Pellegrino Matteucci

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Pellegrino Matteucci (Ravenna, 13 ottobre 1850Londra, 8 agosto 1881) è stato un esploratore e geografo italiano. Fu il primo europeo ad attraversare per intero il continente africano a nord dell'equatore, dall'Egitto al golfo di Guinea.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Ravenna il 13 ottobre 1850, Pellegrino Matteucci, di famiglia benestante, figlio dell'avvocato Cherubino e di Angela Ghigi. Nel 1860 la famiglia si trasferì a Bologna dove Pellegrino studiò medicina; trasferitosi in seguito presso l'Università di Roma, nel 1873 consegui qui la laurea in medicina .

Desideroso di conoscere nuove popolazioni e nuove regioni, nel 1877 fece il suo primo viaggio in Africa compiendo esplorazioni nel Sudan accompagnato da Romolo Gessi, suo concittadino e noto esploratore. In seguito agli studi che effettuò sulla natura di queste regioni, nel 1879 pubblicò la sua prima opera, Sudan e Gallas (Edizioni Treves, Milano).

Sempre nel 1879, la Società di Esplorazione lo esortò a compiere un altro viaggio attraverso l'Etiopia per indagare sulle possibilità commerciali della regione. Così partì dal porto eritreo di Massaua, attraversò il Tigrai e altre regioni dell'Etiopia e del Goggiam, giungendo presso la sponda destra del fiume Azzurro (l'Abai). Il resoconto di questa impresa fu pubblicato postumo nel 1888, nell’opera In Abissinia (Edizioni Treves, Milano).

Tornato in Italia, vi rimase per breve tempo fin quando il 5 febbraio 1880, in compagnia del principe Giovanni Borghese, suo amico e mecenate, cominciò un’impresa notevole, ovvero la traversata, di 4600 chilometri, dell'Africa dal mar Rosso fino alla foce del fiume Niger nell'Atlantico. Giunto alla fine del viaggio, presso la costa occidentale dell’Africa, nel luglio 1881, fece ritorno in Europa a Londra dove ancora sofferente per una febbre contratta durante la missione, morì l'8 agosto, non ancora trentunenne.

La sua figura è legata principalmente alla sua città di adozione, Bologna, nel cui cimitero della Certosa le sue spoglie riposano sotto ad un monumento a lui dedicato, ma numerose vie e piazze gli sono state dedicate in varie città d'Italia. Per alcuni anni visse anche a Granarolo dell'Emilia, un comune nelle vicinanze di Bologna, dove esiste ancora la villa in cui dimorò.

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