Space disco

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Space disco
Origini stilistiche Elettronica, Discomusic
Origini culturali Fantascienza
Strumenti tipici moog, batteria, chitarra elettrica, vocoder
Popolarità
Categorie correlate

Gruppi musicali space disco · Musicisti space disco · Album space disco · EP space disco · Singoli space disco · Album video space disco

Space disco, anche conosciuto come cosmo sound o spacesynth, è un filone musicale dell'eurodisco di breve durata (compreso tra il 1977 e il 1980)[1] e caratterizzato da uno stile "fantascientifico", i cui portabandiera furono soprattutto i gruppi francesi Rockets e Space e la cantante britannica Dee D. Jackson.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine degli anni settanta, sull'onda di successi cinematografici come Guerre stellari e televisivi come Spazio 1999, alcuni artisti musicali che suonano un genere musicale a cavallo tra la musica elettronica e l'eurodisco, si presentano al pubblico vestendo abiti cibernetici o tute spaziali, muovendosi a scatti come i robot o lentamente simulando assenza di gravità, truccandosi in modo pesante ed efficace per mascherare i tratti umani (ed assumere, alternativamente, quelli di un automa, di un alieno o di un astronauta) e utilizzando, nelle proprie composizioni musicali, vocoder, sintetizzatori ed effetti tecnologicamente elaborati.[2]

Coerentemente con il look e la sonorità espressa, le esibizioni dal vivo di questi gruppi erano estremamente scenografiche e prevedevano un massiccio utilizzo di laser, fumi e luci stroboscopiche; nel caso di apparizioni televisive, era consuetudine sovrapporre le immagini riprese a sfondi spaziali o marziani attraverso la tecnica del chromakey.

Il brano considerato la pietra miliare del genere è Battlestar Galactica di Giorgio Moroder.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In particolare, in Italia il Cosmo Sound pur non possedendo un reale significato culturale o stilistico[senza fonte] è divenuto sinonimo di un gruppo come i Rockets, balzati ai vertici delle classifiche nel 1978 con canzoni dai toni decisamente tecnologici come On The Road Again, che immediatamente li rese popolari e interpreti delle nuove mode ispirate allo spazio, alle astronavi, agli automi, ai videogames e alle esplorazioni intergalattiche (coincidenti all'introduzione dei primi elaboratori elettronici nella vita quotidiana).

Le influenze del cosiddetto Cosmo Sound hanno dato vita ai più disparati progetti musicali: alcuni caratterizzati da curiose denominazioni e stilisticamente contaminati dal progressive (ne è un esempio il gruppo italiano I Signori della Galassia), altri mostrando personalità di rilievo fortemente ispirate alla discomusic (tra le quali spicca la cantante Dee D. Jackson), altre ancora di stampo marcatamente elettronico (i francesi Space).

Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Imagining Outer Space: European Astroculture in the Twentieth Century (Alexander C.T. Geppert, Palgrave Macmillan, 2012, pag. 20)
  2. ^ a b Roz Kaveney e Jennifer Stoy, Battlestar Galactica: Investigating Flesh, Spirit, and Steel, I.B.Tauris, 2010, pp. 85, 93-95.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]