Primo Nebiolo

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Primo Nebiolo
Primo Nebiolo.jpg
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Atletica leggera Atletica leggera
 

Primo Nebiolo (Scurzolengo, 14 luglio 1923Roma, 7 novembre 1999) è stato un dirigente sportivo italiano.

Carriera sportiva[modifica | modifica sorgente]

Comincia a praticare l'atletica leggera nel 1939, presso il Liceo Ginnasio Cavour di Torino, particolarmente nelle discipline veloci e nel salto in lungo. Gareggia inoltre nel gruppo sportivo del Dopolavoro Ferroviario. Nel 1939 e nel 1940 partecipa a due distinte edizioni dei Ludi juveniles della Gioventù Italiana del Littorio.

Consegue la maturità presso il Liceo Margara. Si iscrive quindi alla Facoltà di Giurisprudenza dell'ateneo torinese e da universitario continua a gareggiare per la squadra del Guf Torino.

Con lo scoppio della II Guerra mondiale, Nebiolo cerca dapprima, nonostante le ingenti difficoltà logistiche, di continuare l'attività agonistica. Viene costretto, in un secondo tempo, a sospenderla a seguito del suo arruolamento di forza nelle Milizie universitarie repubblicane a Milano.

Arrestato dai nazisti nel 1944, evade dal carcere e si aggrega alle forze partigiane in Monferrato. Nel dopoguerra, riprende l'attività agonistica nelle file del Gruppo sportivo Ganda; si trasferisce poi, nel 1946, al Lancia, per il quale gareggia sino al 1950.

È stato Presidente della IAAF (la Federazione mondiale di atletica leggera) dal 1981 alla morte.

Presidente della Federazione internazionale degli sport universitari, creò le Universiadi e portò nel 1997 la XIX Universiade in Sicilia.

Morì per un attacco di cuore a Roma il 7 novembre 1999[1].

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 13 settembre 1975[2]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 13 maggio 1971[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) I passati presidenti della IAAF - www.iaaf.org. URL consultato il 09-12-2010.
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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