Movimento per l'estinzione umana volontaria

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(EN)
« May we Live Long and Die Out. »
(IT)
« Possiamo noi vivere a lungo ed estinguerci.[1] »
(Motto del movimento VHEMT[2])
Movimento per l'estinzione umana volontaria
Movimento per l'estinzione umana volontaria
Logo dell'organizzazione
Tipo ONG
Fondazione 1991
Fondatore Les U. Knight
Motto Si possa noi vivere a lungo ed estinguerci[1]
Sito web

Il Movimento per l'estinzione umana volontaria (dall'inglese Voluntary Human Extinction MovemenT, da cui l'acronimo VHEMT pronunciato vehement ovvero veemente in italiano[2]) è un movimento internazionale che sostiene l'estinzione volontaria della specie umana ovvero la teoria filosofica dell'antinatalismo.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Scopo del movimento è sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità dell'estinzione volontaria e pacifica della specie umana come soluzione alla distruzione irreversibile dell'ecosistema terrestre: in questi termini viene evidenziato come l'«alternativa all’estinzione di milioni di specie vegetali ed animali è l’estinzione volontaria di una sola specie: l’homo sapiens… la nostra estinzione».[2] Rigettando le frequenti accuse di misantropia, cinismo o sadismo, il VHEMT vuole porre in evidenza questa semplice alternativa umanitaria ai disastri che colpiscono le persone e la biosfera, proponendo una speranza concreta per un futuro sostenibile, sottolineando che

« i Sostenitori del VHEMT non sono necessariamente a favore dell’estinzione umana, ma concordano sul fatto che nessun altro dovrebbe essere messo al mondo in questo momento. »
(dalla sezione italiana VHEMT.org[2])

Essendo un'iniziativa culturale e filosofica, la decisione di far o meno parte del movimento è meramente uno «stato mentale»,[2] possibile attraverso due approcci:

  • Volontario: una persona che supporta la posizione dell'estinzione umana volontaria rinunciando ad avere figli, o non avendone più altri se già genitore
  • Simpatizzante: una persona che riconosce l'irresponsabilità di diventare genitore nell'attuale periodo storico, ma non ritiene necessaria l'estinzione della specie umana.[3]

Il logo del VHEMT è rappresentato dalla lettera V di Voluntary, coperta dall'immagine della Terra, come invito alla diffusione universale delle idee del movimento, disegnata capovolta, per indicare il ribaltamento della mentalità corrente, la necessità di un cambiamento radicale e la sensazione di angoscia per l'attuale squilibrio ecologico.[4]

Non esiste un vero e proprio fondatore, ma Les U. Knight viene generalmente riconosciuto come portavoce, avendo coniato la sigla che oggi identifica chi abbia maturato questa scelta. Il sito ufficiale del movimento è attivo dal luglio del 1996, con traduzioni in 15 lingue. Knight è stato spesso intervistato da numerosi media cartacei, radiofonici e televisivi statunitensi come San Francisco Chronicle, Fox News, MSNBC.[2][5] Il settimanale londinese The Economist, in un editoriale molto controverso, ha sostenuto la teoria nell'eventualità di un futuro non prevedibile.[6]

Intellettuali di riferimento sono Buddha, Egesia di Cirene, Sofocle, Arthur Schopenhauer, Mark Twain, Emil Cioran, Brother Theodore, Peter Wessel Zapffe, Philipp Mainländer, Gustave Flaubert, Philip Larkin, Chris Korda, Slavoj Žižek, David Attenborough y Paul R. Ehrlich[7] (de Optimum Population Trust), David Benatar,[8] Matti Häyry, Thomas Ligotti, Richard Stallman[9] Serge Latouche,[10] e Corinne Maier, tra gli altri.

La posizione del VHEMT sulla sterilizzazione obbligatoria[modifica | modifica sorgente]

Per quanto il Movimento per l'estinzione umana volontaria proponga appunto già nel nome stesso la volontarietà e dunque la libera scelta, dell'opzione non procreativa e dell'eventuale intervento chirurgico atto ad ottenere questo risultato, considerando dunque la scelta elettiva quella di una persuasione culturale, pure non mancano, in seno al Movimento stesso, frange più estremiste, disposte a prendere in considerazione anche l'opzione dell'uso della forza, per raggiungere il risultato dell'affrancamento della (o dalla) specie.

Si tratta, allo stato dei fatti, evidentemente, di un puro ed utopico esercizio accademico, ma occorre comunque rilevare che, in questo caso, non si potrebbe parlare di eugenetica, cioè del fine ideologico di una buona e selettiva generazione, quanto, piuttosto, di agenetica, cioè totale assenza di generazione, ciò stante la convinzione, da parte del VHEMT stesso, che qualunque generazione umana sarebbe comunque un atto contrario tanto all'essere umano stesso, quanto all'equilibrio naturale.

Quest'opzione estrema viene presentata, nel sito del Movimento, con i seguenti "pro" e "contro":

Pro
La privazione del diritto a riprodursi è ritenuta preferibile alla concessione dell'esercizio d'un diritto d'ignoranza, che condannerebbe un nuovo essere umano al giogo dell'esistenza, implicante il suo sfruttamento, la sua sofferenza e la sua morte. Pieno controllo politico, e quindi garanzia di un tasso di natalità ridotto al di sotto del tasso di mortalità.
Contro
Metodo dittatoriale. Non rispetta la libertà altrui. Richiede un controllo che rischia di essere politicamente impraticabile nella maggior parte della popolazione mondiale. Una sterilizzazione globale ha elevati costi. Creerebbe altri potenziali problemi, come un rischio d'infanticidio ("porre rimedio" quando il bambino sia già nato), d'un mercato nero dei neonati da parte dei più abbienti, d'un genocidio indiretto delle etnie maggiormente controllabili. Vi sarebbe anche la necessità di pianificare politiche palliative per i superstiti.


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Tradotto anche come:
    « Lunga vita e poi estinzione. »
    Alan Weisman, Il mondo senza di noi in collana Stile Libero Extra, Torino, Einaudi [2007], 2008, p. 292, ISBN 978-88-06-19137-5.
  2. ^ a b c d e f Il Movimento in vhemt.org. URL consultato il 23 maggio 2014.
  3. ^ (EN) The Voluntary Human Extinction Movement in vhemt.org. URL consultato il 23 maggio 2014.
  4. ^ (EN) Symbolism of the logo for the Voluntary Human Extinction Movement in vhemt.org. URL consultato il 22 maggio 2014.
  5. ^ (EN) Tucker Carlson, Taking on the Human Extinction Movement in MSNBC TV, 5 dicembre 2005. URL consultato il 23 maggio 2014.
  6. ^ (EN) Jonathan Rauch, Sui genocide in The Economist, 17 dicembre 1998. URL consultato il 23 maggio 2014.
  7. ^ (ES) Rafael Méndez, Entrevista a Paul Ehrlich, Biólogo de poblaciones: "Tener más de dos hijos es egoísta e irresponsable" in El País (Barcellona), 6 novembre 2009. URL consultato il 23 maggio 2014.
  8. ^ (EN) David Benatar, Better Never to Have Been, Oxford University Press, USA, 2006, DOI:10.1093/acprof:oso/9780199296422.001.0001, ISBN 978-0-19-929642-2.
  9. ^ (EN) RMS -vs- Doctor, on the evils of Natalism in art.net, 2 settembre 2010. URL consultato il 23 maggio 2014.
  10. ^ Serge Latouche, È necessaria una descrescita demografica? in La scommessa della decrescita, Feltrinelli, ISBN 9788858809693.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]