Sigirino

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Sigirino
frazione
Sigirino – Stemma
Dati amministrativi
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Wappen Tessin matt.svg Ticino
Distretto Lugano
Comune Monteceneri
Territorio
Coordinate 46°04′55″N 8°55′01″E / 46.081944°N 8.916944°E46.081944; 8.916944 (Sigirino)Coordinate: 46°04′55″N 8°55′01″E / 46.081944°N 8.916944°E46.081944; 8.916944 (Sigirino)
Altitudine 470 m s.l.m.
Superficie 8,71 km²
Abitanti 450
Densità 51,66 ab./km²
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 6806
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Svizzera
Sigirino
Sigirino – Mappa

1leftarrow.pngVoce principale: Monteceneri.

Sigirino (Sigirìn in dialetto ticinese) è un ex comune del Canton Ticino situato nella valle del fiume Vedeggio.

A partire dal 2010 il centro è stato assorbito nel nuovo comune di Monteceneri, del quale, oltre a Sigirino, fanno parte Bironico, Camignolo, Medeglia, Rivera. La decisione è stata assunta il 24 giugno 2010 dal Gran Consiglio ticinese con 68 sì, due astensioni e nessun voto contrario.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il comune fu teatro, nel 1799, di un episodio bellico: il generale russo Aleksandr Vasil'evič Suvorov, al comando di 22.000 uomini, attraversò il comune, entrandovi da Torricella-Taverne[1], per combattere i francesi, al comando del generale Andrea Massena, a Zurigo.

A partire dalla seconda metà degli anni 2000, Sigirino è sede del cantiere principale della galleria di base del Monte Ceneri, facente parte del progetto AlpTransit, e punto di attacco intermedio dei due avanzamenti di escavazione del tunnel: quello in direzione nord e quello in direzione sud[2].

Il patriziato[modifica | modifica sorgente]

Al comune patriziale sono affidati boschi, pascoli, monti e alpi[3], oltre che la manutenzione delle infrastrutture locali. Esso è formato dalle famiglie che popolavano la zona, alle quali dal XX secolo si sono aggiunte le famiglie composte da una patrizia sposata con un uomo che non lo è (inclusi i figli)[4]. Dal 26 aprile 2009 il presidente dell'ufficio patriziale è Rolando Moghini.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Edilizia religiosa[modifica | modifica sorgente]

  • La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea e l'ossario, che si trovano nella frazione di Vianco. Nella chiesa, a pianta rettangolare, sono degni di nota, oltre alla volta a crociera, l'affresco la Madonna del Latte di autore ignoto (1687), che ricorda lo stile di Giovanni Finale e inserisce temi legati alla Madonna del Purgatorio sullo schema classico della Virgo lactans[5]. All'esterno si trova lo stemma araldico della famiglia Laffranchini.
  • Poco distante dalla chiesa di Sant'Andrea è degno di nota il muro del sagrato, dotato di una colonna votiva. Sul portale si trova un altro affresco, la Madonna del Rosario e i santi Andrea e Abbondio.
  • A poca distanza dalla chiesa di Sant'Andrea vi è inoltre la cappella della Madonna di Re, che ospita un affresco di rilievo.
  • Fra le frazioni di Vianco e Ossignano, invece, si trova l'oratorio di San Rocco, il cui attuale aspetto risale al XIX secolo. La prima traccia storica dell'edificio risale al 1599, ma l'oratorio subì un ampliamento nel 1694 e fu integrato con un presbiterio e un coro fra il 1784 e il 1785 da Carlo Ghezzi Marieloni. Le ultime modifiche all'impianto, infine, furono effettuate da Simone Pedretti (1807-1812) e Deodato Ghezzi: il primo completo gli interni e il campanile, mentre il secondo definì la facciata e gli esterni. Nel 1815, inoltre, Domenico Ghezzi realizzò l'altare, decorato con una statua della Madonna Addolorata (1693) e il ritratto di vescovo. Dopo un restauro nel 1929, fra il 1991 e il 1992 l'edificio fu nuovamente restaurato e in quell'occasione Walter Carbognani sistemò gli interni, caratterizzati da lesene corinzie che sottostanno al cornicione.
  • La cappella votiva nella frazione di Ossignano ospita una Madonna di Re ottocentesca.
  • Al confine con Taverne, infine, si trova l'oratorio di San Giovanni Battista. Sulla facciata è degno di nota un Giovanni Battista affrescato.

Edilizia civile[modifica | modifica sorgente]

Fra le infrastrutture civili possono essere segnalati un vecchio mulino nella frazione Mastarino, un metato in località Osignano e un ponte che attraversa il Vedeggio a Molinzero.

Edilizia militare[modifica | modifica sorgente]

A partire forse dal Tardo Medioevo, nella parte inferiore del villaggio e in località Castellaccio sarebbero state presenti alcune fortificazioni dotate di torri delle quali però oggi non vi è traccia[6].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Suwaroff in Svizzera
  2. ^ Servizio stampa ATG, AlpTransit Gotthard. Nuove vie di transito attraverso il cuore della Svizzera, Lucerna, AlpTransit San Gottardo SA, aprile 2012, pp. 14-15.
  3. ^ Annuario del Canton Ticino
  4. ^ Patriziati affiliati all'ALPA
  5. ^ Besomi, 2008.
  6. ^ Gilardoni, 1967, 553.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 187, 422, 553.
  • Agostino Robertini, Silvano Toppi, Gian Piero Pedrazzi, Sigirino, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1974, 345-356.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 224-225.
  • Giuseppe Chiesi, Fernando Zappa, Terre della Carvina. Storia e tradizioni dell'Alto Vedeggio, Armando Dadò, Locarno 1991.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 8, 58, 60.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 280-281.
  • Fabrizio Panzera (a cura di), Piano del Vedeggio. Dalla strada Regina all'Aeroporto, Salvioni, Bellinzona 2008.
  • Ottavio Besomi, La Madonna di Sigirino. Una Madonna del latte e le anime del Purgatorio, Pagine d'Arte, Tesserete 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]