Carlo Gubitosa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carlo Gubitosa

Carlo Gubitosa (Taranto, 6 aprile 1971) è uno scrittore e giornalista italiano.

A partire dai primi saggi sulla storia sociale della comunicazione elettronica sui quali si è formata una generazione di mediattivisti, l'attività saggistica di questo autore, portata avanti in parallelo alla professione di ingegnere, si caratterizza per la scelta di temi sociali e politici molto delicati, come la guerra in Cecenia, le violenze collegate al G8 genovese del 2001 o i positivi risvolti culturali e sociali di azioni bollate come "pirateria".

Assieme a Riccardo Orioles, Lorenzo Guadagnucci e Andrea Semplici, Carlo Gubitosa fa parte di quel gruppo di giornalisti e scrittori italiani del nuovo millennio che si caratterizzano per la passione, l'impegno civile e la serietà del loro lavoro, pur restando intenzionalmente lontani dalla ribalta mediatica e televisiva. Per incidere con più efficacia e più libertà sulla realtà e sulla cultura del loro tempo, Gubitosa e questi autori hanno scelto un lavoro di scrittura e giornalismo "dal basso" realizzato utilizzando come canali preferenziali i circuiti dell'informazione alternativa e la piccola editoria di qualità.

Indice

Attività giornalistica [modifica]

Nel 1995 inizia la sua attività di giornalista come collaboratore della rivista Il Giornale Della Natura, curando una rubrica mensile di telematica sociale. A partire dal 1996 affianca all'attività di volontariato dell'informazione realizzata all'interno dell'associazione Peacelink una serie di collaborazioni come fotogiornalista freelance, scrivendo per i principali periodici italiani di informazione indipendente: Diario, Carta, Altreconomia, Vita, Adista, Nigrizia, Terre di Mezzo, Linus, Liberazione, Lo Straniero, Volontari per lo Sviluppo, Casablanca, La Rivista del Volontariato, Azione nonviolenta, Electronic Media TLC, Inter.net, Marcondiro, Missione Oggi, Mosaico di Pace, Olis.

In rete ha scritto per le riviste web Apogeonline, Punto Informatico, Unità on line, Mytech.mondadori.com, Mediamente.rai.it, per l'agenzia di stampa Redattore sociale e per Vivimilano on-line, supplemento telematico del Corriere della Sera. Ha inoltre collaborato in più occasioni con emittenti satellitari indipendenti come No War TV e Arcoiris TV.

Nel 2002/2003 lavora nella redazione della rivista Terre di Mezzo e con l'agenzia di stampa Redattore Sociale, per la quale ricopre l'incarico di caposervizio della redazione di Milano.

A partire dal 2002 inizia alcune collaborazioni come fotogiornalista. I suoi scatti vengono pubblicati da varie riviste, tra cui Altreconomia, Nigrizia, Vita, Missione Oggi. Nel 2003 le sue foto vengono pubblicate dalle edizioni Intra Moenia nel libro "vite disobbedienti", a cura di Luciano Scateni.

Dal giugno 2005 al gennaio 2009 è titolare di una rubrica fissa sul giornalismo, la comunicazione sociale e le nuove tecnologie sul settimanale Carta.

Negli anni dal 2009 al 2012 ha collaborato con editoriali, rubriche ed articoli con il quotidiano Liberazione, fino alla sua chiusura forzata ad opera di Rifondazione Comunista, che ne era l'editore. Da allora lavora come giornalista freelance e come saggista.

Dai manuali alla saggistica [modifica]

Nel 1996, assieme ad Alessandro Marescotti ed Enrico Marcandalli, Carlo Gubitosa realizza Telematica per la Pace, il primo testo sulla telematica di base che rompe i confini della manualistica per portare nel settore della saggistica la riflessione sulla comunicazione sociale realizzata attraverso le reti di BBS e Internet. Il testo si rivolge ad un pubblico di non addetti ai lavori, e diventa ben presto un riferimento per la società civile e le associazioni grandi e piccole interessate a sfruttare la potenza del mezzo telematico per un impatto più efficace sul tessuto sociale.

A Telematica per la Pace fa seguito nel 1997 Oltre Internet, un libro con la prefazione di padre Alex Zanotelli dove per la prima volta si accostano l'utilizzo della comunicazione elettronica al consumo critico e alle pratiche del "commercio equo e solidale".

In quel periodo la telematica e i circuiti commerciali alternativi basati su principi di giustizia sono ancora due realtà semisconosciute e riservate ad una ristretta nicchia di addetti ai lavori. La rilevanza culturale e storica del lavoro di Gubitosa sta nell'aver riconosciuto, intercettato e presentato ad un pubblico più vasto due realtà che nella seconda metà degli anni '90 si trasformeranno da iniziative di nicchia a fenomeni di massa.

Il primo libro a contenuti aperti [modifica]

Nel 1999 il libro di Carlo Gubitosa Italian Crackdown, sull'omonimo sequestro, anticipa l'intuizione delle licenze Creative Commons ed è il primo testo italiano ad essere distribuito con una licenza di libero utilizzo[1] realizzata dal suo stesso autore, che rende il libro disponibile in rete contemporaneamente alla sua uscita nelle librerie di tutta Italia, permettendone l'utilizzo con condizioni simili a quelle delle licenze Creative Commons BY-NC-ND.

Viaggio in Cecenia [modifica]

Nell'estate del 2000, Carlo Gubitosa è il primo giornalista italiano ad entrare a Groznyj, la capitale della Cecenia dopo i bombardamenti dell'inverno precedente. Da questa esperienza diretta di incontro con i profughi ceceni e i cittadini di Groznyj nasce Viaggio in Cecenia, un libro che aggiunge al valore della testimonianza diretta anche il coraggio della denuncia degli interessi economici dell'Eni nella zona del Mar Caspio e degli accordi di cooperazione militare stipulati dall'Italia con la Russia nell'inverno del 1999, proprio mentre erano in corso i bombardamenti sui civili che sarebbero stati successivamente documentati e denunciati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Riconoscimenti [modifica]

Ha vinto l'edizione 1999 del premio giornalistico indetto dallo SMAU, l'ente promotore della fiera nazionale dell'elettronica, dell'informatica e delle telecomunicazioni che si svolge ogni anno a Milano.

Nel 2005 riceve dall'ordine dei giornalisti della Puglia il premio "Giornalista di Puglia – Michele Campione", nella sezione dedicata al giornalismo online.

Iniziative [modifica]

Nel settembre 2005 organizza, unitamente all'associazione culturale telematica Metro Olografix e Peacelink l'evento Cyberfreedom[2] a Pescara.

Nell'aprile 2008 lancia in rete la campagna "Informazione Pulita", che si prefigge di "restituire ai cittadini il controllo economico, politico e deontologico dell'informazione" con un appello in tre punti:

  • Chiedo che in Italia i finanziamenti alle imprese editoriali siano stabiliti dai cittadini in base a indicazioni espresse nella dichiarazione dei redditi con un meccanismo simile a quello del cinque per mille. Voglio decidere io quale quotidiano, associazione culturale, casa editrice o rivista indipendente saranno sostenuti con i soldi delle mie tasse.
  • Chiedo che l'accesso all'Ordine professionale dei Giornalisti venga aperto a tutti coloro ne facciano richiesta praticando a qualunque titolo e con qualunque mezzo l'attività giornalistica. Voglio che la condizione di giornalista sia un serio e vincolante impegno professionale che chiunque può contrarre liberamente, e non l'appartenenza ad un gruppo chiuso e privilegiato.
  • Chiedo che le cariche direttive all'interno della Rai vengano determinate con elezioni pubbliche e aperte a tutti i cittadini, e non in base alle indicazioni dei partiti. Voglio che le persone responsabili della produzione e del controllo dell'informazione pubblica siano espressione di un sistema democratico e non pedine sulla scacchiera del potere.

Nel maggio 2008, assieme ai giornalisti Lorenzo Guadagnucci, Beatrice Montini e Zenone Sovilla, realizza il sito "Giornalisti contro il razzismo", dal quale partono due campagne di sensibilizzazione sul rapporto tra l'informazione e i migranti: "I media rispettino il Popolo Rom" e "Mettiamo al bando la parola Clandestino (e non solo quella)".

Nel febbraio 2009, assieme al vignettista Mauro Biani, fonda il portale www.mamma.am che si propone come punto di riferimento nel panorama italiano della satira. Dal sito prende vita nel settembre 2009 Mamma! Se ci leggi è giornalismo, se ci quereli è satira, una rivista dedicata al Graphic Journalism.

Note [modifica]

  1. ^ Licenza del libro Italian Crackdown
  2. ^ Cyberfreedom

Bibliografia [modifica]

Libri a fumetti [modifica]

Voci correlate [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]