Shapur Bakhtiar

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Shapur Bakhtiar
Shapur Bakhtiar

Shapur Bakhtiar


Primo Ministro di Persia
Capo di Stato Mohammad Reza Pahlavi
Successore Repubblica Islamica dell'Iran

Dati generali
Alma mater Sorbona, Esfahan, Beirut

Shapur Bakhtiar (in persiano: شاپور بختیار pronuncia persiano[?·info]) (Kanarak, 26 giugno 1914Suresnes, 8 agosto 1991) è stato un politico iraniano, ultimo primo ministro sotto lo scià Mohammad Reza Pahlavi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato nell'Iran sud-occidentale da genitori di etnia bakhtiari, fece i primi studi a Isfahan e Beirut (Libano), prima di spostarsi in Francia dove conseguì il dottorato in scienze politiche alla Sorbona nel 1939. Convinto oppositore dei totalitarismi, si arruolò nella Legione Straniera Francese per combattere con la resistenza contro l'occupazione nazista.

La carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Shapur Bakhtiar ritornò in Iran nel 1946, dove divenne una figura di primo piano del Fronte Nazionale di Mohammad Mossadeq e sottosegretario al Ministero del Lavoro del breve governo da questi presieduto (1951 - 1953). Dopo il colpo di stato promosso dagli anglo-americani che rimise sul trono Reza Pahlavi, Bakhtiar divenne un oppositore del regime e finì più volte in carcere negli anni successivi per un totale di sei anni.

Nel 1979, nel tentativo di contenere la rivoluzione islamica, lo scià lo nominò Primo Ministro come concessione all'opposizione. Sebbene ciò gli causasse l'espulsione dal Fronte Nazionale, Bakhtiar accettò poiché sperava di dirottare la rivolta guidata dai comunisti e dai mullah verso l'instaurazione di una repubblica liberale di tipo occidentale. Pose però come condizione che lo scià lasciasse il Paese.

Avviò quindi una serie di riforme moderate, ma commise alcuni errori decisivi, il più grande dei quali fu permettere a Ruhollah Khomeini di rientrare in Iran e di assumere, così, la testa della rivoluzione. Il potere e il governo di Bakhtiar svanirono in breve tempo e in aprile egli si rifugiò in Francia dove fondò il Movimento Nazionale della Resistenza Iraniana.

Nel 1991 Bakhtiar, che era sfuggito a due precedenti tentativi di assassinio, fu trovato pugnalato a morte nella sua casa nei sobborghi parigini.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marcella Emiliani, Marco Ranuzzi de' Bianchi, Erika Atzori, Nel nome di Omar. Rivoluzione, clero e potere in Iran, Bologna, Odoya, 2008 ISBN 978-88-628-8000-8.

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