Movimento per l'estinzione umana volontaria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(EN)
« May we Live Long and Die Out. »
(IT)
« Si possa noi vivere a lungo ed estinguerci. »
(Motto del movimento VHEMT[1])
Movimento per l'estinzione umana volontaria
Movimento per l'estinzione umana volontaria
Logo dell'organizzazione
Tipo ONG
Fondazione 1991
Fondatore Les U. Knight
Motto Si possa noi vivere a lungo ed estinguerci
Sito web

Il Movimento per l'estinzione umana volontaria (dall'inglese Voluntary Human Extinction MovemenT, da cui l'acronimo VHEMT pronunciato vehement ovvero veemente in italiano[1]) è un movimento internazionale che sostiene l'estinzione volontaria della specie umana ovvero la teoria filosofica dell'antinatalismo.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Scopo del movimento è sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità dell'estinzione volontaria e pacifica della specie umana come soluzione alla distruzione irreversibile dell'ecosistema terrestre: in questi termini viene evidenziato come l'«alternativa all’estinzione di milioni di specie vegetali ed animali è l’estinzione volontaria di una sola specie: l’homo sapiens… la nostra estinzione».[1] Rigettando le frequenti accuse di misantropia, cinismo o sadismo, il VHEMT vuole porre in evidenza questa semplice alternativa umanitaria ai disastri che colpiscono le persone e la biosfera, proponendo una speranza concreta per un futuro sostenibile, sottolineando che

« i Sostenitori del VHEMT non sono necessariamente a favore dell’estinzione umana, ma concordano sul fatto che nessun altro dovrebbe essere messo al mondo in questo momento. »
(dalla sezione italiana VHEMT.org[1])

Essendo un'iniziativa culturale e filosofica, la decisione di far o meno parte del movimento è meramente uno «stato mentale»,[1] possibile attraverso due approcci:

  • Volontario: una persona che supporta la posizione dell'estinzione umana volontaria rinunciando ad avere figli, o non avendone più altri se già genitore
  • Simpatizzante: una persona che riconosce l'irresponsabilità di diventare genitore nell'attuale periodo storico, ma non ritiene necessaria l'estinzione della specie umana.[2]

Il logo del VHEMT è rappresentato dalla lettera V di Voluntary, coperta dall'immagine della Terra, come invito alla diffusione universale delle idee del movimento, disegnata capovolta, per indicare il ribaltamento della mentalità corrente, la necessità di un cambiamento radicale e la sensazione di angoscia per l'attuale squilibrio ecologico.[3]

Non esiste un vero e proprio fondatore, ma Les U. Knight viene generalmente riconosciuto come portavoce, avendo coniato la sigla che oggi identifica chi abbia maturato questa scelta. Il sito ufficiale del movimento è attivo dal luglio del 1996, con traduzioni in 15 lingue. Knight è stato spesso intervistato da numerosi media cartacei, radiofonici e televisivi statunitensi come San Francisco Chronicle, Fox News, MSNBC.[1][4] Il settimanale londinese The Economist, in un editoriale molto controverso, ha sostenuto la teoria nell'eventualità di un futuro non prevedibile.[5]

Intellettuali di riferimento sono Buddha, Egesia di Cirene, Sofocle, Arthur Schopenhauer, Mark Twain, Emil Cioran, Brother Theodore, Peter Wessel Zapffe, Philipp Mainländer, Gustave Flaubert, Philip Larkin, Chris Korda, Slavoj Žižek, David Attenborough y Paul R. Ehrlich[6] (de Optimum Population Trust), David Benatar,[7] Matti Häyry, Thomas Ligotti, Richard Stallman[8] Serge Latouche,[9] y Corinne Maier, tra gli altri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Il Movimento VHEMT in vhemt.org. URL consultato il 31/03/2014.
  2. ^ vhemt.org, Sito ufficiale del VHEMT
  3. ^ Logo Symbolism in vhemt.org. URL consultato il 31/03/2014.
  4. ^ (EN) Tucker Carlson, Taking on the Human Extinction Movement in MSNBC TV, 5 dicembre 2005. URL consultato il 16 giugno 2012.
  5. ^ (EN) Jonathan Rauch, Sui Genocide in The Economist, 17 dicembre 1998. URL consultato il 16 giugno 2012.
  6. ^ "Tener más de dos hijos es egoísta e irresponsable". Entrevista a Paul Ehrlich, Biólogo de poblaciones, El País, Rafael Méndez, 06/11/2009
  7. ^ David Benatar, Better Never to Have Been, Oxford University Press, USA, 2006. DOI:10.1093/acprof:oso/9780199296422.001.0001, ISBN 978-0-19-929642-2.
  8. ^ RMS -vs- Doctor, on the evils of Natalism, 2 de septiembre de 2010.
  9. ^ Serge Latouche, El crecimiento tiene que ser demográfico, La apuesta por el decrecimiento: ¿cómo salir del imaginario dominante?, Icaria, 2008

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]