Star Whores
| Star Whores | |
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Star Whores |
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| Paese | Italia |
| Anno | 2001 |
| Durata | 60 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | ridoppiaggio |
| Regia | CarlettoFX |
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(O.B. One per Hobby)
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Star Whores è una parodia italiana di Guerre stellari realizzata da Carlo Sagradini, in arte CarlettoFX, con la tecnica del ridoppiaggio.
L'idea del film è nata in seguito alla versione ridoppiata della serie televisiva Beverly Hills 90210 dei Prophilax e il ferrarese Star Strik (1989) della SpasmoVIDEO. Realizzato interamente da CarlettoFX, il film, nato come originale espediente per far pubblicità al gruppo emergente dei Gem Boy, di cui Carlo Sagradini è il cantante, si è rivelato un grandissimo successo, creando i presupposti per un'intera serie di ridoppiaggi, fino a oggi cinque: gli altri sono Sperman (parodia di Superman), La leggenda di Sean Connery e gli attori inutili (La leggenda degli uomini straordinari), Ridiculo (Ridicule) e Greassini (Grease). La scelta del titolo da ridoppiare è stata dettata da due fattori: la presenza di molti attori con maschere, quindi privi di labiale e facilmente adattabili ad ogni dialogo, e dal fatto che è l'opera cinematografica preferita dallo stesso autore. La fase di montaggio è iniziata nel settembre del 2000 ed ha avuto una durata complessiva di dieci mesi.
Indice |
[modifica] Trama
In un periodo di guerre discografiche, il malvagio impero SIAE cattura la nave su cui viaggia la principessa Leiladà, presidentessa del fan club dei Gem Boy. La principessa riesce però a inviare i due robot C.a.2z.o. e Windows98 in cerca d'aiuto: essi vengono venduti allo zio del giovane Suk Skyhard (che viene regolarmente sodomizzato dallo zio e perciò si crede gay), che intende usarli come incursori anali.
Windows98 però fugge in cerca del maestro O.B. One Per Hobby (dalla marca per assorbenti O.B.), antico fan dei Gem Boy, col quale Suk e i due robot partono per salvare la principessa e il master del nuovo CD dei Gem Boy, che ella ha nascosto dentro di sé. O.B. One Per Hobby noleggia la nave Millennium Bug, pilotata dal noto playboy Ian Sboro e dal suo amico Ciucciabecca, e con essa si dirige verso la stazione spaziale SIAE chiamata Morte Nera: in prossimità di essa, il Millennium Bug viene risucchiato da un radiofaro che emette la micidiale canzone di Marco Masini E chi se ne frega, cover di Nothing Else Matters dei Metallica.
Mentre il malvagio comandante Camoscio e il suo aiutante Dark Water interrogano Leiladà per farsi rivelare il luogo segreto del prossimo raduno dei Gem Boy, Suk e i suoi amici escono da un compartimento segreto dove si erano nascosti e si dividono: O.B. One Per Hobby va a disattivare il radiofaro Masini, gli altri si travestono da soldati SIAE per liberare la principessa. O.B. One Per Hobby riesce a spegnere il radiofaro, ma si scontra con Dark Water che lo uccide in un duello a colpi di vibratore laser. O.B. però scompare nel nulla, e prima del termine del duello afferma di aver visto un film di Kevin Pancetta e di aver scoperto di poter diventare come lui: potrebbe riferirsi al film L'uomo senza ombra e quindi alla possibilità di diventare invisibile.
Gli altri invece riescono a fuggire e Suk, dopo aver fatto sesso con Leiladà, finalmente scopre la propria eterosessualità. Il film si conclude con una grande festa allietata dalle canzoni dei Gem Boy.
[modifica] Accoglienza
Il film di CarlettoFX, per la sua qualità, è riconosciuto da tutti come simbolo dei ridoppiaggi italiani: oltre ad essere conosciuto nel mondo del web è stato citato da giornali e riviste di diffusione nazionale ed è stato inserito nella guida ufficiale di Star Wars, a fianco di altre famosissime parodie internazionali del calibro di Balle spaziali di Mel Brooks.
Nel libro di Carlo Gubitosa "Elogio della pirateria" viene riservato a Star Whores un intero capitolo sui ridoppiaggi.
Star Whores è uscito in tre diverse edizioni: nel 2001 in DivX e in VHS e nel 2005, per celebrare il successo, in DVD.
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Fonti
- carlettoFX (2007) sito ufficiale carlettoFX
- Carlo Gubitosa (2005), Elogio della pirateria - Manifesto di ribellione creativa, capitolo IX
- Star Wars guida ufficiale (2005), parodie famose
- Articolo di la Repubblica (2005) su Star Whores [1]
[modifica] Collegamenti esterni
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