Sonnet 18

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Il Sonetto 18 o Shall I compare thee to a summer's day? è il diciottesimo dei Sonnets di William Shakespeare. Il tema principale trattato è l'immortalità della letteratura.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

(EN)
« Shall I compare thee to a summer's day?

Thou art more lovely and more temperate.
Rough winds do shake the darling buds of May,
And summer's lease hath all too short a date.
Sometime too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimmed,
And every fair from fair sometime declines,
By chance or nature's changing course untrimmed;
But thy eternal summer shall not fade,
Nor lose possession of that fair thou owest;
Nor shall Death brag thou wand'rest in his shade,
When in eternal lines to time thou grow'st:

So long as men can breathe or eyes can see,
So long lives this and this gives life to thee.
 »
(IT)
« Posso paragonarti a un giorno d'Estate?

Tu sei più amabile e più tranquillo.
Venti forti scuotono i teneri germogli di Maggio,
E il corso dell'estate ha fin troppo presto una fine.
Talvolta troppo caldo splende l'occhio del cielo,
E spesso la sua pelle dorata s'oscura;
Ed ogni cosa bella la bellezza talora declina,
spogliata per caso o per il mutevole corso della natura.
Ma la tua eterna estate non dovrà svanire,
Né perder la bellezza che possiedi,
Né dovrà la morte farsi vanto che tu vaghi nella sua ombra,
Quando in eterni versi al tempo tu crescerai:

Finché uomini respireranno o occhi potran vedere,
Queste parole vivranno, e daranno vita a te." »
(William Shakespeare, Sonetti)

Analisi del testo[modifica | modifica wikitesto]

Il poeta si chiede[1] se possa paragonare il proprio amato ad un giorno d'estate (v.1), ma si rende conto che questo è più amabile, poiché[1] il suo carattere non è scosso dai violenti venti (v.3), o bruciato al sole dall'eccessivo caldo (v.5) e la sua dolcezza dura più dell'estate in sé, che dopo un breve tempo muore con l'autunno (v.6). Ogni bellezza è destinata a scomparire e a morire(v.7), o per la sorte o per il ciclo naturale (v.8): ma il suo amato[1], paragonato ad un´estate eterna, non scomparirà (v.9) né perderà la sua bellezza (v.10) né vagherà nell'ombra della morte (v.11), poiché[1] la poesia, immortale, gli donerà vita (v.12) fino a quando gli uomini potranno respirare o gli occhi potranno vedere(v.13), fino a quando vive questo sonetto e questo dà vita a te (v.14)[1].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il musicista e cantante inglese David Gilmour, dei Pink Floyd, ha musicato e cantato il Sonnet 18 di Shakespeare.
  • Nel direct-to-video Koda, fratello orso 2 è presente questo sonetto in una versione parodiata.
  • Michelle Williams ha recitato il sonetto durante il funerale di Heath Ledger.
  • Nel secondo episodio della terza stagione di "Doctor Who" viene dedicato da Shakespeare stesso a Martha Jones.
  • Il cantante e cantautore Dan Smith, leader della band inglese Bastille ha ammesso che quando ha scritto la canzone "Poet" è stato ispirato da questo sonetto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e R. MARINONI MINGAZZINI, L. SALMOIRAGHI, Witness to the Times - from the Anglo-Saxons to the Renaissance, vol. A.

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