Nessuno mi può giudicare (film 2011)

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Nessuno mi può giudicare
Nessuno mi può giudicare.png
Alice (Paola Cortellesi) in una scena del film
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2011
Durata 94 min
Colore colore
Audio audio
Genere commedia
Regia Massimiliano Bruno
Soggetto Fausto Brizzi
Sceneggiatura Massimiliano Bruno, Edoardo Falcone, con la collaborazione di Fausto Brizzi
Produttore Fulvio Lucisano, Federica Lucisano
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Roberto Forza
Montaggio Luciana Pandolfelli
Musiche Giuliano Taviani, Carmelo Travia
Scenografia Sonia Peng
Costumi Alberto Moretti
Interpreti e personaggi

Nessuno mi può giudicare è un film del 2011 diretto da Massimiliano Bruno, che vede protagonisti Paola Cortellesi e Raoul Bova.

Ha vinto a sorpresa il Nastro d'argento alla migliore commedia battendo i due campioni d'incasso stagionali Benvenuti al Sud e Che bella giornata.[1]

Tra gli altri attori vi sono Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Caterina Guzzanti, Massimiliano Bruno e Giovanni Bruno nella sua prima apparizione cinematografica.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La trentatreenne Alice vive in una bella villetta di Roma nord, ha un marito, un figlio di 9 anni e tre domestici extracomunitari. La sua vita sembra un sogno dorato ma si rivelerà ben presto un incubo. Suo marito, imprenditore nel ramo dei sanitari, muore in un incidente e il suo avvocato le spiega che è rimasta senza un soldo e che il marito l'ha lasciata piena di debiti, e da qui il mondo le crolla addosso: deve licenziare i domestici e vendere la casa. La sua nuova sistemazione consiste in un minuscolo appartamento nel quartiere del Quarticciolo, segnalatole dal suo ex domestico Aziz. Tuttavia, la vendita della villa è insufficiente per far fronte ai debiti, e così Alice decide di contattare Eva, una escort vista poco tempo prima durante una festa.

Lo scopo di Alice è quello di guadagnare molto denaro in poco tempo e quindi, suo malgrado, intraprende la carriera di escort, aiutata da Eva. Dopo l'imbarazzo iniziale, il metodo inizia a funzionare, e Alice può, a poco a poco, ripianare i suoi debiti.

Durante la sua permanenza al Quarticciolo però Alice conosce Giulio, gestore di un internet point, e se ne innamora. Tuttavia, la sua professione di escort costituisce un serio ostacolo alla loro storia d'amore, e così Alice decide di nascondergli la verità, raccontandogli di lavorare in un negozio Decathlon. Tutto sembra funzionare, fin quando Giulio non scopre Alice ed Eva ad una festa di addio al celibato. Giulio allora, sentendosi tradito, decide di lasciare Alice.

A risolvere la situazione ci penserà Eva, fino a quel momento cinica e materialista. Eva si presenta davanti all'internet point di Giulio, in procinto di chiudere a causa dei debiti contratti col padrone di casa, e gli porge un assegno. Giulio inizialmente rifiuta i soldi, ma Eva lo convince ad accettare, facendogli capire che Alice, se ha fatto quello che ha fatto, è stato unicamente per necessità. A questo punto Alice, pagati tutti i debiti, può lasciare la carriera di escort e continuare in serenità la storia con Giulio.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film è presente una versione del brano Nessuno mi può giudicare cantata da Paola Cortellesi e realizzata da A&P Amati [2]. Verso l'inizio del film, da una canzone di Francesco De Gregori, viene citato un verso di Alice del 1973. Il verso è riferito alla protagonista, che porta lo stesso nome della canzone: "ma tutto questo Alice non lo sa".
  • In una scena viene citata la pellicola di Nanni Moretti Ecce bombo: quando un allegro cliente dell'Internet point afferma di non credere alle differenze razziali e che i bianchi e i neri sono uguali, il razzista Lionello lo aggredisce gridando: "Bianchi e neri siamo tutti uguali? Ma che siamo, in un film di Nanni Moretti? Te lo meriti, Nanni Moretti!".
  • All'inizio del film Raoul Bova appare con addosso una maglietta celebrativa del 3º scudetto vinto dalla Roma sulla quale campeggia la scritta: "Roma - Parma 3 - 0 17 giugno 2001". Ciò risulta essere un falso storico in quanto la partita in questione, al termine della quale la Roma si aggiudicò il titolo di Campione d'Italia, si concluse con il risultato di 3-1 (reti di Totti, Montella, Batistuta e Di Vaio) e non 3-0.
  • Intorno al quindicesimo minuto, durante un delicato colloquio tra madre e figlio, è visibile una riproduzione di un dipinto settecentesco (affisso alla parete) raffigurante Palermo e il monte Pellegrino.
  • Il regista Massimiliano Bruno interpreta una piccola parte all'inizio del film, recita nel ruolo di un signore che fa le condoglianze a Paola Cortellesi, la protagonista del film.
  • il cantante Fausto Leali compare in un breve cameo nella parte di se stesso quando Sofia (Caterina Guzzanti) cerca di farsi perdonare da Biagio (Valerio Aprea) per un suo tradimento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nastri d’Argento 2011: Nessuno mi può giudicare commedia dell’anno, cinegiornalisti.com. URL consultato il 21 giugno 2011.
  2. ^ APbeat - A&P Amati, apbeat.it.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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