Stelio Frati fu l'F30, che con "le sue linee sottili si inserisce direttamente nella prestigiosa linea di macchine volanti progettate dal grande ingegnere aeronautico, prodotte da Golden Avio 2 una consociata di Golden Car 3 e commercializzate in Francia da AEREAS 4. Attraverso la sua eleganza, ULM F30 Brio è un discendente degno di Cobra F.400 (in) o SF-260 ".

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Stelio Frati fu una delle poche persone a conseguire il brevetto di volo svolgendo l'esame con un aereo di sua costruzione.

Progetti[3][modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Signor Stelio Frati - His Early Days". ultimateitaly.com. Retrieved 23 February 2010.
  2. ^ Stelio Frati, seqair.com., 22 luglio 2010. URL consultato il 22 luglio 2010.
  3. ^ "General Avia and Stelio Frati aircraft history, performance and specifications". pilotfriend.com. Retrieved 23 February 2010.
  4. ^ F.M.1 Passero, Seqair.com. URL consultato il 26 aprile 2012.
  5. ^ a b c Frati's New Airplanes, Seqair.com. URL consultato il 26 aprile 2012.
  6. ^ General Avia and Stelio Frati Aircraft history performance and specifications, Pilotfriend.com. URL consultato il 26 aprile 2012.
  7. ^ Sky Arrow, Seqair.com. URL consultato il 26 aprile 2012.
  8. ^ Golden Avio, F30fly.com. URL consultato il 26 aprile 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 233249544 SBN: IT\ICCU\UBOV\126186