P/2010 A2

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Cometa
P/2010 A2 (LINEAR)
2010A2-2010Jan12-10UT.jpg
Scoperta 6 gennaio 2010[1]
Scopritore LINEAR[1]
Parametri orbitali
(all'epoca 2455209,5
13 gennaio 2010[2])
Semiasse maggiore 2,2920 UA
Perielio 2,0081 UA
Afelio 2,5756 UA
Periodo orbitale 3,47 anni
Inclinazione orbitale 5,2724°
Eccentricità 0,1238
Longitudine del
nodo ascendente
320,2117°
Argom. del perielio 132,7166°
Ultimo perielio 3 dicembre 2009
Dati fisici
Dimensioni ~150 m (diametro)[3]
Dati osservativi
Magnitudine app.
~20[1] (max)

Magnitudine ass.

15,7[2] (totale)

P/2010 A2 (LINEAR) è un corpo minore del Sistema solare di circa 150 m di diametro,[3] scoperto il 6 gennaio 2010 nell'ambito del programma LINEAR del Lincoln Laboratory per la ricerca sistematica di asteroidi.[1]

Storia osservativa[modifica | modifica sorgente]

Il presunto nucleo visibile nell'angolo in basso a sinistra del campo di detriti.

P/2010 A2 è stato scoperto il 6 gennaio 2010 come un oggetto della ventesima magnitudine[4] nell'ambito del programma Lincoln Near-Earth Asteroid Research (LINEAR) gestito dal Lincoln Laboratory del MIT,[1] il cui scopo è la ricerca sistematica di asteroidi near-Earth. È stato utilizzato un telescopio riflettore di un metro di diametro con una fotocamera a CCD.

Identificato inizialmente come una cometa periodica, per alcuni appartenente alla fascia principale degli asteroidi (main belt comet),[5] per altri alla famiglia cometaria di Giove nel gruppo della Cometa Encke,[2] ha ricevuto una designazione cometaria dal Minor Planet Center.

Ha subito manifestato delle particolarità, avendo una coda debole senza presentare una reale chioma.[4] Analisi successive di immagini ottenute il 25 ed il 29 gennaio con il Telescopio spaziale Hubble (HST) suggeriscono che la coda sia stata generata da una recente collisione tra due asteroidi piuttosto che dalla sublimazione di ghiaccio cometario.[3] Un ulteriore dato notevole è rappresentato dalla posizione relativa del nucleo, sbilanciata rispetto all'asse della coda e all'esterno di quella che dovrebbe essere la chioma, situazione che non presenta precedenti nell'osservazione delle comete.[3] La coda potrebbe essere creata da particelle millimetriche soffiate via dalla pressione della radiazione solare.[5]

Orbita[modifica | modifica sorgente]

Una prima orbita è stata calcolata dopo 26 giorni di osservazioni. Questi primi calcoli suggeriscono che l'oggetto percorra un'orbita con bassa eccentricità, inclinata di circa 5° rispetto al piano dell'eclittica. Sembrerebbe che P/2010 A2 sia transitato dal perielio, a circa 2 UA dal Sole, nei primi giorni del mese di dicembre,[2] poco più di un mese prima della sua scoperta. Con un afelio a circa 2,6 UA, l'orbita di P/2010 A2 è sempre contenuta entro il limite della neve del Sistema solare, posto a 2,7 UA.[6] Oltre tale limite, i ghiacci delle molecole volatili (acqua, ammoniaca, etc...) sono generalmente più comuni. Tuttavia non è ancora possibile escludere la possibilità che la coda sia costituita da gas fuoriuscito dal nucleo dell'oggetto in seguito alla sublimazione di ghiacci contenuti al suo interno.[7]

L'orbita di P/2010 A2 è coerente con la sua appartenenza alla famiglia asteroidale di Flora,[3][5] un insieme di oggetti che sembrano essere i resti di una collisione che, più di cento milioni di anni fa, ha frammentato un oggetto principale in tantissimi pezzi che hanno assunto una forma di stella, conservando la stessa composizione e seguendo la medesima orbita.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e (EN) B.G. Marsden, MPEC 2010-A32 : Comet P/2010 A2 (LINEAR), Minor Planet Center, UAI, 7 gennaio 2010. URL consultato il 19 marzo 2011.
  2. ^ a b c d (EN) P/2010 A2 (LINEAR) in JPL Small-Body Database Browser, Jet Propulsion Laboratory, 25 gennaio 2010 (Ultima osservazione utilizzata). URL consultato il 3 febbraio 2010.
  3. ^ a b c d e (EN) J.D. Harrington, Suspected Asteroid Collision Leaves Trailing Debris, NASA, 2 febbraio 2010. URL consultato il 4 febbraio 2010.
  4. ^ a b (EN) Jonathan Shanklin, BAA Comet Section: Comets discovered in 2010, Institute of Astronomy (British Astronomical Association), 18 gennaio 2010. URL consultato il 04-022010.
  5. ^ a b c (EN) Tony Phillips, Hubble Sees Suspected Asteroid Collision, Science@NASA, 2 febbraio 2010. URL consultato il 4 febbraio 2010.
  6. ^ (EN) Ice line in Glossary of Astronomical Terms, Raymond Harris. URL consultato il 4 febbraio 2010.
  7. ^ (EN) D.C. Jewitt, P/2010 A2 (LINEAR): The 5th Main-Belt Comet, UCLA (Deparment of Earth and Space Sciences). URL consultato il 4 febbraio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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